| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 21 | 28 gennaio 2011 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per le osservazioni proposte dalla Commissione Agricoltura del Senato. Auspichiamo che questi interventi, significativi per le imprese, vengano inseriti nel decreto all’esame di Palazzo Madama. “Sono prime importanti risposte alle esigenze degli agricoltori che stanno vivendo un momento di grande difficoltà. Adesso speriamo che le osservazioni proposte facciano definitivamente parte del decreto ‘Milleproroghe’ in discussione in Senato”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha commentato gli interventi suggeriti dalla Commissione Agricoltura di Palazzo Madama e consegnati alla Commissione Bilancio e agli Affari Costituzionali che sta esaminando il provvedimento. “Rivolgiamo un vivo apprezzamento alla Commissione Agricoltura che -rimarca Politi- si è trovata d’accordo su misure indispensabili per il settore agricolo e che da tempo come Cia avevamo sollecitato: ‘bonus gasolio’ per le coltivazioni in serra; incentivi per la promozione dell'imprenditoria giovanile nel settore agricolo; interventi di supporto alla dotazione del Fondo di solidarietà nazionale; credito d'imposta per l'internazionalizzazione delle aziende agricole. “D’altra parte, proprio il ‘caro-gasolio’, alimentato dal prezzo record del petrolio sta mettendo in gravissima difficoltà anche l’agricoltura. In particolare, sono molto pesanti -aggiunge il presidente della Cia- gli effetti per le serre che, alle prese con oneri sempre più gravosi, rischiano un drammatico tracollo. Il carburante, soprattutto dopo l’abolizione, nel novembre 2009, dell’‘accisa zero’, ha subito una vera e propria impennata (più 25 per cento in poco meno di sei mesi). Non solo. “Siamo in presenza di una situazione esplosiva. Molte aziende floricole e orticole -avverte Politi- corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. L’arrivo del freddo, oltretutto, ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò sta determinando un incremento di consumi di carburante, con il relativo aggravio nella gestione delle aziende. Le agevolazioni rappresentano, quindi, uno strumento importante per ridurre un carico che si fa sempre più oneroso”. “Analogo il discorso per i giovani. Servono -aggiunge il presidente della Cia- interventi organici e mirati per garantire un ricambio generazionale in agricoltura. Occorre sviluppare politiche ed interventi che diano impulso all’imprenditoria giovanile, permettano l’apertura di nuove imprese e favoriscano l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola”. Per quanto riguarda, invece, il Fondo di solidarietà, “gli interventi proposti dalla Commissione Agricoltura -afferma Politi- sono importanti per le aziende agricole, che sono esposte, oltre che alle problematiche di mercato, anche alle calamità atmosferiche. Le cronache del maltempo di questi ultimi mesi lo confermano chiaramente. D’altronde, il Fondo, per il suo carattere strutturale, consente agli agricoltori di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato. E’ uno strumento che la stessa Unione europea considera idoneo alle imprese agricole”.
Un gruppo di imprenditori, funzionari e dirigenti della Cia di Reggio Emilia si è recato a Bruxelles per incontri nelle sedi delle istituzioni comunitarie con dirigenti e parlamentari impegnati nella elaborazione della riforma della Pac delle politiche di tutela dei prodotti a denominazione d’origine Il primo incontro si è svolto al Parlamento europeo con l’on. De Castro, presidente della Commissione Agricoltura, che ha illustrato quanto sia complesso, ma importante, trovare accordo fra i Paesi europei per garantire la continuità della Politica agricola comunitaria (Pac) d i finanziamenti adeguati. Rispondendo agli interventi degli agricoltori De Castro ha ribadito che il Parlamento intende promuovere una riforma che assicuri alle imprese sostegno per la competitività, ma anche per misure ambientali e sociali inerenti il territorio rurale. Alla Rappresentanza italiana presso il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, il dottor Polizzi, coordinatore per le politiche agricole, ha illustrato la discussione in atto fra i Governi dei ventisette Paesi europei sulla definizione delle risorse finanziarie da destinare alla Pac dal 2013/2020 e sui meccanismi di ripartizione di tali risorse fra gli stessi. Sollecitato dalle domande sull'etichettatura, il dott. Polizzzi ha illustrato la complessità del quadro normativo europeo con cui si dovrà misurare la nuova legge italiana sull’indicazione obbligatoria d’origine. Il Dott. Benelli, che alla Rappresentanza Italiana segue le politiche di sviluppo rurale, ha presentato i contenuti della riforma Pac per il secondo pilastro (sostegno allo sviluppo rurale); la riforma proposta si sviluppa sulle linee attualmente in vigore, razionalizzando gli interventi e migliorando il rapporto fra imprese agricole e territorio. Il giorno 25 gennaio il gruppo reggiano ha partecipato ad una conferenza di AREPO, associazione delle Regioni Europee dei prodotti d’origine, presieduta dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni, sulla tutela dei prodotti di qualità. Si sviluppa su cinque punti la proposta di AREPO illustrata da Rabboni al commissario europeo Ciolos, all’on. De Castro e ai rappresentanti di tutte le Istituzioni europee, per migliorare