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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 60 30 marzo 2004
COMUNICATI
  • Alimentare: la Cia giudica positive le nuove norme per i prodotti tipici
TERRITORIO
  • 21 marzo: a Bibbona (Livorno) una giornata dedicata alla nuova agricoltura e ai problemi dei pensionati
  • Cia Lecce: Politi conclude il convegno su: “Agricoltura al femminile, dalla memoria alle prospettive”
  • Liguria: workshop sull’agricoltura biologica
APPUNTAMENTI
  • Convegno sul sistema integrato dei servizi sociali
  • Minimaster “Formare attivando il cambiamento”: giornata conclusiva

 

COMUNICATI


Alimentare: la Cia giudica positive le nuove norme per i prodotti tipici

 

La Cia-Confederazione italiana agricoltori accoglie con soddisfazione le nuove norme  in tema di igiene alimentare e di salvaguardia dei prodotti tipici approvate oggi dal Parlamento europeo.

Si tratta -afferma la Cia- di un pronunciamento molto importante poiché, oltre a dare ampie garanzie e a tutelare i nostri prodotti tipici, consente di completare il quadro legislativo comunitario nell’ambito dei principi dettati, a suo tempo, dal “Libro bianco” Ue sulla sicurezza alimentare.

Per la Cia, queste nuove norme, in  particolare, permettono una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle regole sull’autocontrollo nelle imprese agro-alimentare alle loro specificità.

Inoltre, secondo la Cia, è data la possibilità agli stati membri di adottare misure nazionali per adeguare le norme generali al fine di consentire l’utilizzo di metodi produttivi tradizionali, che costituiscono uno dei patrimoni della produzione tipica alimentare italiana.

La Cia, infine, auspica che tali norme vengano al più presto rese operative.

 

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TERRITORIO


21 marzo: a Bibbona (Livorno) una giornata dedicata alla nuova agricoltura e ai problemi dei pensionati

 

Pittrice del paesaggio, guardiana dell'ambiente, custode delle tradizioni, culla di arti e mestieri antichi, luogo di rigenerazione dalla vita alienante attuale" ed altre ancora sono le "multifunzionalità" che ha assunto l'agricoltura. E’ quanto ha affermato tra l'altro, Renzo Compagnoni, vicepresidente dell'Ap-Cia, nella relazione introduttiva a "Villa Caprareccia" a Bibbona, in provincia di Livorno, alla annuale festa degli agricoltori e pensionati della zona Bassa Val di Cecina, dedicata quest'anno, come il titolo della relazione indicava: "Società rurale, un modo proprio di vivere...passaparola" alla valorizzazione dell'agricoltura. Iniziativa tenutasi nell’ambito della mobilitazione della Cia “21 marzo: è primavera. Una nuova stagione anche per l’agricoltura”.

Un concetto, quello della multifunzionalità, fatto proprio anche dalla Regione Toscana alla recente   Conferenza regionale di Volterra sui servizi sociali nelle aree rurali.       

Gli agricoltori, protagonisti a volte inconsci di questo ruolo essenziale, non pretendono molto: anche in questa occasione hanno ribadito la loro richiesta di rivalutazione dei contributi pensionistici (per la quale è stato approvato un apposito ordine del giorno) che ormai pagano da 47 anni.

Su questi temi si sono dipanati gli interventi di Eugenio Mengozzi, presidente di zona dell'Ap, che ha rilevato come la forza dell'organizzazione (in crescita) sia fondamentale per valorizzare il settore, di Nobili Franca, responsabile del patronato Inac, che ha rivendicato alle donne contadine il superamento di un odioso residuo della disparità: dal 57 a 74 i contributi versati valgono il 25 per cento meno degli uomini, di Giuseppe Sgariglia e Ivo Ferri, rispettivamente presidenti comunali Ap di Castagneto Carducci e Bibbona, che hanno chiamato a raccolta gli associati al grande appuntamento dell’ undicesima Festa regionale del pensionato che si svolgerà a Campiglia a fine giugno in concomitanza del "Salone dell'agroalimentare della costa Toscana".

Il sindaco Ciarcia, figlio d’agricoltori, che in prima mattina era impegnato in un'iniziativa per il riconoscimento del vino Doc "Terratico di Bibbona", ha invitato gli anziani presenti a "far sbagliare i giovani" stimolando un maggiore ricambio generazionale.

"La pensione non esiste più!", ha esclamato con un paradosso Carlo Braccesi della presidenza Regionale Ap-Cia, riferendosi al fatto che il settore agricolo ha in prevalenza pensioni minime di 412 euro il mese e queste, sia a causa dell'inflazione che dell'aumento dei prezzi che della perdita costante delle prestazioni sanitarie, hanno perso gran parte del loro potere d'acquisto. Ha, tra l'altro, annunciato che nell'ambito della festa regionale verranno raccolti fondi per le cisterne d'acqua per il Nord-est del Brasile.

