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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 250 28 dicembre 2009
COMUNICATI
  • Natale: la crisi non svuota le tavole degli italiani. Per festeggiare spesi oltre 3,2 miliardi di euro
  • San Silvestro: salteranno in aria 80 milioni di tappi. Importante anche raccoglierli
TERRITORIO
  • Cia Basilicata: incontro con l’assessore Viti e progetto di autoriforma
  • Cia di Caserta: il mercatino di Natale ad Avignano

 

COMUNICATI


Natale: la crisi non svuota le tavole degli italiani. Per festeggiare spesi oltre 3,2 miliardi di euro

 

Secondo le prime stime della Cia, non c’è stato il tanto temuto crollo nei consumi alimentari che sono cresciuti, in quantità, dello 0,5 per cento. Vince ancora una volta la tradizione e il “made in Italy”. Niente spese folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica con il contagocce. Bene vini e spumanti nazionali che battono lo champagne. In crescita i dolci, con panettoni e pandori che hanno fatto la parte del leone.

 

Il crollo non c’è stato. A Natale la crisi non ha colpito le tavole degli italiani che per imbandirle hanno speso poco più di 3,2 miliardi di euro. Una festa che è stata trascorsa da nove famiglie su dieci a casa con parenti o amici. E' questo il primo bilancio della Cia-Confederazione italiana agricoltori sui consumi alimentari per il cenone della vigilia del 24 dicembre e per il pranzo del 25 dicembre che hanno registrato, in quantità, una crescita dello 0,5 per cento rispetto al 2008, mentre la spesa, in termini monetari, è aumentata dell’1,2 per cento nei confronti allo scorso anno. Consumi che, comunque, hanno visto affermarsi ancora la tradizione e il “made in Italy” a discapito di prodotti come lo champagne, il salmone, le ostriche, il caviale, la frutta esotica che si sono venduti con il contagocce.

La spesa alimentare -secondo le stime della Cia- è stata così ripartita: in 1,1 miliardi di euro per carni e pesce, di 630 milioni per primi piatti e per il pane, di 500 milioni per dolci (con panettoni e pandori che hanno fatto la parte del leone); 420 milioni per vini e spumanti (per il 94 per cento italiani), 350 milioni per formaggi e salumi (molti dei quali a denominazione di origine) e 210 milioni per frutta fresca o secca.

Non è, quindi, stato un Natale opulento, ma neanche tanto “freddo” sotto il profilo dei consumi alimentari. Le vendite, come qualcuno paventava, non sono andate a picco. Gli italiani non hanno rinunciato a festeggiare a tavola, anche se gli acquisti, rispetto agli anni passati, sono stati molto più oculati. E questo soprattutto a causa della crisi economica e delle preoccupazioni che suscita presso le famiglie del nostro Paese.

Dalle prime stime si ricava, infatti, che -sottolinea la Cia- gli italiani, sempre più attenti ai conti, proprio per una precaria situazione economica e, in particolare, per i prezzi in crescita, hanno indirizzato i loro acquisti verso prodotti enogastronomici più abbordabili sotto l’aspetto economico. Nella stragrande maggioranza nazionali e tipici delle feste natalizie. Pochi, quindi, i cibi di “fascia alta”. Un vero “stop” alle spese folli.

Una buona performance si è avuta dai vini, soprattutto i rossi. Secondo le stime della Cia, si sono stappate circa 80 milioni di bottiglie, con una crescita del 1,8 per cento rispetto allo scorso anno. Bene anche gli spumanti che hanno registrato un aumento negli acquisti del 2,1 per cento e ancora una volta hanno battuto in maniera schiacciante lo champagne.

La Cia sostiene che per gli acquisti dei prodotti agroalimentari consumati durante le feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si sono rivolte in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).

Molta attenzione da parte degli italiani -annota la Cia- è stata rivolta alla vendita diretta in azienda (assai gettonate le fattorie aderenti alla rete “La spesa in campagna”), dove i prezzi sono risultati decisamente più convenienti rispetto ai centri commerciali e ai negozi delle città. Si è potuto risparmiare anche il 30 per cento.

 

 


San Silvestro: salteranno in aria 80 milioni di tappi. Importante anche raccoglierli

 

Secondo le prime stime della Cia, la notte dell’ultimo dell’anno i consumi di spumante e prosecco saliranno dello 0,5 per cento rispetto all’anno scorso, sfiorando quota 60 milioni di litri. Un appello per non disperdere i tappi nell’ambiente e anzi conservarli per il riciclo.

 

Gli italiani si apprestano al rituale brindisi di San Silvestro. Verranno stappate circa 80 milioni di bottiglie, tra spumanti, prosecchi e champagne. Consumi, quindi, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con un leggerissimo incremento nell’ordine dello 0,5 per cento. Queste le prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori che lancia anche un appello ai consumatori affinché vengano recuperati i tappi delle bottiglie, rispettando l’ambiente.

Infatti -spiega la Cia- i tappi di sughero utilizzati per le bottiglie pur non potendo essere riutilizzati per il medesimo scopo, possono essere riciclati e trovare nuovi impieghi. Con un minimo di accortezza -prosegue la Cia- circa 3 tonnellate di sughero, invece di diventare “indecorosi tappeti di immondizia stradale” possono essere reinseriti nei cicli produttivi senza gravare sul patrimonio ambientale.

