| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 61 | 26 marzo 2010 |
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi: la campagna elettorale rissosa e infuocata ha allontano i problemi veri del Paese. Attenzione pressoché nulla per la grave situazione delle imprese agricole italiane. Rinnovato l’appello perché le nuove amministrazioni si adoperino per far svolgere “In questi mesi abbiamo assistito solo a polemiche astiose, a scontri accesi. Nella campagna elettorale per le elezioni regionali, rissosa e infuocata, non sono stati affrontati problemi gravi come quelli che sta vivendo la nostra agricoltura, sempre più nella morsa di costi produttivi, contributivi e burocratici a livelli record e di un drammatico crollo dei prezzi praticati sui campi. Le pressanti questioni delle imprese agricole sono, purtroppo, passati sotto silenzio. E questo lo constatiamo con grande rammarico. L’auspicio, adesso, è che le nuove amministrazioni regionali affrontino con la dovuta incisività la complessa crisi che da tempo sta investendo il settore primario”. A sottolinearlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale la situazione delle campagne italiane meritano una ben diversa attenzione da parte di tutte le forze politiche. “Pensavamo che la gravità dello scenario agricolo -avverte Politi- potesse stimolare un adeguato dibattito, un confronto dal quale far emergenze precise indicazioni e proposte per rilanciare lo sviluppo e la competitività delle aziende. Niente di tutto ciò. Per il settore lo scenario futuro resta molto incerto. In questi ultimi due anni, d’altra parte, non sono venute dal governo le risposte che i nostri produttori attendevano. I problemi non solo sono rimasti, ma si sono infittiti ulteriormente”. “Solo lo scorso anno oltre 40 mila imprese agricole -aggiunge il presidente della Cia- sono state costrette a chiudere i battenti. Questo significa che l’economia e la società hanno perso un patrimonio molto importante. Ma la situazione rischia di divenire allarmante se non si interviene con politiche realmente incisive. I costi in continua ascesa, la caduta dei prezzi e la picchiata dei redditi degli imprenditori agricoli possono portare all’espulsione dal mercato di migliaia di aziende nei prossimi quattro-cinque anni”. “Per questa ragione nei giorni scorsi -ricorda Politi- abbiamo rinnovato l’appello alle nuove amministrazioni regionali che usciranno dalle prossime elezioni di porre tra i primi impegni la convocazione di ‘forum’ sulla situazione e le prospettive dell’agricoltura per preparare la convocazione, in previsione degli appuntamenti sulla riforma della Pac e del bilancio dell’Unione europea, della Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Un’iniziativa a parole condivisa, negata, però, nei fatti”. “Come già avvenne con le due precedenti Conferenze del 1961 e 1978, anche oggi -afferma il presidente della Cia- siamo chiamati a disegnare un progetto di agricoltura che ci permetta di affrontare, con adeguata capacità competitiva, le sfide di un’economia globalizzata. Un appuntamento che, quindi, va svolto necessariamente entro quest’anno”.
La Cia partecipa a Bruxelles alle riunioni del Copa-Cogeca e alla Conferenza promossa dalla Commissione. E’ indispensabile un’efficace tutela contrattuale per i produttori. Rendere obbligatoria l’etichettatura d’origine sia per il latte che per tutti i suoi derivati per porre un serio rimedio alla contraffazione. Il settore del latte continua a vivere una profonda crisi in tutta Europa. Uno scenario difficile che, soprattutto in Italia, sta assumendo contorni drammatici per gli allevatori. Servono, quindi, interventi immediati e concreti a sostegno dei produttori che fanno i conti con costi produttivi, contributivi e burocratici in forte crescita e con prezzi alla stalla sempre meno remunerativi. Occorre una politica realmente incisiva che permetta di affrontare e risolvere gli attuali complessi problemi e ridare alle imprese quelle certezze che oggi, purtroppo, mancano. E’ quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione della Conferenza “Quale futuro per il latte” promossa a Bruxelles dalla Commissione Ue, preceduta dalle riunioni del gruppo di lavoro e del gruppo consultivo “Latte e prodotti lattiero-caseari” del Copa-Cogeca (i Comitati delle organizzazioni agricole e cooperative europee). Le difficoltà che stanno investendo il settore lattiero nell’Unione europea -ha rilevato la Cia, che ha partecipato ai tre incontri comunitari- devono trovare al più presto adeguate risposte. Le misure adottate negli scorsi mesi dell’Esecutivo di Bruxelles per sostenere il mercato non hanno dato i risultati sperati. I prezzi, nonostante gli interventi, non si sono stabilizzati, mentre i costi si sono mantenuti alti. In queste condizioni si allontana la ripresa e per gli allevatori il futuro resta alquanto oscuro. Da qui l’esigenza di nuove strategie attraverso le quali garantire strumenti validi alle imprese. In questo contesto, assume una particolare rilevanza -ha rimarcato la Cia- la tutela contrattuale degli allevatori e la difesa delle produzioni lattiero-casearie contro le contraffazioni. Una difesa che trova il suo punto di forza nell’etichettatura d’origine (di cui la Confederazione ha sempre sostenuto la validità) che l’Ue deve rendere obbligatoria sia per il latte che per tutti i suoi derivati (formaggi, yogurt), come, del resto, è stato deciso nel nostro Paese. La Cia rinnova, dunque, l’invito all’Ue per un’azione incisiva al fine di concentrare sulle imprese le risorse necessarie a fronteggiare l’aggravamento dei problemi per i produttori, ponendo immediato rimedio alla volatilità dei prezzi. Un aspetto questo che riguarda specialmente l’Italia, dove per gli allevatori è ormai “profondo rosso”, con un prezzo del latte alla stalla ancora troppo basso.
