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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 152 28 luglio 2008
COMUNICATI
  • Subito misure per scongiurare il tracollo della suinicoltura italiana Allevatori in grave crisi: meno redditi, più costi e made in Italy a rischio
TERRITORIO
  • Calabria: i presidenti di Cia e Confagricoltura intervengono sugli indennizzi pubblici per lo scirocco
  • Cia di Castellaneta: corso per l’acquisizione di patentino per i prodotti fitosanitari
  • Cia di Teramo: un grande successo la settima edizione di “Tesori di Fattoria” a Giulianova
  • Cia e Anabio Basilicata: costruire il distretto regionale del biologico
APPUNTAMENTI
  • Cia di Alessandria: incontro per valorizzare i prodotti locali

 

COMUNICATI


Subito misure per scongiurare il tracollo della suinicoltura italiana Allevatori in grave crisi: meno redditi, più costi e made in Italy a rischio

 

La Cia, all’indomani della firma del Piano d’impegni e alla vigilia dell’incontro con il ministro Zaia, sottolinea l’esigenza di dare risposte valide ad un settore in profonda difficoltà. Alleggerire il “peso” creditizio e ridurre gli oneri fiscali e tributari.

 

E’ giunto il momento di dare risposte concrete agli allevatori di suini che vivono un momento di profonda crisi. Così sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori all’indomani della firma del “Piano di impegni esecutivi per il settore suinicolo” e alla vigilia dell’incontro con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia in provincia di Brescia.

La Cia ricorda che il Piano -siglato a livello interprofessionale dalle Organizzazioni agricole, da Anas e Unapros, dall’Organizzazione industriale della macellazione e dai Consorzi di tutela del Prosciutto di Parma e San Daniele- può avere un ruolo importante per costruire il futuro della filiera suinicola italiana. Occorrono, però, misure adeguate per dare certezze agli allevatori, i cui redditi si sono pressoché dimezzati, e per rilanciare sviluppo e competitività delle imprese di un settore importante dell’agricoltura italiana che, altrimenti, rischia la scomparsa.

Oggi, purtroppo, la nostra suinicoltura è vicina al tracollo. Molti allevamenti, oberati da pesantissimi costi di produzione e alle prese con prezzi in caduta libera, sono a rischio chiusura, mentre il nostro Paese è sempre più invaso da prosciutti e salami stranieri (875 mila tonnellate per un valore di oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro l’import del 2007, con oltre 60 milioni di cosce fresche di maiale). Una crisi profonda e traumatica che sta gettando nella disperazione un’intera categoria.

Gli allevatori -ricorda la Cia- sono allo stremo e non possono più operare in queste particolari condizioni. Basti pensare che nello scorso anno il prezzo medio dei suini è diminuito dell’8 per cento rispetto al 2006, mentre il costo dei cereali e dei semi oleosi, indispensabili per l’allevamento, ha fatto registrare impennate vertiginose: il mais nazionale è cresciuto del 33,6 per cento, l’orzo estero del 44,6 per cento, la farina di soia estera del 30,7 per cento, la crusca di frumento tenero del 55 per cento.

Per comprendere le difficoltà degli allevatori, basta rilevare che, fatto cento il valore del suino pagato dal consumatore, solo il 14, 8 per cento va all’allevatore. Nel 2001 il suinicoltore incideva per il 21,1 per cento. In sette anni un “taglio” del 6,3 per cento.

Per quanto concerne le misure da adottare in tempi rapidi, la Cia evidenzia l’esigenza di alleggerire il “peso” del credito bancario nei confronti delle imprese suinicole. Va, inoltre, attuata una riduzione dell’onere fiscale e tributario, prevedendo strumenti già utilizzati in altre situazioni di settori in crisi. Risulta, poi, importante prevedere l’inserimento di interventi finanziari concreti per lo sviluppo degli allevamenti suinicoli nei “Piani di settore” che il ministero delle Politiche agricole sta predisponendo.

 

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TERRITORIO


Calabria: i presidenti di Cia e Confagricoltura intervengono sugli indennizzi pubblici per lo scirocco

 

I presidenti della Cia e della Confagricoltura Calabria Giuseppe Mangone e Francesco Macrì hanno inviato al direttore de “Il Giornale” Mario Giordano una lettera aperta in riferimento all’articolo “Soldi pubblici gettati al vento-Ma quanto ci costa lo scirocco”, puvbblicato domenica 27 luglio.

Nella lettera si sottolinea che i frequenti ed eccezionali eventi atmosferici che si verificano in Italia sono, a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi anni, diventati quasi normalità.Non vi è, quindi, da scandalizzarsi se le Regioni, tutte, in applicazione di una legge dello Stato, fanno ricorso ai previsti interventi di soccorso.  Se l’obiettivo -affermano i due presidenti- è quello   di mettere la Calabria al primo  posto sul banco degli imputati, “allora protestiamo vivacemente perché le cose non stanno come descritte”.

