| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 51 - n. 153 | 29 luglio 2009 |
|
||||||||||
|
E’ stato pubblicato il nuovo bando premio per i giovani imprenditori agricoli, il bando del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali mira a far emergere, e a far conoscere, le migliori esperienze imprenditoriali in agricoltura. Il premio è rivolto a 10 imprenditori agricoli di successo e consiste nella possibilità per i giovani vincitori (o loro collaboratori) di promuovere la propria attività, attraverso la partecipazione a fiere, mostre, concorsi, forum e produzione di materiale promozionale. Il premio quest’anno si fa ancora più ricco e consente effettivamente, con l’ammontare di 40.000 euro, di programmare efficacemente l’attività di marketing della propria azienda. La scadenza è fissata per il 15 ottobre 2009. Chiunque ne volesse sapere di più può rivolgersi direttamente all’Agia.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito al governo affinché si risolva una problema molto importante per le imprese agricole. C’è bisogno di una risposta concreta. Occorre trovare le risorse per questo fondamentale strumento assicurativo. “Il governo può ancora rimediare. Nel corso dell’iter che si sta svolgendo in Senato in merito al decreto anticrisi, potrebbe essere inserito un emendamento che preveda le risorse necessarie per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale invita di nuovo l’esecutivo, e in particolare il premier Silvio Berlusconi e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, a rispettare gli impegni presi più volte nei confronti degli agricoltori sul fondamentale problema assicurativo. “Il Fondo di solidarietà -ricorda Politi- deve essere necessariamente finanziato. Anche se i tempi sono molto stretti, il governo, nella discussione avviata a Palazzo Madama, deve fare i passi indispensabili perchè ci sia spazio per tale strumento nel decreto anticrisi. Questa è l’occasione ideale per dimostrare attenzione e fatti concreti verso le imprese agricole italiane”. “Occorre -aggiunge il presidente della Cia- dare risposte valide nei confronti delle imprese agricole. Attendiamo, quindi, che ci si muova in questa direzione, prevedendo le risorse per finanziare il Fondo, come è avvenuto negli anni passati. Un finanziamento importante per le aziende che sono esposte, oltre che alle problematiche di mercato, anche alle calamità atmosferiche. Le cronache del maltempo di queste ultime settimane lo confermano chiaramente”. D’altra parte, il Fondo per il suo carattere strutturale, “consente agli agricoltori -rileva Politi- di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato. E’ uno strumento che la stessa Unione europea considera idoneo alle imprese agricole”. “Per tale ragione -sostiene Politi- rinnoviamo al governo l’appello affinché intervenga con un atto preciso e concreto. Senza il Fondo, oltre ad un aggravamento dei costi, c’è il rischio che molte aziende non stipulino alcuna polizza, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili”.
"Le profonde trasformazioni e le eccezionali difficoltà causate dalla crisi dei mercati finanziari -ha rilevato Barbarossa aprendo i lavori svolti nel Centro d'Eccellenza della città ionica - necessitano di offrire al nostro contesto un adeguamento veloce". Il rischio che la crisi abbia una "ripercussione più accentuata" proprio nelle nostre aree, ha sottolineato Barbarossa, imprimendo "un'ulteriore spinta verso la marginalizzazione", richiede che "ognuno faccia la sua parte". "Questo strumento -ha detto il presidente della Cia di Cosenza- consentirà di moltiplicare il volume di credito garantito alle Imprese". Proprio "le imprese -ha poi Barbarossa- costituiscono la base sociale della banca, con "E' una bella sfida. Se ognuno farà la sua parte, con la consapevolezza del momento e con una visione di prospettiva, avremo fatto -ha concluso Barbarossa- un passo importante a favore della crescita dell'economia reale, poiché il credito è una leva fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio". L'incontro, al quale sono intervenuti pure l'assessore comunale Coppola, in rappresentanza del sindaco, Pasqualina Straface e il prof. Salvatore Martino, direttore della Scuola diocesana, è stato aperto dalla relazione del vicepresidente provinciale della Cia Franco Mazzei. Mazzei ha spiegato che l'accesso al credito, da parte delle imprese, è un punto nodale, per L'iniziativa di costituire una Banca di Garanzia collettiva dei fidi, avviata dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Cosenza -ha informato Mazzei- è stata sostenuta attraverso la deliberazione dei rispettivi Consigli ed uno stanziamento di quattro milioni di euro ciascuno per la costituzione del fondo di garanzia. A questi si aggiungono quindici milioni di euro stanziati dal Consiglio regionale della Calabria. "Tali investimenti -ha fatto notare Mazzei- non trovano riscontro in nessuna realtà nazionale. Sono testimonianza della effettiva volontà politica di un reale sostegno alle attività produttive della nostra provincia". Il modello prescelto è quello delle banche di credito cooperativo che, per loro vocazione, esercitano la propria attività prevalentemente in favore dei soci, migliorando le condizioni di accesso al credito, mettendo le imprese in un rapporto di minore sudditanza con il sistema bancario. Puntando a risolvere uno dei principali problemi per il settore agricolo che non è riuscito a concretizzare molte iniziative imprenditoriali previste nella programmazione del Por Calabria 2000/2006. La nuova programmazione "è uno degli ultimi treni che sta passando", ha concluso Mazzei, per cui "se falliamo anche questa volta, non ci resterà che scivolare in una china al termine della quale c'è solo l'emarginazione e la stagnazione, una sorta di espulsione non traumatica dal consesso economico, ma anche civile, europeo". Mazzei, infine, ha palesato alcune preoccupazioni relative al Piano di sviluppo rurale, essendo, ad oggi, poche le graduatorie pubblicate, a fronte di oltre 14mila misure d'intervento presentate dalle imprese agricole. Ed ha proposto che anche le organizzazioni agricole discutano del passaggio delle deleghe dalla Regione alle Province. Al convegno, che è stato molto partecipato, sono intervenuti pure Rocco Aloe, consulente del comitato promotore della Banca di garanzia e Benedetto Di Iacovo, presidente della Commissione regionale per l'emersione del lavoro non regolare.
Una riflessione sul Piano di sviluppo rurale nel pieno della fase di crisi economica globale in corso, nel tentativo di dare una risposta complessiva alle difficoltà dell’agricoltura, utilizzando tutte le risorse disponibili. E’ quello che chiede I tavoli istituzionali e di concertazione si sono confrontati con le proposte della Regione Toscana relative al pacchetto di nuovi interventi del Psr per 128 milioni di euro, derivanti dalla riforma della Politica agricola comune (Pac) e dalle misure anticrisi. Un pacchetto che è stato alla fine varato con l’apprezzamento della Cia Toscana e di tutto il mondo agricolo. “Risorse -spiega Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana - che dovrebbero intervenire sugli investimenti nelle filiere in maggiore difficoltà, sul credito, sulle risorse idriche ed energetiche, sulla salvaguardia del territorio, sul completamento della “banda larga” nelle aree rurali”. E’ essenziale per Altro tema che il convegno affronterà sarà quello degli strumenti che contribuiscono ad attuare le strategie regionali: la buona politica ha bisogno di un’efficace gestione. Per
Prezzo del latte, assegnazione quote e crisi del comparto. Sul tappeto c’erano tutti i problemi della zootecnia specializzata della provincia di Ragusa, ma nell’incontro di ieri pomeriggio promosso dal deputato regionale Minardo, previsto prima con il governatore Lombardo e poi effettivamente realizzato con l’assessore Cimino, i temi non hanno avuto l’attenzione che meritavano, mortificando le aspettative degli allevatori. “Ma quel che più preoccupa è la quasi totale assenza di strategie politiche da condividere con le organizzazioni professionali agricole per far valere le ragioni della zootecnia e dell’agricoltura siciliana e di quella del Mezzogiorno più in generale”, dichiara Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia. “Da quando l’assessore si è insediato -sottolinea Gurrieri- non c’è stata occasione di confronto ed è, quindi, mancata totalmente la concertazione sui problemi della zootecnia, del prezzo del latte, sulla ripartizione delle quote”. E continua: “Analogo è il livello di attenzione su altri temi importanti come la destinazione dei fondi dell’articolo 68 prelevati dai premi Pac, la crisi del settore vitivinicolo, di quello cerealicolo e di quello ortofrutticolo caratterizzati da prezzi in picchiata”. “L’agricoltura siciliana è in affanno -conclude il presidente della Cia siciliana- e dopo avere con pazienza atteso che venisse superato un lungo periodo di fibrillazione politica e di crisi istituzionale, non è più in condizione di accettare la latitanza del governo regionale”.