Al termine dei lavori, durante il pranzo sociale svoltosi sempre nell'Agriturismo "La Caprareccia", sono stai consegnati omaggi pasquali alle signore presenti.

 


Cia Lecce: Politi conclude il convegno su: “Agricoltura al femminile, dalla memoria alle prospettive”

 

“Per costruire il futuro della nostra agricoltura è doveroso rivisitare, con la lente della memoria, l’epopea storica che fu alla base del grande movimento di lotta che si scatenò nel dopoguerra in ogni angolo del nostro paese per riaffermare il diritto al lavoro, alla terra, alla dignità umana. Pagine indimenticabili scritte anche dalle tabacchine della Puglia le quali svolsero un ruolo preminente e decisivo nell’opera di riscatto dei contadini poveri del sud”.

Così il vicepresidente vicario nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha esordito nel suo intervento al convegno svoltosi il 26 marzo a Veglie, promosso dalla Cia provinciale di Lecce sul tema: “Agricoltura al femminile, dalla memoria alle prospettive”.

“In ogni angolo del Salento -ha detto ancora Politi- le tabacchine (così erano chiamate le lavoratrici del tabacco) diedero vita ad epiche lotte per affermare innanzitutto il loro orgoglio di donne, il loro protagonismo per la rinascita di vaste aree sopraffatte dalla miseria, dalla prepotenza dei padroni, dall’arroganza dei governi”.

“Gli scioperi che dilagarono nel Salento nel 1951 -ha proseguito Politi- furono lotte per riaffermare la dignità delle lavoratrici del tabacco nel posto di lavoro. Orari di lavoro più flessibili, servizi igienici più decorosi, e le cosiddette stanze dell’allattamento, furono le prime conquiste di quelle donne coraggiose e combattive.

“Oggi -ha concluso Politi- possiamo dire senza tema di essere smentiti che le tabacchine del Salento con il loro impegno e con il loro sacrificio contribuirono a cambiare la storia del lavoro nelle campagne in Puglia e in Italia ergendosi a vere protagoniste del cambiamento e dello sviluppo”.

Al convegno hanno partecipato il presidente regionale della Cia, Antonio Barile, e il presidente della Cia di Lecce, Vito Murrone, i quali hanno raccontato le fatiche e gli stenti quotidiani che le tabacchine vivevano nei circa 400 stabilimenti sparsi da Lecce a Gagliano del Capo, un lavoro massacrante, quasi ai limiti della schiavitù, sopportato però con grande dignità pur di affermare il diritto al lavoro e ad un tozzo di pane. Tutto ciò, peraltro, in un contesto storico in cui la distruzione e le rovine della seconda guerra mondiale facevano da sfondo ad una generale miseria, ma anche ad una diffusa esigenza di civile e orgoglioso riscatto.

Ai lavori sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Parente, della Cia di Veglie, Lidia Albano, vicepreside della scuola media, Ippolito Nievo di Veglie, Salvatore Cipolla, della presidenza della Cia di Lecce.

A conclusione del convegno è stato proiettato il film “Le Tabacchine –Salento 1944-1945”, la cui realizzazione è stata sostenuta dalla Provincia di Lecce e da numerose amministrazioni comunali. A presentare il documentario è stato lo stesso regista, Luigi Del Prete, che ha parlato delle finalità del film e della necessità che le nuove generazioni non perdano il filo della memoria se vogliono conoscere fino in fondo le loro radici e le vicende che hanno determinato la loro storia presente.

Sullo schermo sono sfilati i volti, resi eloquenti dai segni della fatica e del dolore, di Giovanna Pinto, Giacomina Frisco, Angela Marciano, Antonietta Piccini che raccontano la loro storia apparentemente minore, ma che si innesta in quella della Puglia e in quella nazionale, dando energia, compattezza ed efficacia politica alle giuste rivendicazioni sia dei contadini che lottavano per l’assegnazione delle terre dell’Arneo, sia dei lavoratori del tabacco in tutta Italia. 

 


Liguria: workshop sull’agricoltura biologica

 

Venerdì scorso 26 marzo, a Varese Ligure, in provincia di La Spezia, si è tenuto un workshop sull’agricoltura biologica. Tale workshop fa parte di un progetto nazionale realizzato da Anabio, l’associazione per l’agricoltura biologica della Cia, che intende divulgare con due tipi di iniziative -una rivolta ad agricoltori e tecnici ed una rivolta ai consumatori- le tematiche dell’agricoltura biologica ed affrontarne i problemi che sul territorio ancora si frappongono alla sua diffusione.

