| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 107 | 29 maggio 2008 |
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Ora i prosciutti e i salami Dop sono veramente a rischio. Dal prossimo 2 giugno gli allevatori iniziano il blocco delle certificazioni per le denominazioni protette. Così i prosciutti di Parma, di San Daniele, il Toscano, Davanti ad una crescita record dei costi di produzione (in particolare dei mangimi) e a prezzi non più remunerativi (appena 1,15 euro al chilo contro cifre ben superiori per le produzioni che vengono dall’estero), gli allevatori suinicoli del nostro Paese da tempo sono scesi sul piede di guerra e ora la protesta si fa concreta: da lunedì prossimo 2 giugno non verranno rilasciati i certificati unificati di conformità (Cuc) per i suini da macello ed i certificati intermedi (Ci) per i suinetti. Il che significa che non si possono produrre salumi Dop, il cui disciplinare richiede precisi e rigorosi adempimenti. La Cia, che dà pieno sostegno alla protesta dei suinicoltori, sottolinea che nel 2007 il prezzo medio dei suini è diminuito dell’8 per cento rispetto al 2006, mentre il costo dei cereali e dei semi oleosi indispensabili per l’allevamento ha fatto registrare impennate vertiginose. La legittima protesta dei suinicoltori italiani -sostiene Basta solo una cifra per capire le difficoltà del settore: con gli attuali costi e prezzi, per ogni suino gli allevatori perdono 40 chili di prodotto.
L’iniziativa, che si svolgerà il prossimo primo giugno presso l’antica miniera di Blegny (Liegi), è giunta alla sua quarta edizione. Presente il vicepresidente nazionale Pierangioli. Stand anche del patronato Inac. Si attendono oltre 20 mila persone. Anche quest’anno la “Giornata Italiana” in Belgio, che si svolgerà domenica prossima primo giugno, a partire dalle ore 10.00, presso l’antica miniera di Blegny, a circa venti chilometri da Liegi, sarà una festa di colori e di sapori. Una festa di cultura e di musica. Una festa di grande spettacolo. L’iniziativa è stata promossa dal Consolato Generale d’Italia a Liegi e dal Comitato degli italiani all’estero di Liegi, in collaborazione con le associazioni italiane della Provincia di Liegi. Un evento, giunto alla quarta edizione, che vedrà tra gli organizzatori anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori (sarà presente il vicepresidente nazionale Enzo Pierangioli) che per l’occasione allestirà stand con i prodotti agroalimentari tipici e di qualità di tutte le nostre regioni. Sull’onda del successo precedenti edizioni, che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone, la “Giornata Italiana” 2008 si fonde quest’anno con Anche il luogo è significativo: il sito di Blegny-Mine, reso accessibile grazie alla disponibilità ed alla collaborazione della Provincia di Liegi, evoca i luoghi che hanno visto protagonisti gli emigrati italiani, molti figli di agricoltori. Qui vivono e lavorano moltissimi nostri connazionali. E la Cia ha inteso partecipare proprio per esaltare questa significativa presenza, fatta da tanta gente che, lontana dalla loro terra d’origine, con sacrificio e lavoro, ha contribuito alla crescita economica e sociale. Nel corso dell’iniziativa, oltre alla degustazione delle migliori specialità agroalimentari regionali offerte dalla Cia, sarà possibile assistere a dimostrazioni sportive, spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche, mostre ed animazioni per bambini. Si prevede la presenza di oltre 20 mila persone. Come lo scorso anno, la “Giornata Italiana” si chiuderà con un grande concerto. Sarà Lucio Dalla ad esibirsi a Blegny-Mine, sempre domenica prossima, alle ore 21. Non solo. Un momento di dibattito, animato da esponenti di istituzioni italiane e belghe (al quale parteciperà il vicepresidente della Cia Pierangioli), sarà dedicato ai temi dell’emigrazione, con un’attenzione particolare al ruolo delle Regioni in materia. Presente, fra gli altri, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Inoltre, Oltre alla Cia, ci saranno stand del patronato Inac, che sarà rappresentato dal presidente nazionale Carla Donnini e dal direttore generale Corrado Franci. Per l’occasione, infine, è stato stipulato un accordo commerciale con una grande catena di distribuzione Belga dove sarà possibile, per i visitatori, acquistare i prodotti a marchio Dop, presentati alla festa.