In alcune realtà del Paese -segnala la Cia- sono attivi raccoglitori specifici per il sughero e comunque è importante differenziare i tappi dall’altra spazzatura. Anche questo ultimo dell’anno -continua la Cia- verrà, quindi, salutato e bagnato con complessivi 60 milioni di prodotto versato nei calici, con una preferenza dello spumante rispetto allo champagne e con il prosecco che prosegue nel suo trend positivo. La Cia oltre a raccomandarsi con i consumatori per il rispetto dell’ambiente, invita ad un consumo sano e responsabile degli alcolici, anche nella notte di San Silvestro.

 

 

 

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TERRITORIO


Cia Basilicata: incontro con l’assessore Viti e progetto di autoriforma

 

Un incontro, alla vigilia di Natale, con l’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti e il progetto di autoriforma confederale da realizzare nel 2010: sono le iniziative più rilevanti della Cia lucana degli ultimi giorni.

In particolare, una delegazione della Cia, guidata dal presidente regionale Donato Distefano, ha incontrato l'assessore regionale all'Agricoltura Vincenzo Viti per uno scambio di idee sulle imminenti scadenze riferite all’attuazione del Psr e sulla Finanziaria Regionale 2010 che contiene una dotazione complessiva di 40 milioni di euro.

Si è trattato di un incontro proficuo e positivo perchè ha riconfermato l'impegno personale dell'assessore e dell'intera Giunta a dare risposte ai problemi di emergenza del mondo agricolo. Quanto alle misure sul credito di conduzione concordate con l'Abi, la Cia ha espresso un giudizio soddisfacente sollecitando l'assessore a rimpinguare le risorse finanziarie da destinare ai Fondi di garanzia come quelle da destinare al piano assicurativo contro le calamità naturali tenuto conto che la finanziaria del governo è fortemente penalizzante. Sempre sul fronte dei costi da abbattere soprattutto in questa delicata fase economica per le aziende agricole, la Cia ha chiesto di intervenire per non dar corso all'incremento delle tariffe irrigue decise dal Consorzio di Bonifica Bradano-Metaponto.

Anche per il comparto zootecnico è stata sollecitata una maggiore attenzione altrimenti -è stato detto- i titolari delle aziende non saranno in condizione di partecipare ai bandi del Psr. L'assessore Viti -riferisce la Cia- ha espresso la piena disponibilità ad affrontare i singoli temi nel corso di un nuovo incontro di approfondimento che dovrebbe tenersi entro la fine dell'anno per sottoporre al confronto misure e programmi di emergenza. 

La Cia Basilicata, inoltre, in vista delle scadenze congressuali previste per il nuovo anno, ha messo a punto un progetto per un nuovo sistema confederale e un nuovo modo di fare sindacato e rappresentanza in agricoltura quali impegni prioritari per il 2010 per rispondere in maniera più adeguata alle nuove esigenze del mondo agricolo lucano derivanti dalla drammatica crisi che si trascina da anni.

L’assemblea regionale elettiva regionale Cia  Basilicata è stata convocata per il 19 febbraio 2010 preceduta da oltre 50 assemblee intercomunali/zonali e le 8 Distrettuali Cia, quella dell'Anp-Associazione nazionale pensionati (il 23 gennaio 2010) preceduta dalle 8 Distrettuali, quella dei giovani (il 9 gennaio 2010) e delle donne (11 gennaio).

I segmenti sui quali far ruotare la nuova ed efficace impostazione di strategia confederale -ha spiegato il presidente regionale della Cia Donato Distefano- poggiano su alcune macro opzioni che con la prossima fase assembleare intendiamo realizzare e strutturare.  Ci attende una fase fortemente impegnativa ma che riteniamo fondamentale per dare risposte sempre più efficaci agli agricoltori lucani.

 

 


Cia di Caserta: il mercatino di Natale ad Avignano

 

La Confederazione italiana agricoltori di Caserta, in collaborazione con l'Ufficio zona di Caiazzo, il Comune di Alvignano e la Camera di Commercio  ha promosso la i edizione del mercatino di Natale  nella centralissimo piazza del Municipio del ridente centro ai piedi del massiccioo del Matese.

I produttori convenuti hanno allestito i gazebo della Cia, con tutti i prodotti che hanno potuto ofrrire provenienti dalle varie zone della provincia di Caserta e della limitrofa provincia di Benevento. La simpatica manifestazione è stata organizzata e presieduta dal vicesindaco di Alvignano Maria Del Santo e dai suoi collaboratori e ha visto tra gli altri la presenza del presidente provinciale Salvatore Ciardiello e del vicepresidente Angelo Santabarbara.

Importante è stata la partecipazione dei cittadini ai quali è stato offerto un assaggio dei tantissimi prodotti a partire dai formaggi pecorini e caprini fino alla straordinaria mela annurca che nella zona a cavallo delle due provincie è  coltivata con una tecnica e una capacità uniche.Analoga iniziativa ci sarà nel comune di Caiazzo il giorno 2 gennaio prossimo.

 

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