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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 16 28 gennaio 2004
ATTUALITÀ
  • Il presidente Pacetti interviene alla Conferenza nazionale zootecnica dell’Aia
COMUNICATI
  • Influenza polli: “no” ad una seconda “mucca pazza”
  • Influenza polli: occorrono controlli rigidi e va garantita la massima trasparenza del prodotto
  • Ogm: è finita la moratoria europea?
TERRITORIO
  • “Blue tongue”: richiesto un incontro con la Regione Sicilia
  • “Insieme per... tipicità e solidarietà”: un'iniziativa di Donne in Campo ad Altamura
  • Parmalat: le organizzazioni agricole chiedono di partecipare al tavolo di crisi della Regione Sicilia
APPUNTAMENTI
  • Riunione del coordinamento del Cupla
  • Pensionati: il 2 febbraio incontro a Bari

 

ATTUALITÀ


Il presidente Pacetti interviene alla Conferenza nazionale zootecnica dell’Aia

 

“La zootecnia italiana continua a vivere un momento difficile con problemi ed emergenze che rischiano di dare un colpo pesantissimo al settore. Gli allevatori si trovano costretti a subire conseguenze di vicende che mettono in seria crisi la stessa sopravvivenza delle imprese. Oggi, dopo la Bse, i cui effetti sono tutt’altro che superati, affrontiamo questioni come la Parmalat, la ‘Blue tongue’  e l’influenza aviaria che costituiscono elementi di grane preoccupazione e vanno, quindi, affrontati con la dovuta incisività”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo oggi a Roma alla Conferenza nazionale zootecnica promossa dall’Associazione italiana allevatori (Aia).

“Il sistema zootecnico in questi anni -ha ricordato Pacetti- ha vissuto cambiamenti notevoli e dirompenti. Cambiamenti che riguardano il numero e la dimensione delle aziende, la qualità delle produzioni con forti riferimenti alla sanità animale ed al benessere dei capi allevati, la remunerazione del prodotto. Così pure siamo in presenza di una forte evoluzione nei settori della trasformazione, della commercializzazione e della grande distribuzione. Un elemento essenziale riguarda il peso ed il valore della zootecnia italiana nel quadro più generale del sistema agro alimentare. La zootecnia rappresenta il 40 per cento circa della produzione lorda vendibile  nazionale ed attiva in termini molto significativi il sistema dei prodotti di qualità. Basti pensare che oltre il 40 per cento del latte nazionale bovino ovino e bufalino viene trasformato in prodotti Dop ed oltre il 70 per cento della produzione suinicola viene trasformata in prodotti a denominazione d’origine”.

“Per comprendere cosa ci riserva il  futuro in merito alla vicenda Parmalat, attendiamo di incontrare    il commissario Enrico Bondi.  Il caso Parmalat - ha proseguito Pacetti - e' già grave in   se stesso poiché sono state compiute alcune scelte sbagliate   che poco hanno a che vedere con l'industria.  Ora bisogna cercare di capire quali sono le soluzioni per uscire   da questa crisi e chi può dare continuità al marchio, ma soprattutto vogliamo certezze per gli oltre cinquemila allevatori conferenti di latte all’azienda di Collecchio che hanno subito danni rilevanti. Vogliamo che sia fatta   la massima chiarezza''.

Contro l’influenza aviaria, secondo il presidente della Cia. occorre attivare tutti gli strumenti più idonei per evitare che il virus si diffonda. “I nostri allevamenti -ha detto Pacetti- sono soggetti da tempo a controlli rigidi e sottoposti a massicce vaccinazioni,  occorre, tuttavia, non abbassare assolutamente la guardia e garantire la massima trasparenza e rintracciabilità del prodotto. Come del resto è avvenuto nel momento drammatico della vicenda della “mucca pazza”, è necessario adottare misure drastiche alle frontiere e impedire importazioni che destano il minimo sospetto. Dobbiamo evitare riflessi negativi per i nostri allevatori che hanno bisogno di politiche attente che consentano di produrre qualità e in maniera sicura. Bisogna operare con attenzione per l’effettivo benessere animale che è diventato un principio di valenza costituzionale inserito a pieno titolo nel trattato dell’Unione europea”.

“Il ‘sistema allevatori’ che va dalle Apa, alle Ara, alle Ana, all’Aia ed al complesso di società e strutture collegate e le attività che esse svolgono, può rappresentare -ha aggiunto il presidente della Cia- un punto di forza originale nel percorso di innovazione della zootecnia italiana. Tuttavia, il sistema ha faticato non poco a cambiare passo e ad adattarsi alle nuove esigenze, essendo prevalsi, spesso, atteggiamenti conservativi e burocratici. È necessario rompere con alcuni aspetti negativi che hanno caratterizzato anche nel recente passato il sistema, con particolarismi, gestione in termini di “potere”, appesantimenti degli apparati e, da ultimo, tentativi di occupare spazi e funzioni improprie, di tipo economico-commerciale”.