La Cia interviene sulla lettera del ministro Scajola all’Antitrust. Dalla stalla alla tavola aumenti da capogiro. La lettera del ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola all’Antitrust sull’anomalia dei prezzi del latte nel napoletano mette in luce la punta di un iceberg. Infatti, in tutta Italia nel percorso dalla stalla alla tavola il latte subisce aumenti di tre cifre (anche del 250/300 per cento). In questo periodo abbiamo più volte denunciato come la forbice dei prezzi tra produzione e consumo si stia ulteriormente divaricando penalizzando le imprese agricole ed i consumatori. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori. La Cia sottolinea, quindi, l’esigenza di fare massima chiarezza lungo tutta la filiera del latte. Appare sempre più necessario apportare un sostanziale riequilibrio al mercato, riducendo, in particolare, il divario, oggi alquanto accentuato, tra i prezzi alla produzione e quelli al consumo. E la proposta sul doppio prezzo (origine e dettaglio) potrebbe rappresentare un deterrente per evitare aumenti ingiustificati che alimentano soltanto il trend inflazionistico e causano pesanti ripercussioni per la spesa degli italiani. Per contenere la corsa del prezzo del latte, la Cia mette in risalto anche l’esigenza di superare le attuali inefficienze della filiera, rendendo più stretti e realmente proficui i rapporti tra i vari soggetti.
La Cia rilancia l’attualità della sua Petizione popolare e condivide l’orientamento del governo teso a rendere più snella e produttiva la “macchina amministrativa” del nostro Paese. Solo l’agricoltura paga un “peso” che supera i 2 miliardi di euro l’anno. Una Pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini e alle imprese è un obiettivo che condividiamo in quanto la riduzione degli attuali oneri provocati dal pesante apparato burocratico comportano uno spreco di risorse finanziarie e un grave ostacolo all’attività delle aziende. Basti pensare che oggi è di 14,9 miliardi di euro, di cui più di 3 miliardi addebitabili ai ritardi e ai disservizi, l’onere della burocrazia per l’intero sistema imprenditoriale nazionale. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’orientamento del governo per rendere più snella e produttiva la “macchina amministrativa” del nostro Paese. In tale senso si muove -afferma Attualmente -avverte Potremmo avere a disposizione oltre 5 miliardi di euro solo se venisse operata -rimarca Per la Cia, quindi, serve un impegno preciso e realizzabile in tempi certi per migliorare il rapporto tra utenti e pubblica amministrazione. Un’azione che deve basarsi su precise direttrici: maggiore coordinamento tra le Amministrazioni; dichiarazione unica; implementazione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche; accesso diretto alla rete; principio di sussidiarietà nei confronti delle rappresentanze sociali; introduzione nel nostro ordinamento della “valutazione di impatto burocratico” sui provvedimenti all’esame del Parlamento.
Nell’ambito delle manifestazioni previste nel progetto “ A Scuola con Ad introdurre i lavori il presidente Mangone, il quale ha evidenziato come la pubblicazione del volume si propone di offrire un contributo agli agricoltori, promuovendo e valorizzando tutti quei processi che generano l’agricoltura di qualità , presente sul territorio . “L’idea del volume -dice Mangone- nasce per dare alla Calabria un manuale e una guida sulle qualità e sui prodotti sani e genuini che gli imprenditori si propongono di offrire”. Il presidente ha anche aggiunto come le Dop, le Igp, le Doc e Igt sono, assieme all’agricoltura biologica, un sistema messo a disposizione dell’agricoltore che intende rimanere sul mercato con prodotti di altissima qualità certificati e controllati. La qualità con il marchio -ha, invece, sostenuto Patrizia Guzzo Bonifacio- deve essere intesa dagli agricoltori come un investimento e una strategia per incrementare, su tutto il territorio nazionale ed europeo, la vendita dei prodotti tipici di una terra di Calabria vocata all’olivicoltura, all’ortofrutta, all’agrumicoltura, alla vitivinicoltura e alla zootecnia, che accanto alle bellezze paesaggistiche, offrono al turista la scoperta del territorio e le sue produzioni più tipiche. Presente all’iniziativa l’on. Mario Pirillo, assessore regionale all’Agricoltura, il quale ha espresso la più viva soddisfazione ed apprezzamento per l’iniziativa della Cia e si è detto soddisfatto del lavoro del suo dipartimento che ha sviluppato una vasta azione per la promozione e commercializzazione, sia in Italia che all’estero, dei prodotti tipici locali. Negli ultimi tre anni -ha sostenuto Pirillo- l’agricoltura calabrese ha superato la crisi in cui versava, questo grazie anche al miglioramento qualitativo delle produzioni agricole calabresi su cui abbiamo puntato attraverso il riconoscimento dei marchi di qualità e la costruzione di reti di offerta e promozione come i consorzi di tutela. “Abbiamo creato il consorzio di tutela delle clementine di Calabria e il consorzio dei salumi Dop , sono in via di riconoscimento altri consorzi quello del fico, della patata, del tartufi di Pizzo, delle noccioline di