| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 88 | 29 aprile 2006 |
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Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi esprime soddisfazione per l’elezione di Franco Marini alla presidenza del Senato e quella di Fausto Bertinotti alla Camera. Un elezione che permette alla nuova legislatura di cominciare il suo percorso in modo corretto. Nell’esprime gli auguri più sinceri della Cia ai presidenti Marini e Bertinotti, Politi auspica che i due rami del Parlamento possano affrontare in maniera costruttiva i problemi del Paese, esaltando il valore della democrazia. In tale contesto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori si augura che l’agricoltura, oggi in grave difficoltà e in una situazione di crisi strutturale, possa avere dal Parlamento risposte pronte ed adeguate. Politi conclude dicendosi certo che i neo presidenti di Senato e Camera, forti delle loro indubbie capacità e professionalità, sappiano dare un apporto di grande valore al lavoro parlamentare ed essere punti fermi della legislatura e dello sviluppo sociale ed economico del Paese.
Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, se il maltempo concederà una tregua, sarà picnic in campagna per un milione di italiani. Se in città, il primo maggio si festeggia con manifestazioni e concerti di piazza, la festa del lavoro, per oltre un milioni di italiani, maltempo permettendo, rappresenta una piacevole occasione per allontanarsi dai centri storici, in compagnia di parenti e amici, con picnic in campagna e visite a fiere e sagre paesane. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel ricordare un appuntamento che unisce momenti di riflessione sull’importanza sociale del lavoro con occasioni di svago dagli impegni quotidiani secondo una tradizione che resiste nel tempo. Sarà anche quest’anno un primo maggio all’insegna delle “fave e pecorino” in particolare nelle Regioni del centro. Ma il giorno dei lavoratori viene ricordato in tutta Italia con le diverse specialità alimentari locali festeggiate nelle Fiere, Sagre e Feste di Paese e negli agriturismi che -stima Turismo Verde (l’istituto per l’agriturismo della Cia)- ospiteranno circa centomila turisti durante il fine settimana. Inizia, infatti, la stagione delle Sagre che durante il mese di maggio, secondo un monitoraggio della Cia, saranno dedicate una su due alla frutta e verdura di stagione, una su sei a celebrazioni religiose e una su dieci connesse alla concomitanza con la fioritura delle piante. Non mancheranno momenti di festa per carni, salumi e formaggi (8%) e pane, pasta e dolci (8%). Ma tra le specialità enogastronomiche, che verranno consumate per il giorno dei lavoratori, il pecorino sarà il “re” incontrastato, e soddisferà la voglia di “saporito”, che proprio in questo periodo, stuzzica il palato degli italiani. La Cia-Confederazione italiana agricoltori calcola che, solo per il primo maggio, almeno 3 milioni di persone degusteranno una “scaglia” di pecorino, per un consumo totale che sfiorerà i Il formaggio pecorino -rileva la Cia- è tra i più diffusi e antichi. La sua storia risale, infatti, all'epoca della pastorizia. L'Italia -spiega la Cia- conta moltissimi tipi di pecorino. Sono formaggi simili, e tuttavia la qualità si differenzia secondo il tipo di latte, delle tecniche di lavorazione, dei caglio impiegato e dell'abilità dei casaro. I pecorini italiani a denominazione d'origine protetta sono cinque: il Pecorino romano, il Fiore sardo, il Pecorino toscano, il Pecorino siciliano e il Pecorino sardo. Ecco in sintesi la loro carta d'identità. Il Pecorino romano si produce con latte fresco proveniente dai pascoli dei Lazio, della Sardegna e di Grosseto e con caglio di agnello degli stessi territori. Ha un sapore aromatico e leggermente piccante secondo la stagionatura che deve essere di almeno cinque mesi per quello da tavola e di otto per quello da grattugia. Il Fiore sardo è un formaggio a pasta dura cruda, prodotto ancora secondo antiche tecniche artigianali, con latte ovino intero e con caglio di agnello o capretto, ha la crosta che va dal giallo carico al marrone scuro e la pasta che varia dal bianco al giallo paglierino. Il sapore è più o meno piccante a seconda della stagionatura che deve essere almeno di sei mesi. Il Pecorino siciliano, anch'esso formaggio a pasta dura crudo, è prodotto con latte intero di pecora e stagionato per almeno quattro mesi. La crosta è giallo più o meno intenso, la pasta bianca o giallo paglierino, l'odore pungente e il sapore piccante. Il Pecorino toscano è un formaggio a pasta semidura prodotto con latte di pecora proveniente da allevamenti della regione e di alcuni comuni di Perugia e di Viterbo. Il Pecorino sardo è un formaggio semicotto a pasta dura per il tipo stagionato e morbida per il tipo dolce. Ma i pecorini d'eccellenza italiani -spiga la Cia- vanno oltre a quelli che hanno ottenuto il riconoscimento Dop. In Toscana, ad esempio, ve ne sono alcuni particolarmente pregiati il Marzolino della zona dei Chianti e il pecorino delle Crete senesi, con il particolarmente rinomato Pienza. E così -conclude la Cia- avviene in altre regioni soprattutto quelli derivati da latte di pecore allevate in pascoli ricchi di essenze e con tecniche artigianali.
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