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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 153 29 luglio 2009
ATTUALITÀ
  • Pubblicato il nuovo bando che premia i giovani imprenditori agricoli di successo
COMUNICATI
  • Decreto anticrisi: c’è ancora la possibilità di inserire una misura per finanziare il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali
TERRITORIO
  • Cia di Cosenza: la Banca di Garanzia è una reale opportunità di accesso al credito per le imprese agricole
  • Cia Toscana: il Piano di sviluppo rurale si adegui alla crisi economica. Il 31 luglio convegno a Firenze
  • Gli allevatori ragusani incontrano l’assessore Cimino. Sul tappeto il prezzo del latte, l’assegnazione delle quote e la crisi del comparto. Inconcludente il confronto. La Cia siciliana esprime disappunto
  • L’Associazione pensionati della Cia Toscana firma il protocollo con la Regione per i programmi di Attività fisica adattata degli anziani
APPUNTAMENTI
  • Cia Basilicata: domani Tavolo verde a Scanzano Jonico
  • Cia di Agrigento: venerdì 31 luglio incontro sui problemi del settore vitivinicolo

 

ATTUALITÀ


Pubblicato il nuovo bando che premia i giovani imprenditori agricoli di successo

 

E’ stato pubblicato il nuovo bando premio per i giovani imprenditori agricoli, il bando del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali mira a far emergere, e a far conoscere, le migliori esperienze imprenditoriali in agricoltura.

Il premio è rivolto a 10 imprenditori agricoli di successo e consiste nella possibilità per i giovani vincitori (o loro collaboratori) di promuovere la propria attività, attraverso la partecipazione a fiere, mostre, concorsi, forum e produzione di materiale promozionale.

Il premio quest’anno si fa ancora più ricco e consente effettivamente, con l’ammontare di 40.000 euro, di programmare efficacemente l’attività di marketing della propria azienda.

La scadenza è fissata per il 15 ottobre 2009. Chiunque ne volesse sapere di più può rivolgersi direttamente all’Agia.

 

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COMUNICATI


Decreto anticrisi: c’è ancora la possibilità di inserire una misura per finanziare il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito al governo affinché si risolva una problema molto importante per le imprese agricole. C’è bisogno di una risposta concreta. Occorre trovare le risorse per questo fondamentale strumento assicurativo.

 

 

“Il governo può ancora rimediare. Nel corso dell’iter che si sta svolgendo in Senato in merito al decreto anticrisi, potrebbe essere inserito un emendamento che preveda le risorse necessarie per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale invita di nuovo l’esecutivo, e in particolare il premier Silvio Berlusconi e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, a rispettare gli impegni presi più volte nei confronti degli agricoltori sul fondamentale problema assicurativo.

“Il Fondo di solidarietà -ricorda Politi- deve essere necessariamente finanziato. Anche se i tempi sono molto stretti, il governo, nella discussione avviata a Palazzo Madama, deve fare i passi indispensabili perchè ci sia spazio per tale strumento nel decreto anticrisi. Questa è l’occasione ideale per dimostrare attenzione e fatti concreti verso le imprese agricole italiane”.

“Occorre -aggiunge il presidente della Cia- dare risposte valide nei confronti delle imprese agricole. Attendiamo, quindi, che ci si muova in questa direzione, prevedendo le risorse per finanziare il Fondo, come è avvenuto negli anni passati. Un finanziamento importante per le aziende che sono esposte, oltre che alle problematiche di mercato, anche alle calamità atmosferiche. Le cronache del maltempo di queste ultime settimane lo confermano chiaramente”.

D’altra parte, il Fondo per il suo carattere strutturale, “consente agli agricoltori -rileva Politi- di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato. E’ uno strumento che la stessa Unione europea considera idoneo alle imprese agricole”.

“Per tale ragione -sostiene Politi- rinnoviamo al governo l’appello affinché intervenga con un atto preciso e concreto. Senza il Fondo, oltre ad un aggravamento dei costi, c’è il rischio che molte aziende non stipulino alcuna polizza, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili”.

