| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 86 | 27 aprile 2006 |
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La Cia-Confederazione italiana agricoltori annuncia la stipula del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde pubblico e privato, avvenuta ieri tra le organizzazioni professionali agricole, in rappresentanza delle aziende, e Fai- Cisl e Uila-Uil, in rappresentanza dei lavoratori. Il nuovo contratto -afferma la Cia- risponde alle esigenze specifiche espresse da questa tipologia di imprese, soprattutto dal punto di vista dell’inquadramento dei rapporti di lavoro e degli assetti contrattuali. Si tratta, inoltre, di un accordo importante perché attua in termini di contrattazione il concetto di multifunzionalità dell’azienda agricola, che rappresenta il cuore del progetto politico-sindacale della Cia Nel rammaricarsi per la mancata adesione delle Flai-Cgil al nuovo contratto, la Cia. conferma la sua attenzione alle relazioni sindacali e il suo impegno a realizzare -laddove possibile e sempre nel rispetto delle diverse posizioni espresse- un percorso unitario e condiviso, alla luce anche dei due importanti appuntamenti che attendono il settore, il rinnovo del contratto di lavoro degli operai agricoli e la costituzione dei Fondi negoziali sulla formazione continua e sulla previdenza complementare.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ha evidenziato che i nuovi mezzi tecnologici possono semplificare e rendere più trasparenti le contrattazioni dei prodotti agricoli e agroalimentari. “Si tratta di uno strumento importante in grado di garantire uno nuovo sviluppo al mercato dei prodotti agricoli e agroalimentari italiani. Ovviamente, essendo una prima esperienza, occorrerà apportare gli opportuni correttivi per fare in modo che il suo funzionamento risponda pienamente alle esigenze degli operatori e dei produttori”. E’ quanto affermato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sulla nuova Borsa merci telematica italiana presentata oggi a Roma nel corso di un convegno presso l’Unioncamere. Politi ha ricordato che l’istituzione della borsa merci telematica è stata definita da un recente decreto del ministero delle Politiche agricole e deriva dalla precedente esperienza di Meteora Spa che risale al 2000. Esperienza assai ristretta, interessando appena ventotto mercati e quantità contrattate non significative al livello nazionale. “L’obiettivo della nuova Borsa -ha detto il presidente della Cia- deve essere quello di utilizzare gli strumenti tecnologici telematici per semplificare, migliorare la trasparenza e la capacità di contrattazione tra gli operatori in tempo reale e senza la necessità di disporre fisicamente del prodotto nella sede della contrattazione”. “Sebbene gli operatori accreditati alla nuova Borsa telematica nella fase di sperimentazione siano 967, anche in questo caso -ha rilevato Politi- siamo a livelli di contrattazione ancora ridotta. In altri paesi anche europei, in particolare per alcuni prodotti (ad esempio florovivaismo in Olanda), ci sono esperienze significative. Per il futuro si tratterà di valutare l’interesse e le adesioni che si registreranno tra gli operatori, nonché l’effettivo grado di trasparenza che si determinerà nelle contrattazioni. Infine, bisognerà valutare il peso che il mondo agricolo potrà esercitare nell’ambito della gestione e delle controllo di questo strumento”.
Il presidente della Cia ha sottolineato che davanti all’attentato che ha colpito i nostri militari c’è l’esigenza dell’unità del Paese. “Gli agricoltori italiani esprimono grande e profondo dolore per i militari uccisi e si stringono attorno alle loro famiglie”. Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi si è pronunciato davanti all’attentato compiuto a Nassiriya, in Iraq. Nel condannare il vile gesto e nell’esprime cordoglio ai vertici dell’Arma dei carabinieri e dell’Esercito, Politi ha sottolineato che “l’attentato addolora l’intero Paese e che, al di là delle convinzioni politiche, bisogna essere uniti nella solidarietà per le vittime e per i loro familiari”.
