| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 210 | 29 ottobre 2010 |
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La Cia, commentando i dati provvisori Istat di ottobre, ribadisce che i prodotti agricoli continuano a segnare, all’origine, diminuzioni. Sugli scaffali, invece, si ha un aumento tendenziale dello 0,6 per cento, in crescita rispetto a settembre. Occorrono rapporti più stretti ed accordi nella filiera agroalimentare. Prezzi sui campi sempre in netta caduta (meno 16 per cento negli ultimi due anni), listini sugli scaffali in crescita (più 0,6 per cento tendenziale rispetto allo 0,4 per cento di settembre) e ancora troppo cari. E i consumi alimentari continuano a restare al palo. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di ottobre. Il settore agricolo -sottolinea la Cia- ha continuato a dare un concreto supporto al rallentamento del trend inflazionistico. Un contributo che, tuttavia, gli agricoltori pagano in molto pesante. Il crollo dei prezzi all’origine e il vertiginoso aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici (che, oltretutto hanno subito un'ulteriore impennata con la fine della fiscalizzazione degli oneri sociali e dell’abolizione del “bonus gasolio” per le serre) stanno alimentando un nuovo taglio dei redditi che già nello scorso sono scesi di circa il 21 per cento. Un uguale andamento, però, non si è ancora registrato nei vari passaggi della filiera e, di conseguenza, i prodotti alimentari non segnano, al dettaglio, una reale diminuzione. Anzi, a ottobre -come rileva l’Istat- hanno segnato una ripresa (più 0,3 per cento rispetto a settembre scorso), anche se non vistosa come quella degli anni scorsi. Da aggiungere che i listini al consumo di alcuni prodotti restano su livelli ancora alti, mentre per altri ci sono rincari che appaiono totalmente ingiustificati. Per questa ragione la Cia ribadisce l’esigenza di rapporti sempre più stretti e di accordi nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi dal campo alla tavola, per poter così contrastare rincari artificiosi e non giustificati e manovre speculative.
Per la Cia è indispensabile un confronto costruttivo sui gravi problemi del comparto lattiero-caseario. Occorre dare risposte certe agli allevatori. Un incontro in tempi brevi con le Regioni interessate alla questione latte. E’ quanto sollecitato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione della riunione a Cremona, nell’ambito della Fiera internazionale del bovino da latte, del Gie-Gruppo di interesse economico zootecnico, che si è riunito per fare un’ampia disanima della situazione attuale del settore lattiero-caseario (è stato approvato uno specifico e articolato documento) e per costituire la sezione latte. La convocazione della riunione -sollecitata anche all’assessore all’Agricoltura della Lombardia Giulio De Capitani, che ha partecipato all’incontro di Cremona- è importante per affrontare i vari problemi che stanno caratterizzando il difficile momento del comparto latte in Italia. Sul piatto le questioni dei prezzi alla stalla, non certo più remunerativi, l’annosa vicenda delle quote latte, che va chiusa una volta per tutte, i pesanti costi (produttivi, contributivi e burocratici) che gli allevatori sono costretti a sostenere. E l’incontro con le Regioni è anche l’occasione per presentare il documento che la Cia ha elaborato. Documento che contiene proposte e linee d’azione per dare certezze reali agli allevatori, oggi sempre più in grande affanno, e per superare tutti i problemi che condizionano pesantemente il comparto latte.
Difesa della natura e della biodiversità mediante la conservazione di habitat presenti nel territorio provinciale di Potenza considerati prioritari dall'Unione europea, rimozione di arbusti nelle zone con un carico di pascolo ridotto, decespugliamento selettivo e riattivazione di punti d'acqua per abbeveratoi, organizzazione di piani razionali di pascolamento per le zone sovraccaricate. Questi gli obiettivi del progetto “Ri.co.pr.i” (Ripristino e conservazione praterie aride dell'Italia centrale e meridionale) che è stato presentato ieri a Roma. E’ quanto riferisce la Cia Basilicata, che in associazione con il Parco Gallipoli Cognato, con la Provincia di Potenza, la Provincia e l’Università di Roma e due parchi in provincia di Roma, ha aderito al progetto, all’interno del Programma Life Natura 2010 dell’Unione Europea. Tre i siti di importanza comunitaria (Sic), prescelti per il progetto figura 'Sic Dolomiti di Pietrapertosa', nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato, per L’iniziativa -evidenzia la Cia Basilicata non ha solo un grande valore naturalistico e ambientale ma assume, specialmente nel Parco Gallipoli Cognato un grande rilievo economico e sociale. Infatti, in queste zone pascola la mucca podolica che, alimentandosi con la specie erbacea Festuca Brometalia, produce latte di alta qualità che viene utilizzato per produrre ottimi prodotti caseari. La qualità è riscontrabile anche negli allevamenti zootecnici da carne, infatti, è dimostrato che quanto più è diversificata e varia l’alimentazione delle mandrie, tanto più aumentano le qualità nutrizionali e organolettiche delle carni. Il recupero dei valori culturali e l’aggiornamento delle tecniche di allevamento potranno costituire un importante tassello per levare qualità delle produzioni, redditi ed economia locale. Al termine del progetto, dopo tre anni, si prevede tra l’altro di avere una moltiplicazione di capi podolici con conseguente incremento di produzioni agricole di qualità. Inoltre, è dimostrato che esiste una stretta associazione tra valore di conservazione della natura e valore economico non solo dei beni ma dell’intero complesso dei servizi eco-sistemici diretti e indiretti che porta il ripristino degli habitat. Per questo il progetto potrà costituire un percorso dimostrativo facilmente esportabile in altri contesti europei. Il progetto assegna grande peso alla predisposizione di materiale informativo a vantaggio degli agricoltori, della popolazione e delle amministrazioni locali. In questa prospettiva -sottolinea la Cia Basilicata- il ruolo degli agricoltori diventa decisivo per la riuscita del progetto e, essendo loro gli esecutori materiali degli interventi, del suo prosieguo dopo la scadenza triennale del progetto.