 

 

 

 

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TERRITORIO


Cia di Cosenza: la Banca di Garanzia è una reale opportunità di accesso al credito per le imprese agricole

 

La Banca di garanzia, uno strumento al servizio del sistema delle imprese. E' per questo che la Cia di Cosenza, presieduta da Francesco Barbarossa, nei giorni scorsi, a Corigliano Calabro, ha riunito imprese agricole e alcuni tra i promotori della costituenda Banca di Garanzia (il presidente della Provincia di Cosenza on. Mario Oliverio e il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Gaglioti).

"Le profonde trasformazioni e le eccezionali difficoltà causate dalla crisi dei mercati finanziari -ha rilevato Barbarossa aprendo i lavori svolti nel Centro d'Eccellenza della città ionica - necessitano di offrire al nostro contesto un adeguamento veloce". Il rischio che la crisi abbia una "ripercussione più accentuata" proprio nelle nostre aree, ha sottolineato Barbarossa, imprimendo "un'ulteriore spinta verso la marginalizzazione", richiede che "ognuno faccia la sua parte".

La Cia di Cosenza, dal canto suo, ha creduto nella necessità di dar vita alla Banca di garanzia collettiva dei fidi, un'iniziativa -ha spiegato Barbarossa- che vede protagonisti istituzioni, associazioni di categoria ma che deve includere anche i Confidi, le banche che operano sul nostro territorio e soprattutto gli operatori economici.

"Questo strumento -ha detto il presidente della Cia di Cosenza- consentirà di moltiplicare il volume di credito garantito alle Imprese".

Proprio "le imprese -ha poi Barbarossa- costituiscono la base sociale della banca, con la Provincia di Cosenza, la Camera di Commercio, il Comune di Cosenza e la Fondazione Carime che saranno i sostenitori".

La Banca di Garanzia nasce su base provinciale con l'obiettivo di formare un capitale iniziale di 23 milioni di euro.

"E' una bella sfida. Se ognuno farà la sua parte, con la consapevolezza del momento e con una visione di prospettiva, avremo fatto -ha concluso Barbarossa- un passo importante a favore della crescita dell'economia reale, poiché il credito è una leva fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio".

L'incontro, al quale sono intervenuti pure l'assessore comunale Coppola, in rappresentanza del sindaco, Pasqualina Straface e il prof. Salvatore Martino, direttore della Scuola diocesana, è stato aperto dalla relazione del vicepresidente provinciale della Cia Franco Mazzei.

Mazzei ha spiegato che l'accesso al credito, da parte delle imprese, è un punto nodale, per la Cia. La Banca di Garanzia, quindi, diviene "un'effettiva opportunità che anche il mondo agricolo deve saper cogliere". L'entrata in vigore delle nuove e più restrittive regole di Basilea 2, ha evidenziato Mazzei, costringono ancora di più il sistema degli Istituti di credito a relazioni "problematiche" con il tessuto produttivo, che nella provincia di Cosenza è costituito da piccole e medie imprese. Fino a prima di Basilea 2, i Confidi della provincia di Cosenza, ha rilevato Mazzei, avevano dato qualche risposta. "Le nuove regole ci impongono di avere strumenti più rispondenti alle mutate esigenze del sistema creditizio anche - ha precisato Mazzei - per non continuare ad essere la regione e l'economia succube del sistema bancario, dove il costo del denaro in generale è tra i più alti d'Italia di 3-4 punti in più". 

L'iniziativa di costituire una Banca di Garanzia collettiva dei fidi, avviata dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Cosenza -ha informato Mazzei-  è stata sostenuta attraverso la deliberazione dei rispettivi Consigli ed uno stanziamento di quattro milioni di euro ciascuno per la costituzione del fondo di garanzia. A questi si aggiungono quindici milioni di euro stanziati dal Consiglio regionale della Calabria. "Tali investimenti -ha fatto notare Mazzei- non trovano riscontro in nessuna realtà nazionale. Sono testimonianza della effettiva volontà politica di un reale sostegno alle attività produttive della nostra provincia".

