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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 107 29 maggio 2008
COMUNICATI
  • Consumi: lo sciopero degli allevatori “taglia” prosciutti e salami Dop. Bloccate tutte le certificazioni. Un duro colpo per il “made in Italy”
  • “Giornata Italiana” in Belgio: la Cia porta alla festa la qualità e la tipicità dei nostri prodotti agroalimentari
  • Latte: doppio prezzo e filiera più trasparente per contrastare i rincari
  • P.A. più efficiente significa servizi migliori e meno sprechi e costi. Sulle imprese un onere burocratico di 14,9 miliardi di euro l’anno
TERRITORIO
  • Cia Calabria: presentato il libro sulle produzioni a denominazione protetta
  • Cia di Venezia: scuola e agricoltura un binomio vincente
APPUNTAMENTI
  • Cia di Ancona: al via “Fattoria in Festa”

 

COMUNICATI


Consumi: lo sciopero degli allevatori “taglia” prosciutti e salami Dop. Bloccate tutte le certificazioni. Un duro colpo per il “made in Italy”

 

La Cia sostiene la protesta che prenderà il via il prossimo 2 giugno. Produzioni come il Parma e il San Daniele rischiano di scomparire dalle nostre tavole. Il settore oppresso da costi onerosi, mentre i prezzi sono in discesa. E così gli allevatori per ogni suino perdono 40 chili di prodotto.

 

Ora i prosciutti e i salami Dop sono veramente a rischio. Dal prossimo 2 giugno gli allevatori iniziano il blocco delle certificazioni per le denominazioni protette. Così i prosciutti di Parma, di San Daniele, il Toscano, la Coppa Piacentina, il Salame Brianza, il Salame di Varzi, i Salamini italiani alla cacciatora, la Sopressa Vicentina, possono, in breve tempo, scarseggiare nei supermercati e nei negozi specializzati e allontanarsi dalle tavole degli italiani. Per non parlare poi delle difficoltà anche per l’export del “made in Italy”, un campo dove questi prodotti occupano un posto di rilievo. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito allo sciopero proclamato dagli allevatori che, di fatto, impedisce che vengano prodotte le prestigiose specialità della nostra gastronomia.

Davanti ad una crescita record dei costi di produzione (in particolare dei mangimi) e a prezzi non più remunerativi (appena 1,15 euro al chilo contro cifre ben superiori per le produzioni che vengono dall’estero), gli allevatori suinicoli del nostro Paese da tempo sono scesi sul piede di guerra e ora la protesta si fa concreta: da lunedì prossimo 2 giugno non verranno rilasciati i certificati unificati di conformità (Cuc) per i suini da macello ed i certificati intermedi (Ci) per i suinetti. Il che significa che non si possono produrre salumi Dop, il cui disciplinare richiede precisi e rigorosi adempimenti.

La Cia, che dà pieno sostegno alla protesta dei suinicoltori, sottolinea che nel 2007 il prezzo medio dei suini è diminuito dell’8 per cento rispetto al 2006, mentre il costo dei cereali e dei semi oleosi indispensabili per l’allevamento ha fatto registrare impennate vertiginose.

La legittima protesta dei suinicoltori italiani -sostiene la Cia- ha, quindi, come scopo principale quello di denunciare un quadro ormai al limite del collasso. Gli allevatori sono allo stremo e non possono più operare in queste particolari condizioni, con i redditi che, proprio per i crescenti e inarrestabili costi di produzione e per i prezzi praticamente al ribasso, in poco tempo si sono dimezzati.

Basta solo una cifra per capire le difficoltà del settore: con gli attuali costi e prezzi, per ogni suino gli allevatori perdono 40 chili di prodotto.


“Giornata Italiana” in Belgio: la Cia porta alla festa la qualità e la tipicità dei nostri prodotti agroalimentari

 

L’iniziativa, che si svolgerà il prossimo primo giugno presso l’antica miniera di Blegny (Liegi), è giunta alla sua quarta edizione. Presente il vicepresidente nazionale Pierangioli. Stand anche del patronato Inac. Si attendono oltre 20 mila persone.

