Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 172 30 settembre 2004
ATTUALITÀ
  • Accessi rurali: il presidente Politi scrive al ministro Lunardi
TERRITORIO
  • Cia Marche: sì alla formazione per un’agricoltura sempre più europea
  • Il Consiglio regionale della Cia dell'Emilia-Romagna
  • Pensionati: un deciso impegno dell’Ap-Cia di Bari
APPUNTAMENTI
  • Riunione del Direttivo Cia di Spoleto
  • Cia di Ascoli Piceno: incontro sull’olivicoltura di qualità

 

ATTUALITÀ


Accessi rurali: il presidente Politi scrive al ministro Lunardi

 

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi ha inviato una lettera ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi sottolineando l’esigenza di una soluzione relativa al problema degli accessi rurali. Di seguito pubblichiamo il teso della lettera.

 

“On. Ministro, mi corre l’obbligo di intervenire sull’iniziativa intrapresa dall’Ente Nazionale per le Strade per la regolarizzazione, mediante definizione agevolata, degli accessi, attraversamenti ed impianti situati lungo le strade di competenza dell’Ente medesimo, per rappresentarLe il forte disagio e la crescente preoccupazione  del mondo agricolo di fronte ad un provvedimento di così vasta e significativa portata sia in termini economici che applicativi.

L’iniziativa della Confederazione italiana agricoltori, tesa a instaurare un utile e costruttivo dialogo con l’Ente in questione, trova forti e sostanziali resistenze nell’interlocutore proteso ad una pedissequa applicazione del provvedimento che, in assenza di significative modifiche, si avvia a creare  i presupposti per un suo insuccesso  attesa la sperequazione della pretesa di cui si fa portatore e la complessità degli adempimenti cui è chiamato ad adempiere l’agricoltore.

Occorre, quindi, che La informi delle proposte avanzate dalla Cia nei diversi incontri che si sono susseguiti con l’Anas in questo periodo e portati alla Sua attenzione, seppur sommariamente, con Ns lettera del 28 aprile 2004, Prot. 243/MP/rs: sostanziale mitigazione delle sanzioni, riduzione delle spese di istruttoria, possibilità di rateazione delle somme dovute, informatizzazione delle procedure (se quest’ultimo aspetto va segnalata, da una parte, la forte residenza dell’Anas ad adottare soluzioni diverse dall’invio della domanda su formato cartaceo e dall’altra l’ammissione dei Dirigenti dello stesso Ente che hanno confermato come su circa 4.000 domande di definizione fin qui ricevute la maggior parte risultano errate nella compilazione).

Volutamente non Le ho segnalato quella legata alla richiesta di proroga del termine per aderire alla definizione agevolata, trattandosi dell’unica richiesta fin qui accolta, rispondente anche alle esigenze manifestate dal soggetto attivo di questa vicenda.

Mi permetto, inoltre, di esprimere contrarietà rispetto ad una non puntuale analisi delle situazioni in cui, ordinariamente  ed oggettivamente, si trova a dover operare la gran parte degli imprenditori agricoli: questi non possono essere accomunati ad un qualsiasi imprenditore commerciale e ciò ha validità anche in tale situazione dove la maggior parte dei fondi agricoli è dotata di più accessi rurali, pur quasi mai utilizzati, in cui la realizzazione di strade è stata una delle cause, indesiderate, del proliferare degli accessi medesimi, dove, ancora, il limite minimo di larghezza degli accessi è fissato in  3 metri lineari quando molte delle attrezzature agricole hanno dimensioni maggiori.

Credo, Signor Ministro, che in questa vicenda stia prevalendo una visione “economica” del problema a discapito dell’emersione dell’obiettivo primario legato a creare condizioni di maggior sicurezza su tutte le strade del nostro bel Paese, nell’interesse della collettività e per questo degli stessi imprenditori agricoli.

Ed è per queste regioni che Le chiedo un risolutivo intervento affinché le soluzioni formulate dall’Anas vengano riconsiderate in termini sostanziali e procedurali, con l’obiettivo di non creare condizioni vessatorie e discriminatorie nei riguardi degli agricoltori che continuano a rappresentare le espressioni migliori di quella iniziativa a favore della tutela e salvaguardia del territorio che è bene di noi tutti e patrimonio da tramandare alle future generazioni. RingraziandoLa anticipatamente, resto in attesa di un riscontro e con l’occasione porgo deferenti saluti”.

 

 

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


Cia Marche: sì alla formazione per un’agricoltura sempre più europea

 

Si alla formazione come leva fondamentale di sviluppo. Un principio più che mai valido anche in agricoltura, come evidenziato da Nevio Lavagnoli, vicepresidente della Cia Marche, nel suo intervento alla presentazione di Rural Track.

