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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 182 29 settembre 2005
ATTUALITÀ
  • La Cia all’audizione del ddl “Norme sulla riconoscibilità e tutela dei prodotti italiani”
COMUNICATI
  • Vino: bene per la Cia la posizione del Parlamento europeo. Occorre però una maggiore tutela per le denominazioni d’origine
TERRITORIO
  • Assemblea dei viticoltori del Sannio: forte preoccupazione per la grave situazione del mercato delle uve da vino
  • Cia di Ascoli: al via la valorizzazione dei prodotti agricoli per far conoscere ed apprezzare il Piceno con il progetto del Gal
  • Cia Sicilia: a ritmi serrati la mobilitazione degli agricoltori e allevatori in preparazione della manifestazione regionale dell’ 11 ottobre a Palermo. Adesioni anche da numerose amministrazioni locali
  • Donne in Campo: a Siena incontro sul valore della risorsa femminile nello sviluppo locale
  • La Cia Marche alla Regione: quali certezze per l'agricoltura?
APPUNTAMENTI
  • Cia di Cuneo: festa ma anche mobilitazione

 

ATTUALITÀ


La Cia all’audizione del ddl “Norme sulla riconoscibilità e tutela dei prodotti italiani”

 

La Cia ha partecipato ieri, assieme alle altre organizzazioni agricole, all’audizione promossa dalla commissione Industria, commercio e turismo del Senato sul disegno di legge “Norme sulla riconoscibilità e tutela dei prodotti italiani”, già approvato alla Camera.

Si tratta di un disegno di legge che, nell’attuale formulazione, introduce -senza distinzione di settori produttivi- l’istituzione di un marchio nazionale “100 per cento Italia”, di cui possono fregiarsi i prodotti finiti, indipendentemente dalla provenienza della materia prima, con conseguenze che per le produzioni agroalimentari nazionali potrebbero essere molto negative.

La Cia ha già espresso una valutazione negativa sull’attuale testo del disegno di legge attraverso una lettera del presidente nazionale Giuseppe Politi al presidente della commissione senatore Francesco Pontone, chiedendo di emendare il testo escludendo esplicitamente dall’ambito di applicazione della legge il settore agroalimentare. Tale valutazione è stata, pertanto, ribadita nel corso dell’audizione.

Analoghe valutazioni, peraltro, sono state formulate dalla commissione Agricoltura del Senato, che, in sede consultiva, ha esaminato il disegno di legge esprimendo il suo parere negativo.

 

 

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COMUNICATI


Vino: bene per la Cia la posizione del Parlamento europeo. Occorre però una maggiore tutela per le denominazioni d’origine

 

Giusta la posizione del Parlamento europeo che ha dato via libera all’accordo Ue-Usa per lo scambio vinicolo, al fine di garantire la denominazione d’origine di alcuni vini pregiati, tra i quali Chianti e Marsala. E’ questo il commento della Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale ha rilevato come l’odierno orientamento espresso dagli europarlamentari riflette appieno quanto la Confederazione ha sostenuto all’indomani dell’annuncio dell’accordo.

Per la Cia infatti è positiva la valutazione per la fine di venti anni di proroghe e deroghe, ma resta viva la preoccupazione per l’ancora insufficiente tutela delle denominazioni d’origine e le troppe concessioni in tema di pratiche enologiche.

E’ importante, quindi, come raccomanda il Parlamento europeo, che -conclude la Cia- nella seconda fase dei negoziati la Commissione Ue possa fare di più e meglio per tutelare i prodotti europei.

 

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TERRITORIO


Assemblea dei viticoltori del Sannio: forte preoccupazione per la grave situazione del mercato delle uve da vino

 

Mercoledì scorso 28 settembre, presso i locali della cantina sociale di Solopaca e indetta dalla Cia del Sannio si è svolta l’assemblea provinciale dei viticoltori beneventani.

La Cia, preoccupata per la grave situazione di mercato delle uve da vino, di cui la provincia di Benevento è la principale produttrice della Campania, collocandosi tra le prime venti a livello nazionale, unitamente alle altre organizzazioni agricole sannite, aveva già nei giorni precedenti chiesto al prefetto di Benevento di convocare i rappresentanti della filiera per giungere ad un accordo per il ritiro del prodotto e la fissazione di un prezzo minimo.

Infatti, con le uve già mature e la difficoltà delle cantine cooperative della zona non in grado di ritirare tutta la produzione perché parte del vino della scorsa vendemmia è rimasto invenduto, il mercato libero è disposto a comperare le uve senza però impegnarsi al pagamento di un qualsiasi prezzo.

