| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 19 | 28 gennaio 2009 |
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I pesanti costi di produzione e il crollo dei prezzi sui mercati rendono ai nostri agricoltori sempre meno conveniente produrre. Ad aggravare la situazione è il maltempo che ha ostacolato le operazioni seminative soprattutto al Centro Italia. L’industria non premia la qualità che i produttori del nostro Paese si sforzano di fornire. Subito il Piano di settore, una seria interprofessione e una maggiore organizzazione di filiera. Semine dei cereali ai minimi storici. Per il grano si registra un calo di oltre il 20 per cento rispetto allo scorso anno, mentre si assiste ad un vera e propria invasione di prodotti stranieri con quotazioni molto basse, ma anche di qualità assai scarsa. I nostri agricoltori fanno i conti con aumenti vertiginosi dei costi dei fattori di produzione (soprattutto i concimi rincarati del 60 per cento nei confronti del 2007) e con i prezzi di mercato in caduta libera dopo le impennate dei primi mesi dell’anno passato. E così sono sempre più a rischio il pane e la pasta “made in Italy”. La crescita stellare dei costi produttivi e il dimezzamento dei prezzi -avverte Il maltempo e l’ingresso in Italia di notevoli quantità di produzioni (grano, sia duro che tenero, e mais) da parte di paesi come l’Ungheria, Per questa ragione
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per il disegno di legge presentato dal presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza. “Continue misure che condividiamo e che sono alla base della nostra mobilitazione”. Un invito a tutti i gruppi parlamentari perché venga discusso e approvato in tempi rapidi. “L’agricoltura italiana ha urgente bisogno di misure straordinarie e realmente incisive. Finora la risposta del governo ai gravi problemi delle imprese agricole è stata praticamente nulla. Per questo motivo apprezziamo il disegno di legge presentato dal presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza che contiene interventi a sostegno del settore primario che vive una delle crisi più difficili degli ultimi anni”. A parlare è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale rivolge un vibrante appello ai capigruppo parlamentari di maggioranza ed opposizione affinché si accelerino al massimo i tempi di discussione del provvedimento per la sua rapida approvazione. “Giustamente il presidente Scarpa Bonazza fa notare nel disegno di legge -rileva Politi- che la situazione attuale delle imprese agricole è pesante e senza interventi propulsivi ed adeguati rischia di divenire drammatica. Da tempo come Cia abbiamo lanciato l’allarme. Non a caso, abbiamo deciso di riprendere la mobilitazione che avevamo sviluppato sull’intero territorio nazionale lo scorso mese di novembre. Gli imprenditori agricoli sono oppressi da costi di produzione sempre più elevati, da oneri sociali gravosi, da un’asfissiante burocrazia. A ciò si aggiunge un continuo calo dei prezzi all’origine. E tutto ciò si riflette sui redditi che, nonostante la crescita del 2,1 per cento registrata nel 2008, pagano ancora i crolli degli ultimi anni. Per non parlare poi della competitività che si sta affievolendo in maniera preoccupante”. “Le misure contenute nel disegno di legge del presidente Scarpa Bonazza le condividiamo, in quanto -afferma Politi- “Davanti al disinteresse del governo per i problemi dell’agricoltura, questo disegno di legge -conclude il presidente della Cia- appare come uno strumento indispensabile per ridare fiato alle imprese agricole. Da qui il nostro invito affinché tutte le forze parlamentari s’ impegnino per una sua immediata approvazione”.
Le indicazioni emerse nei vari incontri tra il Mipaaf e le organizzazioni anticipano situazioni incompatibili con quanto espresso dalla posizione unitaria delle Organizzazioni agricole lombarde e dell’assessore regionale all’Agricoltura Ferrazzi, e con le prese di posizione di altre aree vocate, in particolare su temi imprescindibili come la rinuncia preliminare ad ogni contenzioso e la distribuzione dell’aumento di quota in modo equo a quanti hanno rispettato le norme e hanno investito con sacrifici nell’acquisto delle quote. Portare il confronto a ridosso delle scadenze comunitarie non può impedire il ripensamento di orientamenti che disattendono di fatto le aspettative della maggioranza assoluta degli allevatori da latte.