La Cia della Liguria ha risposto volentieri alla richiesta di Pina Eramo, presidente di Anabio di organizzare un workshop indirizzato ad agricoltori e tecnici agricoli.

La scelta del luogo dove organizzare l’evento è caduta su Varese Ligure, borgo collinare all’interno della Valle di Vara, ormai nota, in Liguria e non solo, come “la valle del biologico”. La partecipazione, numerosa ed attenta, ha testimoniato di come l’argomento sia di estremo interesse.

Da anni, infatti, ormai le aziende della Valle di Vara stanno percorrendo la strada delle produzioni agricole e zootecniche biologiche e certificate: scegliere Varese Ligure è stata, quindi, una scelta naturale, proprio perché è il luogo ove meglio possono essere intercettate le disponibilità e fatti emergere i problemi che alla scelta del biologico sono collegati.

Dopo il saluto del sindaco di Varese Ligure è intervenuta Andreina Traversoni, responsabile della zona della Valle di Vara e vicepresidente provinciale della Cia di La Spezia. Andreina ha fornito i dati della crescita del settore del biologico in quella realtà, dati che testimoniano di un impegno concreto di aziende, Cia ed istituzioni. Ha però rilevato come il problema sia sempre ed ancora quello del reddito. La certificazione biologica non è di per sé sufficiente a garantire la giusta remunerazione ad una agricoltura che, oggettivamente, “costa di più”.

Pina Eramo, presidente nazionale di Anabio, ha tenuto la relazione. La sua riflessione si è incentrata particolarmente su come operare per fare sì che le produzioni biologiche riescano a ricavare fette di reddito più interessanti.

C’è, infatti, il rischio -e capita in tutta una serie di casi- che il produttore biologico continui a produrre nello stesso modo, evitando però la certificazione che ha un costo e comporta adempimenti burocratici veramente complessi.

“Promuovere il prodotto col territorio -ha detto- è un modo intelligente per riuscire a valorizzare tutta una serie di esperienze, come quella che state portando avanti in quest’area.”

Dopo tutta una serie di interventi, tra cui quello del presidente della Cia regionale Ivano Moscamora il worksphop si è concluso.

Ad attendere tutti i partecipanti all’incontro un meraviglioso buffet composto di piatti tipici, preparati dagli agriturismi della zona utilizzando le produzioni biologiche della valle.

 

 

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APPUNTAMENTI


Convegno sul sistema integrato dei servizi sociali

 

La Cia, il patronato Inac e l’Associazione nazionale pensionati hanno organizzato per giovedì prossimo primo aprile a Roma un convegno sul tema “Per un moderno sistema integrato di servizi sociali. Analisi della realtà italiana”.  Nel corso del convegno, che si svolgerà a partire dalle ore 15,00 presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani, 4), verrà presentato lo studio sull’applicazione in Italia della 328/2000 commissionato dall’Inac.

I lavori saranno introdotti dal presidente dell’Inac Alberto Giombetti. Dopo la presentazione dello studio, seguiranno le relazioni del presidente dell’Anp Mario Pretolani su “Casi di povertà nella società moderna. Gli anziani non autosufficienti in Italia” e del presidente di “Donne in Campo” Paola Ortensi su “Le donne sole, monoreddito, con figli a carico”. Sono previsti gli interventi dell’on. Livia Turco, della segreteria Ds, del sen. Tomaso Zanoletti, presidente della commissione Lavoro del Senato, e di Luisa Laurelli, presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Roma.

Seguirà la presentazione del progetto Cia-Fimmg “Vuoi star bene....mangia bene” da parte di Antonella Covata, responsabile Ufficio sicurezza Cia, e di Mario Falconi, segretario generale Fimmg. Dopo il dibattito, le conclusioni del presidente della Cia Massimo Pacetti.


Minimaster “Formare attivando il cambiamento”: giornata conclusiva

 

Il minimaster “Formare attivando il cambiamento”, proposto dal patronato Inac si concluderà venerdì prossimo 2 aprile con una giornata di lavoro che si terrà a Roma presso il Centro congressi Frentani (Via dei Frentani, 4) a partire dalle ore 9,30.

L’incontro sarà introdotto dal presidente dell’Inac Alberto Giombetti che parlerà su “Il nuovo patronato Inac”. Seguiranno gli interventi di Pietro Torresan, partner consulenza (“La nuova cultura del direttore Inac”), di Corrado Franci, direttore generale Inac (“Formare attivando il cambiamento: minimaster e dopo....”), e di Enrico Vacirca, presidente del Cipat nazionale (“La formazione nella Cia e il ruolo di Cipat”).

Dopo la consegna degli attestati ai partecipanti al minimaster, ci saranno le conclusioni del presidente nazionale della Cia Massimo Pacetti.

 

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