| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 230 | 28 novembre 2007 |
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Una “due giorni” molto intensa per la Cia a Bruxelles. Il 26 e il 27 novembre scorsi la Confederazione ha, infatti, organizzato una serie di iniziative nella città belga. Il 26 si sono svolte Il convegno ha offerto un contributo rilevante da parte di giuristi ed esponenti economici provenienti da diversi paesi europei, cercando di evidenziare alle istituzioni europee, a cominciare dal Parlamento, i limiti dell’attuale legislazione comunitaria a tutela del patrimonio agroalimentare Ue e l’esigenza di politiche mirate per garantire il mercato dei prodotti tipici e a denominazione d’origine. Insomma, i lavori sono stati caratterizzati da un approccio multidisciplinare al fine di introdurre e mettere in relazione gli aspetti sia economici che giuridici della questione relativa alla difesa della qualità e della tipicità del “made in Italy”. Il convegno, dopo il saluto di Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento europeo, e l’introduzione di Francesco Samperi, presidente dell’Unione avvocati europei (Uae), è stato aperto dalle relazioni di Enzo Mastrobuoni, responsabile dell’Area economica della Cia, sul tema “Le politiche per la tutela della qualità: le proposte della Cia”, di Enrico Scoccini, presidente della Commissione diritto agroalimentare dell’Uae, che ha affrontato l’argomento “Identità del prodotto e protezione dell’origine nell’ordinamento comunitario”. Al termine c’è stato l’intervento di Loretta Dormal-Marino, vicedirettore generale aggiunto della DG Agricoltura della Commissione Ue, che ha illustrato le iniziative portate avanti dall’Esecutivo comunitario in materia di salvaguardia dei prodotti a denominazione d’origine E’ seguita l’illustrazione di alcune esperienze relative alle regole della concorrenza e alla tutela dell’identità dei prodotti: per quella italiana ha parlato Ferdinando Albisinni, dell’Università della Tuscia di Viterbo, per quella francese Nicole Coutrelis, segretario generale dello European Food Law Association; per quella spagnola Vicente Rodriguez Fuentes, dell’Università di Brosa. Nel dibattito sono intervenuti Ester Olivas, segretario generale OriGIn, Giuseppe Alai, presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, Silvio Ferrari, del Comitato di presidenza della Federalimentare, Flavio Tattarini, presidente dell’Enoteca italiana, Vincenzo Aita, parlamentare europeo, Laurent Vernet, rappresentante dell’Unione agricoltori del Regno Unito. Ha preso, poi, la parola il ministro Paolo De Castro, che ha rivolto parole di apprezzamento all’iniziativa promossa dalla Cia e dall’Uae che ha un aspetto realmente innovativo e che rappresenta un importante contributo alla soluzione dei problemi che caratterizzano lo scenario dell’agroalimentare italiano nel mondo. Il ministro, nel suo intervento, ha rimarcato l’esigenza di sviluppare politiche mirate che favoriscano ulteriormente lo sviluppo dell’export “made in Italy” e sottolineato la necessità che a livello internazionale si stabiliscano precise regole che tutelino le denominazioni d’origine. I lavori del convegno sono stati conclusi dal presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, il quale ha evidenziato l’opportunità di individuare misure capaci di contrastare con forza l’assalto dell’agropirateria che reca pesantissimi danni all’agroalimentare tipico e di qualità del nostro Paese. Politi, dopo aver sottolineato l’importante funzione che riveste il Parlamento europeo, ha, quindi, rivolto un preciso appello all’Unione europea affinché nel negoziato multilaterale della Wto assuma una posizione ferma in difesa delle denominazioni d’origine in modo da salvaguardare un settore che ogni anno subisce le conseguenze di una legislazione pressoché inesistente.