Il modello prescelto è quello delle banche di credito cooperativo che, per loro vocazione, esercitano la propria attività prevalentemente in favore dei soci, migliorando le condizioni di accesso al credito, mettendo le imprese in un rapporto di minore sudditanza con il sistema bancario. Puntando a risolvere uno dei principali problemi per il settore agricolo che non è riuscito a concretizzare molte iniziative imprenditoriali previste nella programmazione del Por Calabria 2000/2006.

La nuova programmazione "è uno degli ultimi treni che sta passando", ha concluso Mazzei, per cui "se falliamo anche questa volta, non ci resterà che scivolare in una china al termine della quale c'è solo l'emarginazione e la stagnazione, una sorta di espulsione non traumatica dal consesso economico, ma anche civile, europeo".

Mazzei, infine, ha palesato alcune preoccupazioni relative al Piano di sviluppo rurale, essendo, ad oggi, poche le graduatorie pubblicate, a fronte di oltre 14mila misure d'intervento presentate dalle imprese agricole. Ed ha proposto che anche le organizzazioni agricole discutano del passaggio delle deleghe dalla Regione alle Province.

Al convegno, che è stato molto partecipato, sono intervenuti pure Rocco Aloe, consulente del comitato promotore della Banca di garanzia e Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare.

 


Cia Toscana: il Piano di sviluppo rurale si adegui alla crisi economica. Il 31 luglio convegno a Firenze

 

Una riflessione sul Piano di sviluppo rurale nel pieno della fase di crisi economica globale in corso, nel tentativo di dare una risposta complessiva alle difficoltà dell’agricoltura, utilizzando tutte le risorse disponibili. E’ quello che chiede la Cia Toscana proprio quando il Psr 2007-2013 è al giro di boa e la Regione Toscana ha avviato la prima fase di valutazione dei risultati e di adattamento del Piano e dei suoi strumenti applicativi. Questo il quadro del convegno -in programma venerdì prossimo 31 luglio, ore 9.30, a Firenze, presso Palazzo Strozzi Sacrati- Giunta regionale (Sala Pegaso - Piazza Duomo) - promosso da Cia Toscana e Cipa-at sviluppo rurale, nell’ambito delle iniziative di Arsia in collaborazione con la rete delle agenzie formative, che vedrà la presenza del presidente della Giunta regionale e assessore all’agricoltura Claudio Martini, dei direttori di Arsia e Artea, dei dirigenti della Regione Toscana, con le conclusioni del presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci.

I tavoli istituzionali e di concertazione si sono confrontati con le proposte della Regione Toscana relative al pacchetto di nuovi interventi del Psr per 128 milioni di euro, derivanti dalla riforma della Politica agricola comune (Pac) e dalle misure anticrisi. Un pacchetto che è stato alla fine varato con l’apprezzamento della Cia Toscana e di tutto il mondo agricolo. “Risorse -spiega Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana - che dovrebbero intervenire sugli investimenti nelle filiere in maggiore difficoltà, sul credito, sulle risorse idriche ed energetiche, sulla salvaguardia del territorio, sul completamento della “banda larga” nelle aree rurali”.

E’ essenziale per la Cia Toscana, infatti, accelerare i tempi di istruttoria e di pagamento delle domande, anche per dare respiro alle aziende, duramente colpite dalla crisi, così come urgente è l’attivazione della programmazione Leader e delle misure del Psr non ancora attivate. In discussione è anche la validità dei criteri di selezione delle domande, adottate nelle prime fasi del Piano. “Per questo -prosegue Marco Failoni, della presidenza Cia Toscana- abbiamo chiesto una correzione dei criteri che porti da un lato ad una loro netta semplificazione, e dall’altro lato a valorizzare maggiormente gli investimenti di qualità favorendo l’ampliamento della platea di aziende che usufruiscono del sostegno del Psr”.

Altro tema che il convegno affronterà sarà quello degli strumenti che contribuiscono ad attuare le strategie regionali: la buona politica ha bisogno di un’efficace gestione. Per la Cia regionale quindi, la necessità di approfondire valutazioni e proposte relative a due aspetti chiave della funzionalità del Psr: “Il sistema di supporto alle imprese -aggiunge Alessandra Alberti, presidente Cipa.at sviluppo rurale-  in termini di consulenza, informazione, formazione e trasferimento della conoscenza, che deve realizzarsi attraverso un sistema a rete che metta in sinergia tutti gli attori del sistema agricolo e rurale. Ma anche -conclude- approfondire il sistema procedurale, che deve essere costantemente sottoposto a verifica e miglioramento, affinché riesca a dare risposte efficienti e celeri al sistema delle imprese, mettendo in atto tutte le possibili iniziative di semplificazione e snellimento”.