Di fronte ad una emergenza così grave, che ha già portato in piazza i viticoltori pugliesi e siciliani, preoccupato per la situazione, il prefetto di Benevento ha sollecitamente convocato le parti già per la mattina dello stesso 28 alla presenza anche di regione e provincia. Le trattative iniziate con la piena disponibilità delle istituzioni a favorire un accordo nell’ambito del decreto legge 182 del 9 settembre scorso e delle cantine sociali a ritirare tutte le uve conferite sino al limite delle proprie capienze, sono state aggiornate al successivo venerdì 30 per acquisire una stessa disponibilità dei vinificatori privati.

Nel frattempo, però, la mobilitazione dei viticoltori ha trovato intanto spazio nell’assemblea cui hanno partecipato in oltre 200.

Ha aperto i lavori il presidente della cantina sociale di Solopaca, Massimo Di Carlo, che ha ribadito la disponibilità della struttura da lui presieduta, pur in presenza di enormi difficoltà economiche e di capienza, a fare tutto il possibile per superare il problema del ritiro delle uve, anche perché, per numerose aziende specializzate della zona, rappresentano l’unico reddito dei viticoltori. E’ stato poi Giuliano Martino, responsabile produzioni e mercato della Cia  provinciale, a fare il punto della situazione sia delle trattative della mattinata in prefettura che delle giacenze, dei prezzi e delle difficoltà delle vendite. A sua volta, Angelo Fasulo, sindaco di San Lorenzo Maggiore, comune sannita dove la viticoltura rappresenta la principale voce economica, ha ricordato di aver allertato anche lui le istituzioni per la grave situazione ed ha espresso la massima condivisione delle preoccupazioni dei produttori dell’area.

E’, quindi, intervenuto Pietro Palumbo, responsabile dell’ufficio vitivinicolo della Cia nazionale, il quale ha inquadrato la crisi sannita nel panorama nazionale e internazionale, ricordando l’apertura della distillazione di crisi, pur deludente nei quantitativi assegnati al nostro Paese, l’aiuto de minimis previsto dal decreto legge 182 e ribadendo lo scarso e intempestivo operato governativo per il settore e per l’intera agricoltura.

Dopo alcuni interventi degli agricoltori presenti, che hanno posto tutti in evidenza le preoccupazioni per la continuità stessa della loro attività, Alfonso Cervo, assessore provinciale all’agricoltura, ha confermato il pieno coinvolgimento dell’intera amministrazione da lui rappresentata nella ricerca di soluzioni adeguate per superare l’attuale emergenza e per la individuazione per il futuro di strumenti efficaci in grado di dare stabilità all’importante settore vitivinicolo.

Ha concluso i lavori Aurelio Grasso, presidente della Cia del Sannio, che ha ribadito l’importanza della viticoltura beneventana e il dovere di ciascuno a fare la propria parte per non disperdere il patrimonio economico e sociale di questa produzione. Per questo ha confermato l’impegno dell’organizzazione a partecipare attivamente alle trattative in corso ed a promuovere ogni iniziativa, come l’assemblea appena svolta,  utile a risolvere il problema di questi giorni, ma anche a dare una speranza per il futuro dei vini sanniti. Infine, Aurelio Grasso, ha ricordato, nell’ambito della mobilitazione generale promossa dalla Cia su tutto il territorio nazionale, che nei prossimi mesi si terranno varie manifestazioni tra cui una regionale a Napoli ed altre di carattere nazionale.


Cia di Ascoli: al via la valorizzazione dei prodotti agricoli per far conoscere ed apprezzare il Piceno con il progetto del Gal

 

La Cia di Ascoli, attraverso il progetto del Gal Piceno, ha ricevuto fondi del Leader+ per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici. Lo studio di una valida e mirata valorizzazione e promozione delle produzioni agricole potrebbe infatti portare alla creazione di un sistema innovativo per la vendita delle tipicità con positivi risvolti sul sistema socioeconomico del territorio. Le aziende agricole del Piceno che hanno aderito al progetto Cia sono circa una ventina: Catalini Sergio, Perozzi Camillo, Mari Anna Maria, Puzielli snc, Muccichini Otello, Azienda Agicola Vecchio Gelso, La Meridiana, San Carro, Ciù Ciù, C’era una volta, La Favella, Matenano, Polini Luisa, Ciaralli Lucio, Luciano Voltattorni, Rubicini Domenico, Nespeca Giulio, Capriotti Alessandro e Mattioli Gabriele.

