| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 61 | 30 marzo 2005 |
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Secondo la Cia, fin dal prossimo luglio potremo tornare a mangiare questo prelibato prodotto. I test sulla Bse sono soddisfacenti e confermano la salubrità e la qualità dei nostri allevamenti. Ormai ci sono validi presupposti per eliminare il divieto. E’ necessario, però, un deciso impegno del governo italiano nei confronti dell’Ue. Dall’inizio della prossima estate potremo tornare a mangiare le “fiorentine”. Per le famose bistecche con l’osso, lontane dalle nostre tavole ormai da quattro anni (esattamente dal primo aprile del 2001 in piena emergenza Bse), dovrebbe, infatti, terminare la “quarantena”. Ad annunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori secondo la quale da luglio si potrà gustare questo tipico e prelibato piatto, divenuto con gli anni simbolo stesso del made in Italy . Secondo la Cia, è praticamente rientrata l’emergenza per la Bse che aveva provocato la messa al bando della “fiorentina”. Ora il suo divieto, quindi, appare superato. D’altra parte, gli ultimi dati forniti dal ministero della Salute sui test di analisi per verificare la presenza del morbo dell’encefalopatia spongiforme bovina negli allevamenti italiani risultato largamente soddisfacenti. Dal primo gennaio ad oggi sono stati effettuati circa tre milioni di controlli e i casi accertati di Bse sono stati finora 126, di cui 50 nel 2001, 36 nel 2002 e 31 nel 2003. Casi che nel 2004 e nel 2005 sono divenuti irrilevanti. Questi dati -afferma la Cia- dimostrano chiaramente che i nostri allevamenti sono garanti della qualità e della salubrità delle loro produzioni. Numeri, dunque, che dovrebbero dare al più presto il via libera al ritorno della “fiorentina”. Per tale motivo la Cia chiede ai ministri competenti e al nostro governo nel suo complesso un forte impegno nei confronti dell’Unione europea affinché sancisca entro poche settimane la fine del blocco di questo prodotto. A tal proposito la Cia ricorda la tenace e costante azione svolta in questi anni dagli allevatori italiani per sviluppare sempre di più la qualità, garantendo una sicura e sana alimentazione. Ed è proprio la “fiorentina” che testimonia la qualità della carne italiana. L’appuntamento, pertanto, è a luglio e già si preannunciano grandi manifestazioni ed iniziative per celebrare questo atteso ritorno.
Si è tenuto presso il salone Tartara a Casale Monferrato, martedì scorso 29 marzo, alla presenza di agricoltori provenienti da tutte le zone della Provincia, un importante convegno organizzato dalla Cia di Alessandria sul tema: la riforma della Politica agricola comunitaria e progettazione del nuovo Piano di sviluppo rurale. I lavori sono stati aperti dal presidente della Zona di Casale Monferrato, Giampiero Ameglio, che ha evidenziato il contesto in cui la riforma si colloca, dai prezzi in continuo calo ai costi di produzione in aumento, dalle calamità naturali allo stato della cooperazione. Gli interventi tecnici sulla Pac sono stati tenuti da Germano Patrucco e Massimo Ramella, responsabili del settore per la Provincia di Alessandria, seguiti da quelli di Fabrizio Bullano e Giuseppe Botto che hanno analizzato, il primo i risultati, delle misure di sviluppo rurale negli ultimi anni, il secondo, la posizione della Cia rispetto all’impostazione del nuovo piano per il periodo 2007/2013. Alle relazioni, seguite con molta attenzione dai produttori presenti, si sono succeduti gli interventi di Davide Sandalo, assessore provinciale all’Agricoltura, che con puntualità ha risposto alle questioni poste, analizzando il lavoro fatto e il grande impegno che attende tutti nei prossimi mesi nel preparare l’impianto del nuovo Psr, informando fra l’altro i presenti dell’impegno in corso per rendere la macchina dell’Assessorato più efficace per la gestione degli impegni futuri, dichiarandosi concorde con la Cia nel voler combattere la burocrazia che spesso è un freno pericoloso per tutti, aziende e pubblica amministrazione. Roberto Ercole, presidente provinciale della Cia, ha concluso i lavori ricordando fra l’altro la necessità di un forte impegno di tutti per superare la crisi del settore che per il 2004 non è stata di produzione, poiché si è prodotto in modo soddisfacente, ma nei prezzi che hanno subito un’ulteriore calo. L’incontro si è chiuso con un gesto di solidarietà, si è aperta, infatti, una sottoscrizione per la raccolta di fondi da destinare all’azienda Abbate di Mombello che nelle settimane passate, a causa di un incendio, aveva visto la distruzione della stalla e la morte di molti capi di bestiame.