“Dopo aver aderito lo scorso anno al progetto Agri Train, abbiamo accolto questa nuova iniziativa promossa da Sviluppo Marche con grande soddisfazione. E’ tempo -aggiunge il vicepresidente regionale della Cia- di guardare allo sviluppo del sistema rurale in una prospettiva ampia, avviando uno scambio di esperienze con altri Paesi europei. In questo senso il confronto si trasforma in un vero percorso formativo che può dare il via a quelle spinte innovative capaci di apportare benefici concreti all’agricoltura marchigiana”.

Lavagnoli, infine, sottolinea l’importanza del coinvolgimento nel progetto di tutte le organizzazioni agricole, “poiché solo uniti possiamo realmente trarre vantaggio da questa opportunità di formazione offerta da Rural Track”.

 


Il Consiglio regionale della Cia dell'Emilia-Romagna

 

"L'autunno del nostro scontento". Questo il titolo dato da Giulio Fantuzzi, vicepresidente vicario nazionale e presidente della Cia dell'Emilia-Romagna, alla sua relazione introduttiva del Consiglio regionale tenutosi il 29 settembre a Bologna, che è stato concluso dal presidente nazionale Giuseppe Politi.

Purtroppo la frase, ripresa dallo shakespeariano "Riccardo III", non è una pura e semplice citazione letteraria, ma la constatazione di un malessere e di una preoccupazione che pervadono l'intero comparto agricolo italiano.

Dovremo, come Cia, presidiare con attenzione la Finanziaria, chiedere con forza che le proroghe Iva e Irap cedano il passo ad una stabilizzazione strutturale, impedire una decurtazione ai patronati, tagli alla legge omnibus sulle risorse alle Regione per la competenza agricola, ai trasferimenti agli enti locali ed alla promozione all'agroalimentare "made in Italy". Nel contempo si deve difendere l'impresa agricola che è l'alleato più prezioso del consumatore. Urgono soluzioni ed il vicepresidente vicario le individua in tre direzioni.

La prima è sulla materia dei prezzi. C'è un formidabile divario, tra prezzi all'origine e prezzi al consumo finale, che ci umilia e distrugge. Il governo deve proporre un accordo alla grande distribuzione organizzata che punti su questa correlazione, lanciando una operazione trasparenza tra tutti i protagonisti della catena. La seconda è quella delle filiere e degli strumenti organizzativi. Le Organizzazioni dei produttori hanno bisogno di varare nuovi strumenti di raccordo, trovando ascolto nelle Unioni nazionali di prodotto, con controlli sulla qualità che prevengano le eccedenze e scoraggino la speculazione. La terza direzione è quella della competitività del made in Italy. Nel primo semestre 2004 le importazioni di frutta hanno superato le esportazioni, con un saldo negativo di 86 milioni di euro: più che un campanello d'allarme. Vanno studiate iniziative di promozione, finalizzare le risorse indirizzandole alle aziende agricole, convocare gli stati generali dell'ortofrutta italiana.

Manca al Paese, ha affermato Giulio Fantuzzi, una vera politica agricola, puntando il dito su altri pericolanti settori: la campagna cerealicola, il pomodoro da industria, la zootecnia, le bietole. Per questo dobbiamo crescere, anche come Cia, in organizzazione, alleanze e peso commerciale.

E' l'autunno del nostro scontento, ha detto Fantuzzi, perché non c'è reddito, perché l'agricoltura da "sostenibile" si fa "insostenibile", perché i prezzi coprono sì e no il 50 per cento dei costi produttivi e, parlando dell'Emilia-Romagna, se ci sarà, come minacciato, un espianto diffuso della frutticoltura romagnola, un grande patrimonio produttivo andrà alla rottamazione e, nonostante l'Istat, nessuno potrà più dirsi ricco in questa regione. Salutando il varo dello Statuto regionale, ha ricordato le perplessità  sulla legge regionale riguardante la sicurezza del territorio e delle bonifiche, il Piano di tutela delle acque.

Dopo allarmati ed allarmanti (giustificati dai fatti) interventi di alcuni presidenti provinciali e funzionari, ha chiuso i lavori il presidente nazionale Giuseppe Politi che, a proposito del problema dei prezzi, ha annunciato la costituzione di un Osservatorio interno della Cia che, attraverso aziende campione, formerà una rete permanente (anche per internet) informativa sulle produzioni e l'andamento del mercato. Il presidente Politi inoltre ha auspicato una maggiore presenza degli agricoltori, che devono contare di più, dando concreti apporti soprattutto a certe politiche settoriali. Una sollecitazione al governo perché promuova un "made in Italy" reale e competitivo, per una miglior distribuzione dell'agricoltura italiana.


