| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 46 - n. 170 | 28 settembre 2004 |
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Dopo l’approvazione da parte della Commissione Europea del Piano d’Azione Europeo per l’agricoltura biologica, il ministero delle Politiche agricole ha predisposto le linee guida per la stesura del Piano italiano, alle quali ha contribuito anche Anabio, l’associazione nazionale per l’agricoltura biologica della Cia. La fase successiva alla quale si sta lavorando sin da adesso, è quella della redazione del Piano vero e proprio con l’indicazione di misure e sostegni concreti. Per tale motivo l’Anabio invita tutti coloro che fossero interessati al problema a prendere visione delle linee guida sulla Intranet della Cia e, qualora lo ritenessero utile, possono far pervenire all’associazione le proprie osservazioni.
Il presidente della Cia Politi scrive ai ministri Alemanno e Sirchia. Mettere a punto le opportune misure per fronteggiare e combattere fino all’eradicazione la “Blue Tongue”. Questo è quanto chiede la Cia-Confederazione italiana agricoltori al governo. In una lettera inviata ai ministri delle Politiche agricole Gianni Alemanno e della Salute Girolamo Sirchia, il presidente Giuseppe Politi sollecita, accanto agli interventi da sviluppare, una concreta politica di indennizzi per i danni che gli allevatori potranno subire ed incentivi per il rilancio della zootecnia in aree importanti del nostro Paese. Nella lettera, il presidente nazionale della Cia evidenzia la necessità che quest’anno le misure vengano approntate con largo anticipo rispetto agli anni passati. Infatti, la scorsa campagna vaccinale -ricorda Politi- provocò malumori e proteste tra gli allevatori italiani, specialmente nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno. E proprio lo scorso anno -evidenzia ancora il presidente della Cia- si sono verificati danni sia diretti che indiretti che hanno rischiato di cancellare la zootecnia in molte aree vocate del nostro territorio. Conseguenze che quest’anno vanno evitate in maniera assoluta. Di qui la richiesta della confederazione di immediate e concrete misure. Accolte dal ministro Alemanno le sollecitazioni espresse dalla Cia. Soddisfazione per il via ai controlli, da parte del ministero delle Politiche agricole, sulla presenza di Ogm nelle sementi di mais e di soia destinate alle semine 2005 è espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. Si tratta -afferma Nello stesso tempo
Per la Cia l’obiettivo della riforma deve essere quello di realizzare l’equilibrio di tutte le componenti del sistema. Accolta con favore l’apertura del governo sul problema del lavoro stagionale degli extracomunitari, con l’annuncio dell’imminente emanazione del decreto flussi e della futura revisione del meccanismo delle quote. La Cia-Confederazione italiana agricoltori giudica positivamente l’apertura del tavolo interministeriale (Lavoro e Agricoltura) sulla previdenza agricola, il cui insediamento è avvenuto oggi presso il ministero del Lavoro. Si tratta -afferma la Cia- di una riflessione necessaria che deve avvenire in modo assolutamente sereno tra le istituzioni e le parti sociali agricole. Solo con il pieno e convinto coinvolgimento delle parti interessate sarà possibile, secondo la Cia, realizzare una riforma efficace che tenga conto della delicatezza e della complessità della materia per i suoi risvolti non solo economici ma anche sociali. Le azioni da assumere -prosegue la Cia- devono però essere inquadrate nell’ambito dei costi sostenuti dalle aziende agricole che devono riferirsi alla media dei costi sostenuti in Europa. Ciò deve consentire alle aziende italiane di competere in modo adeguato con il resto d’Europa, in particolare con i paesi del Bacino del Mediterraneo, le cui produzioni sono più direttamente concorrenziali con quelle italiane. Oltre al riordino delle aliquote contributive, le priorità da realizzare, secondo la Cia, sono: razionalizzione degli ammortizzatori sociali e conseguente miglioramento delle prestazioni a favore di coloro che ne hanno effettivamente diritto; ampliamento dell’area contributiva; abbandono del salario medio convenzionale; misure incentivanti per le imprese che operano nel rispetto delle regole; adeguate soluzioni per il pregresso. Alcune di queste priorità -continua la Cia- sono già contenute nell’avviso comune sul sommerso raggiunto nel maggio scorso dalle parti sociali agricole e, dunque, rappresentano un interessante punto di partenza. Deve essere però chiaro -rileva la Cia- che le eventuali risorse che si renderanno disponibili dalla riforma della previdenza agricola e dai processi di emersione devono essere destinate a favorire l’occupazione nel settore, a contenere gli elevati oneri sociali a carico delle aziende e a migliorare le prestazioni in favore dei lavoratori. L’obiettivo della riforma deve essere quello di realizzare l’equilibrio di tutte le componenti del sistema, senza inutili penalizzazioni per i lavoratori (taglio indiscriminato delle provvidenze) e per le aziende (aumento indiscriminato dei contributi), pena l’aumento del ricorso al lavoro irregolare, proprio ciò che le istituzioni e il mondo agricolo intendono combattere. Positiva, infine, per la Cia l’apertura sul problema del lavoro stagionale degli extracomunitari, con l’annuncio da parte dei due ministri dell’imminente emanazione del decreto flussi e della futura revisione del meccanismo delle quote, come da tempo sollecitato dalla Cia.
Predisposti e distribuiti un manifesto e un volume che spiega i vari meccanismi della nuova Politica agricola. Piena assistenza durante tutta la fase di “Ricognizione preventiva”. Dal prossimo primo gennaio la riforma della Politica agricola comune avrà in Italia la sua piena attuazione. E per i nostri agricoltori si tratta di un appuntamento di grande rilievo in quanto comporterà una serie di importanti novità che richiedono una chiara e opportuna informazione al fine di poter adeguare la gestione aziendale ai cambiamenti che si verificheranno a partire dall’inizio del 2005. Per questa ragione la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha cominciato a sviluppare dalle scorse settimane un’ampia attività di divulgazione ed informazione presso gli agricoltori italiani in relazione all’avvio della “Ricognizione preventiva” prevista dall’articolo 12 del Regolamento 795/04 e indispensabile per una corretta attuazione della Politica agricola europea. A sostegno di tale attività informativa, la Cia ha già editato uno specifico volume indirizzato agli agricoltori per far conoscere in tutti i dettagli i vari meccanismi di funzionamento della riforma della Politica agricola comune. Contemporaneamente ha diffuso su l’intero territorio nazionale un manifesto mirato a comunicare agli agricoltori l’avvio della fase di “Ricognizione preventiva”. L’attività di informazione e divulgazione portata avanti dalla Cia si è tradotta ad oggi in centinaia di incontri pubblici con agricoltori ed amministratori locali con il coinvolgimento di migliaia di addetti ai lavori. Un impegno concreto che continuerà nei prossimi mesi e in modo capillare. L’obiettivo prioritario è quello di fornire agli agricoltori tutte le informazioni necessarie per orientarsi correttamente in una fase di grande cambiamento che la riforma della Politica agricola comune comporterà. In questa particolare azione informativa la confederazione si avvale del proprio Centro di assistenza agricola (Caa-Cia) che ha messo disposizione tutti gli oltre 700 uffici operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Presso le sedi del Caa-Cia gli agricoltori potranno così avere tutta l’assistenza indispensabile per lo svolgimento delle procedure attinenti alla “Ricognizione preventiva”, un ampio materiale informativo con la distribuzione del volume sulla riforma della Pac e le informazioni che servono per bene interpretare i passaggi applicativi della riforma stessa.
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