| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 131 | 30 giugno 2010 |
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La Cia, a commento dei dati provvisori Istat di giugno, sottolinea che la caduta verticale delle quotazioni all’origine (meno 15 per cento negli ultimi due anni) è stata determinante per frenare i listini sugli scaffali, dove si registrano anche diminuzioni. Nonostante ciò, gli acquisti subiscono un nuovo rallentamento e per gli agricoltori la situazione resta difficile. La caduta verticale dei prezzi sui campi (meno 15 per cento negli ultimi due anni) blocca la corsa dei listini al dettaglio (meno 0,4 per cento a giugno rispetto all’analogo periodo del 2009 e meno 0,1 per cento nei confronti del precedente mese di maggio). Un calo che, tuttavia, non favorisce la ripresa dei consumi alimentari che, dopo la ripresa del primo trimestre (più 1,1 per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno passato), hanno registrato un calo, ad aprile, del 2 per cento. E nonostante il rallentamento delle quotazioni sugli scaffali, le famiglie cambiano il menù e così modifica anche il carrello della spesa: meno pane, pasta, carne bovina, vino e di olio d’oliva e più prodotti trasformati, formaggi, latte, ortaggi e frutta. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a giugno. L’agricoltura, in questo modo, ha dato il suo significativo contributo al rallentamento del trend inflazionistico. Un apporto che, però, è stato pagato a caro prezzo dagli agricoltori che -rileva la Cia- nello scorso anno hanno visto ridurre di circa il 21 per cento i loro redditi. Un effetto dovuto al mix micidiale tra crollo delle quotazioni all’origine e vertiginoso aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici, che, oltretutto, dal primo agosto prossimo subiranno un'ulteriore impennata per la fine della proroga (il 31 luglio) della fiscalizzazione degli oneri sociali. La frenata al dettaglio dei prodotti agroalimentari -ricorda la Cia- ha permesso di alleggerire la spesa alimentare (meno 3,9 per cento nel primo trimestre 2010), grazie soprattutto alla riduzione delle quotazioni di prodotti come la frutta, gli ortaggi, il latte, i formaggi, il vino e alcuni tipi di carne (avicole in particolare). Nonostante ciò, circa il 60 per cento delle famiglie, negli ultimi dodici mesi, ha cambiato il menù, indirizzando le proprie scelte verso alimenti meno cari, grazie alle promozioni esercitate dalla distribuzione. E di conseguenza si è modificata anche la composizione del carrello. Si acquista con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano -rimarca la Cia- alternative più convenienti, si rincorrono, appunto, le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si trovano a prezzo più basso, si guarda con interesse a saldi, sconti, offerte. Si punta, quindi, al prezzo più basso. E così l’indice degli acquisti domestici resta al palo. La ripresa ritarda e, al momento, è difficile prevedere quando si manifesterà in maniera tangibile.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi deluso per mancanza di attenzione da parte del governo e per l’iter parlamentare del provvedimento. Senza la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (che termina il prossimo 31 luglio) e il “bonus gasolio“, pesanti le conseguenze per le aziende. “Ancora una volta l’agricoltura rischia di rimanere senza alcuna concreta risposta. La discussione parlamentare della manovra anti-crisi lo sta confermando in maniera palese. Negli emendamenti del relatore di maggioranza in commissione Bilancio del Senato non troviamo traccia dei gravi problemi delle imprese agricole in termini di interventi per ridurre i pesanti costi delle imprese (fiscalizzazione degli oneri sociali e ‘bonus gasolio’). E da parte sua, il governo, e soprattutto il ministero dell’Economia, si sta dimostrando sempre più sordo all’emergenza del settore agricolo. Le aziende sono ormai al collasso, con costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, con prezzi praticati sui campi in crollo continuo e redditi sempre più corrosi (nel 2009 hanno subito un ‘taglio’ di circa il 21 per cento rispetto all’anno precedente)”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per la difficile situazione in cui vivono gli agricoltori che ogni giorno di più vedono infittirsi i problemi e il loro futuro resta carico di incertezze. “L’iter parlamentare della manovra poteva rappresenta un’occasione importante per venire incontro ai produttori agricoli . Ma, finora, nulla di buono è scaturito. E così -avverte Politi- le aziende, non solo continueranno ad operare con grandi difficoltà, ma dal prossimo primo agosto vedranno crescere i costi contributivi, visto che dal 31 luglio finisce la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali”. “Basti pensare che negli ultimi cinque anni -aggiunge il presidente della Cia- i