Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 84 28 aprile 2008
COMUNICATI
  • Commercianti e agricoltori insieme: rapporti di filiera più stretti per le produzioni agroalimentari di qualità e monitoraggio sui prezzi
  • Emergenza cibo: abolire i sussidi per i biocarburanti, fermo “no” a misure protezionistiche e nuove politiche per i Paesi in via di sviluppo
  • Sulle nostre tavole sempre meno frutta e verdura, ma all’estero è boom del “made in Italy”: export più 11,3 per cento
TERRITORIO
  • Cia di Reggio Emilia: opportuna la limitazione della ”zona di restrizione” per la “Blue tongue”
  • “Nelle terre della Venezia”, manuale di viaggio tra gusto, arte e natura della Cia

 

COMUNICATI


Commercianti e agricoltori insieme: rapporti di filiera più stretti per le produzioni agroalimentari di qualità e monitoraggio sui prezzi

 

I presidenti della Confesercenti Marco Venturi e della Cia Giuseppe Politi firmano un Protocollo d’intesa per la promozione e la valorizzazione dei circuiti brevi di commercializzazione dei prodotti alimentari.

 

 

Commercianti e agricoltori stringono un patto di alleanza. A siglarlo sono la Confesercenti e la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Si tratta di un Protocollo d’intesa per la promozione e la valorizzazione dei circuiti brevi di commercializzazione delle produzioni agroalimentari di qualità.

L’accordo -siglato oggi a Roma dai presidenti della Confesercenti Marco Venturi e della Cia Giuseppe Politi- si basa su due fondamentali assi: individuare e promuovere nuove modalità di commercializzare e sviluppare l’integrazione di filiera.

Dunque, un Protocollo d’intesa che ha come obiettivo prioritario quello di rendere più stretti i rapporti tra la produzione e la commercializzazione degli agroalimentari, specialmente in un momento contraddistinto da tensioni e squilibri sui prezzi. Da qui l’impegno di costituire un Comitato tecnico tra le due organizzazioni, teso a monitorare la dinamica dei prezzi lungo la filiera.

Non solo. L’accordo prevede, inoltre, di realizzare impegni contrattuali da sottoscrivere fra i soggetti economici interessati, di individuare esperienze pilota in alcune aree territoriali di circuiti brevi di commercializzazione, di promuovere percorsi di tracciabilità anche attraverso l’adozione dell’apposito disciplinare “Conosci il tuo pasto”, predisposto dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC).

Il Protocollo, oltre all’individuazione di adeguati strumenti e forme di finanziamento per la migliore realizzazione dei progetti indicati e di un valido piano di comunicazione dell’iniziativa, prevede la possibilità di realizzare un evento di interesse nazionale con l’Ente Fiere di Pesaro.

 


Emergenza cibo: abolire i sussidi per i biocarburanti, fermo “no” a misure protezionistiche e nuove politiche per i Paesi in via di sviluppo

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce l’esigenza di impegnarsi a modernizzare e sviluppare le agricolture dei “più poveri” della Terra. Contrastare le speculazioni che spingono al rialzo i prezzi delle materie prime agricole (grano, riso, mais).

 

Abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; “no” a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; aiutare con programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture; contrastare le speculazioni che stanno portando alle stelle i prezzi delle materie prime agricole (grano, mais, riso). Sono queste le priorità della Cia-Confederazione italiana agricoltori davanti ai nuovi scenari mondiali e all’impegno delle Nazioni Unite di elaborare un piano di battaglia diretto a fronteggiare la crisi provocata dell'impennata dei prodotti alimentari.

“L’emergenza cibo -afferma il presidente della Cia Giuseppe Politi- è divenuta sempre più drammatica. Occorre dare una svolta. Siamo d’accordo con l’Fmi nell’abolire i sussidi destinati a chi coltiva solo ed unicamente per le produzioni “no food”, per i biocarburanti, perché questi sottraggono risorse alimentari fondamentali. Diversa è la nostra posizione per i sussidi agli agricoltori che producono per l’alimentazione e con il loro impegno tutelano e valorizzano l’ambiente. La loro abolizione non avrebbe alcun effetto sia nella riduzione dei prezzi che nell’azione per aiutare i paesi più poveri della Terra che oggi vivono il dramma della fame”.