Entro il 2010 altre 32 mini-centrali di teleriscaldamento a biomasse saranno accese in tutta Numeri e strategie che collocano L’incontro, che ha messo a confronto le esperienze della Toscana, con quelle nazionali e internazionali, relative alla produzione e l’utilizzo energetico dei combustibili legnosi, ha visto le relazioni di Valter Francescato, presidente di Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) e di Gianfranco Nocentini dell’Arsia, in cui sono emersi gli obiettivi e i primi risultati del progetto. Sono state poi presentate otto diverse esperienze di filiera. Il legno-energia è una realtà ormai anche in Toscana grazie all’azione sinergica dei produttori e delle istituzioni, sottolinea l’Arbo. Molte reti di teleriscaldamento (una ventina) sono state realizzate negli ultimi anni e altre trentadue saranno realizzate (entro il 2010) con il recente rifinanziamento del piano straordinario di investimenti della Regione Toscana. “Si tratta -afferma Carlo Franceschi di Arbo Toscana- di una crescita importante e positiva della filiera, che adesso richiede uno sforzo di regolazione del mercato. In questo senso va l’iniziativa congiunta di Cia e Arbo Toscana -prosegue- che ha chiesto alla regione di aprire un tavolo per promuove un vero e proprio accordo di filiera per il comparto legno energia”. “Il messaggio che emerge dal workshop -afferma Marco Failoni vicepresidente Aiel- è chiaro, per portare il valore aggiunto del comparto legno-energia alle imprese forestali occorre lavorare all’organizzazione della filiera che va dalla raccolta alla commercializzazione del combustibile e dell’energia, ponendo l’attenzione soprattutto su due aspetti. E’ fondamentale un’organizzazione della logistica attraverso la realizzazione di piattaforme di stoccaggio e distribuzione del cippato. Inoltre, è necessaria una strutturazione del mercato del cippato, con accordi che determinino standard qualitativi, garanzie dell’origine del prodotto, prezzi, per promuovere l’utilizzo delle risorse locali dando certezze agli operatori ed agli utenti”.
L’associazione regionale dei Consorzi di difesa dell’Umbria ha richiesto ieri 27 gennaio un incontro urgente all’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Liviantoni, che ha provveduto nella stessa mattinata a ricevere i richiedenti. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato il presidente della Cia Umbria Antonio Sposicchi, il direttore della Coldiretti dell’Umbria, i presidenti dei Consorzi di Perugia e Terni, è stata spiegata la situazione che si è venuta a creare a causa dei tagli determinati dal governo Berlusconi e reintegrati solo a copertura del 47 per cento della spesa sostenuta con il decreto 171/2008. Il taglio ha comportato un ammanco di oltre 2,3 milioni di euro già anticipati alle compagnie lo scorso mese di dicembre per il pagamento dei premi assicurativi alle compagnie per il 2008. Tutto ciò al momento ha determinato un notevole aggravio di interessi passivi che i Consorzi stanno pagando alle banche. Se non si dovesse ripristinare il pagamento di altre risorse in quantità uguale a quella del 2007, gli agricoltori dovrebbero pagare ulteriori somme pari 140 per cento di quanto già pagato nei mesi ottobre e novembre u.s. Inoltre è stato fatto notare all’assessore Liviantoni che Questa incertezza sullo stanziamento di fondi sta già provocando ritardi per la copertura assicurativa degli allevamenti zootecnici, per i rischi connessi alle epizoozie che avrebbero dovuto aprirsi i primi giorni di gennaio; e non da né la possibilità, né le certezze sui costi, a tutte quelle imprese agricole che stanno chiedendo di poter assicurare prima possibile i danni da gelo e brina su frutta ed uva. Questa grave crisi economica e finanziaria che investe i due Consorzi stà vanificando l’impegno profuso in questi anni per la promozione e l’incentivazione