Le calamità in questione -avvertono- sono state dichiarate tali a seguito di eventi atmosferici ampiamente accertati e documentati dagli organi di controllo (Province, Regione, Ministero, Ue).I danni provocati dagli eventi hanno distrutto, nelle aree colpite, buona parte delle produzioni orticole e provocato ingenti danni alle strutture frutticole,  mettendo a dura prova la già fragile tenuta delle aziende agricole.

Purtroppo, a fronte dei danni accertati, per le quattro calamità in questione, quantificati in 446 milioni di euro,  l’intervento pubblico di soccorso sarà pari a 15,2 milioni, vale a dire al 3 per cento  del richiesto.

Secondo i presidenti della Cia e della Confagricoltura Calabria,  non c’è nessuno scandalo. Si tratta solo di interventi minimi per favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole danneggiate. Tra l’altro, questi pochi spiccioli arriveranno come al solito con ritardi biblici e non copriranno neanche gli interessi passivi per le esposizioni in essere con gli istituti di credito.

Cia e Confagricoltura della Calabria,  proprio per far fronte al ricorrente fenomeno delle calamità, oltre che per l’ inadeguatezza della  dotazione finanziaria del Fondo di solidarietà nazionale, hanno promosso insieme alle Op ortofrutticole calabresi,  in accordo con il dipartimento agricoltura della regione Calabria,  la costituzione del Co.Di.Cal. ( Consorzio di difesa delle produzioni della  Calabria) , già operante da alcuni mesi, per utilizzare al meglio lo strumento assicurativo delle produzioni.

Mangone e Macrì evidenziano che gli agricoltori calabresi  sono da anni impegnati per la qualificazione delle produzioni, per la sicurezza alimentare, oltre a svolgere un ruolo insostituibile per la valorizzazione del territorio e dell’ambiente. Pertanto, nel caso in cui, a causa di calamità naturali si vedono vanificati gli sforzi e la fatica compiuti per immettere sul mercato prodotti sicuri e di grande qualità, è inaccettabile -concludono-  che un giornale importante strumentalizzi su un intervento dello Stato che, a fronte dei danni subiti, è e resta assolutamente irrisorio.


Cia di Castellaneta: corso per l’acquisizione di patentino per i prodotti fitosanitari

 

Nelle scorse settimane si è concluso  a Castellaneta (Taranto) il corso di 20 ore per l’acquisizione del patentino,  utile all’acquisto, la manipolazione, l’uso e la conservazione dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi.

Il corso è stato organizzato dalla Cia di Castellaneta in collaborazione con il Codita. Le lezioni si sono svolte presso l’Istituto Alberghiero “Mauro Perrone” di Castellaneta e sono state tenute da diversi docenti, medici e agronomi, ognuno per le proprie competenze ha sviluppato i diversi  argomenti, così come previsto dalla normativa vigente.

 Gli esami finali, si sono svolti in tre sessioni, presso l’aula consiliare del  Comune di Castellaneta, positivo è stato l’esito per i circa cinquanta partecipanti che vi hanno preso parte. Fra i partecipanti al corso non solo uomini ma anche donne e giovani imprenditrici agricole. L'impiego dei prodotti fitosanitari richiede una notevole capacità professionale ed un’adeguata preparazione sulle conseguenze di ordine sanitario ed ambientale del loro utilizzo.

La normativa vigente prevede che i prodotti utilizzati in agricoltura per trattamenti antiparassitari e classificati come tossici possono essere acquistati solamente dai possessori di un’apposita autorizzazione chiamata "patentino".

Gli argomenti trattati hanno riguardato la corretta detenzione, conservazione, manipolazione e utilizzazione dei prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti, le modalità per un corretto utilizzo degli stessi, le relative misure precauzionali da adottare e gli elementi fondamentali per il loro corretto impiego da un punto di vista ambientale, agricolo e sanitario.

Le materie trattate hanno mirato ad informare l'operatore sulle novità di carattere tecnico, giuridico e sanitario maturate nell'ultimo quinquennio.

La Cia di Castellaneta ritiene indispensabile, anche per gli addetti al settore agricolo, l’attività di formazione e di aggiornamento. Tali corsi sono organizzati con questi obiettivi. 