costi contributivi sono praticamente triplicati e senza la fiscalizzazione sarebbe un vero dramma. Nella legge finanziaria 2010, nel ‘Milleproroghe’ e nel decreto incentivi questo pressante problema è stato completamente ignorato. Dal mese di agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche, soprattutto per quelle delle zone svantaggiate e di montagna. Analogo il discorso per il ‘bonus-gasolio’. I rincari del carburante hanno provocato effetti deleteri alle imprese, soprattutto le serre, che, proprio a causa dell’abolizione delle agevolazioni, hanno visto lievitare i costi a livelli record”. “Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Solo nello scorso anno più di 50 mila imprese agricole sono state costrette a chiudere ed è assurdo che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece, bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni le misure del governo non danno alcuna risposta. Ecco perché -conclude Politi- chiediamo un’immediata svolta”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ha sottolineato l’esigenza di dare reali certezze agli allevatori. “Siamo d’accordo con il ministro Galan. Sulle quote latte va rispettata la legalità. Bisogna tutelare gli allevatori onesti che sono stati alle regole e che hanno investito molto anche in qualità”. Così si è espresso il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle dichiarazioni del responsabile delle Politiche agricole, alimentari e forestali nell’audizione in Commissione Agricoltura della Camera. “Apprezziamo, pertanto, la chiarezza e la fermezza del ministro che -ha aggiunto Politi- ha intrapreso un’azione ben mirata per cercare di garantire al sistema produttivo lattiero le necessarie certezze e per rendere migliori e più stretti i rapporti nell’intera filiera”. “Gli allevatori che hanno rispettato la legge -ha rimarcato il presidente della Cia- vanno difesi e il loro lavoro deve essere valorizzato. Da qui l’esigenza di far ritornare al più presto il settore lattiero alla normalità e di fornire strumenti idonei ai produttori, che, purtroppo, stanno vivendo una fase molto difficile”. Politi ha, quindi, insistito sull’opportunità di norme chiare ed efficaci che permettano alle imprese di poter sviluppare in modo remunerativo la loro attività e di aprire una nuova importante fase di crescita per la zootecnia da latte del nostro Paese. Per questo motivo ha ribadito l’esigenza di rendere in tempi brevi e concreti alcuni provvedimenti legislativi. In particolare i 45 milioni di euro destinati ai produttori che avevano investito per l’acquisto di quote.
Agricoltori sempre più protagonisti dell’agricoltura toscana. Si è, infatti, conclusa la fase di autoriforma della Cia Toscana, che ha visto nelle settimane scorse la riconferma alla presidenza regionale di Giordano Pascucci. Novità, invece, per Oltre a loro “Stiamo operando per rafforzare Per
Si è tenuta presso l’hotel S. Francesco di Rende, l’Assemblea provinciale di Donne in Campo, con la partecipazione di imprenditrici provenienti dai diversi comuni della provincia di Cosenza. L’Assemblea ha eletto la nuova Giunta composta dalle imprenditrici: Antonella Greco, Maria Pellicano, Rosa Santagada, Marianna Latricchia e Maria Pia Bonifati. La carica di presidente è stata affidata all’unanimità ad Antonella Greco, mentre la vicepresidenza a Maria Pellicano. La relazione introduttiva è stata svolta dalla presidente uscente Maria Pia Bonifati. Relazione che ripercorre la vita dell’associazione di Cosenza, dalla costituzione ad oggi, facendo rivivere alle imprenditrici le più importanti battaglie condivise e facendo crescere nelle nuove tesserate il desiderio di protagonismo individuale e collettivo per riuscire a creare una rete di relazioni tra le donne che gravitano intorno all’area agricola. Il presidente provinciale dalla Cia di Cosenza Francesco Barbarossa ha presieduto i lavori dell’assemblea ed esaltato il ruolo insostituibile delle imprenditrici agricole nei campi. Se, infatti, in Italia un’azienda agricola su tre è condotta da donne, in provincia di Cosenza la percentuale è superiore e si attesta oltre il 40 per cento a conferma che il comparto agricolo è uno dei settori produttivi. Nel corso del dibattito sono intervenuti: Teresa Terranova, Mauro D’Acri, Antonella Greco, Maria Assunta Melis, Francesco Mazzei e Matilda Blaconà. Suggestiva è stata la parte finale dell’Assemblea quando la presidente uscente Maria Pia Bonifati, tra gli applausi dell’intera platea, ha consegnato alla nuova presidente Antonella Greco la bandiera di Donne in Campo. L’Assemblea si conclusa con l’impegno di riconvocazione per il mese di settembre, allargando la partecipazione alle imprenditrici tesserate nel 2010 e per presentare il progetto presentato dall’Associazione Donne in Campo di Cosenza sulla misura n.111 del Psr 2007-2013 della Regione Calabria già approvato.
