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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 203 26 ottobre 2005
ATTUALITÀ
  • Delegazione della Cia al "China Flower Expo 2005”
COMUNICATI
  • Affitti quote latte: un altro passo per la certezza delle regole, ma è ancora insufficiente per correggere le distorsioni del sistema
  • Agricoltura: è grave crisi strutturale. Dal governo solo promesse e nulla di concreto. In piazza per una nuova politica di sviluppo e competitività
  • Aviaria: allevatori nel dramma. Occorrono urgenti misure d’emergenza. Il presidente del Consiglio costituisca subito un Tavolo di crisi
TERRITORIO
  • Cia Emilia-Romagna: evitare allarmismi ingiustificati su uova e polli o si rischia il tracollo del settore
  • Cia Livorno: festa dell’olio. Una pianta d’olivo alle scuole elementari
  • Crisi dell’agricoltura in Basilicata: dopo l’analisi occorre dare immediata attuazione agli impegni
  • Donne in Campo: un’ imprenditrice siciliana tra le vincitrici del premio De@terra
APPUNTAMENTI
  • Cia di Firenze, Pistoia e Prato: assemblea dei viticoltori
  • Cia Firenze: incontro sulla finanziaria 2006
  • Corso di formazione Inac a Lamezia Terme
  • Primolio di Puglia 2005: la Cia regionale incontra il presidente Nichi Vendola
  • I bambini e la frutta: iniziativa della Cia dell’Emilia-Romagna

 

ATTUALITÀ


Delegazione della Cia al "China Flower Expo 2005”

 

Al “China Flower Expo 2005”, svoltosi nel Chengdu in Cina, su fiori, piante e prodotti del giardinaggio, ha partecipato per la prima volta la Cia con una delegazione composta da Gianluca Cristoni, presidente nazionale dell’Agia, e da Giovanni Li Volti, responsabile nazionale del settore florovivaistico. L’occasione è servita anche per far conoscere la realtà italiana del settore, presentando alcune delle maggiori aziende italiane e  strutture cooperative e consortili, e Flormat la maggiore esposizione italiana.

La manifestazione  ha sorpreso non solo per le dimensioni, ma anche per il livello raggiunto sia in alcune produzioni e tecnologie.

La produzione di alcuni comparti del settore floricolo non ha grandi livelli di qualità, anche se comincia ad avere un buon avvio nel campo della ricerca sul vivaismo e sulle nuove varietà. Il settore nel quale i cinesi sono fortemente professionalizzati è quello di alcune produzioni di piante e prodotti di arredo per i giardini dove meglio si esprime la loro fantasia e tradizione di arredo dei giardini

orientali e degli spazi verdi in generale.

Le presenze internazionali sono state di grande livello e tra queste quelle della Russia, degli Stati Uniti d’America, dell’Australia, del Giappone, di Israele, del Messico dell’Africa, dell’America Latina e una rappresentanza importante dell’Europa con Francia, Belgio, Olanda e Italia, rappresentati in questo caso dalla  Confederazione italiana agricoltori.

L’imponenza dell’evento, collegato anche ad un’esposizione di giardini e di spazi verdi arredati, è testimoniata dai diversi milioni di visitatori nell’arco di una settimana, solo due milioni nella giornata di apertura.

Toccante il cerimoniale di accoglienza delle delegazioni straniere, il trattamento ricevuto dalle autorità della fiera e delle istituzioni locali e nazionali cinesi. Anche all’apertura dell’Expo le delegazioni straniere hanno assistito in posti d’onore all’inaugurazione, con lanci di coriandoli e migliaia di colombe; il tutto con musiche e costumi delle popolazioni locali e nazionali.

L’arredo della città, che conta circa 4 milioni di abitanti, è stato cosi evidente da colpire l’attenzione degli stranieri; tutte le strade e i palazzi pubblici erano stati ornati di piante e fiori oltre ai i 17 chilometri di percorso per raggiungere la fiera.

Gli incontri con le autorità e con gli operatori ha reso evidente come questa parte del mondo vuole svilupparsi e espandersi in campo internazionale.

