| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 80 | 28 aprile 2005 |
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La Cia commenta positivamente i dati dell’Inail. Gli incidenti nel 2004 sono diminuiti del 3,4 per cento. Rispetto al 2001 c’è una flessione del 15,6 per cento. Anche nello scorso anno si è continuato a registrare un netto calo degli incidenti in agricoltura. Questo denota che gli imprenditori agricoli hanno mostrato una sensibilizzazione ai problemi relativi alla sicurezza sul luoghi di lavoro. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati diffusi dall’Inail in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. La Cia rileva che nel corso del 2004 il settore agricolo ha fatto registrare una riduzione degli infortuni pari al 3,4 per cento che conferma il consistente calo avutosi nell’ultimo quinquennio. Questa flessione è ancora più positiva se si pensa che proprio nell’anno passato l’agricoltura ha visto un aumento di circa il 3 per cento dei lavoratori dipendenti. Secondo i dati diffusi dall’Inail, nel 2004 nel comparto agricolo si sono verificati 69.035 infortuni sul lavoro, mentre nel 2001 si erano avuti 81.821 casi. Una flessione del 15,6 per cento che è stata determinata soprattutto dal grande impegno profuso dagli imprenditori agricoli che hanno puntato decisamente sulla sicurezza con investimenti sempre più elevati. Tuttavia, secondo la Cia, la strada da battere per ottimizzare le condizioni di sicurezza in agricoltura è ancora lunga, difficile e soprattutto onerosa, ma è senz'altro da percorrere. A tale proposito sono da rilevare i limiti e gli ostacoli posti dalla nuova normativa. Servono, invece, norme di facile e fattibile applicazione, e allo stesso tempo formazione professionale degli addetti, miglioramento della sicurezza delle macchine, messa a punto di disciplinari di sicurezza che tengano conto della tipicità del lavoro agricolo, agevolazioni fiscali ed eventuali finanziamenti. E' sulla scorta di queste considerazioni che la Cia si sta adoperando ormai da anni: ha svolto ed ha in programma corsi di formazione ai datori di lavoro ed ai lavoratori in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Una dichiarazione del presidente Giuseppe Politi. “E’ un documento articolato e di grande spessore che mette in evidenza l’attenzione che la Chiesa ha nei confronti dell’agricoltura, dei suoi valori e dei mutamenti con i quali si confronta oggi l’impresa”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla nota della Conferenza episcopale italiana “Frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia”. “Non possiamo che esprimere compiacimento -ha aggiunto Politi- per l’interesse che i vescovi italiani hanno rivolto al mondo agricolo del nostro Paese, mettendone in risalto i problemi, ma anche l’impegno dei produttori che puntano con sempre maggiore decisione alla qualità e alla sicurezza alimentare”. “E’ da apprezzare -ha sottolineato il presidente della Cia- il forte richiamo ad un mondo agricolo custode del territorio e dell’ambiente rurale e all’esigenza di una valorizzazione delle zone montane e svantaggiate, oggetto di un preoccupante spopolamento. Analogamente condividiamo il discorso sui giovani i quali per rimanere in agricoltura devono avere politiche che favoriscano l’accesso al mercato fondiario, strumenti fiscali adeguati e incentivi”. “Positiva anche -ha concluso Politi- la valutazione dei vescovi italiani sugli organismi geneticamente modificati verso i quali bisogna avere una particolare attenzione soprattutto per i possibili effetti sull’uomo e sull’ambiente, dal punto di vista biologico, produttivo, economico e sociale. E, quindi, mettendo in risalto il principio di precauzione che per la nostra organizzazione resta un punto fondamentale”.
La Confederazione italiana agricoltori della Lombardia esprime forte preoccupazione per l’emergenza determinatasi a causa dei focolai di influenza aviaria e per la conseguente pesante situazione delle aziende avicole delle province di Brescia, Cremona e Mantova che rientrano nelle restrizioni definite dai provvedimenti sanitari. A soffrire in queste circostanze - evidenzia la Cia Lombardia in una nota all’assessore Viviana Beccalossi - non sono solo gli allevatori che risiedono nelle zone colpite, peraltro di notevole ampiezza, ma anche gli altri imprenditori che a causa della chiusura dei mercati non hanno la possibilità di vendere i propri prodotti. La Cia Lombardia chiede, quindi, che, oltre all’incontro già programmato nei prossimi giorni dalla Regione Lombardia con i Servizi Veterinari della Direzione generale Sanità, sia avviato anche un confronto per programmare iniziative in grado di sostenere la competitività delle imprese. Tra l’altro, per gli allevatori che vendono direttamente si pone anche la questione dei danni per la chiusura dei mercati e il prolungato permanere degli animali in azienda.