 


Cia di Teramo: un grande successo la settima edizione di “Tesori di Fattoria” a Giulianova

 

Ieri sera, con un caloroso saluto del presidente provinciale della Cia di Teramo, Giorgio De Fabritiis, è stata chiusa la settima edizione de “Tesori di Fattoria”. L’ottava edizione  si svolgerà sempre a Giulianova il 24, 25 e 26 luglio 2009. Il tradizionale appuntamento con la manifestazione organizzata e ideata dalla Cia di Teramo anche quest’anno era di carattere nazionale, visto la larga partecipazione di varie regioni d’Italia, come la Toscana e l’Emilia Romagna. Molto suggestiva è stata la seconda serata di sabato 26, quando la Pro Loco di Cotogno, grazie anche contributo del Consorzio del Parmigiano Reggiano e della Cia di Reggio Emilia, hanno effettuato la cottura di una forma nella piazza principale di Giulianova alta; forma che è stata poi offerta in degustazione ai presenti assieme ai vini delle terre scandianesi. Nella stessa serata ci sono state le degustazioni guidate di Parmigiano Reggiano e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia. Anche l’Abruzzo è stato ben rappresentato da un centinaio di aziende agricole che producono, trasformano e vendono i prodotti della loro terra.

”Tesori di Fattoria” è nata nel 2002 -ha affermato il presidente Giorgio De Fabritiis- su un’ ideata dal compianto presidente della Cia di Teramo, Massimo Cerasi, prima a Colonnella e l’anno dopo a Giulianova lido . Fu subito un successo. Dal terzo anno ad oggi (2004-2008), la manifestazione si è spostata a Giulianova alta nel cuore del centro storico, è diventato un appuntamento fisso del cartellone estivo di Giulia Eventi.

La manifestazione vuole essere una vetrina -ha continuato il presidente della Cia di Teramo- per i prodotti della nostra terra, troppo spesso soppiantanti da produzione agricole che arrivano da altri paesi emergenti. L’evento è finalizzato alla promozione delle nostre produzioni agricole di qualità. I saperi di fattoria e, dunque, la sapienza contadina, sono alla base dei capolavori della gastronomia locale, che si esprime con sapori forti, singolari e complessi. Saperi e sapori per gli amanti della buona tavola e della cultura tradizionale contadina.

Quest’anno -ha aggiunto De Fabritiis- il fenomeno del caro-gasolio sta mettendo in ginocchio molte imprese agricole sul territorio nazionale. Questi eventi servono, quindi, per rinnovare l’impegno della Cia alla difesa degli agricoltori.

Quest’anno è stata riproposta la sfilata dei trattori d’epoca, dal lido e fino alla parte alta della città. Poi la proiezione del filmato in ricordo di Cerasi e la premiazione del primo Premio “Massimo Cerasi” per la migliore tesi presentata nella Facoltà di Agraria di Teramo. Sono stati premiati: Alessandra Maranella, con una bora di studio di Euro 1.500,00, Luca Alicarnasso e Enrico Caponi, con 750,00 euro a testa.

Parallelamente alla manifestazione è nata la rassegna dei cori folklorisitici. Quest’anno hanno preso parte: “Nuova compagnia di Canto giuliese” di Giulianova; ““Serra Folk” e “Selva Piana in Folk” di Mosciano Sant’Angelo (Te) e i “I Caferza” della Corale Braga di Giulianova.

Anche per i più golosi è stata riproposto il ristorante all’aperto. Per ricordare il legame del mondo agricolo con quello artigianale artistico era presente la Cna di Teramo con le botteghe artigiane: la ceramica di Castelli, l’arte orafa, gli strumenti armonici, la lavorazione dei dolci, della pietra dura, del vetro e del metallo. Poi le foto e il video del progetto della Cia Abruzzo per l’Angola in Africa, con la creazione delle fattorie si sostentamento. Mostra del mondo contadino di Luigi Sbei, foto d’epoca della vita contadina teramana.

Al termine della serata sono state premiate le aziende che hanno partecipato al primo concorso nazionale formaggi “I Tesori di Fattoria”.


 


Cia e Anabio Basilicata: costruire il distretto regionale del biologico

 

Costruire il distretto regionale del biologico lucano che deve rappresentare lo strumento per accrescere il valore aggiunto di tutte le produzioni di qualità e biologiche della nostra regione e per garantire i consumatori. E’ la proposta di Cia e Anabio (Associazione per l’agricoltura biologico) Basilicata presentata a Tito in occasione di una tavola rotonda, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale. All'incontro ha partecipato anche il presidente nazionale di Anabio Pina Eramo.

Attualmente sono 5340 le aziende agricole che hanno rinunciato all’impiego di concimi chimici e fitofarmaci di sintesi operando nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Si tratta principalmente di aziende ad indirizzo cerealicolo-foraggero che unite ai prati pascolo e ai boschi, costituiscono più dell’80 per cento dell’attività biologica territoriale; a seguire le aziende olivicole, frutticole, orticole e zootecniche. 