Considerando l’enorme potenziale del mercato, non è possibile ignorarne l’esistenza, occorre, quindi,spingere sulla qualità di prodotti sempre più capaci di attrarre i consumatori e  cercare intese di carattere progettuale per mettere insieme le nostre modernità tecnologiche con i loro, per ora, più bassi costi di produzione, e affrontare così il mercato orientale.

 

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COMUNICATI


Affitti quote latte: un altro passo per la certezza delle regole, ma è ancora insufficiente per correggere le distorsioni del sistema

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi sul decreto del ministro Alemanno. Indispensabile una maggiore semplificazione burocratica.

 

“Il decreto sugli affitti delle quote latte del ministro Alemanno rappresenta un altro passo verso la certezza delle regole e potrà favorire, soprattutto in alcune aree, la copertura delle produzioni in eccedenza in un periodo dove stiamo assistendo ad un aumento dei quantitativi di latte prodotto dalle aziende”. E’ quanto evidenzia il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.

“Tutto ciò non è però ancora sufficiente. Il ministero -rimarca Politi- deve, infatti, monitorare l’applicazione della legge agendo con interventi mirati per correggere le distorsioni che inevitabilmente il sistema sta facendo emergere, partendo dall’importante zootecnia localizzata in aree sensibili e svantaggiate o in zone meno vocate. Così come è necessario intervenire perché vengano garantiti definitivamente comportamenti univoci e non discriminanti rispetto alla gestione delle cosiddette multe, superando definitivamente la lunga stagione degli infiniti contenziosi e dei comportamenti elusivi che ancora si protrae”.

“Inoltre, risulta necessaria -conclude il presidente della Cia- una semplificazione burocratica che renda sostenibile il carico degli adempimenti, non solo relativi al regolamentazione delle quote latte, a cui sono sottoposti gli allevatori”.

 


Agricoltura: è grave crisi strutturale. Dal governo solo promesse e nulla di concreto. In piazza per una nuova politica di sviluppo e competitività

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi al Tavolo agroalimentare evidenzia i gravi problemi del settore primario e gli obiettivi della grande manifestazione dell’8 novembre a Bologna. I redditi degli agricoltori in pesante calo. L’influenza aviaria è solo l’ultima delle emergenze che stanno mettendo in ginocchio l’intero mondo agricolo italiano. Per la previdenza occorro misure realmente incisive. 

 

“Si ha sempre più l’impressione che in pochi giorni si voglia recuperare anni di ritardi e di promesse non mantenute. Tuttavia, non vediamo nulla di concreto.  L’agricoltura continua a vivere una situazione di estrema difficoltà. Siamo in presenza di una preoccupante crisi strutturale contro la quale si sta facendo veramente poco. E non a caso il prossimo 8 novembre scenderemo in piazza a Bologna, dopo due mesi di intensa mobilitazione sul territorio, per sollecitare una nuova politica verso il settore primario”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione del Tavolo agroalimentare a Palazzo Chigi.

“Ormai -aggiunge Politi- l’agricoltura italiana passa da un’emergenza all’altra. Oggi facciamo i conti con la vicenda dell’influenza aviaria che sta mettendo in ginocchio un comparto, quello avicolo, che fino a pochi mesi produceva redditi e occupazione. Ma la crisi attraversa trasversalmente tutti i settori produttivi, dall’ortofrutta, al vino, ai cereali e al settore lattiero-caseario. Assistiamo al continuo aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio, degli oneri previdenziali, alla costante e allarmante flessione dei prezzi sui campi, ad una campagna agraria che segnerà una riduzione del valore aggiunto del 2,4 per cento”.

“La situazione è che ci troviamo a fronteggiare -rileva il presidente della Cia- è complessa: l’agricoltura è in una vera e propria crisi strutturale, le cui cause vanno cercate al nostro interno, senza dare tutta la responsabilità ad eventi comunque al di fuori della nostra portata. E questo va compreso nella sua interezza, ma da parte del governo non sono arrivate quelle risposte più volte sollecitate. Si sono enunciate iniziative e promessi interventi di ampio respiro. Finora, però, non abbiamo nulla di tangibile. Si procede alla giornata, con misure insufficienti. Decisamente, e non siamo i soli a sostenerlo, gli obiettivi strategici di crescita e di rilancio della competitività del sistema imprenditoriale non fanno parte dell’agenda di questo governo e di questo scorcio di legislatura”.

