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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 19 28 gennaio 2009
COMUNICATI
  • Cereali, la Cia lancia lo “Sos”: poco grano nazionale. Semine a picco. A rischio pane e pasta “made in Italy”. Invasi da prodotti stranieri e di scarsa qualità
  • Crisi: imprese agricole a rischio sotto il peso di costi, oneri sociali e burocrazia. Subito interventi straordinari
TERRITORIO
  • Cia di Catanzaro: solidarietà a Michele Drosi per il vile gesto intimidatorio di cui è stato vittima
  • La Cia Lombardia sul decreto “quote latte”
  • La Toscana che va a legno: oltre 50 centrali entro il 2010. Ma ora servono un accordo di filiera ed una migliore logistica
  • Umbria: Consorzi di difesa delle colture, il mancato finaziamento del governo rischia di scaricare nuovi costi per gli agricoltori
APPUNTAMENTI
  • Cia di Salerno: il primo febbraio mercato contadino a Mercato San Severino
  • Agricoltura biologica: il 3 febbraio a Roma seminario di Anabio

 

COMUNICATI


Cereali, la Cia lancia lo “Sos”: poco grano nazionale. Semine a picco. A rischio pane e pasta “made in Italy”. Invasi da prodotti stranieri e di scarsa qualità

 

I pesanti costi di produzione e il crollo dei prezzi sui mercati rendono ai nostri agricoltori sempre meno conveniente produrre. Ad aggravare la situazione è il maltempo che ha ostacolato le operazioni seminative soprattutto al Centro Italia. L’industria non premia la qualità che i produttori del nostro Paese si sforzano di fornire. Subito il Piano di settore, una seria interprofessione e una maggiore organizzazione di filiera.

 

Semine dei cereali ai minimi storici. Per il grano si registra un calo di oltre il 20 per cento rispetto allo scorso anno, mentre si assiste ad un vera e propria invasione di prodotti stranieri con quotazioni molto basse, ma anche di qualità assai scarsa. I nostri agricoltori fanno i conti con aumenti vertiginosi dei costi dei fattori di produzione (soprattutto i concimi rincarati del 60 per cento nei confronti del 2007) e con i prezzi di mercato in caduta libera dopo le impennate dei primi mesi dell’anno passato. E così sono sempre più a rischio il pane e la pasta “made in Italy”. La Cia-Confederazione italiana agricoltori denuncia una situazione sempre più drammatica per il settore cerealicolo del nostro Paese, aggravata anche dalle condizioni climatiche (vedi il maltempo che ha colpito la Penisola negli ultimi mesi) che ha reso più difficili le semine soprattutto nel Centro Italia. Il quadro è, comunque, complesso in tutte le regioni.

La crescita stellare dei costi produttivi e il dimezzamento dei prezzi -avverte la Cia- rende ormai poco conveniente produrre cereali. E’ uno scenario che si aggrava giorno dopo giorno. Le quotazioni del grano duro, ad esempio, sono oggi inferiori a quelle di vent’anni fa. I rincari registrati dai mercati all’inizio del 2008 sono rientrati immediatamente e assistiamo ora ad una flessione che si aggira attorno al 40 per cento, con punte per il frumento anche del 50 per cento.

Il maltempo e l’ingresso in Italia di notevoli quantità di produzioni (grano, sia duro che tenero, e mais) da parte di paesi come l’Ungheria, la Russia e il Messico a prezzi stracciati -sottolinea la Cia- rendono la situazione sempre più precaria. Quello che è avvenuto nelle settimane scorse in Puglia è emblematico. Nei porti regionali sono state scaricati smisurati quantitativi di grano di provenienza misteriosa e di dubbia qualità. E tutto ciò si sta rivelando un danno per i nostri produttori e per i consumatori che saranno costretti ad acquistare prodotti scadenti.

Per questa ragione la Cia da tempo ha chiesto il ripristino dei dazi, ma se non si modificano i meccanismi che li attivano risultano inefficaci. Non solo. Occorre che ci sia finalmente un riconoscimento della qualità del nostro grano che spesso l’industria (pasta e panificazione), con una visione miope, non vuole dare. Da qui la necessità che si costituisca al più presto una seria interprofessione del settore, che, oltretutto, sconta di un’insufficiente organizzazione. Sono, infatti, poche le Organizzazioni dei produttori e molto prodotto viene immesso nel mercato senza un’adeguata programmazione. E le scelte isolazionistiche dei Consorzi agrari non favoriscono di certo una maggiore competitività.

La Cia chiede, quindi, al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali una rapida approvazione del Piano di settore cerealico che, pur con una scarsa dotazione finanziaria, potrebbe attivare, in un quadro organico, contratti di filiera, Psr, ricerca e sperimentazione. Accanto a ciò, occorrono investimenti per modernizzare la rete degli stoccaggi e per sviluppare la logistica commerciale.