dell’assicurazione contro tutti i rischi atmosferici presenti nella nostra Regione. Impegno che si è dimostrato efficace ed efficiente, come testimoniato dal costante incremento dei soci assicurati e del valore assicurato, in quanto ha portato ad una innovazione del mercato, ad una razionalizzazione del sistema, ad una riduzione dei costi per le imprese agricole, ad un risarcimento tempestivo dei danni e ad un notevole risparmio per la spesa pubblica. Senza il contributo statale, il costo assicurativo per le imprese agricole sarebbe, infatti, davvero insostenibile, in un momento oltretutto molto difficile per le stesse, a causa del calo vertiginoso dei prezzi dei prodotti agricoli e con costi di produzione ancora troppo elevati. E’ stato, quindi, chiesto all’assessore Liviantoni di sostenere con vigore e determinazione le ragioni sopra elencate in occasione della Conferenza Stato-Regioni di domani 29 gennaio al ministero delle politiche agricole: Liviantoni ha assunto l’impegno di sottoporre le nostre rimostranze nei confronti del ministro Luca Zaia affinché reperisca le risorse per soddisfare le spese sostenute nel corso del 2008 e attivi al più presto tavoli tecnici per affrontare la campagna assicurativa 2009 alla luce anche dell’Healt Check e di quanto è possibile fare con l’articolo 68 ex-69. Questa situazione è l’ennesima dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di quanto erano e sono giusti i motivi della mobilitazione della Cia di novembre 2008. Da ultimo apprendiamo che il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza ha presentato un disegno di legge che contiene interventi a sostegno del settore primario che vive una delle crisi più difficili degli ultimi anni. Le misure contenute nel disegno di legge sono le stesse che Per questi motivi nei prossimi giorni faremo conoscere le future iniziative della mobilitazione che anche
I cittadini potranno così fare i loro acquisiti direttamente dai produttori agricoli scoprendo i vantaggi, non solo economici, rappresentati dalla filiera corta. Saranno presenti aziende agricole della provincia di Salerno che, oltre a vendere prodotti freschi di stagione, daranno la possibilità ai consumatori di comprare prodotti trasformati, quali: olio extra vergine di oliva, miele e prodotti dell’alveare, marmellate, sott’olii, formaggi caprini, formaggi bovini, mozzarella di bufala. L’occasione sarà utile per far conoscere ai cittadini della Valle dell’Irno i benefici che derivano dalla vendita diretta delle produzioni agricole e per presentare loro il sito internet realizzato dalla Cia. di Salerno che mette in vetrina le aziende agricole che effettuano tale vendita.
Su iniziativa di Anabio, l’associazione per l’agricoltura biologica della Cia, il prossimo 3 febbraio a Roma, presso la sede nazionale della Confederazione (via Mariano Fortuny 20, saloncino del V piano), si terrà un seminario sul tema “I nuovi regolamenti per l’agricoltura biologica. Come cambiano le regole”. I lavori, che avranno inizio alle ore 10.00, saranno aperti da Pina Eramo, presidente di Anabio. Seguiranno gli interventi di Alberto Manzo. dirigente Ufficio produzioni biologiche del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali (“L’attivazione della normativa in Italia: lo stato dei provvedimenti”), di Alessandro Pulga, direttore Icea, (“Come cambiano le norme di produzione e trasformazione”), di Pino Cornacchia, presidente di Agricoltura è Vita, (“Il biologico nei servizi Cia”). La sessione della mattinata sarà conclusa da Giuseppe Politi, presidente della Cia. I lavori della sessione pomeridiana vedranno gli interventi di Sergio Benedetti, Imc, (“Come cambiano le norme per la produzione animale”) e di Massimo Govoni, Ccpb, (“Come cambiano le norme per l’etichettatura”). Dopo il dibattito, le conclusioni del seminario.
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