In sostanza, la prima considerazione è -sottolinea Politi- che “le decisioni sullo sviluppo si rinviano. Non abbiamo ancora una politica economica all’insegna del rigore e sviluppo. In realtà, dalle manovre di bilancio che consentirono all’Italia di aderire al sistema monetario europeo, tale strategia, sebbene mai negata, è sempre rimastra nella categoria delle buone intenzioni”. 

“Le nostre produzioni tipiche (vino, frutta, carni lavorate, formaggi, olio) -rileva ancora il presidente della Cia- vivono sulla domanda estera. La nostra prima difficoltà è sui mercati stranieri tradizionali. Importiamo dalla Cina, dall’America Latina, ma esportiamo meno in Europa a vantaggio della Spagna. E così lo scenario si costella sempre di ombre minacciose”.

In particolare, per quanto riguarda il lavoro e la previdenza, abbiamo sollecitato -afferma il presidente della Cia- una diminuzione dei costi che pesano sulle imprese, dei carichi previdenziali e degli infortuni, agevolazioni, sgravi e incentivazioni sul fronte occupazionale, l’aumento generalizzato delle pensioni minime a 600 euro mensili, comprendendo anche quei pensionati, come i lavoratori anziani dell’agricoltura, che hanno ancora una pensione inferiore a 500 euro. In tale ottica è importante approvare un provvedimento finalizzato a chiudere con il passato sui crediti vantati dall’Inps per l’assunzione di manodopera e per gli oneri propri. Ma queste nostre richieste sembrano cadere ancora una volta nel vuoto”.

 


Aviaria: allevatori nel dramma. Occorrono urgenti misure d’emergenza. Il presidente del Consiglio costituisca subito un Tavolo di crisi

 

Davanti al crollo dei consumi (60 per cento) e ai danni di oltre 350 milioni di euro, la Cia si appella al Capo del governo affinché si intervenga con tempestività e concretezza per fronteggiare una gravissima situazione. E’ necessario intensificare le campagne di informazioni per rassicurare i cittadini e sgombrare il campo dai tanti infondati allarmismi sul pollame e le uova.

 

Il crollo dei consumi di pollame (60 per cento) ha ormai gettato nel dramma migliaia di allevatori agricoli che hanno visto scendere le loro vendite in maniera allarmante, con considerevoli perdite di reddito. Molti dei 6150 allevamenti sono a rischio chiusura. Occorrono subito misure d’emergenza e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi deve costituire immediatamente un Tavolo di crisi composto da rappresentanti del governo, delle regioni e dell’intera filiera avicola. E’ quanto sollecitato oggi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per la gravissima situazione in cui versa il settore che in poco meno di due mesi ha già subito danni che superano i 350 milioni di euro.

Gli allevatori avicoli -afferma la Cia- sono alle prese con una crisi che non ha precedenti nel nostro Paese. Le misure finora predisposte sono del tutto inadeguate. Occorrono interventi urgenti d’emergenza. L’influenza aviaria può assumere dimensioni molto più gravi di quelle della “mucca pazza”. Gli allarmismi infondati sulla pandemia  stanno praticamente distruggendo il comparto che occupa  80.000 persone e ha un fatturato di 4 miliardi di euro (3 per le carni e 1 per le uova).

La costituzione del Tavolo di crisi -sottolinea la Cia- è fondamentale proprio per poter tenere costantemente sotto controllo l’evolversi della situazione e intervenire in modo tempestivo con le misure più appropriate, evitando così che il mercato avicolo accusi ulteriori colpi e che gli allevatori, come i lavoratori della filiera, subiscano pesanti conseguenze. Il Tavolo deve rappresentare un momento di confronto tra tutte le parti interessate e la sede dove individuare strategie e politiche non solo per l’emergenza ma anche per la ripresa economica e produttiva del settore.