 

Anche quest’anno la “Giornata Italiana” in Belgio, che si svolgerà domenica prossima primo giugno, a partire dalle ore 10.00, presso l’antica miniera di Blegny, a circa venti chilometri da Liegi, sarà una festa di colori e di sapori. Una festa di cultura e di musica. Una festa di grande spettacolo. L’iniziativa è stata promossa dal Consolato Generale d’Italia a Liegi e dal Comitato degli italiani all’estero di Liegi, in collaborazione con le associazioni italiane della Provincia di Liegi. Un evento, giunto alla quarta edizione, che vedrà tra gli organizzatori anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori (sarà presente il vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli) che per l’occasione allestirà stand con i prodotti agroalimentari tipici e di qualità di tutte le nostre regioni.

Sull’onda del successo precedenti edizioni, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, la “Giornata Italiana” 2008 si fonde quest’anno con la Festa nazionale del 2 giugno e con le celebrazioni dei sessant’anni della nostra Costituzione. Un modo  per rafforzarne il significato in una regione (Liegi) ed un Paese (il Belgio) dove vive una delle più grandi comunità italiane al di fuori dell’Italia.

Anche il luogo è significativo: il sito di Blegny-Mine, reso accessibile grazie alla disponibilità ed alla collaborazione della Provincia di Liegi, evoca i luoghi che hanno visto protagonisti gli emigrati italiani, molti figli di agricoltori. Qui vivono e lavorano moltissimi nostri connazionali. E la Cia ha inteso partecipare proprio per esaltare questa significativa presenza, fatta da tanta gente che, lontana dalla loro terra d’origine, con sacrificio e lavoro, ha contribuito alla crescita economica e sociale.

Nel corso dell’iniziativa, oltre alla degustazione delle migliori specialità agroalimentari regionali offerte dalla Cia, sarà possibile assistere a dimostrazioni sportive, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, mostre ed animazioni per bambini. Si prevede la presenza di oltre 20 mila persone.

Come lo scorso anno, la “Giornata Italiana” si chiuderà con un grande concerto. Sarà Lucio Dalla ad esibirsi a Blegny-Mine, sempre domenica prossima, alle ore 21.

Non solo. Un momento di dibattito, animato da esponenti di istituzioni italiane e belghe (al quale parteciperà il vicepresidente della Cia Pierangioli), sarà dedicato ai temi dell’emigrazione, con un’attenzione particolare al ruolo delle Regioni in materia. Presente, fra gli altri, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Inoltre, la Cia Lazio e la Cia Toscana parteciperanno con propri produttori per la promozione e vendita dei prodotti tipici. E saranno presenti anche i membri della Giunta nazionale della Confederazione, Alessandro Salvadori e Antonio Barile.

Oltre alla Cia, ci saranno stand del patronato Inac, che sarà rappresentato dal presidente nazionale Carla Donnini e dal direttore generale Corrado Franci.

Per l’occasione, infine, è stato stipulato un accordo commerciale con una grande catena di distribuzione Belga dove sarà possibile, per i visitatori, acquistare i prodotti a marchio Dop, presentati alla festa.

 

 


Latte: doppio prezzo e filiera più trasparente per contrastare i rincari

 

La Cia interviene sulla lettera del ministro Scajola all’Antitrust. Dalla stalla alla tavola aumenti da capogiro.

 

La lettera del ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola all’Antitrust sull’anomalia dei prezzi del latte nel napoletano mette in luce la punta di un iceberg. Infatti, in tutta Italia nel percorso dalla stalla alla tavola il latte subisce aumenti di tre cifre (anche del 250/300 per cento). In questo periodo abbiamo più volte denunciato come la forbice dei prezzi tra produzione e consumo si stia ulteriormente divaricando penalizzando le imprese agricole ed i consumatori. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

La Cia sottolinea, quindi, l’esigenza di fare massima chiarezza lungo tutta la filiera del latte. Appare sempre più necessario apportare un sostanziale riequilibrio al mercato, riducendo, in particolare, il divario, oggi alquanto accentuato, tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. E la proposta sul doppio prezzo (origine e dettaglio) potrebbe rappresentare un deterrente per evitare aumenti ingiustificati che alimentano soltanto il trend inflazionistico e causano pesanti ripercussioni per la spesa degli italiani.