Con il nuovo Patto con la Società, la Confederazione italiana agricoltori ha proposto un nuovo ruolo per l’agricoltura del nostro Paese, non più legata alla sola produzione di derrate alimentari di qualità, ma capace di rappresentare anche le esigenze ed i fabbisogni di cultura, natura, energia, ambiente, paesaggio. In una parola, la multifunzionalità dell’impresa agricola. In questo nuovo Patto, le aree agricole periurbane giocano una funzione importante ed originale. Esse possono essere fonte di forti vantaggi per la città dal punto di vista ambientale, alimentare, energetico, culturale, mentre oggi subiscono negativamente l’influsso della città attraverso la progressiva riduzione dei territori agricoli coltivabili ed un’accentuata penalizzazione delle produzioni. E proprio a questi problemi la Cia intende dare risposte valide. Da qui la programmazione di un convegno nazionale che si terrà il prossimo 4 maggio a Milano, presso l’Aula Roger del Politecnico (via Ampere ang. piazza Leonardo da Vinci), e che avrà, appunto, per titolo “L’agricoltura nelle aree metropolitane. Proposta di una Carta dell’agricoltura periurbana”. I lavori, che inizieranno alle ore I lavori proseguiranno con gli interventi di Giovanni Cafiero, architetto e membro del Comitato scientifico di Legambiente, di Frabrizio Conte, responsabile Marketing della Fiera di Milano, di Gianluca Cristoni, presidente dell’Agia-Cia, e di Franco Riboldi, direttore generale dell’Ausl di Bologna. Le conclusioni del convegno saranno svolte da Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia. Con questa iniziativa la Cia intende, quindi, porre all’attenzione delle altre organizzazioni, del mondo politico e imprenditoriale, dei cittadini e dei consumatori la proposta di una “Carta dell’agricoltura periurbana” con la speranza di avviare un dibattito che contribuisca a ristabilire relazioni di pari dignità e rispetto, ma anche di maggiore conoscenza reciproca tra la città e l’agricoltura.
Dal 8 al L’iniziativa - promossa dalle associazioni agrituristiche dell’Umbria -Agriturist, Terranostra e Turismo Verde- di comune accordo con la Regione Umbria, la Camera di Commercio di Perugia e organizzata in collaborazione con le associazioni del commercio e dell’artigianato - coinvolge molte tra le più prestigiose strutture di turismo rurale tra cui prevalgono gli agriturismi. Andando “Per Borghi & Fattorie” sarà possibile fare un percorso suggestivo alla scoperta e riscoperta di una regione che si fonde in un’unica opera d’arte, ricoperta com’è di chiese, cattedrali e abbazie che ospitano quadri, affreschi, oggetti di rara bellezza, torri e fortezze, tutto abbracciato da argentei olivi. L’evento ha, quindi, l’ambizioso obiettivo di promuovere e valorizzare la variegata e qualificata offerta di turismo rurale del “Cuore Verde d’Italia” con tutto ciò che essa esprime sia sul piano culturale, ricreativo, sportivo che in termini di produzioni agro-alimentari e artigianali tipiche. Per rendere più facile la scelta di cosa acquistare, degustare e fare, le aziende sono state raggruppate nei seguenti 4 itinerari: la dispensa dei prodotti tipici, l’Umbria da gustare, Sapori d’Umbria e Sentieri d’Umbria. Le aziende saranno infine impreziosite dalla presenza di prodotti dell’artigianato artistico umbro (ceramiche, tessuti, ferro battuto, cotto), e per gli ospiti saranno organizzate visite guidate nei laboratori di produzione. La manifestazione sarà presentata domani 28 aprile a Roma, presso Villa Borghese, in una conferenza stampa che avrà inizio alle ore 10,00. All’iniziativa parteciperanno Antonio Sposicchi, presidente di Turismo Verde Umbria, Vittoria Iraci, presidente di Agriturist Umbria, Luca Epifani, segeretario di Terranostra Umbria, Luigi Repace, amministratore unico Apt, e Carlo Liviantoni, vicepresidente della Giunta regionale Umbria.
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