In Lucania -ha sottolineato Donato Muscillo, presidente doAnabio Basilicata- l’agricoltura biologica sta vivendo un momento di forte espansione, a conferma dell’accresciuta sensibilità verso un’agricoltura “pulita” che rispetti l’equilibrio ambientale e salvaguardi la salute dell’uomo e il benessere degli animali. La Basilicata ha una notevole propensione a questo tipo di produzione, vaste aree protette, che dovrebbero essere destinate interamente al biologico,  grande disponibilità di risorse naturali,  buona presenza di addetti all’agricoltura unitamente alle  attività turistiche, agrituristiche e culturali che si svolgono sul territorio regionale.

Col metodo  dell’ agricoltura biologica -ha aggiunto Muscillo - è possibile recuperare,oltre alle vecchie varietà vegetali (biodiversità), quelle specie che una volta erano tipiche dei nostri  ambienti e che sono state abbandonate per mancanza di mercato, come fava, cece, cicerchia, farro, ecc. , che rientrano a pieno titolo negli ordinamenti colturali del biologico ed oggi vengono rivalutati a livello alimentare.

Considerato che, ad oggi, circa 116 mila ettari dei 538 mila totali costituiscono la superficie agricola destinata al biologico, risulta che quasi un quarto della Sau regionale è destinata a questo metodo di produzione..

Su questa crescita (nel giro di un anno le aziende biologiche sono quasi raddoppiate) molto hanno inciso le valide politiche di sviluppo rurale  messe in atto fino ad ora dalla Regione Basilicata, prevalentemente con gli aiuti al reddito concessi a quegli agricoltori che hanno adottato, sull’intera superficie aziendale, tecniche biologiche.(Reg. Ce n°1257/99  “misura 3.1”  Agricoltura Biologica)

L’obiettivo è ora quello di fare in modo che la maggior parte delle aziende convertite alle produzioni biologiche riescano ad immettere sul mercato prodotti certificati  in modo da generare redditi aziendali soddisfacenti. In tale ottica sono state intensificate le attività divulgative, formative e di aggiornamento in materia che l’Alsia realizza sul territorio. La Regione, dunque, intende operare affinché i produttori riescano ad imporsi sul mercato e a rimanerci, anche senza gli aiuti.

Si avverte in Basilicata da parte delle aziende che producono biologico -ha sottolineato Donato Distefano, presidente Cia Basilicata - di dar vita ad un corretto e chiaro  rapporto tra mondo della produzione e quello della   trasformazione e commercializzazione, incentivando e sostenendo l’associazionismo di prodotto e la cosiddetta “filiera corta delle produzioni di qualità”, che di fatti già vanta punti vendita aziendali, rapporti e reti con le aziende agrituristiche, con la ristorazione collettiva pubblica e privata quale ulteriore e concreto filone e sbocco, rinsaldando attraverso rapporto diretto con i consumatori e le famiglie un rapporto di fiducia e fidelizzazione e capace di garantire e esprimere rassicurazioni sul versante di una sicura e sana  alimentazione.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Alessandria: incontro per valorizzare i prodotti locali

 

In occasione della manifestazione “Franchini in Festa 2008” (piazza ex scuole) la Pro Loco San Defendente di Franchini, frazione di Altavilla Monferrato, in provincia di Alessandria, lunedì prossimo 4 agosto, alle ore 17, organizza, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura della Provincia e la Cia, un incontro dibattito dal titolo “Mangia il tuo vicino - A cena con i prodotti della nostra zona”.

Dopo il saluto di un rappresentante della Pro Loco San Defendente, interverranno sulla valorizzazione, stagionalità ed utilizzo dei prodotti agricoli della zona al fine di incidere sempre più nella tutela dell’ambiente e promozione del territorio l’assessore provinciale all’Agricoltura prof. Davide Sandalo, il presidente provinciale della Cia di Alessandria Carlo Ricagni, produttori e ristoratori.

Dopo il dibattito e la chiusura dei lavori la Pro Loco offrirà un aperitivo agli intervenuti. Chi lo desiderasse potrà cenare presso la manifestazione dove è previsto un menù con prodotti locali.

Le aziende agricole che partecipano saranno: F.lli Ameglio di Frassinello Monferrato (carna bovina piemontese), Cantina Sociale di Altavilla Monferrato (vino), Bo Adelina di Altavilla Monferrato (zafferano), Cascina San Lorenzo di Occimiano Monferrato (salumi, carne e riso), Cantina Sociale Terre di Vignale di Vignale Monferrato (vini), Il Castello di Rosa Perna e Ermes Moiso di Viarigi (vino), Gabis di Nani Elena di Castellazzo Bormida (latte crudo alta qualità, formaggi di latte vaccino), Cascina Bettola di Terruggia (orticole), Longo Mauro di Fubine (La polenta di una volta di mais marano).

 

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