La Cia sollecita, inoltre, il governo  ad intensificare le  campagne di comunicazione, su stampa, radio e televisione, per informare i consumatori sulla qualità e salubrità delle nostre produzioni (pollame e uova), peraltro, finalmente identificabili grazie all’etichettatura d’origine che, purtroppo, non ha dato finora i risultati sperati.

 

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TERRITORIO


Cia Emilia-Romagna: evitare allarmismi ingiustificati su uova e polli o si rischia il tracollo del settore

 

 

“Per fortuna c’è stata una giusta precisazione dall’Unione europea  sull’allarme ingiustificato dei  giorni scorsi in cui si affermava che era pericoloso consumare uova fresche”. Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia-Romagna, interviene sulla questione dell’influenza aviaria sulla quale si sta facendo del terrorismo psicologico “che rischia di mettere una pietra tombale sul settore avicolo che sta attraversando una profonda crisi nei consumi, come peraltro è accaduto alcuni anni fa per le carni bovine”. Secondo Philip Tod, portavoce del commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza dei consumatori Markos Kyprianou,  i controlli veterinari garantiscono, infatti, che comunque non arriva sui mercati carne infetta da influenza aviaria.

 “Ormai siamo ad un calo dei consumi di pollo superiore al 60 per centro -prosegue Battelli- mentre i prezzi sia all’origine che al consumo sono scesi del 55 per cento. Il 20 per cento degli allevamenti italiani rischia di chiudere e alcune migliaia di addetti alla filiera avicola (che da occupazione a più di 80mila persone) possono perdere il posto di lavoro nelle prossime settimane”.

La psicosi scatenata dall’influenza aviaria, secondo la Cia ha finora provocato danni per oltre 350 milioni di euro in tutta la nazione, e in Romagna, dove si concentrano i principali allevamenti avicoli (che complessivamente producono circa 30 milioni di capi all’anni tra polli da carne, galline ovaiole e tacchini), la situazione è critica.

“Il quadro diventa più allarmante e grave se si pensa che il  comparto garantisce l’autosufficienza delle carni avicole nel nostro Paese -aggiunge Battelli- del resto, neanche l’etichetta d’origine sui prodotti avicoli, diventata obbligatoria dal 17 ottobre scorso, è riuscita a rivitalizzare i consumi. Tra i cittadini -sottolinea il presidente Cia- continua ad esserci molta diffidenza nei confronti delle carni avicole. Così nei mercati restano invenduti polli, galline e tacchini. Per quest’ultimi c’è addirittura una flessione dell’80 per cento nelle vendite”.

La Cia, infine, annuncia che parteciperà a tutte le manifestazioni promosse dagli allevatori avicoli, a cominciare da quella in programma per sabato prossimo 29 ottobre a Forlì, per sollecitare misure in grado di sanare una situazione che giorno dopo giorno diventa sempre più drammatica.


Cia Livorno: festa dell’olio. Una pianta d’olivo alle scuole elementari

 

Fra le iniziative messe in atto  nella “Festa dell’olivo e dell’olio”, organizzata dalla Cia livornese dal 27 al 30 ottobre prossimi, che si svolge  alla Circoscrizione 4 del Comune  di Livorno, in collaborazione con l’Ap/Cia, c’è anche quella  della consegna ad otto scuole dalle elementari alle medie superiori di una pianta di olivo ciascuno per siglare con un atto simbolico lo spirito della festa stessa.

La consegna verrà effettuata dal  vicepresidente  nazionale della  Cia Enzo Pierangioli alle insegnanti presenti al convegno “Nei secoli l’olivo. L’olio, gli anziani, i bambini, il giusto nutrimento,la storia locale,l’assaggio” che si svolge presso il Centro sociale anziani “La Leccia” la mattina del 28 ottobre prossimo.

L’idea di coinvolgere le scuole è nata dall’esigenza di portare in città quella cultura campagnola che è custodia della tradizioni,ed anche cura del paesaggio oltreché cura dell’ambiente e produzione di beni alimentari. In questo ragionamento si inserisce l’olivo per la sua peculiarità di pianta perenne… nei secoli, che stravolge appunto il concetto moderno che tutto si consuma in pochi attimi. L’olivo no, se lo pianti oggi, e lo curi, lo coltivi, ne raccogli il frutto e poi lo “frangi”, puoi ripetere questa operazione per decine e decine di generazioni attraverso il tempo.