Per contenere la corsa del prezzo del latte, la Cia mette in risalto anche l’esigenza di superare le attuali inefficienze della filiera, rendendo più stretti e realmente proficui i rapporti tra i vari soggetti.

 


P.A. più efficiente significa servizi migliori e meno sprechi e costi. Sulle imprese un onere burocratico di 14,9 miliardi di euro l’anno

 

La Cia rilancia l’attualità della sua Petizione popolare e condivide l’orientamento del governo teso a rendere più snella e produttiva la “macchina amministrativa” del nostro Paese. Solo l’agricoltura paga un “peso” che supera i 2 miliardi di euro l’anno.

 

Una Pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini e alle imprese è un obiettivo che condividiamo in quanto la riduzione degli attuali oneri provocati dal pesante apparato burocratico comportano uno spreco di risorse finanziarie e un grave ostacolo all’attività delle aziende. Basti pensare che oggi è di 14,9 miliardi di euro, di cui più di 3 miliardi addebitabili ai ritardi e ai disservizi, l’onere della burocrazia per l’intero sistema imprenditoriale nazionale. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’orientamento del governo per rendere più snella e produttiva la “macchina amministrativa” del nostro Paese.

In tale senso si muove -afferma la Cia- la Petizione popolare attraverso la quale sono state raccolte centinaia di migliaia di firme in tutta Italia per dare un deciso “taglio” alla burocrazia. Un “mostro” che ogni anno alla sola agricoltura costa più di 2 miliardi. Montagne di carte e di adempimenti amministrativi a non finire che provocano effetti pesantissimi sul settore. E tutto ciò si traduce in un forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa sull’occupazione e la competitività.

Attualmente -avverte la Cia- la nostra “macchina amministrativa” è la più cara tra quelle europee, seconda solo alla Francia, dove, tuttavia, l’apparato pubblico, sia in termini di efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.

Potremmo avere a disposizione oltre 5 miliardi di euro solo se venisse operata -rimarca la Cia- una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico, che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell’Unione europea). Una somma con la quale si potrebbero mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi.

Per la Cia, quindi, serve un impegno preciso e realizzabile in tempi certi per migliorare il rapporto tra utenti e pubblica amministrazione. Un’azione che deve basarsi su precise direttrici: maggiore coordinamento tra le Amministrazioni; dichiarazione unica; implementazione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche; accesso diretto alla rete; principio di sussidiarietà nei confronti delle rappresentanze sociali; introduzione nel nostro ordinamento della “valutazione di impatto burocratico” sui provvedimenti all’esame del Parlamento.

 

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TERRITORIO


Cia Calabria: presentato il libro sulle produzioni a denominazione protetta

 

Nell’ambito delle manifestazioni previste nel progetto “ A Scuola con la Cia” , presso la sala teatro della Scuola Media “Benedetto Citriniti” si è svolto un convegno e la presentazione del libro: “Doc, Dop, Igt, Igp - Made in Calabria - normative e prodotti”, promosso dalla   Cia Calabria  e curato da Giuseppe Mangone, presidente regionale della Confederazione, e da  Patrizia Guzzo Bonifacio, componente della Direzione regionale Donne in Campo.

Ad introdurre i lavori il presidente Mangone, il quale ha evidenziato come la pubblicazione del volume si propone di offrire un contributo agli agricoltori,  promuovendo e valorizzando tutti quei processi che generano l’agricoltura di qualità , presente sul territorio . “L’idea del volume -dice Mangone- nasce per dare alla Calabria un manuale e una guida sulle qualità e sui prodotti sani e genuini che gli imprenditori si propongono di offrire”.