 

 

 


Crisi: imprese agricole a rischio sotto il peso di costi, oneri sociali e burocrazia. Subito interventi straordinari

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per il disegno di legge presentato dal presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza. “Continue misure che condividiamo e che sono alla base della nostra mobilitazione”. Un invito a tutti i gruppi parlamentari perché venga discusso e approvato in tempi rapidi.

 

“L’agricoltura italiana ha urgente bisogno di misure straordinarie e realmente incisive. Finora la risposta del governo ai gravi problemi delle imprese agricole è stata praticamente nulla. Per questo motivo apprezziamo il disegno di legge presentato dal presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza che contiene interventi a sostegno del settore primario che vive una delle crisi più difficili degli ultimi anni”. A parlare è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale rivolge un vibrante appello ai capigruppo parlamentari di maggioranza ed opposizione affinché si accelerino al massimo i tempi di discussione del provvedimento per la sua rapida approvazione.

“Giustamente il presidente Scarpa Bonazza fa notare nel disegno di legge -rileva Politi- che la situazione attuale delle imprese agricole è pesante e senza interventi propulsivi ed adeguati rischia di divenire drammatica. Da tempo come Cia abbiamo lanciato l’allarme. Non a caso, abbiamo deciso di riprendere la mobilitazione che avevamo sviluppato sull’intero territorio nazionale lo scorso mese di novembre. Gli imprenditori agricoli sono oppressi da costi di produzione sempre più elevati, da oneri sociali gravosi, da un’asfissiante burocrazia. A ciò si aggiunge un continuo calo dei prezzi all’origine. E tutto ciò si riflette sui redditi che, nonostante la crescita del 2,1 per cento registrata nel 2008, pagano ancora i crolli degli ultimi anni. Per non parlare poi della competitività che si sta affievolendo in maniera preoccupante”.

“Le misure contenute nel disegno di legge del presidente Scarpa Bonazza le condividiamo, in quanto -afferma Politi- la Cia le ha già richieste da tempo, come, in particolare, quelle relative alla proroga degli sgravi contributivi Inps, al rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale contro le calamità naturali e ad un definitivo chiarimento sull’Ici per i fabbricati rurali”.

“Davanti al disinteresse del governo per i problemi dell’agricoltura, questo disegno di legge -conclude il presidente della Cia- appare come uno strumento indispensabile per ridare fiato alle imprese agricole. Da qui il nostro invito affinché tutte le forze parlamentari s’ impegnino per una sua immediata approvazione”.

 

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TERRITORIO


Cia di Catanzaro: solidarietà a Michele Drosi per il vile gesto intimidatorio di cui è stato vittima

 

La Cia di Catanzaro esprime solidarietà all’amico Michele Drosi, Sindaco di Satriano nonché vicepresidente della Cia Calabria, per il vile gesto intimidatorio di cui è stato vittima nei giorni scorsi. Le intimidazioni e gli attentati contro i tanti amministratori pubblici e contro gli Imprenditori -sostiene Franco Lucia, presidente della Cia di Catanzaro e vicepresidente della Camera di Commercio- minano le radici del già debole tessuto economico e sociale della nostra regione. Occorre intensificare l’azione di controllo del territorio da parte dello Stato in maniera celere, con l’obiettivo di garantire quanto più possibile l’ordinario e pacifico fluire della vita quotidiana di tutta la società calabrese.


La Cia Lombardia sul decreto “quote latte”

 

La Cia Lombardia esprime forte preoccupazione e dissenso su come si sta definendo la questione dell’attribuzione dell’aumento di quota latte ottenuta dall’Italia in sede di riforma della Pac, e invita quanti hanno responsabilità politiche, istituzionali e professionali a non desistere dall’ottenere una modifica dell’orientamento delineato, prima che questo si concretizzi nel decreto di fine gennaio annunciato dal ministro Zaia.

Le indicazioni emerse nei vari incontri tra il Mipaaf e le organizzazioni anticipano situazioni incompatibili con quanto espresso dalla posizione unitaria delle Organizzazioni agricole lombarde e dell’assessore regionale all’Agricoltura Ferrazzi, e con le prese di posizione di altre aree vocate, in particolare su temi imprescindibili come la rinuncia preliminare ad ogni contenzioso e la distribuzione dell’aumento di quota in modo equo a quanti hanno rispettato le norme e hanno investito con sacrifici nell’acquisto delle quote.

Portare il confronto a ridosso delle scadenze comunitarie non può impedire il ripensamento di orientamenti che disattendono di fatto le aspettative della maggioranza assoluta degli allevatori da latte.