Gli allevatori ragusani incontrano l’assessore Cimino. Sul tappeto il prezzo del latte, l’assegnazione delle quote e la crisi del comparto. Inconcludente il confronto. La Cia siciliana esprime disappunto

 

Prezzo del latte, assegnazione quote e crisi del comparto. Sul tappeto c’erano tutti i problemi della zootecnia specializzata della provincia di Ragusa, ma nell’incontro di ieri pomeriggio promosso dal deputato regionale Minardo, previsto prima con il governatore Lombardo e poi effettivamente realizzato con l’assessore Cimino, i temi non hanno avuto l’attenzione che meritavano, mortificando le aspettative degli allevatori.

“Ma quel che più preoccupa è la quasi totale assenza di strategie politiche da condividere con le organizzazioni professionali agricole per far valere le ragioni  della zootecnia e dell’agricoltura siciliana e di quella del Mezzogiorno più in generale”, dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia.

“Da quando l’assessore si è insediato -sottolinea Gurrieri- non c’è stata occasione di confronto ed è, quindi, mancata totalmente la concertazione sui problemi della zootecnia, del prezzo del latte, sulla ripartizione delle quote”. E continua: “Analogo è il livello di attenzione su altri temi importanti come la destinazione dei fondi dell’articolo 68 prelevati dai premi Pac, la crisi del settore vitivinicolo, di quello cerealicolo e di quello ortofrutticolo caratterizzati da prezzi in picchiata”.

“L’agricoltura siciliana è in affanno -conclude il presidente della Cia siciliana-  e dopo avere con pazienza atteso che venisse superato un lungo periodo di fibrillazione politica e di crisi istituzionale, non è più in condizione di accettare la latitanza del governo regionale”.


L’Associazione pensionati della Cia Toscana firma il protocollo con la Regione per i programmi di Attività fisica adattata degli anziani

 

Il 27 luglio scorso i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati confederali, dei pensionati del lavoro autonomo e degli enti di promozione sportiva e l'assessore regionale della Toscana per il Diritto alla salute Enrico Rossi hanno siglato un protocollo di intesa per lo sviluppo e la migliore organizzazione dei progetti Afa (Attività fisica adattata)  .

L’avanzare dell’età e la malattia porta molto spesso le persone ad isolarsi e a chiudersi in se stesse, mentre le relazioni sociali e un’attività fisica appropriata e costante può contribuire alla salute delle persone.

L’Afa è un programma specifico di esercizi svolti in gruppo, capaci di migliorare lo stile di vita e di prevenire o limitare la disabilità. E’ utile per gli anziani fragili, che lamentano dolori diffusi e le conseguenze dell'osteoporosi, a chi ha gli arti inferiori menomati o ha fatto ricorso all'impianto di protesi al ginocchio e all'anca. Serve a chi è stato vittima dell'ictus, a chi è diabetico e dializzato, a chi ha subito una mastectomia o è ammalato di Parkinson.

L’Associazione pensionati Cia della Toscana, con la firma del protocollo, assieme ai sindacati e associazioni dei pensionati, si sono impegnati con la Regione a promuovere, potenziare e incentivare sul territorio questi programmi, in collaborazione con le Asl e le Società della salute, fissando una tariffa a carico del cittadino pari a 2 euro per ogni incontro (2,5 euro per i programmi svolti in piscina) più gli oneri assicurativi. In ogni caso le Società della salute sono pronte ad intervenire con agevolazioni in base al calcolo Isee (Indicatore di situazione economica equivalente).