Infatti, in questi giorni le scolaresche, complice il bel tempo , sono andate a raccogliere le olive all’azienda agricola “Dolci Ricordi” di Livia Campanelli, proprio al margine della città, che poi sabato prossimo andranno a frangere al Casone di Vada di Amici Mario e Patrizio. E’ l’unico frantoio a “macine” tradizionali rimasto in provincia di Livorno dove l’operazione di spremitura delle olive può ancora essere vista nelle varie fasi.

Un olivo simbolico da piantare in ogni scuola, ma non solo, la festa da vita  anche ad altre cose: ”Idee e progetti per la festa dell’olivo e dell’olio: solidarietà e coesione sociale tra anziani e giovani“ a cura del Cipa-At di Livorno che si svilupperanno durante l’anno scolastico con premio finale ai migliori classificati per ogni ordine di scuola:elementari, medie e superiori; ed anche “Adottiamo un olivo” , l’idea della Circoscrizione  4, di fare una ricognizione degli olivi del comune e abbandonati nel proprio territorio, per assegnarli con la collaborazione dell’Associazione pensionati della Cia, alla festa dell’anno prossimo a tutti pensionati e cittadini (compresi bimbi e ragazzi) che ne faranno richiesta.

Il ciclo era incompleto senza la parte migliore: l’assaggio dei prodotti e tutto ciò che si può ricavare dall’olivo e  dall’olio, dalla bruschetta alla ribollita alle altre leccornie. A questo hanno pensato le “Maghe” di “Donne in Campo” della Cia che in combutta con  il centro sociale “La Leccia” e il Circolo Arci di Collinaia hanno organizzato assaggi, pranzo e cena , nonché il mercato dei prodotti tipici e la riscoperta di antichi mestieri. Ce n’è poi per tutti i gusti: esibizione di cavalli e falchi, gara di bocce, corsa di moutain-bike, teatrino per bambini e ballo e spettacolo  in vernacolo livornese e stornelli.

Ecco: piantando un olivo nel cortile della scuola la Cia e la Circoscrizione 4 vogliono che si ricordi questa agricoltura:non quella drammatica di questi giorni delle alluvioni o delle stragi di polli.

 

 


Crisi dell’agricoltura in Basilicata: dopo l’analisi occorre dare immediata attuazione agli impegni

 

All’indomani del Consiglio Regionale di Basilicata incentrato sulle difficoltà del settore agricolo lucano, le organizzazioni professionali agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura della Basilicata, si sono riunite per valutare i risultati dei lavori e gli ordini del giorno che ne sono scaturiti.

Sintetizzando il giudizio su quanto è accaduto nel corso della giornata politica, a partire dall’ampia relazione dell’assessore Fierro, ad una puntuale  e corretta analisi dello stato di difficoltà del settore, confermato dagli interventi di tutti i consiglieri che hanno contribuito al dibattito, deve tempestivamente seguire l’emanazione di provvedimenti normativi finalizzati a dare risposte efficaci alle imprese agricole di Basilicata.

A giudizio di Cia, Coldiretti, Confagricoltura, un segnale concreto va dato in direzione delle difficoltà contingenti delle aziende, sostenendo la ripresa produttiva per l’annata agraria in corso attraverso il reperimento di liquidità immediata tramite la facilitazione per accedere a forme creditizie di breve e medio termine utilizzando gli strumenti che già la Regione ha in essere.

Una ulteriore misura che potrebbe rilanciare investimenti e produzioni -sempre per Cia, Coldiretti, Confagricoltura- può essere rappresentata dall’”audit” regionale (servizi di orientamento alle produzioni verso i mercati), anche alla luce della nuova riforma della Politica agricola comunitaria e di alcune Ocm (ortofrutta in particolare).

