| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 231 | 28 novembre 2008 |
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E’ stato firmato questa mattina a Roma l’accordo sul cosiddetto “mercato unico” nel settore suinicolo. Si tratta di un documento importante siglato tra allevatori e macellatori che prevede regole trasparenti nella definizione dei prezzi dei maiali non più stabilito in base alle attuali metodologie -cioè quotazioni scaturite da una trattativa che prende spunto dai prezzi rilevati nelle piazze principali di riferimento- ma parte da dati oggettivi condivisi dalle parti e che tengono conto delle dinamiche dei consumi, dei volumi di mercato ed altri parametri ‘misurabili’. “L’accordo di fatto istituisce la ‘Commissione unica nazionale’ (la riunione di primo insediamento si terrà il prossimo 10 dicembre presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali mentre i successivi incontri si svolgeranno, in via sperimentale, a Reggio Emilia) che ha il compito di concordare le previsioni sulle tendenze dei prezzi di mercato dei suini da macello, fissandone i relativi prezzi”, sottolinea Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna e componente della Giunta nazionale della Cia. Il lavoro della Commissione è quella di formulare le tendenze e il prezzo dei suini per la settimana successiva . La definizione delle tendenze di mercato e dei prezzi ha per oggetto la categoria di prodotto suini da macello, con declaratorie separate per i suini da macello certificati per le Dop e per i suini da macello non certificati. Le tendenze di mercato e la formulazione anticipata dei prezzi potrà costituire una indicazione di riferimento per i mercati e per le contrattazioni future da inserire nei singoli contratti di fornitura che verranno volontariamente sottoscritti tra le parti. In sostanza “Per quanto riguarda i principali punti contenuti nell'accordo sull’Health check della Pac e raggiunto dal Consiglio agricolo Ue c’è da evidenziare la cancellazione dell’ aiuto allo stoccaggio alle carni suine - evidenza Battelli- e viene così a mancare un potenziale aiuto al settore del quale peraltro l’Italia ha raramente potuto beneficiare, ma che è stata una possibile valvola di sfogo per il mercato comunitario. Fortunatamente adesso il picco della crisi è stato attraversato anche se il livello di attenzione va mantenuto alto”. Solo qualche settimana fa i suini avevano raggiunto quotazioni di 1,60 euro al chilogrammo, quando nel giugno scorso valevano appena un euro e nello stesso periodo i costi delle materie prime pesavano in modo rilevante sui costi di produzione. Ora in media i prezzi si aggirano da
La Cia giudica insufficienti i provvedimenti varati dal governo. Irrisolto il pesante problema dei costi produttivi e degli oneri sociali per le imprese agricole.
Le misure varate dal governo non risolvono i gravi problemi dell’agricoltura. Appaiono insufficienti a ridare vigore alle imprese che fanno i conti con elevati costi produttivi, pesanti oneri sociali e prezzi sui campi in continua discesa. Questo il primo commento della Cia-Confederazione italiana agricoltori al pacchetto anticrisi predisposto oggi dal Consiglio dei ministri. Dai provvedimenti ci aspettavamo molto di più. Giusta l’attenzione per i redditi più bassi, ma per affrontare e superare una crisi complessa ed imprevedibile come quella che stiamo vivendo -rileva Per quanto riguarda l’agricoltura, dalle proposte del governo -afferma Per quanto concerne gli investimenti, Sempre in tema di infrastrutture,
La Cia ricorda che da mesi i listini all’origine dei prodotti agricoli continuano a scendere. Solo ad ottobre c’è stata una flessione del 6,8 per cento. I cereali in caduta libera (meno 33,4 per cento), mentre la pasta prosegue la sua ingiustificata corsa al rialzo (più 30 per cento). La forte discesa dei prezzi sui campi e il calo dei consumi hanno frenato la corsa dell’inflazione, ma i prezzi al consumo dei prodotti alimentari sono ancora troppo cari (più 4,7 per cento a novembre) e certe impennate, come quelle registrata dalla pasta (più 30 per cento), non si giustificano, visto che i listini all’origine dei cereali da mesi segnano consistenti flessioni (solo ad ottobre c’è stata una diminuzione del 33,4 per cento rispetto all’analogo periodo del 2007). Ad evidenziarlo è I prezzi agricoli alla produzione -ricorda La caduta verticale dei prezzi sui campi -annota