Negli ultimi due anni l'Afa è stata introdotta in numerose Asl della Toscana: sono stati attivati 748 corsi, che si sono svolti in 316 tra palestre e piscine e che hanno raccolto l'adesione di oltre 12.000 persone. In senso tecnico per Afa si intendono esercizi non sanitari, svolti in gruppo, su indicazione dei medici di medicina generale o degli specialisti, sotto la guida di laureati in Scienze motorie, diplomati Isef o in Fisioterapia secondo programmi che tengono conto del grado di disabilità della persona.

L'efficacia e la sicurezza dei programmi sono valutati da una serie di ricerche internazionali a cui partecipano le Asl di Empoli, Pisa, Siena, Prato, con la consulenza scientifica dell'Istituto superiore di sanità, dell'Università di Firenze e dei National Institutes of Health (Usa).

 

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APPUNTAMENTI


Cia Basilicata: domani Tavolo verde a Scanzano Jonico

 

“La convocazione del Tavolo verde domani 30 luglio (ore 12) a Scanzano Jonico, prontamente decisa dall’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti, dopo l’incontro che il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Pietro Quinto, ha avuto a Roma con il capo del Dipartimento Politiche di Sviluppo dell’Economia rurale del ministero delle Politiche agricole, Mezzo, per ridefinire gli interventi nelle aree del Metapontino e del Lavellese colpite dalle grandinate delle scorse settimane, consentirà di fare il punto della situazione e di decidere unitariamente gli ulteriori passi da compiere”.

A sostenerlo è l’Ufficio di presidenza della Cia Basilicata che condivide e sostiene la proposta dell’assessore provinciale di Matera all'Agricoltura Giuseppe Dalessandro perché sia dichiarato, come sollecitato dalla stessa Cia in occasione della manifestazione di Scanzano alla presenza del presidente nazionale Politi, lo stato di crisi socio-economica (ai sensi della Legge 225), in modo da aprire la possibilità di adottare provvedimenti straordinari come quello della sospensione dei pagamenti, oneri e scadenze fiscali.

La Cia è profondamente preoccupata perché se non ci sono le condizioni per l’applicazione della Legge 102/2004, come sembra profilarsi, è comunque indispensabile individuare le azioni da mettere in campo a tutela degli agricoltori e produttori del Metapontino che hanno subito i danni dalle recenti calamità. D’altra parte, proprio la mancanza dell’ombrello protettivo dei contributi pubblici (come è avvenuto sino allo scorso anno), rischia di vedere molte aziende accrescere i loro già onerosi costi produttivi e contributivi.

La Cia continuerà la mobilitazione degli agricoltori “per ottenere al più presto adeguate ed urgenti misure tra le quali il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale. Di promesse ne sono state fatte troppo. Ora vogliamo fatti. Gli agricoltori non possono continuare ad operare in un contesto dove l’incertezza regna sovrana”.

 


Cia di Agrigento: venerdì 31 luglio incontro sui problemi del settore vitivinicolo

 

In considerazione della grave crisi che caratterizza il comparto vitivinicolo è convocato per venerdì prossimo 31 luglio, alle ore 18.30, al Castello del comune di Naro, un incontro promosso dal Gruppo di interesse vitivinicolo provinciale della Cia di Agrigento.

All’iniziativa, patrocinata insieme al comune di Naro (Agrigento), saranno presenti i sindaci presidenti dei Consigli comunali e gli assessori all’Agricoltura dei comuni di Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto e Ravanusa; le Cantine Sociali: Aurora Valle dei Templi, Gattopardo, La Torre, Viticultori Associati; l’assessore provinciale all’Agricoltura.

L’iniziativa si propone di contrastare eventuali speculazioni tendenti a fare abbassare il prezzo dell’uva che rischiano di penalizzare così le aziende vitivinicole dell’intero comprensorio e di affrontare positivamente le problematiche al fine di individuare le strategie ed il suo indispensabile rilancio.

All’incontro parteciperanno: Pippo Di Falco, presidente della Cia Agrigento, Calogero Licata, vicepresidente vicario della Cia provinciale, Piero Di Leo, responsabile regionale del Gruppo di interesse economico vitivinicolo della Cia Sicilia, Stefano Castellino, assessore provinciale all’Agricoltura), Michele Cimino, assessore regionale all’Agricoltura, Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia Sicilia.

 

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