Tutto ciò non può prescindere, però, da una adeguata e rapida emanazione di un provvedimento che preveda il ripianamento e consolidamento della debitoria delle piccole e medie imprese agricole preceduto da una serrata interlocuzione con il sistema bancario, come con quello assicurativo che permetterebbe nella nostra realtà regionale di pervenire ad una adeguata normativa a sostegno delle coperture assicurative delle produzioni.

Risanamento e sostegno al rilancio produttivo, sono questi, per le organizzazioni agricole di Basilicata, i due capisaldi su cui fondare una pragmatica attuazione degli impegni assunti dal Governo regionale nella seduta di Consiglio; tale impostazione è propedeutica ad una concreta possibilità di porre in essere, attraverso una stagione di rinnovata concertazione sussidiarietà e partenariato, la stesura di una legge regionale organica di modernizzazione e orientamento del comparto agroalimentare della nostra regione.

Su questo terreno Cia, Coldiretti, Confagricoltura   intensificheranno la loro azione sindacale consapevoli che solo attraverso un riposizionamento del ruolo economico-sociale del comparto e della risoluzione della sua crisi strutturale, potranno essere intercettate opportunità e risorse in grado di rendere competitive le imprese e garantire redditi adeguati agli agricoltori per uno sviluppo armonico e diffuso della Basilicata.

 


Donne in Campo: un’ imprenditrice siciliana tra le vincitrici del premio De@terra

 

L’Onilfa, l’Osservatorio per l’imprenditoria femminile e il lavoro in agricoltura del ministero delle Politiche agricole, premia una imprenditrice agricola siciliana. Si tratta di Anna Maria Carfì risultata una delle cinque vincitrici della edizione 2005 del concorso De@terra  organizzato dall’Onilfa. Si tratta di un importante riconoscimento all’azienda, ma anche al lavoro di “Donne in Campo”, l’associazione delle imprenditrici agricole della Confederazione italiana agricoltori, che ha segnalato la propria associata al concorso De@terra.

La consegna del premio avverrà il prossimo 2 dicembre nel corso della celebrazione della giornata mondiale della donna rurale che l’Onilfa organizzerà a Roma.

Anna Maria Carfì, giovane imprenditrice agricola produce lumache da gastronomia (Helix Aspersa) a Mineo in provincia di Catania. L’imprenditrice oltre alla produzione dei molluschi destinati alla gastronomia di elitè offre anche la possibilità a gruppi, scolaresche o associazioni di visitare la propria azienda che ha chiamato "Le B@ve di Bacco”.

Situata poco distante dal centro urbano di Mineo, distante 50 chilometri da Catania, nell’azienda “Le B@ve di Bacco” viene adottato il metodo del ciclo biologico completo all’aperto. “Le lumache -spiega Anna Maria Carfì- vengono nutrite con una specifica alimentazione vegetale (ravizzone e bietola, misto di radicchio, girasole, carciofo, e altro ancora), su terreno a pascolo naturale, senza aggiunta di mangimi industriali”

“La lumaca -conclude l’imprenditrice di Mineo- per le sue peculiari caratteristiche, ben si concilia con i canoni della moderna alimentazione, essendo poverissima di grassi e di facile digeribilità, se cucinata nel modo giusto, cioè senza intingoli succosi, adatta anche per bambini e anziani. Anche i cardiologi consigliano la lumaca nelle diete per cardiopatici”.

 

 

 

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APPUNTAMENTI


Cia di Firenze, Pistoia e Prato: assemblea dei viticoltori

 

Su iniziativa delle Cia di Firenze, Pistoia e Prato, si terrà ad Empoli, presso il Convento degli Agostiniani, domani giovedì 27 ottobre, alle ore 9.30, un’assemblea che vedrà al centro del dibattito il presente ed il futuro di uno dei prodotti più importanti della regione Toscana: il vino.

Un prodotto che attualmente sta attraversando un momento difficile, ma al contempo è la più importante risorsa della nostra agricoltura regionale, si parlerà della crisi ma anche delle prospettive e dello sviluppo di un settore fondamentale per la nostra economia e per il nostro territorio.