la tutela e la valorizzazione dei prodotti di qualità: - dare la possibilità di limitare i volumi produttivi per contrastare le eccedenze, -assicurare maggiore tutela giuridica, nell’UE e nel mondo, contro le denominazioni fraudolente, - introdurre la possibilità di denominazione facoltativa (es. “di montagna”), - riconoscimento con procedure semplificate per piccole produzioni tipiche a valenza locale, - definire norme per l’indicazione dei prodotti d’origine nell’etichettatura dei prodotti trasformati Il Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha assicurato che la tutela della qualità è al centro delle politiche comunitarie e la Commissione ha proposto una serie di misure a tale scopo. In primo luogo la tutela giuridica ed il riconoscimento reciproco, nell’ambito degli accordi del WTO, di una decina di denominazioni tradizionali in corso con la Cina. Ciolos ha ribadito, inoltre, che, nella riforma Pac una importante dotazione finanziaria (100 milioni di euro) verrà destinata a programmi di promozione dei prodotti d’origine e di qualità nei mercati internazionali. A conclusione del convegno, nel corso di una degustazione di prodotti tipici delle Regioni europee, la delegazione reggiana ha illustrato ai relatori la vocazione alla qualità delle nostre produzioni tipiche e ha consegnato all’on. De Castro e al commissario Ciolos un assaggio dei prodotti d’eccellenza del nostro territorio. La visita a Bruxelles è la conclusione di un corso di formazione promosso da Dinamica, in collaborazione con Carefour europeo, rivolto a funzionari ed agricoltori e finanziato dalla Provincia di Reggio Emilia con il contributo del Fondo sociale europeo. La struttura Cia ha supportato la delegazione reggiana, in particolare in un incontro presso la sede dell’Organizzazione a Bruxelles, il responsabile Roberto Scalacci la presentato l’attività del suo ufficio e le tematiche d’attualità su cui lo stesso ufficio sta lavorando.
Il “caro-gasolio”, alimentato dal prezzo record del petrolio (ormai vicino ai 100 dollari al barile) sta mettendo in gravissima difficoltà l’agricoltura toscana. Lo denuncia la Cia Toscana, preoccupata per la situazione in cui versano le aziende agricole della regione, gravate appesantite da oneri sempre più gravosi, rischiando un drammatico tracollo. Il carburante, soprattutto dopo l’abolizione, nel novembre 2009, dell’“accisa zero”, ha subito una vera e propria impennata (più 25 per cento in poco meno di sei mesi). “Non solo. A rendere più difficile lo scenario per il nostro mondo agricolo -sottolinea Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana- gli alti costi produttivi, contributivi e burocratici. Un profondo stato di incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori, specialmente quelli serricoli, che vivono una fase molto critica. Chiediamo al Governo un provvedimento urgente affinché venga ripristinata l’agevolazione sul gasolio e la sua estensione a tutte le operazioni agricole”. La Cia Toscana rinnova la sua richiesta affinché vengano prese misure realmente incisive, riguardo all’“accisa zero” per il gasolio a partire dalle colture di serra. Un’agevolazione, del resto, come quella per i benzinai inserita nel decreto “Milleproroghe”: “Attendiamo delle risposte concrete dal Governo -prosegue Pascucci- servono soluzioni strutturali e pluriennali, nonché la messa in campo di strumenti e regole per la gestione dei mercati”. Gli aumenti del prezzo del gasolio sono consistenti (media regionale di più 21 per cento): più 17 per cento per quanto riguarda il mercato di Pistoia (fonte Camera di Commercio Pistoia) per il gasolio da trazione e più 25 per cento per le serre, fra dicembre 2006 e dicembre 2010; mentre a Lucca stessa situazione con più 21 per cento secondo i dati della Camera di Commercio di Lucca, sempre nello stesso periodo 2006-2010. In questi quattro anni -fa notare la Cia regionale- l’incremento progressivo dei prezzi del gasolio è stato continuo, praticamente senza fasi significative di flessione. “Il picco si è avuto nel 2008 -commenta Alessandro Del Carlo, Cia Toscana- e le riduzioni che si sono verificate successivamente sono sostanzialmente dovute alla crisi economica mondiale, al rallentamento delle economie di molti grandi paesi e alla minore richiesta di petrolio sui mercati mondiali. Paradossalmente se dovesse esserci una ripresa economia, il prezzo del petrolio salirà di nuovo e immediatamente i costi energetici delle aziende subirebbero una impennata insostenibile”. La percentuale di crescita dei costi -come evidenziato dai prezzi- è stata notevole; ma il “punto di rottura” è arrivato a fine anno del 2009 con la cancellazione dell’agevolazione sull’accise, per cui il gasolio per il riscaldamento delle serre è salito al livello di quello per autotrazione e sono saltati tutti i parametri che permettevano alle imprese floricole di sostenere una qualche competitività sui mercati. “L’effetto aumento dei costi energetici -conferma Del Carlo- ha riguardato però tutte le aziende agricole di tutti i settori. Le operazioni agricole che prevedono l’uso di macchine devono fare i conti con l’aumento del costo del gasolio, lavorazione dei terreni, riscaldamento delle stalle, attrezzature per la trasformazione dei prodotti, e più in generale la bolletta energetica delle aziende ha subito e subisce un costante incremento”.
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