Il calo dei prezzi agricoli ha, tuttavia, permesso che si riscontrassero sul mercato impennate vertiginose. Un apporto che per gli agricoltori, che anche in questo frangente hanno dimostrato grande senso di responsabilità, ha significato sacrifici e problemi, vista la difficile situazione del settore che presenta alti costi di produzione e gravosi oneri sociali. Quindi, non può essere soltanto l’agricoltura a stringere la cinta, anche le altre componenti della filiera agroalimentare devono fornire il loro contributo per determinare prezzi più equi nei confronti dei consumatori. Un’ultima annotazione. Il calo dell’inflazione a novembre è anche riconducibile alla riduzione dei consumi soprattutto sul fronte alimentare che a fine anno -conclude
La Cia segnala pesanti danni in tutta Italia, ma in particolare in Sardegna dove la situazione è molto difficile. Allagati molti campi coltivati ad ortofrutta e appena seminati. Pesanti conseguenze per le strutture aziendali e per gli allevamenti zootecnici. Diversi gli smottamenti dei terreni. E’ emergenza per l’agricoltura. L’ondata di maltempo che sta colpendo in queste ore il nostro Paese, con nevicate, piogge, temporali, nubifragi violenti, trombe d’aria sta provocando gravi danni anche alle campagne. Particolarmente colpiti i campi appena seminati, le strutture aziendali (come le serre) gli orti a campo aperto dove sono andate distrutte molte coltivazioni. Lo sottolinea Secondo Anche per la zootecnia -sostiene Per questo motivo I danni alle coltivazioni -secondo un primo monitoraggio della Cia- si sono avute nella maggior parte delle regioni. Danni che rendono ancora più difficile lo scenario della nostra agricoltura che già attraversa una fase di grande incertezza. Gli imprenditori agricoli continuano a vedere calare i propri redditi e diminuire sempre di più la loro competitività sui mercati a causa degli alti costi di produzione e dei gravosi oneri sociali.
La Cia sottolinea che i prezzi sono rimasti fermi rispetto al 2007, quando si era avuta una crescita del 30 per cento. La spesa per l’acquisto degli alberi “naturali” si avvicina ai 150 milioni di euro. Saranno, comunque, 12,5 milioni le famiglie che orneranno l’albero per le prossime feste. La crisi economica risparmia l’albero di Natale. I prezzi di quelli “veri” non subiranno impennate e così gli italiani non rinunceranno alla tradizione. La scelta è, comunque, orientata per quelli “naturali” che ricordano meglio il clima delle feste e superano abbondantemente quelli “artificiali” (le cui vendite negli ultimi anni sono andate calando). Nella prossima settimana, che coincide con l’inizio del “ponte” della festa dell’Immacolata dell’8 dicembre (giorno in cui per consuetudine moltissime famiglie si dedicano agli addobbi natalizi nelle proprie case), di “veri” se ne compreranno più di 7,5 milioni di esemplari, pari ad una spesa complessiva che si avvicina ai 150 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno poco meno di 5 milioni di quelli “artificiali”, molti dei quali già acquistati negli anni precedenti e messi giù dalle soffitte per essere addobbati. A sottolinearlo è Nel 2007 i prezzi erano aumentati, anche del 30 per cento, per via del cambio di coltivazioni in molte parti d’Europa, dove si era preferito tagliare gli alberi per piantare biodiesel. E proprio in Danimarca, maggiore produttrice ed esportatrice europea di questi particolari alberi, si era avuto un aumento generalizzato dei prezzi a causa di una minore produzione. Elemento -avverte Saranno, quindi, 12,5 milioni le famiglie che rispetteranno, per il prossimo Natale, la tradizione dell’albero. I prezzi per quelli “naturali” di dimensioni normali variano dai 20 ai 50 euro. Ovviamente, il costo cresce se si è in presenza di un albero che supera i due metri di altezza. Per gli altri, quelli “finti”, si va da un minimo di 10 ad un massimo di 200-250 euro. Quotazioni superiori si hanno per gli alberi di grandi dimensioni e prodotti con materiali particolari, i cui prezzi possono superare anche i 500-600 euro. E questi vengono principalmente dalla Cina che copre per l’80 per cento il mercato nazionale in questi giorni. Ornare un albero nella ricorrenza del Natale ha origini lontane. E’ una tradizione che -conclude
La Cia sottolinea che da parte del ministro Zaia non c’è stata una risposta esauriente alle gravi difficoltà dei produttori olivicoli. Servono reali certezze.