“La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo -aggiunge il presidente della Cia- richiede politiche nuove. Fino ad ora abbiamo assistito ad una crescita consistente di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione”.

 


Sulle nostre tavole sempre meno frutta e verdura, ma all’estero è boom del “made in Italy”: export più 11,3 per cento

 

La Cia rileva che nel 2007 i consumi domestici ortofrutticoli sono scesi del 2,8 per cento rispetto al 2006 (meno 2,5 per cento la frutta e meno 4,2 per cento gli ortaggi). E’ exploit per le esportazioni: oltre confine prodotti per un valore di 3 miliardi e 366 milioni di euro. Le importazioni sono scese dello 0,4 per cento. Un saldo attivo di oltre un miliardo di euro.

 

Gli italiani mangiano sempre meno frutta e verdura (i consumi domestici sono scesi, rispettivamente, nel 2007 del 2,5 per cento e del 4,2 per cento), ma all’estero il “made in Italy” continua ad essere apprezzato: nello scorso anno le esportazioni ortofrutticole sono aumentate, per un valore dell’11,3 per cento, mentre le importazioni sono scese dello 0,4 per cento. Il saldo export-import è stato di oltre un miliardo di euro, con un incremento del 52 per cento rispetto al 2006. E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia le due facce della stessa medaglia. Da una parte la vitalità del settore sulle piazze internazionali, dall’altra le difficoltà che si riscontrano nel mercato interno, dovute anche ai pesanti rincari al dettaglio che si sono registrati nell’ultimo anno e che hanno contribuito al ”taglio” dei consumi.

La Cia sottolinea che nel 2007 sono stati spediti oltre confine prodotti ortofrutticoli per un valore complessivo di 3 miliardi e 366 milioni di euro. Un vero exploit si è avuto per gli agrumi (più 17,5 per cento), per la frutta secca (più 17,8 per cento) e per la frutta fresca (più 12,9 per cento). Molto bene anche i legumi e gli ortaggi che hanno messo a segno una crescita pari al 7,7 per cento.

Per quanto riguarda le singole produzioni -rileva la Cia- si è avuto, oltre alla consistente crescita dell’export di agrumi, un positivo andamento specialmente per kiwi, uva da tavola, mele, pere, cavolfiori, broccoli e patate. Mentre tra i mercati esteri che hanno fatto registrare gli incrementi più significativi per il “made in Italy” spiccano gli Usa, la Germania, la Russia e il Regno Unito.

Nello specifico -segnala la Cia- le esportazioni di legumi e di ortaggi sono state, in valore, di circa 870 milioni di euro, quelle di agrumi di 135 milioni di euro, quelle di frutta fresca di circa 2 miliardi di euro e quelle di frutta secca di 272 milioni di euro.

Le importazioni, sempre in valore, sono state di oltre 2 miliardi e 340 milioni di euro. Tra esse spiccano i legumi e gli ortaggi (più 5,5 per cento) e gli agrumi (più 16 per cento), mentre crollano quelle di frutta secca (mano 14,3 per cento).

Di diverso tenore il trend dei consumi domestici nazionali che proseguono la loro discesa. Complessivamente il settore dell’ortofrutta -afferma la Cia- ha avuto un calo del 2,8 per cento. L’ unico segmento che evidenzia una domanda in crescita è quello degli ortaggi di IV e V gamma con un aumento che è risultato pari al 2,5 per cento.

 

                                                                    Export ortofrutticoli nel 2007

 

Prodotti

Var % rispetto al 2006

Legumi e ortaggi

+7,7

Agrumi

+17,5

Frutta fresca

+12,9

Frutta secca

+17,8

 

                                                       

                                                            Consumi in Italia di frutta e verdura nel 2007

 

Prodotti

Var. % rispetto al 2006

Frutta fresca

-2,5

Ortaggi freschi

-4,2

Ortaggi IV e V gamma

+2,5

Ortaggi surgelati

+1,7

Ortaggi in scatola

-1,6

 

 

 

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


Cia di Reggio Emilia: opportuna la limitazione della ”zona di restrizione” per la “Blue tongue”

 

“Una decisione opportuna dopo i controlli effettuati”: è il commento del presidente della Cia di Reggio Emilia Ivan Bertolini alla notizia che è stata limitata alle sole tre province di Brescia, Mantova e Verona l'area del Nord dichiarata “zona di restrizione” del virus “Blue tongue”.