 Il presidente ha anche aggiunto come le Dop, le Igp, le Doc e Igt  sono, assieme all’agricoltura biologica, un sistema messo a disposizione dell’agricoltore che intende rimanere sul mercato  con prodotti di altissima qualità certificati e controllati.

La qualità con il marchio -ha, invece, sostenuto Patrizia Guzzo Bonifacio- deve essere intesa dagli agricoltori come un investimento  e una strategia per incrementare, su tutto il territorio nazionale ed europeo, la vendita dei prodotti tipici di una terra di Calabria vocata all’olivicoltura, all’ortofrutta, all’agrumicoltura, alla vitivinicoltura e alla zootecnia, che accanto alle bellezze  paesaggistiche, offrono al turista la scoperta del territorio e le sue produzioni più tipiche. 

Presente all’iniziativa l’on. Mario Pirillo,  assessore regionale all’Agricoltura, il quale ha espresso la più viva soddisfazione ed apprezzamento per l’iniziativa della Cia e  si è detto soddisfatto del lavoro del suo dipartimento che ha  sviluppato  una vasta azione per la promozione  e commercializzazione, sia in Italia che all’estero, dei prodotti tipici locali.  Negli ultimi tre anni  -ha sostenuto Pirillo-  l’agricoltura calabrese ha superato la crisi in cui versava, questo grazie anche al  miglioramento qualitativo  delle produzioni agricole calabresi su cui abbiamo puntato  attraverso il riconoscimento dei marchi di qualità  e la costruzione  di reti di offerta e promozione come i consorzi  di tutela. “Abbiamo creato il consorzio di tutela delle clementine di Calabria e il consorzio dei salumi Dop , sono in via di riconoscimento altri consorzi quello del fico, della patata, del tartufi di Pizzo, delle noccioline  di cardinale,del bergamotto, del cedro, dei vini e degli oli della nostra regione”.

 L’assessore, nell’evidenziare  l’importanza di  aumentare la qualità, fare massa critica  e la necessità del  confronto sulle basi della qualità, ha informato, inoltre, sul nuovo programma  di sviluppo rurale 2007/13 in cui  si dedica grande spazio  alla promozione dei prodotti calabresi, che già nelle fiere raggiungono ottimi obiettivi. 

La tavola rotonda  è continuata con gli interventi di presidenti di consorzi che si sono costituiti in Calabria, produttori che si sono dati un marchio tutelato dall’Unione europea attraverso il quale poter difendersi dalle infiltrazioni di prodotti sul mercato che non hanno nulla a che vedere con le qualità organolettiche dei prodotti calabresi. Coordinati da  Gianfranco Manfredi, giornalista, capo ufficio stampa del Consiglio Regionale della Calabria ed esperto sommelier, si sono alternati, quindi, al microfono Angelo Rosa  presidente Consorzio Dop Associazione “Fichi di Cosenza”, Gaetano Potenzone, presidente  Società cooperativa Aoc, Pasquale Pugliese,  associazione “Tutela ‘nduja di Spilinga”, ed inoltre Antonio Romano, produttore olio biologico primario in pensione, Franco Mazzei, vicepresidente Cia Cosenza, e Franco Ritrovato, presidente Associazione Olivicola Cosenza .Tutti hanno sottolineato il proprio impegno  e dedizione per una agricoltura di qualità che va  comunque sostenuta con un’azione adeguata di promozione  affinché possa essere maggiormente  conosciuta, apprezzata e meglio remunerata dai consumatori.

E’ emerso , quindi, come il made in Calabria deve essere divulgato in Italia  e in Europa  per le sue peculiarità  e anche   per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, i prodotti trasformati e i prodotti enologici  che sono di altissima qualità, conseguita grazie al grande impegno degli agricoltori, che , già da tempo,  hanno deciso di fare qualità Ne sono prova i tanti prodotti  a marchio  che devono però essere ulteriormente  remunerati per poter avere i quantitativi necessari per sviluppare   meglio i rapporti con la Gdo.