Gli impegni assunti dal governo sono parziali. Il settore ha bisogno di certezze, ma soprattutto di interventi concreti. Così Rispetto alle richieste avanzate, sia dal mondo agricolo che dalla istituzioni presenti all’incontro, la risposta del ministro -afferma Niente, comunque, di realmente concreto. Siamo ancora a livello interlocutorio. Ora -avverte La proroga al 31 marzo 2009 degli sgravi contributivi -rileva Comunque, al di là dell’emergenza, è indispensabile -conclude
“E’ una provocazione e un’offesa per gli agricoltori -afferma Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia- che non può essere tollerata”. “Gli agricoltori siciliani -aggiunge Gurrieri- non meritano né briciole, né tantomeno elemosine. Per questo motivo continueremo la mobilitazione messa in atto in queste settimane perché sia più incisiva ed estesa in tutta
La sala del Consiglio comunale era veramente colma dalla presenza di oltre 300 persone in prevalenza agricoltori e comunque con ampie rappresentanze di tutti soggetti impegnati nella filiera del tabacco. Cia e Confagricoltura, cooperative, associazioni dei produttori, rappresentanti di interprofessioni, sindacato dei lavoratori, hanno dato vita ad una discussione franca e rapportata al momento di svolta che il settore vive. Il presidente della Cia regionale Antonio Sposicchi, nel suo intervento, ha sottolineato come l’agricoltura sia messa in forte difficoltà oltre che dalle crisi di mercato anche da un atteggiamento delle istituzioni che non è attento alla profonda crisi che il settore vive e anzi assume decisioni e provvedimenti che lo penalizzano ulteriormente a partire dal governo nazionale con la finanziaria 2009. Ha, quindi, evidenziato che è in atto un tentativo, assolutamente palese, di ridurre il budget della Pac nell’ambito del bilancio dell’Unione europea. Per questi motivi ha chiesto agli agricoltori di restare uniti, resistere e seguitare a coltivare; quest’ultima condizione, secondo Sposicchi, si potrà realmente concretizzare a condizione che l’industria manifatturiera incrementi in modo significativo il prezzo del prodotto agricolo che ritira. Ai lavori hanno partecipato anche Oriano Gioglio per Unitab, Carlo Sacchetto per l’industria manifatturiera, l’europarlamentare Catiuscia Marini, che nel corso degli ultimi mesi ha svolto in Parlamento un costante lavoro di attenzione all’evoluzione dei provvedimenti e di persuasione nei confronti di tanti altri colleghi europarlamentari per favorire la votazione di proroga al 2013 della riforma della Ocm del tabacco. Come è noto, tutto ciò è avvenuto ma L’incontro si è chiuso con l’intervento della presidente della Giunta regionale dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti che ha indicato alla filiera il seguente percorso da seguire nei prossimi mesi: -la filiera ha perso una battaglia ma nonostante ciò deve restare coesa e impegnata a mantenere la produzione; - il governo nazionale, e quindi il ministro dell’agricoltura Luca Zaia, si devono impegnare concretamente, da oggi a luglio, a lavorare sul rapporto riguardante lo “Stato di salute del tabacco” alla luce della riforma dell’Ocm del 2004 così come previsto dal Regolamento 864/04; - il ministro si deve impegnare quindi a riaprire la trattativa con - il ministro deve impegnare il proprio dicastero e il governo a realizzare dei provvedimenti nazionali che possano aiutare il settore così come è stato scritto nell’accordo sull’ Health check; - - le manifatture si debbono impegnare a garantire che una parte dell’ intervento sulle accise sia destinato ai produttori. Al termine della riunione -afferma
L’Osservatorio ha funzione di analisi e di monitoraggio delle Politiche a favore del lavoro femminile in agricoltura e nelle aree rurali.