Per il presidente della Cia Giuseppe Politi, la protesta non risolve i problemi del settore, anzi rischia di rendere più fragile il fronte degli allevatori. Necessario il rispetto delle regole. Occorre un Piano strategico nazionale per la zootecnia. “La manifestazione di domani a Brescia divide e, quindi, indebolisce ulteriormente il mondo agricolo italiano. Una protesta che rischia di accentuare le tensioni e il disagio senza risolvere i problemi veri del settore lattiero-caseario”. Per il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori la protesta di piazza “non è, infatti, lo strumento idoneo per dare risposte certe ed esaurienti ai produttori di latte che in questi anni hanno operato nella piena legalità, nel rispetto delle regole, valorizzando sempre di più la qualità”. “Oltretutto -rileva Politi- proprio il mancato rispetto delle regole da parte di alcuni non si può certo addebitare all’Unione europea. E’ una questione tutta interna nostra che renderà sempre meno forte, sotto il profilo contrattuale, la posizione del governo nazionale nel difficile e complesso confronto comunitario sulle prospettive future del settore lattiero-caseraio, in particolare sulle quote latte”. Per questa ragione -ha sottolineato il presidente della Cia- riconfermiamo con estrema fermezza la richiesta di un Piano strategico nazionale per la zootecnia nel quale il settore del latte trovi adeguato rilievo. Tale piano dovrà essere articolato sul territorio e capace di coniugare interventi istituzionali e progettualità economica dei produttori e degli operatori della filiera”. Indubbiamente, secondo, Politi al centro dell’intera questione c’è l’annosa vicenda delle quote latte, largamente irrisolta, come testimoniano le “multe” che l'Italia dovrà pagare ancora per la campagna 2006/07: 188,8 milioni di euro, per 47.000 aziende produttrici, di cui solo 680 hanno cumulato prelievi per ben oltre 120 milioni di euro, con una produzione superiore al 100 per cento della propria quota. “Appare, dunque, ancora un quadro d’instabilità che -ha aggiunto- impone di contrastare con forza tutti i fenomeni di aggiramento delle regole, gravemente distorsivi della competitività e che si riflettono anche nelle tensioni sul prezzo del latte alla stalla. Vanno spezzate quelle ‘triangolazioni’ commerciali che ancora oggi permettono a una minoranza un ‘inquinamento’ del mercato”. In merito all’orientamento Ue teso ad introdurre misure transitorie già dalle prossime campagne per consentire un “atterraggio morbido” delle imprese rispetto al già definito superamento dell’attuale Ocm latte, a conclusione della campagna di commercializzazione 2014/2015, Politi ha evidenziato l’esigenza di prevedere aumenti di quota diversificati da Paese a Paese. “Tale provvedimento -ha rimarcato- consentirebbe di correggere lo squilibrio dei Paesi con deficit rispetto al fabbisogno nazionale. L’Irlanda, ad esempio, beneficia di una quota di 5,4 milioni di tonnellate, il 360 per cento di quanto necessita. “L’aumento della quota, come già avvenuto in passato, dovrebbe consentire al nostro Paese -ha sottolineato Politi- di adottare una ripartizione fra le Regioni che preveda i criteri di massima e lasciando alle singole Regioni di adottare successivi criteri più aderenti alle realtà locali. Come Cia riteniamo che con questa modalità di intervento si potrebbe pensare a forme di ‘premialità’ per i produttori che hanno subito il taglio della quota B, l’assegnazione di nuove quote, per i produttori che hanno scelto la condivisione delle regole nel contesto della legge 119/2003. Inoltre, si dovranno prevedere nuove possibilità per i giovani e la salvaguardia dell’attività produttiva delle aree montane ed interne” Per il presidente della Cia, inoltre, “il valore dell’investimento monetario operato per il rispetto delle regole deve e essere tenuto in considerazione non solo in termini direttamente economici, ma anche di sistema, ossia coinvolgendo nelle politiche regionali, nazionali e comunitarie quanti hanno scelto di operare all’interno del contesto normativo”. “Va, infine, tenuta in particolare considerazione la situazione delle aziende produttrici di latte ubicate nelle aree montane e svantaggiate, dove -ha concluso Politi- ci si aspetta di incontrare difficoltà nel mantenere un livello minimo di produzione”.