Ha concluso  i lavori  Alberto Giombetti, coordinatore Giunta nazionale Cia, il quale  ha evidenziato come la Confederazione abbia sviluppato, nel tempo, una politica legata a quella dell’Unione europea, tendente a valorizzare e mantenere il livello qualitativo elevato di prodotti di nicchia e di qualità. I marchi previsti  dall’Unione europea sono quattro  Igp, Igt. Dop e Doc , l’importanza di questi marchi si lega alla tutela dello stesso prodotto e consente  ai produttori di avere sul mercato i prodotti ad un prezzo elevato.

Giombetti si è , poi, soffermato sull’importanza del marketing territoriale e sulla necessità di legare allo stesso i prodotti di qualità e di nicchia. Questo perché il  marketing territoriale ha come funzione principale lo sviluppo equilibrato di una determinata area , attraverso una interpretazione relativa alle caratteristiche territoriali, siano esse culturali, ambientali storiche e artistiche,  che accanto a quelle agroalimentari ed enogastronomiche   permette di mettere in relazione tutte le caratteristiche  di un determinato territorio. 

A fine dibattito sono state distribuite le copie del libro che contiene una prima parte   relativa alla normativa sui prodotti Dop e Igp, ed una seconda  che illustra i tanti prodotti calabresi a marchio, con lo scopo di far conoscere ai consumatori le tante bontà della Calabria  che ha una propria identità e tradizione. La manifestazione è stata arricchita da una ricca esposizione di prodotti agroalimentari che hanno contribuito a dare prova e a toccare con mano le tante specialità della terra di Calabria.

 


Cia di Venezia: scuola e agricoltura un binomio vincente

 

Questa mattina presso l’Istituto Mozzoni di Mestre sono stati presentati e premiati i migliori loghi rappresentativi dei prodotti agricoli della provincia di Venezia. I lavori prodotti dalla classe 4^C sono stati eseguiti grazie a una borsa di studio messa a disposizione dalla Cia di Venezia, con l’obiettivo di continuare le positive relazioni instaurate già nel 2007 con tale Istituto.

I loghi rappresentativi degli ortaggi del Cavallino, dell’asparago di Giare e del radicchio rosso di Chioggia, saranno messi a disposizione degli agricoltori associati per valorizzare le confezioni dei propri prodotti.

La preside Perini, nell’aprire i lavori, ha ringraziato la Cia  per la collaborazione fin qui attivata, ricordando come tali occasioni siano importanti per una reciproca conoscenza e perché fanno fare ai ragazzi un’esperienza sul campo, facendoli lavorare a contatto con interessi del mondo dell’impresa.

Ha consegnato gli attestati per i migliori lavori l’assessore alle Attività produttive della Provincia di Venezia Giuseppe Scaboro, il quale ha espresso il proprio compiacimento per questo tipo di iniziativa che coglie due importanti obiettivi: far conoscere i prodotti agricoli legati al territorio da un lato e, dall’altro, contribuire alla crescita di esperienza per i ragazzi che si sono cimentati in  questi ottimi lavori.

L’iniziativa si è conclusa con la consegna dei premi agli alunni: Golfetto Matteo - Ortaggi del Cavallino; Fattore Luca - Asparago di Giare; Guiotto Luca - Radicchio di Chioggia.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Ancona: al via “Fattoria in Festa”

 

La Cia  provinciale di Ancona, insieme al Comune di Maiolati Spontini e con il patrocinio della Provincia di Ancona, ha organizzato l’annuale manifestazione “Fattoria in Festa”.

Il programma dell’iniziativa prevede un convegno pubblico dal titolo “I bandi del Psr. e nuova Ocm vino” che si svolgerà presso la sede del Cis a Moie di Maiolati Spontini il prossimo 30 maggio,  alle ore 20.30. In questa sede verranno illustrate e discusse le norme della nuova Ocm vino e l’impatto con le relative conseguenze che tale regolamento avrà sulla vitivinicoltura della provincia.

La manifestazione continuerà domenica primo  giugno  a Scisciano di Maiolati Spontini, dalle ore 16.00, con una mostra-mercato di prodotti tipici, stands gastronomici ed intrattenimenti musicali e folcloristici fino a tarda serata.

 

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