La modifica dell’area interessata è stata comunicata dal commissario straordinario per le emergenze zootecniche, Ianì. Dopo la positività al virus della “Blue tongue” riscontrata in alcuni bovini di un'azienda del veronese, la restrizione era stata adottata in tutto il Veneto, Lombardia (con l'esclusione di Como e Varese), in Emilia Romagna (tranne Forlì e Rimini) e a Trento. Le restrizioni di cui si parla significavano l’impossibilità di movimentazione degli animali all’interno della zona.

“Si è adottata una strategia di precauzione molto ampia -afferma Bertolini- che appare oggi superata dalle misure di monitoraggio e controllo: del resto la ‘Blue tongue’ è una malattia pericolosa per la specie ovina, non per i bovini”.


“Nelle terre della Venezia”, manuale di viaggio tra gusto, arte e natura della Cia

 

E’ stato presentato sabato scorso 26 aprile dalla Cia veneziana  un manuale di viaggio che raccoglie sette itinerari in bicicletta e due in auto per gli amanti delle gite fuori porta.

La splendida giornata è iniziata con una gita in bicicletta, partendo da “Forte Marghera” per l’occasione aperto per la manifestazione “Fiera nature”;  biciclettata  che è poi proseguita per Campalto, Tessera costeggiando la laguna di Venezia, per poi soffermarsi  presso “Forte Rossarol” e raggiungendo infine, attraversando viottoli di campagna e zone del bosco di Mestre,. Favaro Veneto dove i numerosi partecipanti sono stati accolti dall’azienda agrituristica di Favaretto Matteo. La guida, è stata qui presentata, ai partecipanti e alle autorità.

Per l’occasione erano presenti gli assessori provinciali al Turismo Lunardelli e all’Agricoltura Scaboro, il presidente della municipalità di Favaro,  Scaramuzza, il presidente della Fiab federazione amici della bicicletta, i quali nei loro interventi si sono complimentati per il manuale  soprattutto perché attraverso i percorsi proposti mette in contatto cittadini , agricoltori territorio e prodotti dell’agricoltura veneziana. Un nuovo modo, quindi, per valorizzare l’entroterra veneziano, riscoprire le tante tipicità enogastronomiche , gli elementi del paesaggio rurale in un forte rapporto diretto con gli agricoltori nel principio della filiera corta.

Il presidente della Cia di Venezia Quaresimin ha sottolineato il valore di tale pubblicazione perché  ogni percorso è inserito in un contesto rurale dove si può trovare una calorosa accoglienza degli agricoltori, i migliori prodotti agricoli veneziani, l’ospitalità agrituristica ed un profondo legame tra territorio, storia e cultura del mondo contadino. Ha ringraziato, inoltre, Venezi@opportunità  azienda speciale della Camera di Commercio, per il sostegno a tale iniziativa , la Provincia di Venezia e la Fiab  per il loro patrocinio.

 Ha concluso la presentazione Diego Gallo, che ne ha curato l’ideazione, spiegando ai presenti l’uso del manuale che per ogni area descritta approfondisce, partendo dai cenni storici, i percorsi , i paesaggi, i prodotti agricoli da acquistare e degustare, in altre parole,  le tante specificità di un  territorio che ha definito “anfibio” per il suo essere tra lagune,fiumi e terre,  unico per bellezza ed accoglienza.

Un particolare ringraziamento a tutti i partecipanti e a Favaretto Matteo che ci ha così degnamente ospitati nel suo bell’agriturismo , nonché alle aziende agrituristiche “al Doge” di Tamai Tiziana, “alla Vaccheria” di Mara e Sonia Longhin, “da Lauretta e Vittorino” di Laura Campanaro , “Maranghetto” di Marica Ciani Bassetti e alle aziende vitivinicole “Amadio” dei fratelli Amadio e “La Caneva” di Giancarlo Botter per averci fatto assaggiare le prelibatezze di stagione accompagnate da ottimi vini.    

      

 

torna al sommario