L’agricoltura toscana ha bisogno di innovazione e del trasferimento delle conoscenze alle aziende agricole. Soprattutto in una fase di crisi per il settore. Anche se dal primo gennaio 2011 è prevista la soppressione dell’Arsia (Agenzia per l’innovazione in agricoltura) come previsto dalla finanziaria della Regione Toscana. Lo sottolinea L’agricoltura toscana -secondo la Cia- ha bisogno di un coordinamento di tutte le attività dei servizi di consulenza, di animazione territoriale e trasferimento dell’innovazione, divulgazione, aggiornamento e formazione in agricoltura; e poi è necessario promuovere progetti pilota in grado mettere in rete, attraverso il metodo dell’animazione, il sistema delle imprese agricole, i produttori di tecnologie, ed i soggetti scientifici. “Le attività di supporto al sistema delle imprese -aggiunge Marco Failoni, Cia Toscana- non devono subire interruzioni e rallentamenti da ‘lavori in corso’: è necessario che dal momento della eventuale approvazione ed entrata in vigore del nuovo quadro normativo (soppressione Arsia) il sistema delle imprese sappia a chi rivolgersi e chi fa che cosa. L’impegno della Regione Toscana nel campo della promozione e del trasferimento dell’innovazione -prosegue- deve essere rafforzato, attraverso una pianificazione delle risorse che da un lato applichi rigorosi criteri di contenimento delle spese di funzionamento e di selezione delle azioni prioritarie da realizzare, e dall’altro lato garantisca una reale crescita dei servizi di supporto all’innovazione”. Non devono mancare i servizi e le funzioni essenziali che da anni rappresentano un consolidato supporto ai tecnici ed al sistema delle imprese: dal servizio agro-meteorologico ed il sistema Agro-Ambiente-Info; il monitoraggio fitosanitario ed il supporto agli interventi contro le fitopatie; il servizio informativo via Sms sulle grandi campagne di raccolta (uva e olive); gli sms sull’irrigazione; il servizio di supporto online alle imprese (business plan, carta delle opportunità, piani di concimazione) ; il servizio informativo on-line sull’innovazione (Agrinnova trasferimento); la banca dati del germoplasma; l’aggiornamento periodico delle linee guida sulla sicurezza alimentare; l’aggiornamento dei disciplinari di produzione integrata; il Centro di documentazione; la formazione dei tecnici del sistema dei servizi di sviluppo agricolo e rurale. Il convegno si è aperto con l’introduzione del direttore della Cia Toscana Valentino Vannelli; sono stati poi evidenziati i protagonisti ed i percorsi dell’innovazione in agricoltura, con gli interventi di Fabio Panchetti, vicepresidente vicario Cia Toscana, e di Gianluca Brunori, dipartimento economia dell’agricoltura dell’Università di Pisa. Si è parlato di innovazione e nuove sfide per una agricoltura competitiva e multifunzionale con Filippo Legnaioli, presidente Cia Firenze e Cinzia Pagni, presidente Cia Livorno. Sono poi intervenuti Beppe Croce, responsabile sviluppo rurale Legambiente Toscana, e Carlo Chiostri di Arsia.
Mercoledì prossimo 3 novembre, alle ore 10.30, a Bari, presso la Sala Giunta Camera di commercio Corso Cavour 2 (2° piano), in una conferenza stampa saranno illustrate le iniziative unitarie in tutta la Puglia per la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali in agricoltura. Parteciperanno: Antonio Barile, presidente Cia Puglia, Tommaso Battista, presidente Copagri Puglia, Paolo Leccisi, presidente Confagricoltura Puglia.
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