Si è svolta nei giorni scorsi a Pastorano (Caserta) la Fiera agricola. E’ toccato al presidente della Provincia di Caserta, on. Sandro De Francischis, in compagnia del sindaco di Pastorano Antonio Bonaccio, tagliare il nastro. La Cia di Caserta, rappresentata dal vicepresidente Salvatore Ciardiello e dal funzionario. Paolo Maisto, è stata presente con un suo stand, dove erano esposti prodotti delle varie aziende agricole della Cia Aversana , tra cui l’azienda agricola Di Paolo Maiola, produttore di mele annurche , la Coop Sole di Parete, produttore di fragole, il frantoio Di Girolamo, l’azienda agricola Francesco Zona, produttore di olio d'oliva extravergine. Ciardiello e Misto si sono impegnati per quattro giorni nella raccolta delle firme riguardante la Petizione popolare della per il doppio prezzo. Ad inaugurare la raccolta è stato il presidente della Provincia di Caserta De Francischis, insieme al sindaco di Pastorano L'ultimo giorno della rassegna fieristica si è tenuto il convegno, organizzato dalla Cia, dal tema “L’impegno della Cia per valorizzare la grande risorsa ortofrutticola di terra di lavoro. Sono intervenuti: il presidente della Cia provinciale Lino Martone, il vicepresidente Ciardiello, il Presidente della Coop Sole di Parete Antonio Maione, il responsabile dell’Area Produzioni e mercato della Cia nazionale Enzo Mastrobuoni ed il presidente della Cia della Campania Giuseppe Corona. Si è discusso delle prospettive dell'ortofrutta a due anni dal disastro delle gelate 2003 in relazione alle vicende di mercato del 2004, della nuova Ocm comunitaria e delle norme anticrisi adottate dal Governo.Ognuno dei presenti ha dato il proprio contributo soddisfacendo le numerose persone accorse a questa iniziativa molto importante. Il presidente della Cia regionale Giuseppe Corona, nel suo intervento conclusivo, ha esposto in modo efficace e precisa la linea della Cia campana per difendere la categoria dei produttori ortofrutticoli.
E' stato sottoscritta nei giorni scorsi a Conversano una convenzione tra l’amministrazione comunale e le Organizzazioni di categoria -Cia in testa- per l’esecuzione di lavori di manutenzione del territorio da svolgere per conto del comune di Conversano. Con soddisfazione lo annuncia il presidente della Cia di Bari Francesco Caruso, il quale ha affermato che il coinvolgimento degli operatori agricoli negli interventi di manutenzione, consentirà un più capillare e immediato intervento a tutela e salvaguardia del territorio e dell’ambiente, consentirà, inoltre, di alleviare le ben note difficoltà economiche che colpiscono soprattutto i piccoli imprenditori. “La nostra confederazione sensibile alle problematiche del settore, impegnata a tutelare il reddito delle famiglie coltivatrici e attenta alle problematiche legate alla tutela del territorio e del paesaggio, ha assunto -ha continuato Caruso- una serie di iniziative su tutto il territorio provinciale per favorire l’attivazione di iniziative simili, anche in considerazione dell’importanza che l’agricoltura riveste nella moderna società, assumendo, oltre alla sua tradizionale funzione di produttrice di beni alimentari, un ruolo multifunzionale, riconosciuto esplicitamente con l’entrata in vigore della legge di orientamento e modernizzazione del settore agricolo (decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228)”. “Questo -ha aggiunto Caruso- rappresenta un primo passo verso un progetto più ampio che la Cia di Bari sta mettendo in atto per la piena attuazione della Legge di orientamento e modernizzazione del settore agricolo, al fine di favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e alla manutenzione del territorio e salvaguardia del paesaggio, con l’obiettivo di incentivare un maggiore radicamento delle aziende sul territorio e favorire la permanenza dei giovani in agricoltura e favorire l’ingresso di nuove figure”.