 


La Toscana che va a legno: oltre 50 centrali entro il 2010. Ma ora servono un accordo di filiera ed una migliore logistica

 

Entro il 2010 altre 32 mini-centrali di teleriscaldamento a biomasse saranno accese in tutta la Toscana, per un investimento complessivo di 8 milioni di euro di cui oltre la metà da contributo pubblico (il resto da privati, comuni, gestori). Centrali che andranno ad aggiungersi alle 20 già funzionanti nella regione, e che secondo i protagonisti della filiera del legno necessitano di maggiore competitività attraverso piattaforme logistiche e un accordo regionale di filiera.

Numeri e strategie che collocano la Toscana nell’elite delle regioni che hanno maggiormente investito nelle energie rinnovabili, in particolare sulle biomasse legnose, come è emerso nel secondo workshop “Legno-Energia: una filiera competitiva e sostenibile”, che si è tenuto San Marcello Pistoiese (Pt), organizzato dall’Associazione regionale boscaioli Toscana (Arbo) e dall’Arsia, Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo forestale, nell’ambito del progetto europeo “Biomass Trade Centres - piattaforme logistico-commerciali per i combustibili legnosi” finanziato dal Programma europeo intelligent energy Europe. Grande la partecipazione delle istituzioni locali, mondo scientifico e addetti ai lavori.

L’incontro, che ha messo a confronto le esperienze della Toscana, con quelle nazionali e internazionali, relative alla produzione e l’utilizzo energetico dei combustibili legnosi, ha visto le relazioni di Valter Francescato, presidente di Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) e di Gianfranco Nocentini dell’Arsia, in cui sono emersi gli obiettivi e i primi risultati del progetto. Sono state poi presentate otto diverse esperienze di filiera. Il legno-energia è una realtà ormai anche in Toscana grazie all’azione sinergica dei produttori e delle istituzioni, sottolinea l’Arbo. Molte reti  di teleriscaldamento (una ventina) sono state realizzate negli ultimi anni e altre trentadue saranno realizzate (entro il 2010) con il recente rifinanziamento del piano straordinario di investimenti della Regione Toscana.

 “Si tratta -afferma Carlo Franceschi di Arbo Toscana- di una crescita importante e positiva della filiera, che adesso richiede uno sforzo di regolazione del mercato. In questo senso va l’iniziativa congiunta di Cia e Arbo Toscana -prosegue- che ha chiesto alla regione di aprire un tavolo per promuove un vero e proprio accordo di filiera per il comparto legno energia”.

“Il messaggio che emerge dal workshop -afferma Marco Failoni vicepresidente Aiel- è chiaro, per portare il valore aggiunto del comparto legno-energia  alle imprese forestali occorre lavorare all’organizzazione della filiera che va dalla raccolta alla commercializzazione del combustibile e dell’energia, ponendo l’attenzione soprattutto su due aspetti. E’ fondamentale un’organizzazione della logistica attraverso la realizzazione di piattaforme di stoccaggio e distribuzione del cippato. Inoltre, è necessaria una strutturazione del mercato del cippato, con accordi che determinino standard qualitativi, garanzie dell’origine del prodotto, prezzi,  per promuovere l’utilizzo delle risorse locali dando certezze agli operatori ed agli utenti”.

 


Umbria: Consorzi di difesa delle colture, il mancato finaziamento del governo rischia di scaricare nuovi costi per gli agricoltori

 

L’associazione regionale dei Consorzi di difesa dell’Umbria ha richiesto ieri 27 gennaio un incontro urgente  all’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Liviantoni, che ha provveduto nella stessa mattinata a ricevere i richiedenti.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato il presidente della Cia Umbria Antonio Sposicchi, il direttore della Coldiretti dell’Umbria, i presidenti dei Consorzi di Perugia e Terni, è stata spiegata la situazione che si è venuta a creare a causa dei tagli determinati dal governo Berlusconi e reintegrati  solo a copertura del 47 per cento della spesa sostenuta con il decreto 171/2008.

Il taglio ha comportato un ammanco di oltre 2,3 milioni di euro già anticipati alle compagnie lo scorso mese di dicembre per il pagamento dei premi assicurativi alle compagnie per il 2008.

Tutto ciò al momento ha determinato un notevole aggravio di interessi passivi che i Consorzi stanno pagando alle banche.

Se non si dovesse ripristinare il pagamento di altre risorse in quantità uguale a quella del 2007, gli agricoltori dovrebbero pagare ulteriori somme pari 140 per cento di quanto già pagato nei mesi ottobre e novembre u.s.

Inoltre è stato fatto notare all’assessore Liviantoni che la Finanziaria 2009 nello specifico capitolo non prevede alcuna somma!

Questa incertezza sullo stanziamento di fondi sta già provocando ritardi per la copertura assicurativa degli allevamenti zootecnici, per i rischi connessi alle epizoozie che avrebbero dovuto aprirsi i primi giorni di gennaio; e non da né la possibilità, né le certezze sui costi, a tutte quelle imprese agricole che stanno chiedendo di poter assicurare prima possibile i danni da gelo e brina su frutta ed uva.