cardinale,del bergamotto, del cedro, dei vini e degli oli della nostra regione”. L’assessore, nell’evidenziare l’importanza di aumentare la qualità, fare massa critica e la necessità del confronto sulle basi della qualità, ha informato, inoltre, sul nuovo programma di sviluppo rurale 2007/13 in cui si dedica grande spazio alla promozione dei prodotti calabresi, che già nelle fiere raggiungono ottimi obiettivi. La tavola rotonda è continuata con gli interventi di presidenti di consorzi che si sono costituiti in Calabria, produttori che si sono dati un marchio tutelato dall’Unione europea attraverso il quale poter difendersi dalle infiltrazioni di prodotti sul mercato che non hanno nulla a che vedere con le qualità organolettiche dei prodotti calabresi. Coordinati da Gianfranco Manfredi, giornalista, capo ufficio stampa del Consiglio Regionale della Calabria ed esperto sommelier, si sono alternati, quindi, al microfono Angelo Rosa presidente Consorzio Dop Associazione “Fichi di Cosenza”, Gaetano Potenzone, presidente Società cooperativa Aoc, Pasquale Pugliese, associazione “Tutela ‘nduja di Spilinga”, ed inoltre Antonio Romano, produttore olio biologico primario in pensione, Franco Mazzei, vicepresidente Cia Cosenza, e Franco Ritrovato, presidente Associazione Olivicola Cosenza .Tutti hanno sottolineato il proprio impegno e dedizione per una agricoltura di qualità che va comunque sostenuta con un’azione adeguata di promozione affinché possa essere maggiormente conosciuta, apprezzata e meglio remunerata dai consumatori. E’ emerso , quindi, come il made in Calabria deve essere divulgato in Italia e in Europa per le sue peculiarità e anche per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, i prodotti trasformati e i prodotti enologici che sono di altissima qualità, conseguita grazie al grande impegno degli agricoltori, che , già da tempo, hanno deciso di fare qualità Ne sono prova i tanti prodotti a marchio che devono però essere ulteriormente remunerati per poter avere i quantitativi necessari per sviluppare meglio i rapporti con Ha concluso i lavori Alberto Giombetti, coordinatore Giunta nazionale Cia, il quale ha evidenziato come Giombetti si è , poi, soffermato sull’importanza del marketing territoriale e sulla necessità di legare allo stesso i prodotti di qualità e di nicchia. Questo perché il marketing territoriale ha come funzione principale lo sviluppo equilibrato di una determinata area , attraverso una interpretazione relativa alle caratteristiche territoriali, siano esse culturali, ambientali storiche e artistiche, che accanto a quelle agroalimentari ed enogastronomiche permette di mettere in relazione tutte le caratteristiche di un determinato territorio. A fine dibattito sono state distribuite le copie del libro che contiene una prima parte relativa alla normativa sui prodotti Dop e Igp, ed una seconda che illustra i tanti prodotti calabresi a marchio, con lo scopo di far conoscere ai consumatori le tante bontà della Calabria che ha una propria identità e tradizione. La manifestazione è stata arricchita da una ricca esposizione di prodotti agroalimentari che hanno contribuito a dare prova e a toccare con mano le tante specialità della terra di Calabria.
Questa mattina presso l’Istituto Mozzoni di Mestre sono stati presentati e premiati i migliori loghi rappresentativi dei prodotti agricoli della provincia di Venezia. I lavori prodotti dalla classe 4^C sono stati eseguiti grazie a una borsa di studio messa a disposizione dalla Cia di Venezia, con l’obiettivo di continuare le positive relazioni instaurate già nel 2007 con tale Istituto. I loghi rappresentativi degli ortaggi del Cavallino, dell’asparago di Giare e del radicchio rosso di Chioggia, saranno messi a disposizione degli agricoltori associati per valorizzare le confezioni dei propri prodotti. La preside Perini, nell’aprire i lavori, ha ringraziato Ha consegnato gli attestati per i migliori lavori l’assessore alle Attività produttive della Provincia di Venezia Giuseppe Scaboro, il quale ha espresso il proprio compiacimento per questo tipo di iniziativa che coglie due importanti obiettivi: far conoscere i prodotti agricoli legati al territorio da un lato e, dall’altro, contribuire alla crescita di esperienza per i ragazzi che si sono cimentati in questi ottimi lavori. L’iniziativa si è conclusa con la consegna dei premi agli alunni: Golfetto Matteo - Ortaggi del Cavallino; Fattore Luca - Asparago di Giare; Guiotto Luca - Radicchio di Chioggia.
Il programma dell’iniziativa prevede un convegno pubblico dal titolo “I bandi del Psr. e nuova Ocm vino” che si svolgerà presso la sede del Cis a Moie di Maiolati Spontini il prossimo 30 maggio, alle ore 20.30. In questa sede verranno illustrate e discusse le norme della nuova Ocm vino e l’impatto con le relative conseguenze che tale regolamento avrà sulla vitivinicoltura della provincia. La manifestazione continuerà domenica primo giugno a Scisciano di Maiolati Spontini, dalle ore 16.00, con una mostra-mercato di prodotti tipici, stands gastronomici ed intrattenimenti musicali e folcloristici fino a tarda serata.
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