Il Gal riveste il ruolo di soggetto responsabile dell’attuazione del Piano di Sviluppo locale “Piceno” Iniziativa Leader+ e delle azioni e interventi in esso inserite in base alle normative comunitarie vigenti. Il Leader è un’iniziativa comunitaria per promuovere lo sviluppo delle zone rurali della Comunità, attraverso la valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio.

Il progetto prevede il coinvolgimento delle aziende agricole nell’organizzazione di iniziative promozionali, la partecipazione ad eventi (mostre mercato), supporto nell’adozione di nuovi strumenti di marketing (nuova segnaletica, espositori, ecc.), coinvolgimento dei consumatori in degustazioni presso gli stand o punti vendita aziendali per favorire il consumo di prodotti genuini tipici del piceno dell’area Gal Piceno. Dall’avvio del progetto, in collaborazione con alcuni ristoranti locali sono state organizzate degustazioni a tema per favorire la valorizzazione delle produzioni tipiche, inoltre sono state avviate partnership con altre associazioni ed enti locali per rendere più efficaci le azioni progettuali.

Grazie al progetto finanziato dal Gal Piceno sarà implementato il materiale promozionale che conterrà anche percorsi dettagliati per il turismo rurale con particolare riferimento alle specificità da conoscere per un ideale percorso tra le bellezze paesaggistiche e i gusti tipici locali.


Cia Sicilia: a ritmi serrati la mobilitazione degli agricoltori e allevatori in preparazione della manifestazione regionale dell’ 11 ottobre a Palermo. Adesioni anche da numerose amministrazioni locali

 

Continua a ritmi serrati la mobilitazione degli agricoltori e degli allevatori siciliani promossa dalla Cia della Sicilia. Ad oggi sono più di una cinquantina le assemblee organizzate in preparazione della manifestazione regionale che si svolgerà a Palermo il prossimo 11 ottobre. Numerose anche le amministrazioni locali che hanno risposto alle sollecitazioni della Cia impegnandosi a discutere del grave momento di crisi dell’agricoltura e della zootecnica in Consigli Comunali aperti; è il caso di Sambuca di Sicilia e Menfi in provincia di Agrigento, Scordia, Palagonia, Grammichele, Castel di Judica e S.Michele di Ganzaria in provincia di Catania. Molti i Comuni hanno già formalizzato l’adesione e la partecipazione alla manifestazione dell’11 ottobre: da Partinico a Sciara, da Camporeale a Monreale, da Collesano a Castelbuono; per altri l’atto di adesione verrà formalizzato nei prossimi giorni.

Alla manifestazione del prossimo 11 ottobre ha aderito anche l’Anp, l’Associazione nazionale dei pensionati, che fortemente presente nelle aree rurali, ha espresso preoccupazione per lo stato di disagio del mondo agricolo che nel caso dei pensionati viene maggiormente sentito per via della mancata attuazione della legge sui servizi sociali e del prevedibile taglio alla spesa sociale per le amministrazioni locali.

La mobilitazione sul territorio siciliano e le iniziative promosse dalla Cia mettono ulteriormente in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, lo stato di forte malessere e di emergenza che continuano ad essere presenti tra tutti i produttori agricoli e zootecnici della Sicilia. “La manifestazione regionale si è resa necessaria perché la grandezza delle difficoltà che investono non solo la viticoltura, ma anche la cerealicoltura, la zootecnia e l’ortofrutta,  la complessità dei cambiamenti in corso necessitano -sostiene Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia-  non di una politica che arranca nelle emergenze e che arriva sempre in ritardo sulle questioni decisive che interessano il settore, ma di una forte, autorevole, adeguata e determinata strategia politica per il settore, che governi i processi in atto, che favorisca l’accelerazione dei processi di concentrazione dell’offerta, la crescita della cooperazione e dell’associazionismo”.

“Per raggiungere questi obiettivi -continua Gurrieri- chiediamo, inoltre, la costituzione presso la Presidenza della Regione, di un Tavolo di crisi per l’agricoltura”.


Donne in Campo: a Siena incontro sul valore della risorsa femminile nello sviluppo locale

 

“Donne e territorio. Gestione al femminile. Il valore della risorsa femminile nello sviluppo locale”. Questo l’argomento dell’incontro organizzato ad Abbadia San Salvatore (in provincia di Siena)  dall’Eurobic Toscana Sud il 26 settembre scorso, in attuazione  del piano di intervento di formazione professionale della provincia  di Siena e che  vede tra i partner sia il Cipat che la Cia e Donne in Campo di Siena .