Pensionati: un deciso impegno dell’Ap-Cia di Bari

 

E’ stato grande successo della settima festa nazionale dell’Associazione pensionati della Cia svoltasi quest’anno a Comacchio, Ferrara e Ravenna. La manifestazione, come è stato rilevato nei giorni scorsi, si è tenuta in un clima di grande interesse da parte dei pensionati, per la discussione e per il dibattito svoltosi intorno alle problematiche sociali verso gli anziani, protagonisti della società moderna e dello sviluppo rurale. Non sono mancati, inoltre, momenti ricreativi con iniziative folcloristiche che hanno allietato la permanenza dei pensionati durante le giornate della manifestazione. 

Dalla festa è scaturito il forte impegno dell’Anp-Cia per sviluppare in tutto il territorio nazionale un grande mobilitazione degli anziani, in vista della discussione e approvazione della legge finanziaria 2005, per superare le attuali ingiustizie sociali nei confronti dei pensionati e migliorare le condizioni di vita generale degli uomini e delle donne della terza età.

Nell’ambito della mobilitazione generale della Cia, l’Anp-Cia ha programmato per i prossimi giorni assemblee pubbliche per ribadire le richieste della confederazione: aumento dei minimi di pensione al di sopra della soglia di povertà; parificazione dell’assegno al nucleo familiare; realizzazione di servizi socio sanitari adeguati alle esigenze delle aree rurali; realizzazione di un sistema di interventi per garantire l’autosufficienza; maggiori certezze e parità di trattamento per beneficiare del servizio sanitario nazionale.

L’Anp-Cia della provincia di Bari, forte della sua capillare organizzazione in tutti i comuni -afferma Giuseppe Di Pace, presidente provinciale della associazione pensionati della Cia- è impegnata a sviluppare tutte le azioni sindacali necessarie per contribuire alla realizzazione di un sistema di sicurezza sociale che si fondi su una più alta qualità della vita e sulla tutela di tutti i cittadini, riconoscendo agli agricoltori, come sancito dalla Costituzione, diritti pari a quelli assicurati agli altri lavoratori nella previdenza e nell’assistenza sanitaria e sociale.

Mauro Zaccheo, responsabile provinciale dell’associazione pensionati, aggiunge che particolare attenzione sarà rivolta all’attuazione della legge regionale 17 del 29 agosto 2003 al fine di contribuire in tutta la provincia di Bari, con proposte mirate a migliorare il sistema regionale dello stato sociale partendo dalla programmazione dei servizi socio-sanitari di zona; rendere migliore la situazione socio-sanitaria in particolare verso gli anziani, che nella provincia di Bari presenta elementi di grave crisi e carenza.

 

 

torna al sommario

APPUNTAMENTI


Riunione del Direttivo Cia di Spoleto

 

Si svolgerà domani, venerdì 1 ottobre, a Spoleto, a Villa Redenta a partire dalle ore 16, la riunione del Direttivo della Cia sede di Spoleto. Nell’occasione saranno affrontati i principali argomenti di attualità relativi all’agricoltura con particolare riferimento alla riforma Pac e a tutte le questioni ad essa connesse. Oltre ai rappresentanti locali della Cia, prenderà parte all’incontro anche Walter Trivellizzi, presidente della Cia Umbria, il quale concluderà la giornata con un suo intervento.

 


Cia di Ascoli Piceno: incontro sull’olivicoltura di qualità

 

“Olivicoltura di qualità”. Questo il tema dell’ incontro di aggiornamento tecnico per frantoiani promosso per mercoledì  13  ottobre   dalla Cia di Ascoli Piceno. L’incontro, che si svolgerà a partire dalle ore 15.00 presso la sede della Cia provinciale, vedrà gli interventi del prof. Leonardo Seghetti, docente dell’Istituto Tecnico Agrario “C. Ulpiani”  di Ascoli Piceno, che parlerà di “La trasformazione delle olive - Le corrette procedure per ottenere un olio extravergine di qualità”, e del dott. Angelo Mangoni, dirigente della sede di Ancona dell’ Ispettorato centrale repressioni frodi, che affronterà il tema “L’etichettatura e la commercializzazione dell’olio extravergine di oliva - La normativa di riferimento”. Il coordinamento sarà  del dott. Fausto Malvolti , dell’ Aioma.

 

torna al sommario