“Gli elementi strategici del ‘sistema allevatori’, e cioè la raccolta e la gestione del dato produttivo e riproduttivo aziendale, la selezione genetica sia in termini di ricerca che di produzione, l’assistenza tecnica diffusa, vanno riconvertiti e indirizzati -ha sostenuto Pacetti- verso l’ obiettivo del miglioramento della qualità delle produzioni. Il nuovo assetto istituzionale che vede sempre più le Regioni protagoniste e le nuove esigenze del mondo allevatoriale, comportano la necessità di una significativa riorganizzazione delle strutture e delle risorse. Nuovo ruolo delle Ara, efficienza delle Apa, riconversione del personale, snellimento sono problemi che vanno affrontati”.

“Voglio, infine,  qui richiamare gli impegni assunti dall’attuale presidenza dell’Aia nel momento in cui si riprese un rapporto con la Cia e si decise l’invito a partecipare agli organismi nazionali, poiché si avvicina il rinnovo di tali organismi. In particolare, mi riferisco al tema del pluralismo interno e, quindi, anche dalla necessità di cambiare le regole statutarie. Purtroppo ad oggi -ha concluso il presidente della Cia- non ci sono stati passi in avanti, mentre si fa sempre più stringente la questione della riorganizzazione generale del sistema alla luce dell’inevitabile e, a nostro giudizio, giusto ruolo nuovo delle Regioni”.

 

 



 

 

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COMUNICATI


Influenza polli: “no” ad una seconda “mucca pazza”

 

La Cia ai consumatori: acquistare senza timori il prodotto italiano

 

L’influenza aviaria non deve assolutamente diventare una seconda Bse. Per la vicenda della “mucca pazza” la zootecnia ha pagato un prezzo salatissimo: i danni al settore delle carni bovine sono stati di centinaia di milioni di euro, per non parlare di tutto l’indotto, mentre moltissime aziende si sono trovate in una situazione drammatica. Non vorremmo che sull’onda di notizie che si susseguono in questi giorni vi sia una forte risposta emozionale da parte dei cittadini. Il che potrebbe tradursi in un sensibile calo dei consumi. Una sorta di caccia alle streghe e di sindrome da pollo. E’ quanto afferma  la Cia-Confederazione italiana agricoltori che riafferma  l’esigenza della massima cautela e correttezza di informazione sul caso. Altrimenti si rischia di fomentare inutili allarmismi tra i consumatori italiani.

I controlli nel nostro Paese -sostiene la Cia- sono seri ed efficienti e il prodotto italiano è garantito e possiede ottimi standard qualitativi. Quindi, si può consumare senza timori. Lo stesso ministro della Salute Sirchia ha dato ampie assicurazioni, anche perché l’Italia ha bloccato tutte le importazioni dai paesi   del Sud-est asiatico, dove si sono registrati casi mortali per l’uomo.

Purtroppo, proprio sull’onda emotiva, si sono avuti già -spiega la Cia-  flessioni negli acquisti di pollame. Un fenomeno che va bloccato immediatamente con un’informazione chiara e puntuale, anche attraverso campagne promozionali del prodotto italiano.

D’altra parte, il settore avicolo riveste una grande importanza economica.  Sono, infatti, 600 milioni le tonnellate di polli macellati ogni anno nel nostro Paese e il consumo di  uova fresche e di quelle utilizzate nei prodotti alimentari trasformati è pari a 12 miliardi, praticamente  220  uova consumate annualmente  da ogni italiano,

Numeri rilevanti -afferma la Cia- che esplicitano un mercato ed un comparto di fondamentale importanza nel contesto socio-economico del Paese, con migliaia di addetti che vivono di attività collegate a queste produzioni.  Pertanto, in nessun modo -conclude la Cia-  chi ha operato nella qualità e nella sicurezza alimentare, come gli allevatori italiani, dovrà pagare un altro dazio pesantissimo.


Influenza polli: occorrono controlli rigidi e va garantita la massima trasparenza del prodotto

 

Contro l’influenza aviaria occorre attivare tutti gli strumenti più idonei per evitare che il virus si diffonda. Bene, quindi, ha fatto l’Unione europea a bloccare le importazioni dalla Thailandia e il governo italiano deve muoversi con la massima attenzione per contrastare ogni tipo di pericolo. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in seguito all’allarme lanciato dalla Fao e dall’Oms e alla convocazione da parte del ministero della Salute del Comitato emergenze sanitarie.