La Confederazione italiana agricoltori di Siracusa ha organizzato per oggi, alle ore 16.30, nel salone della Camera di Commercio un convegno dal titolo “Le azienda agricole siracusane nella sfida della competitività”. Il convegno è l’occasione per una approfondita riflessione sullo stato dell’agricoltura della provincia, per valutare i punti critici ed i punti di forza delle nostre imprese agricole alla luce del travolgente fenomeno dell’apertura dei mercati. Il convegno è introdotto da Salvatore Lupo, presidente provinciale della Cia; Fabio Morchella, imprenditore agricolo, tiene una relazione sullo stato dell’agricoltura siracusana. A seguire gli interventi di Bruno Marziano, presidente della Provincia Regionale, di Michele Lonzi, capo di gabinetto dell’assessore regionale Agricoltura e Foreste, di Giuseppe Galletta, assessore provinciale Agricoltura, di Giuseppe Arezzo, capo dell’Ispettorato provinciale Agricoltura, di Carmelo Guerrieri, presidente regionale della Cia. I lavori vengono conclusi dal presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.
“Le imprese agricole tra crisi e competitività” è il tema di un convegno organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori di Agrigento in collaborazione con la Camera di Commercio, che si terrà ad Agrigento domani venerdì 29 aprile, alle ore 10.00, presso la Chiesa di San Pietro. Con l’iniziativa, la Cia di Agrigento intende offrire spunti di riflessione ed elaborare proposte sulla crisi del sistema agricolo, alle prese con la globalizzazione dei mercati e la forte concorrenza che ha determinato l’abbattimento dei prezzi agricoli. Al convegno, la cui relazione sarà tenuta dal presidente provinciale della Cia, Giovanni Greco, interverranno il presidente della Camera di Commercio, Filippo Gandolfo, il Presidente Regionale della Cia, Carmelo Gurrieri, il prof. Antonino Bacarella dell’Università di Palermo, il vicesegretario Unioncamere, Ugo Gerardi, l’Assessore regionale all’Agricoltura Innocenzo Leontini, e quello alla Presidenza, on. Cimino. Concluderà il convegno il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi.
L'area centro-meridionale della zootecnia da latte italiana sarà l'argomento al centro del forum tra i vertici nazionali della Confederazione italiana agricoltori, Unalat, Agea, Granarolo, Parmalat e Frescolatte che si terrà a Benevento il prossimo 2 maggio, nella Rocca dei Rettori del Palazzo della Provincia. I lavori, che inizieranno alle ore 15.00, saranno aperti da Giuliano Martino, presidente di Aprolat Campania- Molise e vicepresidente Unalat, e dal saluto di Carmine Nardone, presidente della provincia di Benevento. Seguirà una tavola rotonda che sarà preceduta da una illustrazione dei dati del mercato lattiero caseario da parte di Fabio Del Bravo, responsabile analisi settori produttivi dell’Ismea. Interverranno: Ernesto Folli, presidente Unalat, Antonio Buonfiglio, presidente Agea, Giuseppe Allocca, dirigente assessorato Agricoltura della Regione Campania, Valerio Orlandini, vicepresidente Granarolo, Paolo Aceto, direttore relazioni istituzionali Parmalat, Vincenzo Cesareo, presidente Centrale latte Salerno-Frescolatte, Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia. E’ prevista la partecipazione del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno. ''Siamo certi -ha affermato Giuliano Martino- che da tale dibattito si possano trarre anche utili indicazioni per sostenere nel prossimo futuro, con l'aiuto di una accorta politica settoriale e con l'impegno di tutti i soggetti della filiera, il rilancio e il potenziamento della produzione casearia meridionale che, oltre ad essere caratterizzata oggi da ben sette formaggi Dop sui trentuno italiani, vanta una tradizione di eccellenza e apprezzamento da non disperdere''. ''La campagna lattiero-casearia 2004/05 -ha aggiunto il presidente Aprolat Campania-Molise- si è conclusa e si è da poco avviata quella 2005/06. Sebbene non si disponga ancora di dati definitivi, gli istituti preposti alle analisi di mercato sono già in grado, con sufficiente attendibilità, di effettuare previsioni di produzione e di fornire un quadro generale del settore che sarà di grande utilità nell'impostare l'attività delle aziende produttrici e utilizzatrici di latte''. ''Si è sentita la necessità -ha continua Martino- di far incontrare per l'occasione le diverse componenti istituzionali, sindacali e di filiera, ritenendo il momento assolutamente adatto per un confronto a tutto campo che, partendo dal mercato e dalle tendenze in atto, valuti anche in modo organico i fenomeni connessi con un anno di applicazione della legge 119/03. Quali effetti ha generato? Come si e' modificata la zootecnia da latte del Centro-Sud? Esistono prospettive di sviluppo? L'applicazione della Pac e' un fattore evolutivo o limitativo delle potenzialita' settoriali del Meridione? Sono alcuni interrogativi d'obbligo - ha concluso- ai quali tenteremo di dare una risposta coinvolgendo le più qualificate competenze del Paese''. _
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