Il 27 luglio scorso i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati confederali, dei pensionati del lavoro autonomo e degli enti di promozione sportiva e l'assessore regionale della Toscana per il Diritto alla salute Enrico Rossi hanno siglato un protocollo di intesa per lo sviluppo e la migliore organizzazione dei progetti Afa (Attività fisica adattata) . L’avanzare dell’età e la malattia porta molto spesso le persone ad isolarsi e a chiudersi in se stesse, mentre le relazioni sociali e un’attività fisica appropriata e costante può contribuire alla salute delle persone. L’Afa è un programma specifico di esercizi svolti in gruppo, capaci di migliorare lo stile di vita e di prevenire o limitare la disabilità. E’ utile per gli anziani fragili, che lamentano dolori diffusi e le conseguenze dell'osteoporosi, a chi ha gli arti inferiori menomati o ha fatto ricorso all'impianto di protesi al ginocchio e all'anca. Serve a chi è stato vittima dell'ictus, a chi è diabetico e dializzato, a chi ha subito una mastectomia o è ammalato di Parkinson. L’Associazione pensionati Cia della Toscana, con la firma del protocollo, assieme ai sindacati e associazioni dei pensionati, si sono impegnati con Negli ultimi due anni l'Afa è stata introdotta in numerose Asl della Toscana: sono stati attivati 748 corsi, che si sono svolti in 316 tra palestre e piscine e che hanno raccolto l'adesione di oltre 12.000 persone. In senso tecnico per Afa si intendono esercizi non sanitari, svolti in gruppo, su indicazione dei medici di medicina generale o degli specialisti, sotto la guida di laureati in Scienze motorie, diplomati Isef o in Fisioterapia secondo programmi che tengono conto del grado di disabilità della persona. L'efficacia e la sicurezza dei programmi sono valutati da una serie di ricerche internazionali a cui partecipano le Asl di Empoli, Pisa, Siena, Prato, con la consulenza scientifica dell'Istituto superiore di sanità, dell'Università di Firenze e dei National Institutes of Health (Usa).
“La convocazione del Tavolo verde domani 30 luglio (ore 12) a Scanzano Jonico, prontamente decisa dall’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti, dopo l’incontro che il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Pietro Quinto, ha avuto a Roma con il capo del Dipartimento Politiche di Sviluppo dell’Economia rurale del ministero delle Politiche agricole, Mezzo, per ridefinire gli interventi nelle aree del Metapontino e del Lavellese colpite dalle grandinate delle scorse settimane, consentirà di fare il punto della situazione e di decidere unitariamente gli ulteriori passi da compiere”. A sostenerlo è l’Ufficio di presidenza della Cia Basilicata che condivide e sostiene la proposta dell’assessore provinciale di Matera all'Agricoltura Giuseppe Dalessandro perché sia dichiarato, come sollecitato dalla stessa Cia in occasione della manifestazione di Scanzano alla presenza del presidente nazionale Politi, lo stato di crisi socio-economica (ai sensi della Legge 225), in modo da aprire la possibilità di adottare provvedimenti straordinari come quello della sospensione dei pagamenti, oneri e scadenze fiscali.
In considerazione della grave crisi che caratterizza il comparto vitivinicolo è convocato per venerdì prossimo 31 luglio, alle ore 18.30, al Castello del comune di Naro, un incontro promosso dal Gruppo di interesse vitivinicolo provinciale della Cia di Agrigento. All’iniziativa, patrocinata insieme al comune di Naro (Agrigento), saranno presenti i sindaci presidenti dei Consigli comunali e gli assessori all’Agricoltura dei comuni di Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Grotte, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto e Ravanusa; le Cantine Sociali: Aurora Valle dei Templi, Gattopardo, L’iniziativa si propone di contrastare eventuali speculazioni tendenti a fare abbassare il prezzo dell’uva che rischiano di penalizzare così le aziende vitivinicole dell’intero comprensorio e di affrontare positivamente le problematiche al fine di individuare le strategie ed il suo indispensabile rilancio. All’incontro parteciperanno: Pippo Di Falco, presidente della Cia Agrigento, Calogero Licata, vicepresidente vicario della Cia provinciale, Piero Di Leo, responsabile regionale del Gruppo di interesse economico vitivinicolo della Cia Sicilia, Stefano Castellino, assessore provinciale all’Agricoltura), Michele Cimino, assessore regionale all’Agricoltura, Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia Sicilia.
|
|
|
|
|