Il confronto, estremamente interessante, è stato  finalizzato  ad approfondire  gli obiettivi che il progetto ha realizzato e che si appresta a realizzare, quali, un servizio di sportello a carattere informativo e di consulenza; un’ attività di animazione territoriale  mirata alla costituzione di reti di donne imprenditrici e neo imprenditrici; lo sviluppo di un progetto comune finalizzato a rendere visibile le reti costituite,  rafforzando le singole identità personali ed aziendali; la costituzione di una rete forte di sostegno tra imprese  perché le loro  valenze individuali si possano,  in sinergia, utilizzare  al meglio.

Partendo dalla realtà della provincia di Siena,  ovvero da una realtà  il cui sviluppo e le cui potenzialità risultano tra le più avanzate d’Europa, in tutti gli interventi ci si è soffermati a lungo sulla ricchezza della diffusa presenza femminile in tale ambito, sulle motivazioni di tale presenza, in particolare nel contesto  agricolo  e sulle esigenze di sostegno alla stessa in termini di attenzione, di servizi di valorizzazione.

Tutti obiettivi  previsti dal progetto e che, in particolare in un momento  di crisi dell’agricoltura che non lascia indenni neanche i territori più “fortunati”, divengono importanti azioni di sostegno.

All’incontro, che ha visto l’intervento di amministratori della Comunità Montana , della Val d’Orcia ,del consigliere regionale Rosanna Pugnalini, della responsabile dell’Area sociale dell’Eurobic Toscana Sud  Serena Cesarini Sforza, hanno partecipato Paola Ortensi, presidente nazionale di Donne in Campo, a cui è stata affidata una delle relazioni di apertura, Anna Stopponi, responsabile di Donne in Campo della Provincia di Siena, che nel merito dell’esperienza dell’associazione ha portato tanti esempi concreti d’imprenditrici di successo, evidenziando come alla base dell’impresa femminile vi sia spesse volte l’intuizione di valorizzare aspetti nuovi e inediti delle produzioni. In sostanza, una permanente creatività che s’impone come fattore d’impresa per numerose imprenditrici della Cia.

Nelle conclusioni dell’assessore alla Formazione professionale e alle Pari opportunità di Siena Fiorenza Anatrini, proprio l’imprenditorialità femminile agricola è risultata essere l’argomento più considerato in termini d’importanza e di prospettiva, anche nel collegamento estremamente significativo che può attivare rispetto ad altri settori quali artigianato , i servizi.  L’incontro, quindi, ha aperto una nuova fase d’impegni che risulterà sicuramente  proficua  e stimolante .


La Cia Marche alla Regione: quali certezze per l'agricoltura?

 

“E’ arrivato il momento di avere scritte nero su bianco le linee guida che determineranno il cammino del settore primario nel prossimo futuro”. E’ quanto emerge dal seminario di approfondimento organizzato dalla Cia Marche lo scorso  21 settembre, presso la sede dell’Assam, dal titolo: “Un nuovo patto tra agricoltura e società”. Seminario nel quale la Confederazione ha ribadito, a quattro mesi dalle ultime elezioni, la necessità di un confronto con l’assessore regionale all’agricoltura.

Secondo la Cia Marche, infatti, è ormai improrogabile un momento di confronto diretto con l’assessore all’Agricoltura, per definire in modo chiaro come intende muoversi il governo regionale rispetto al primo settore. Un settore che ormai da troppo tempo sta aspettando di sapere con certezza quale sarà il suo futuro. E che troppo spesso si trova invece costretto a ricordare la propria presenza e la centralità del suo ruolo, essenziale e strategico, all’interno del sistema economico regionale.

“Chiediamo l’avvio di un processo di concertazione -spiega il vicepresidente della Cia Marche, Nevio Lavagnoli- che porti ad una politica strategica per l’agricoltura, nell’ottica, mai tanto evidente come in questo periodo, che è soprattutto intorno al settore primario che si gioca la partita dell’economia di un territorio”.

La dimostrazione viene proprio in questi giorni dall’allarme per l’influenza aviaria. “Questo fatto ci dà la prova -sottolinea Lavagnoli- di quanto sia importante, anzi essenziale, avere una propria agricoltura con produzioni controllate e sane, come parte di un sistema in cui agricoltura, commercio, industria sono ambiti strettamente collegati tra loro: è un dato di fatto che non è più possibile trascurare e che richiede, in sede decisionale, la partecipazione di tutte le parti sociali”.