L’iniziativa vedrà il saluto di apertura di Luciana Cappelli, sindaco di Empoli e presidente del Circondario Empolese Valdelsa, la relazione introduttiva del presidente della Cia di Firenze Sandro Piccini. Oltre agli interventi delle altre province interessate, interverranno al dibattito Luigi Nigi, assessore all’Agricoltura della provincia di Firenze, Antonella Chiavacci, sindaco di Montespertoli con delega all’Agricoltura per il Circondario Empolese.

Sono previsti interventi di Roberto Negrini, vicepresidente Legacoop/ Agroalimentare Toscana, dei presidenti delle Cantine Sociali della rovincia di Firenze e Pistoia e dell’Associazione Aprovito (Associazione produttori viticoltori toscani). Concluderà Marco Failoni, della presidenza della Cia Toscana.

 


Cia Firenze: incontro sulla finanziaria 2006

 

Si svolgerà a Empoli sabato 29 ottobre, alle ore 9.30, presso la sala Consiliare del Comune, il primo incontro con i Parlamentari eletti nella provincia di Firenze sul tema della prossima finanziaria 2006.

L’incontro si svolgerà con l’on. Alberto Fluvi e vedrà la partecipazione di una delegazione di agricoltori della provincia di Firenze insieme con il presidente provinciale della Cia  Sandro Piccini. Durante l’incontro verranno affrontati anche i temi alla base della manifestazione nazionale a Bologna del prossimo 8 novembre.

 


Corso di formazione Inac a Lamezia Terme

 

Per il 3 e 4 novembre prossimi, a Lamezia Terme, presso i  locali dell’hotel Lamezia, avrà luogo un corso di formazione organizzato dall’Inac sul “Pubblico impiego”.La programmazione dell’iniziativa è da inserire in un piano di rilancio del Patronato nelle varie province e a livello regionale.

Nella prima giornata il corso prevede la trattazione, da parte di Rosalba Lo Prinzi, dell’Inac nazionale, relativa al sistema previdenziale dei dipendenti pubblici, al funzionamento dell’Inpdap e ai vari servizi e alle varie prestazioni dell’Istituto stesso.

Nella seconda giornata è prevista la presenza del direttore compartimentale dell’Inpdap per la Calabria e la Basilicata dott. Roberto Bafundi, che illustrerà il protocollo d’intesa siglato a suo tempo tra Inpdap e Istituti di Patronato della Regione.

All’iniziativa interverranno molti operatori zonali e comunali, i direttori provinciali e il direttore regionale dell’Inac, nonché vicepresidente della Cia della Calabria Michele Drosi.


Primolio di Puglia 2005: la Cia regionale incontra il presidente Nichi Vendola

 

Un’ampia delegazione della Cia Puglia incontrerà il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per illustrare l’andamento della campagna olivicola appena iniziata e le proposte per un’azione di tutela dell’olio di oliva pugliese.

L’incontro si terrà domani giovedì 27 ottobre alle ore 11,15 presso la sede della Presidenza della  Regione Puglia (Lungomare N. Sauro).


I bambini e la frutta: iniziativa della Cia dell’Emilia-Romagna

 

Che frutta si raccoglie ora, in ottobre, nelle nostre campagne? Domande a cui un tempo tutti sapevano rispondere, ma che oggi forse lasciano perplessi ed indecisi. Si può ricominciare dai bambini che, soprattutto in città, vedono la frutta e la verdura solo nei negozi. Per questo la Confederazione italiana agricoltura dell’Emilia-Romagna regalerà ad ogni classe delle scuole elementari (primarie) della regione un calendario, da appendere in aula, che insegna a collegare frutta ed ortaggi con i mesi di naturale maturazione.

L’iniziativa verrà presentata con una conferenza stampa venerdì prossimo 28 ottobre, alle ore 10.00, presso la scuola primaria Ercolani di Bologna (accesso da via Finelli 2, dietro l’autostazione dei pullman).

Per l’occasione una fattoria didattica della Cia preparerà una merenda a base di frutta, per la consueta ricreazione dei bambini della scuola che ospita l’iniziativa e ai presenti verrà regalata una selezione di marmellate e composte prodotte dalle nostre aziende agricole.

 

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