Questa grave crisi  economica e finanziaria che investe i due Consorzi stà vanificando l’impegno profuso in questi anni per la promozione e l’incentivazione dell’assicurazione contro tutti i rischi atmosferici presenti nella nostra Regione. Impegno che si è dimostrato efficace ed efficiente, come testimoniato dal costante incremento  dei soci assicurati e del valore assicurato, in quanto ha portato ad una innovazione del mercato, ad una razionalizzazione del sistema, ad una riduzione dei costi per le imprese agricole, ad un risarcimento tempestivo dei danni e ad un notevole risparmio per la spesa pubblica.

Senza il contributo statale, il costo assicurativo per le imprese agricole sarebbe, infatti, davvero insostenibile, in un momento oltretutto molto difficile per le stesse, a causa del calo vertiginoso dei prezzi dei prodotti agricoli e con costi di produzione ancora troppo elevati.

E’ stato, quindi, chiesto all’assessore Liviantoni  di sostenere con vigore e determinazione le ragioni sopra elencate in occasione della Conferenza Stato-Regioni di domani 29 gennaio al ministero delle politiche agricole:

Liviantoni ha assunto l’impegno di sottoporre le nostre rimostranze nei confronti del ministro Luca Zaia  affinché reperisca le risorse per soddisfare  le spese sostenute nel corso del 2008 e attivi al più presto tavoli tecnici  per affrontare la campagna assicurativa 2009 alla luce anche dell’Healt Check e di quanto è possibile fare con l’articolo 68 ex-69.

Questa situazione è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto erano e sono giusti i motivi della mobilitazione  della Cia di novembre 2008.

Da ultimo apprendiamo che  il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza  ha presentato  un disegno di legge che contiene interventi a sostegno del settore primario che vive una delle crisi più difficili degli ultimi anni.

Le misure contenute nel disegno di legge sono le stesse che la Cia ha già richieste da tempo, come, in particolare, quelle relative alla proroga degli sgravi contributivi Inps, al rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale contro le calamità naturali e ad un definitivo chiarimento sull’Ici per i fabbricati rurali.

Per questi motivi nei prossimi giorni faremo conoscere le future iniziative della mobilitazione che anche la Cia Umbria  ha deciso di riprendere.

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Salerno: il primo febbraio mercato contadino a Mercato San Severino

 

La Cia di Salerno, grazie alla sensibilità mostrata dall’amministrazione comunale di Mercato San Severino, organizza per il prossimo primo febbraio il mercato contadino, che si svolgerà in via Pioppi (area parcheggio di fronte Villa Comunale) dalle ore 9,00 alle 13,00.

I cittadini potranno così fare i loro acquisiti direttamente dai produttori agricoli scoprendo i vantaggi, non solo economici, rappresentati dalla filiera corta.

Saranno presenti aziende agricole della provincia di Salerno che, oltre a vendere prodotti freschi di stagione, daranno la possibilità ai consumatori di comprare prodotti trasformati, quali: olio extra vergine di oliva, miele e prodotti dell’alveare, marmellate, sott’olii, formaggi caprini, formaggi bovini, mozzarella di bufala.

L’occasione sarà utile per far conoscere ai cittadini della Valle dell’Irno i benefici che derivano dalla vendita diretta delle produzioni agricole e per presentare loro il sito internet realizzato dalla Cia. di Salerno che mette in vetrina le aziende agricole che effettuano tale vendita.


Agricoltura biologica: il 3 febbraio a Roma seminario di Anabio

 

Su iniziativa di Anabio, l’associazione per l’agricoltura biologica della Cia, il prossimo 3 febbraio a Roma, presso la sede nazionale della Confederazione (via Mariano Fortuny 20, saloncino del V piano), si terrà un seminario sul tema  “I nuovi regolamenti per l’agricoltura biologica. Come cambiano le regole”.

I lavori, che avranno inizio alle ore 10.00, saranno aperti da Pina Eramo, presidente di Anabio. Seguiranno gli interventi di Alberto Manzo. dirigente Ufficio produzioni biologiche del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali  (“L’attivazione della normativa in Italia: lo stato dei provvedimenti”), di Alessandro Pulga, direttore Icea, (“Come cambiano le norme di produzione e trasformazione”), di Pino Cornacchia, presidente di Agricoltura è Vita, (“Il biologico nei servizi Cia”). La sessione della mattinata sarà conclusa da Giuseppe Politi, presidente della Cia.

I lavori della sessione pomeridiana vedranno gli interventi di Sergio Benedetti, Imc, (“Come cambiano le norme per la produzione animale”) e di Massimo Govoni, Ccpb, (“Come cambiano le norme per l’etichettatura”). Dopo il dibattito, le conclusioni del seminario.

 

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