Venerdì scorso 25 giugno a Senigallia (Ancona) si è svolto il Congresso provinciale dell’Associazione pensionati (Anp-Cia) di Ancona, che nella provincia rappresenta 7397 iscritti. Alla presenza del presidente provinciale della Cia di Ancona Evasio Sebastianelli, si sono discussi i problemi attuali che investono i pensionati e si sono anche rinnovate le cariche e gli organismi provinciali dell’Associazione. Nuovo presidente dell’Anp-Cia di Ancona è stato eletto Giannino Gobbi. L’animato dibattito che i numerosi delegati presenti hanno alimentato hanno messo in evidenza le gravi preoccupazioni della categoria. “Non ci preoccupano i sacrifici: con 450 euro al mese (pensione minima Inps) siamo abituati a farli da sempre”, ha detto Gobbi nel suo intervento; “ quando, però, si parla di tagli, ci tolgono non solo i soldi ma anche quei diritti fondamentali per i quali abbiamo sempre lottato: e non ci arrenderemo neanche nel La grave crisi economica e finanziaria che, dalla fine del 2008 ha colpito il nostro Paese, ma soprattutto le categorie più deboli, come i pensionati dei lavoratori autonomi, che da sempre hanno ricevuto le pensioni più basse, impone al governo nazionale di tentare di ridurre il debito pubblico con una pesante manovra finanziaria. I tagli ipotizzati agli enti locali potrebbero dare il colpo di grazia a numerose famiglie di pensionati che hanno al loro interno anche persone con invalidità gravi o non autosufficienti perché inevitabilmente ridurranno i servizi essenziali: sanità, trasporti, assistenza. Le persone anziane che hanno scelto di vivere nelle aree rurali e nei centri urbani minori potrebbero non trovare più alcuni di questi servizi perché rischiano la cancellazione. Numerosi sono stati gli interventi che hanno evidenziato che i nostri pensionati spesso sono anche titolari di piccole e micro imprese agricole e, quindi, le difficoltà del comparto agricolo si sommano con quelle delle pensioni basse. Le conclusioni della vivace assemblea sono state fatte da Enio Niccolini (vicepresidente nazionale dell’Anp-Cia) che a proposito dei tagli ha detto: “C’è il rischio reale che, scelte sbagliate o inique, trasformino una crisi economica in crisi sociale. Avvieremo iniziative con gli enti locali (Comuni, Provincie, Regioni) affinché i nostri associati non siano dimenticati e costretti a pagare per curasi o sopravvivere. Impegniamoci tutti perché la nostra sia una forte associazione: la sua voce deve essere ascoltata”.
Tagli indiscriminati ai servizi socio-sanitari e assistenziali. Disagi per le famiglie bisognose, per i pensionati delle aree rurali e per le fasce più deboli della nostra società. L’Associazione pensionati di Pisa ha organizzato due incontri pubblici per discutere sulla manovra finanziaria del governo. Il primo incontro si terrà giovedì 8 luglio, alle ore 10.30, presso Il secondo incontro si terrà martedì 13 luglio, alle ore 21.30, presso il Teatro comunale “Aurora” di Montecatini V.C.. Partecipano al dibattito: il sindaco di Montecatini V.C. Sandro Cerri, il direttore provinciale della Cia di Pisa Stefano Berti, il responsabile provinciale Anp-Cia Renzo Profeti. Conclude i lavori Enio Niccolini, presidente regionale dell’Anp-Cia Toscana.
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