Dunque, la concertazione diventa il punto cruciale per una qualsiasi ambizione di sviluppo territoriale. Un cammino attuato nel comune confronto, sulla base della certezza che l’economia regionale non può e non potrà mai prescindere dall’apporto del mondo agricolo. Un apporto che tuttavia, per esprimersi il massimo delle sue potenzialità, necessita di una programmazione che sappia fare della rete, diffusa su tutto il territorio, delle imprese marchigiane (agricole, artigianali, commerciali) il punto di forza di un nuovo sviluppo economico.

 

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Cuneo: festa ma anche mobilitazione

 

Sarà il Presidente nazionale della Cia  Giuseppe Politi  a presiedere la manifestazione – inserita all’interno della tradizionale festa provinciale della Cia di Cuneo (che si svolgerà in piazza Galimberti sabato 1 e domenica 2 ottobre) con la quale la Cia di Cuneo, seppure all’interno di un momento di festa, intende dare il via alle manifestazioni che caratterizzeranno su tutto il territorio nazionale la “mobilitazione generale del mondo agricolo” per denunciare la grave situazione di crisi in cui il comparto viene a trovarsi alla fine dell’annata agraria 2005.

Il malcontento dei produttori è sempre più evidente (e non potrebbe essere altrimenti): l’annata agraria 2005 (dopo almeno due annate non brillanti) si sta concludento sotto tinte fosche.

E’ la situazione generale dell’agricoltura di tutta Italia, cui non sfuggono né il Piemonte, né la provincia di Cuneo. "Ormai da almeno due anni -ha dichiarato Valentina Masante, presidente della Cia di Cuneo- stiamo denunciando la forbice sempre più marcata che esiste tra i prezzi riconosciuti ai produttori all’origine ed i prezzi che i consumatori pagano per l’acquisto dei medesimi prodotti. Ma ormai siamo andati anche oltre: quest’anno in provincia di Cuneo possiamo tranquillamente affermare che nessuna produzione agricola è andata bene, o –meglio- che in nessuna produzione i ricavi sono riusciti a compensare i costi di produzione".

Dal latte alle orticole, dai cereali alla frutta, dai bovini alle uve, dai maiali al vino (per non parlare poi dei polli) si sono registrati prezzi in caduta libera e, purtroppo parecchie volte, anche non poche difficoltà a collocare, seppur con questi prezzi stracciati, le varie produzioni (è accaduto per i cereali, per alcune varietà di frutta, si sta verificando in questi giorni con le uve da vino).

E’ in crisi la produzione biologica (in Piemonte tra il 2003 ed il 2004 gli operatori sono diminuiti di un terzo) come quella dell’agricoltura tradizione ed ecocompatibile, mentre continuano ad aumentare i costi delle materie prime, delle attrezzature, i costi previdenziali, il costo del lavoro subordinato ed i costi della … burocrazia. E’ chiaro che non si tratta di una crisi congiunturale, ma ormai strutturale che, tra l’altro, rischia di travolgere per prima non l’agricoltura marginale o occasionale, bensì le aziende professionali, le aziende condotte da giovani imprenditori che negli scorsi anni molto hanno investito per ammodernare e rendere competitive le proprie aziende. La situazione è ormai insostenibile.

L’agricoltura a questo punto deve ormai avere una risposta dal mondo della politica e dalla società tutta. L’Italia vuole ancora essere un Paese che ha una propria originale produzione agricola e per di più di qualità? Una produzione che gli agricoltori italiani sono in grado di certificare anche da un punto di vista igienico e sanitario in modo tale che qualsiasi cittadino possa sapere cosa porta in tavola e cosa immette nel proprio corpo? Le aziende agricole devono essere protagoniste della manutenzione e della conservazione del nostro territorio per preservarlo da ben più gravi problemi determinati dal degrado e dall’abbandono?

Se la risposta a queste domande è positiva, allora è bene che la voce del mondo agricolo si levi possente pretendere una politica nazionale e regionale degna di questo nome, con obiettivi chiari e volta allo sviluppo del settore, per pretendere un sostegno al reddito delle imprese (come avviene in tutto il mondo, a partire dagli Usa) ed utilizzando innanzitutto i fondi che l’Unione Europea destina al settore.

L’agricoltura deve vivere per il bene del Paese, per garantire un’alimentazione sana, per svolgere la sua azione di tutela ambientale, per confermare i non pochi posti di lavoro che garantisce in provincia di Cuneo, ma in questo momento è in profonda sofferenza e deve fare sentire la propria protesta!

 

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