“Ieri la stragrande maggioranza degli agricoltori e dell’agricoltura toscana non erano in piazza a Firenze dove ha manifestato una componente significativa, ma non esclusiva e nemmeno maggioritaria del settore”. Lo sottolinea Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, in seguito alla manifestazione organizzata nel capoluogo toscano da Coldiretti. “Da tempo ormai - aggiunge Pascucci- è in atto da parte di Coldiretti il tentativo di accreditarsi come l’unica rappresentanza dell’agricoltura italiana”, cercando -sottolinea “Lo sviluppo dell’agricoltura, in particolare quella toscana -sostiene Pascucci- richiede strategie, azioni, sostegni diversificati e plurimi che possono realizzarsi solo con il concorso di una rappresentanza plurale, che non è prerogativa di una sola organizzazione ma di tutti coloro che operano a fianco ed in difesa degli imprenditori”. I problemi dell’agricoltura sono comuni a tutti, ed a maggior ragione in questa situazione di crisi economica è necessario che si superino l’autocelebrazione, l’autoreferenzialità, gli atteggiamenti strumentali; vanno messi da parte l’arroganza ed ogni tentativo di promuovere iniziative per provocare ulteriori divisioni nel mondo agricolo che, al contrario, ha bisogno di essere unito per relazionarsi con i soggetti della filiera, per poter tornare a crescere ed a competere. Apprezziamo -rileva
“Pochi fatti e nessun impegno concreto”. È il commento della Cia Puglia sull’esito dell’incontro svoltosi ieri a Roma, presso il dicastero delle Politiche agricole, con il ministro Luca Zaia, per discutere proprio degli interventi da attuare per far fronte alla crisi senza precedenti che sta interessando il comparto olivicolo pugliese. L’esito dell’incontro appare insoddisfacente per È il caso della richiesta di attivare un piano di controlli contro le sofisticazioni, prevedendo in particolare verifiche chimico-fisiche ed organolettiche approfondite, partendo delle bottiglie di olio delle marche presenti sugli scaffali dei supermercati italiani ed europei, mentre attualmente i controlli sono, stranamente, tutti a carico dei produttori e delle cooperative. È inconsistente l’impegno del ministro a dare piena attuazione alla legge sulla indicazione in etichetta dell’origine delle olive Il ministro ha, poi, rinviato a Bruxelles l’attuazione del ritiro di significative quantità di olio da parte di Agea da destinare agli aiuti alimentari, utilizzando tutti i fondi ancora disponibili. Il ministro non ha mostrato la stessa solerzia dimostrata per il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Senza alcuna concretezza -rileva
Il sindaco di Padova Flavio Zanonato, dopo un incontro-confronto con il presidente della Cia di Padova Daniele Toniolo sulle tematiche della crisi economica, della diminuzione dei consumi , della diminuzione dei redditi agricoli, ha convocato per lunedì prossimo primo dicembre le organizzazioni dell’agricoltura e del commercio. L’obiettivo prioritario dell’incontro -sottolinea L’accordo dovrebbe prevedere anche la creazione di una piattaforma logistica all’interno del Mercato agroalimentare di Padova dove i produttori conferiscono il prodotto a disposizione dei vari rivenditori finali. Inoltre, in ogni negozio o banco di rivendita sarà evidenziato e valorizzato la presenza di un prodotto locale, oggetto dell’accordo agricoltura e commercio.
Lunedì prossimo primo dicembre, con inizio alle ore 10.00, presso Al centro dell’incontro le esigenze e le prospettive dell’agricoltura abruzzese contenute in un apposito documento predisposto dalla Cia sul quale l’Organizzazione agricola chiederà ai candidati non una generica condivisione ma un preciso impegno per atti e provvedimenti della prossima legislatura regionale. All’incontro, che vedrà la partecipazione dell’intero gruppo dirigente della Cia abruzzese, sono stati invitati tutti i candidati alla Presidenza della Regione.
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