Nel riaffermare che i nostri allevamenti sono soggetti da tempo a controlli rigidi e sottoposti a massicce vaccinazioni, la Cia rileva l’esigenza, come del resto avvenuto nel momento drammatico della vicenda della “mucca pazza”, di adottare misure drastiche alle frontiere e impedire importazioni che destano il minimo sospetto.

E’ necessario, secondo la Cia, scongiurare il rincorrersi di emergenze sanitarie attraverso politiche attente che consentano agli allevatori di produrre qualità e in maniera sicura.  Pur di fronte alle rassicurazioni delle autorità sanitarie europee, occorre non abbassare assolutamente la guardia e garantire il prodotto con la massima trasparenza e rintracciabilità.


Ogm: è finita la moratoria europea?

 

La Cia-Confederazione italiana agricoltori si chiede se, con la richiesta della Commissione  Ue di importare in Europa mais dolce transgenico Bt11, si stia avviando ormai al termine la moratoria sulle nuove autorizzazioni Ogm iniziata nel 1998.

Infatti, questo tipo di mais, che già aveva superato i test di approvazione delle autorità comunitarie per un uso di tipo industriale,  potrebbe -rileva la Cia- entrare liberamente in Europa come seme per la coltivazione se  la  proposta della Commissione -presentata due mesi fa senza aver raggiunto la maggioranza per la sua approvazione- fosse ora  accettata da parte del Consiglio dei  ministri Ue.

A tale proposito   -ricorda la Cia -  nel prossimo aprile entreranno in vigore le norme sulla tracciabilità ed etichettatura degli alimenti  e mangimi  geneticamente modificati che dovrebbero garantire la trasparenza nell’informazione al consumatore.

Allo stesso tempo -sottolinea la Cia- si è ancora  agli inizi di una normativa europea sulla coesistenza che assicuri effettivamente delle filiere separate tra piante  Ogm e piante convenzionali.

Sarebbe, quindi, importante seguire ancora una maggiore cautela da parte della Commissione, anche se e’ bene ricordare  che, comunque, anche se in questi giorni venisse approvata l’importazione di seme di mais dolce Bt11,  dovrebbero decorrere almeno due anni prima della sua effettiva immissione in commercio perché -ribadisce la Cia-  le procedure di iscrizione  di questa nuova varietà ai registri nazionali degli stati membri non potrebbero essere inferiori a tale lasso di tempo.

 

 

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TERRITORIO


“Blue tongue”: richiesto un incontro con la Regione Sicilia

  

Sul tema della vaccinazione preventiva obbligatoria per la “Blue tongue” , Cia, Coldiretti e Confagricoltura della Sicilia hanno chiesto al presidente della regione Cuffaro e agli assessori all’Agricoltura, Castiglione e alla  Sanità Cittadini, la convocazione urgente di un incontro per discutere e individuare le opportune iniziative da attuare in Sicilia per venire incontro alle richieste degli allevatori, considerati i problemi lamentati dagli stessi e riconducibili alla vaccinazione e al danno economico che deriva dalla mancata movimentazione degli animali.

L’incontro, già sollecitato appena qualche giorno, fa si rende ancora più necessario e urgente alla luce della posizione assunta dai servizi veterinari di Ragusa che, sulla base delle contestazioni mosse da Cia, Coldiretti e Confagricoltura, si asterranno dall’attuare la prossima campagna  di vaccinazione obbligatoria preventiva della “Blue tongue” senza un preventivo vertice regionale in cui far luce anche delle caratteristiche tecniche del vaccino da utilizzare.

 

 

 


“Insieme per... tipicità e solidarietà”: un'iniziativa di Donne in Campo ad Altamura

 

Con il tema "Insieme per … tipicità e solidarietà" si è svolta ad Altamura, in provincia di Bari, una mostra-mercato di prodotti agricoli e di prima trasformazione tipici della Murgia barese. Le aziende associate alla Cia hanno presentato alla cittadinanza e alle autorità un campionario assortito dei prodotti dell'agricoltura, offrendoli in degustazione allo scopo di valorizzare le produzioni tipiche e tradizionali dell'area, insieme ai trasformati della "filiera corta", spesso gestita direttamente dalle stesse aziende produttrici.

Una grande sala ampiamente allestita con i colori, gli odori e i sapori dell'olio di oliva extravergine, del vino, del pane, della pasta fresca, insieme ad ortaggi, prodotti biologici e dei prodotti trasformati della zootecnia da latte e da carne (latticini, salumi vari).

Numerosi gli acquirenti, che hanno potuto così scoprire e quindi conoscere la ricchezza delle produzioni tipiche dell'agricoltura del territorio, spesso offuscata dall'offerta della grande e piccola distribuzione che sempre più propongono l'omologazione del gusto e dei sapori secondo criteri puramente economici e sotto le spoglie mentite di una convenienza esasperata che penalizza qualità e tipicità.