Da venerdì 23 a domenica 25 novembre scorsi si è svolto, a Foligno, in occasione della X edizione di “Mieleinumbria” il Forum internazionale “L’apicoltura tra territorialità e mercato: la valorizzazione delle produzioni apistiche nei Paesi del bacino del Mediterraneo” che ha visto nella città umbra la presenza delle associazioni di produttori, di istituti di ricerca e di enti economici dei seguenti paesi: Albania, Francia, Libano, Malta, Marocco, Palestina, Spagna, Tunisia e Turchia, oltre che, naturalmente, dall’Italia. Ai lavori del Forum Internazionale dedicato a “Interscambio e progettualità per lo sviluppo dell’apicoltura del Mediterraneo” ha partecipato, domenica 25 novembre, il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi. “L’apicoltura -ha affermato Politi- è un’attività che noi consideriamo molto utile per l’agricoltura e, quindi, diamo ad essa pari dignità rispetto ad altri comparti produttivi che magari hanno maggiore rilevanza economica. E’ opportuno, dunque, che verso questo particolare settore vi sia una rinnovata attenzione tesa a risolvere i molti problemi che ancora caratterizzano l’attività dei produttori. Insomma, una politica che apra prospettive nuove e consenta una crescita equilibrata non solo in Italia, ma anche in Europa e nel Bacino del Mediterraneo”. Tra i più importanti risultati dell’iniziativa, la costituzione del Forum permanente sull’Apicoltura del Mediterraneo, che - come ha voluto l’Assemblea riunita a Foligno - sarà presieduto da Vincenzo Panettieri, presidente dell’Apau e rappresentante per la Cia in sede Copa del settore apistico, che sarà affiancato, in qualità di vicepresidente dal palestinese Nassif Dar Al Deek, rappresentante di un’associazione di produttori apistici del territorio di Ramallah-Palestina. “Ciò che caratterizza il Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo -ha detto il neo-presidente del Forum permanente Panettieri- è che siamo partiti dalla base, dai produttori apistici per discutere concretamente delle esigenze del settore e altrettanto concretamente arrivare alla risoluzione dei problemi comuni. La costituzione immediata di gruppi di lavoro sui diversi temi a conclusione del Forum dà il segno della volontà di avviare subito il lungo lavoro che ci aspetta , ma siamo decisamente soddisfatti dei risultati tangibili dell’edizione appena conclusa e quindi molto motivati.” Ha partecipato ai lavori anche Luciano Gonnella, coordinatore del Progetto Art (Associazione reti territoriali, agenzia delle Nazioni Unite) e presidente delle Città del Miele.
Ha inizio oggi mercoledì 28 novembre il ciclo “Un libro per gente di terra”: sette incontri, uno per ogni provincia della regione e tutti con sede in un agriturismo, durante i quali saranno presentati libri da poco in libreria ed i commensali potranno, accanto alle delizie della nostra cucina, intrattenersi a discutere sull’opera con l’autore. Il primo incontro di questa iniziativa, promossa da Turismo Verde Cia del Veneto, si tiene presso l’agriturismo Val Menera (comune di Tambre, Pian Consiglio, loc. Val Menera - Belluno) e sarà dedicato alla presentazione dell’”Agenda della terra 2008”, a cura di Franco Foresta Martin e Sonia Topazio. Il 2008 è stato proclamato dalle Nazioni Unite “Anno internazionale del Pianeta Terra”, iniziativa questa, che ha lo scopo di diffondere le conoscenze di base sul pianeta Terra, sensibilizzare i cittadini sulla sua vulnerabilità e favorire la cultura dello sviluppo sostenibile. Prendendo spunto da questo evento due professionisti dell’informazione scientifica, Franco Foresta Martin e Sonia Topazio, hanno pensato che un modo efficace per fare informazione e divulgazione sul nostro pianeta potesse prendere la forma di diario quotidiano, o meglio di un’agenda che rispondesse, in pillole, giorno dopo giorno, alle curiosità fondamentali che riguardano la nascita e la formazione della Terra: la sua evoluzione, la sua costituzione, i fenomeni che la caratterizzano e, non ultimi, i problemi che l’affliggono, sotto forma di disastri naturali e di emergenze ambientali create dall’uomo. Franco Foresta Martin, giornalista e geologo, è autore di testi di divulgazione scientifica e da 30 anni redattore scientifico e ambientale del “Corriere della Sera”; segue da inviato le conferenze internazionali sul Cambiamento Climatico e le Emergenze Ambientali. Sonia Topazio, giornalista, è capo ufficio stampa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Si occupa di divulgazione scientifica, scrive per il Messaggero e per Quark; è stata ideatrice e conduttrice del programma scientifico televisivo di UnoSat “I quattro elementi” ed è direttore responsabile della rivista telematica "IngvNewsletter". Ecco il calendario degli altri incontri: 13 dicembre - Agr. Reginato “Ai Cuccati” Bassano del Grappa - Davide Cervellin, “Senza maschera”; 24 gennaio - Agr.Mazzi Antico Molino - loc. Verona Negrar - Norberto Bellini; 7 febbraio - Agr. La molinella Bovolenta (Padova) - Nanni Delbecchi, “Il signor Ikea” ; 21 febbraio - Venezia Agr. Antico Figher -Giovanni Montanaro, “La croce Honningfjord”; 13 marzo - Porto Tolle Agr. La rugiada - Dario Fertilio, “La via del Che”; 3 aprile - Agr. Le Colline – loc. Cozzuolo di Vittorio Veneto.
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