Nella Provincia di Salerno si potranno degustare alcune varietà di lattughe fertilizzate con l’aiuto esclusivo di un “compost”, ottenuto dalla parte organica della raccolta differenziata. La prima lattuga cresciuta con i rifiuti “puliti e riciclati” è stata realizzata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori della provincia di Salerno assieme al Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Salerno, attraverso un progetto finanziato dal Ministero delle politiche agricoli e alimentari e forestali. Volendo quindi parafrasare il testo di una celebre canzone di Fabrizio De Andrè: “Dai diamanti non nasce niente…dai rifiuti nasce l’insalata”. Questo particolare compost di qualità -spiegano dalla Cia- oltre a dare una giusta collocazione ai rifiuti organici, promuove la fertilità dei terreni migliorandone le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, andando ad integrare la componente organica. Infatti -continuano dalla Cia- L’impiego come ammendante dei suoli agrari di compost di qualità, ottenuto dalla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, rappresenta non solo una strategia di grande valenza ambientale ma anche agronomica perché migliora la qualità e la struttura del suolo e delle comunità microbiche. Il prossimo martedì 30 marzo, a Salerno, presentazione ufficiale alla stampa, dei risultati del progetto e la prova “palato”. Infatti -annunciano dalla Cia- nell’occasione si potranno degustare le diverse varietà di lattughe, prodotte su terreni fertilizzati in modo tradizionale con compost. I risultati -concludono dalla Cia- saranno sorprendenti.
“L’agricoltura toscana, i giovani, le imprenditrici, nonostante una crisi che perdura da troppi mesi, non è affatto rassegnata: Anzi, tutti vogliono guardare avanti per uscire dalla crisi, ma soprattutto vogliono guardare al futuro, insieme alle istituzioni, alle forze politiche, alle associazioni, e con le loro imprese e i loro prodotti, continuare ad essere protagonisti nei mercati e nel mondo. E meno burocrazia”. Questo l’appello che Giordano Pascucci, presidente “L’agricoltura -ha detto il candidato Enrico Rossi- è un tassello fondamentale della nostra regione e per la ripartenza dell’economia; dopo che, con la crisi, Le prossime sfide: “dobbiamo concentrarci su come avere sbocchi di mercato, su come promuovere Pascucci ha chiesto al candidato di mantenere alcuni impegni: “Intanto -ha sottolineato il presidente della Cia Toscana- è importante che il nuovo assessore sia una persona di alto profilo, capace, conoscitore del settore, che deve avere voglia di fare, che si confronti con le organizzazioni di categoria attraverso Per Inoltre, Pascucci ha chiesto l’impegno di continuare ad avere una costante attenzione al settore, con confronti periodici con le rappresentanze agricole, per monitorare, aggiornare, rafforzare e qualificare l’intervento e l’azione dell’intera giunta regionale verso l’agricoltura e le aree rurali. “Servirà un impegno straordinario -ha detto Pascucci- da parte di tutte le parti. Noi lo abbiamo chiamato protagonismo degli agricoltori che uniscono le forze, le idee, le azioni, e possono guardare al futuro con meno preoccupazione”. “
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