Martedi 29 marzo scorso a Bologna Cia, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia-Romagna hanno incontrato i deputati eletti nella Regione. Le organizzazioni hanno proposto un complesso di emendamenti al Decreto legge 22/05 - Interventi urgenti nel settore agroalimentare tesi a trasformarlo in uno strumento normativo utile a concorrere a sostenere le esigenze degli agricoltori colpiti dalla crisi dei 2004, costruendo un quadro efficace per prevenire le gravi crisi di mercato. Gli on.Sauro Sedioli e Aldo Preda nell’illustrare i criteri degli emendamenti da loro presentati unitamente a Luca Marcora hanno informato sulla decisione dei presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato di accogliere la richiesta avanzata dall’assessore Tampieri in relazione anche all’incontro fatto dalla Cia, Confagricoltura e Copagri con Errani nei giorni scorsi, promuovere una udienza conoscitiva sulle problematiche dell’ortofrutta dell’Emilia-Romagna. Il confronto con i deputati ha evidenziato l’insufficienza dell’attuale formulazione e le esigenze di profonde modifiche. Le organizzazioni richiedono una precisa definizione di crisi grave di mercato legata alla perdita di reddito e l’applicazione dei benefici previsti per le calamità (compensazioni perdite, prestiti, proroghe ratemutui e abbattimento oneri previdenziali) con l’integrazione delle risorse del Fondo di solidarietà. Al fine di sostenere la competitività dell’agricoltura si proporrà di inserire nel decreto forme di assicurazione dei redditi, adeguamenti dei costi previdenziali al resto della Ue, l’adozione di un Piano nazionaleortofrutticolo e meccanismi per migliorare il legame tra Gdo e produzioni locali. Si propone, altresì, uno sviluppo e una qualificazione del sistema delle rappresentanze dei produttori agricoli e dell’interprofessione per valorizzare al meglio le produzioni ortofrutticole nazionali, il rafforzamento dei controlli sulle norme di qualità dei prodotti ortofrutticoli estendendoli alle produzioni importate con segnalazioni, di prodotti non adeguati alle norme fitosanitarie ed igienico sanitarie, alle autorità preposte. L’incontro è stato organizzato all’interno del Piano d’Azione per l’ortofrutticoltura deciso da Cia, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia-Romagna per dare continuità alle proposte contenute nel loro documento “ Un dialogo fecondo per uscire dalla crisi ortofrutticola” presentato il 22 febbraio a Forlì. Dall’incontro è emersa la comune consapevolezza della necessità di modificare il decreto legge e l’auspicio che il confronto avviato nella Commissione Agricoltura e le prime intese riscontrate possano far decidere il Governo ad accoglierle. E’ emersa anche l’opportunità di un costante confronto operativo, sulle specifiche proposte in difesa dei produttori, tra le organizzazioni professionali agricole e le autorità competenti in materia, regionali e nazionali, anche attraverso il coinvolgimento di quella parte del mondo politico che desidererà impegnarsi sui vari temi. Le tre organizzazioni vigileranno sull’andamento dei lavori parlamentari ed informeranno gli agricoltori sui risultati ottenuti e sui problemi su cui promuovere le necessarie azioni sindacali. La prevista udienza conoscitiva può rappresentare una importante occasione per valutare l’adeguatezza delle scelte.
Promosso dall'Agia di Arezzo, si terrà il giorno giovedì 7 aprile presso la biblioteca del Palazzo Pretorio, alle ore 15.00, la tavola rotonda su " Credito e agricoltura, linfa per una nuova impresa". La relazione introduttiva sarà tenuta da Roberta Giorni, responsabile provinciale Agia, e le conclusioni saranno del vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli. Hanno aderito, fra gli altri, l'Amministratore delegato Arsia Maria Grazia Mammuccini, il presidente Agia nazionale Gianluca Cristoni e il direttore della Capogruppo Mps Gianfranco Cenni. Il tema del credito è uno fra i più sentiti nella realtà provinciale, sopratutto fra i giovani imprenditori che si avviano con tanta volontà, ma spesso con risorse limitate, alla affermazione dell'impresa. L'obiettivo della tavola rotonda è quello di dare una serie di risposte alle necessità emergenti e di rappresentare, come Agia, un punto di riferimento per tutti i giovani associati.
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