In tale cornice si è sviluppata l'iniziativa di solidarietà dell'Associazione provinciale barese dell’Associazione Donne in Campo della Cia. Circa sessanta cestini, con l'equivalente in prodotti di un pasto completo, sono stati offerti in dono alla Caritas diocesana perché venissero distribuiti a famiglie bisognose.

Durante la manifestazione le Donne in Campo della Cia hanno inoltre organizzato una degustazione di rustici, pizze, dolci tipici squisiti, preparati gratuitamente ed offerti in cambio di una sottoscrizione di beneficenza, unitamente ad una vera  e propria "pesca" allo scopo di raccogliere ulteriori fondi da destinare alle organizzazioni di volontariato sociale.

La manifestazione, sponsorizzata a titolo gratuito da comune di Altamura e provincia di Bari, con un contributo della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, è stata inaugurata dal presidente provinciale della Cia Francesco Caruso, alla presenza di consiglieri comunali, provinciali e regionali. All'inaugurazione, alla quale ha partecipato anche il presidente regionale della Cia Antonio Barile, ha fatto seguito una cerimonia religiosa con la benedizione dei doni offerti dall'Associazione Donne in Campo.


Parmalat: le organizzazioni agricole chiedono di partecipare al tavolo di crisi della Regione Sicilia

  

La decisione assunta dal Governo regionale di istituire un tavolo permanente di crisi sul caso Parmalat che in Sicilia coinvolge seriamente una importante quota del comparto agroalimentare, è solo una prima e parziale risposta alle richieste più volte avanzate dalle organizzazioni agricole siciliane.

Cia, Coldiretti e Confagricoltura, preoccupate per le gravi ripercussioni conseguenze della crisi dell’industria agroalimentare Parmalat che rischiano di ricadere sull’agricoltura dell’Isola e in particolare sui comparti agrumicolo e zootecnico, avevano già richiesto al presidente della Regione Cuffaro di istituire un tavolo di crisi che vedesse impegnati  politici e rappresentanti degli interessi coinvolti e che rischiano di essere travolti dalla crisi della Parmalat che controlla la Latte Sole di Catania  e la Emmegi di Termini Imerese.

Cia, Coldiretti e Confagricoltura, considerati i forti disagi e il diffondersi della sfiducia tra le numerose aziende agricole e zootecniche che conferiscono i loro prodotti alle aziende del gruppo di Collecchio coinvolte nel crac finanziario, sono preoccupate della eventualità di una profonda crisi del sistema produttivo agricolo. E per questo motivo hanno chiesto al governo della Regione siciliana di avere parte attiva nel tavolo di crisi, consapevoli del fatto che non sono solo a rischio i posti di lavoro, ma è in gioco la sopravvivenza di gran parte delle aziende zootecniche siciliane che alla Latte Sole conferiscono oltre il cinquanta per cento del latte prodotto in Sicilia e delle imprese agrumicole, che tramite le loro associazioni conferiscono alla Emmegi sulla base di contratti sottoscritti qualche mese fa, oltre circa il venti per cento degli agrumi dell’Isola.

Il prolungarsi di tale situazione di incertezza per migliaia di allevatori e di produttori agrumicoli, non solo potrebbe determinare un appesantimento delle condizioni di difficoltà delle aziende direttamente interessate al conferimento, ma produrrebbe una turbativa di mercato per il latte e per gli agrumi le cui conseguenze ricadrebbero sull’insieme dei comparti interessati con gravi conseguenze economiche ed occupazionali.

Solo un  momento di rinnovata concertazione, soprattutto nei momenti di emergenza, può individuare soluzioni rapide che consentano il superamento di questi momenti critici delle aziende industriali siciliane collegate alla Parmalat, dando così certezza alle tante aziende agricole e zootecniche siciliane.

 

 

 

 

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APPUNTAMENTI


Riunione del coordinamento del Cupla

 

Il prossimo 3 febbraio, presso la sede nazionale della  Cia, ore 12.00, è stato convocato il coordinamento del Cupla (Comitato unitario  pensionati lavoratori autonomi).

 


Pensionati: il 2 febbraio incontro a Bari

 

Lunedì prossimo 2 febbraio si terrà a Bari, presso la sede della Cia regionale, un incontro delle strutture provinciali della Associazione nazionale pensionati. L'iniziativa si inquadra nella decisione assunta dall'ultima Direzione nazionale di andare ad una ricognizione sullo stato della Anp in tute le province e regioni, tesa alla costruzione e al suo sviluppo. Parteciperà all’incontro Biagio di Bella, vicepresidente vicario dell’Anp.

 

 

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