| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 48 - n. 20 | 26 gennaio 2006 |
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La Cia commenta positivamente l’intesa e auspica un rapporto sempre più stretto di filiera. Agli agricoltori risposte certe. La Cia-Confederazione italiana agricoltori ritiene importante l’accordo raggiunto nella riunione di ieri tra Assitrapa (Associazione industrie di trasformazione) e le Unioni nazionali, dopo il grave colpo inferto ai produttori siciliani negli ultimi giorni con la dichiarata volontà della stessa Assitrapa di non rispettare le intese pattuite a inizio campagna di commercializzazione. La Cia ricorda che nei contratti di fine ottobre veniva riconosciuto un prezzo medio di 0,060 euro/Kg per le “arance rosse” con l’accordo tacito di riconoscere ulteriori incentivi alla qualità (dallo 0,02 fino allo 0,04 euro/Kg) per la varietà “moro” da gennaio e per il “tarocco” da febbraio. Questi sovrapprezzi saranno ora oggetto nuovamente di trattativa tra le singole industrie e le Organizzazioni dei produttori. E’ importante, comunque, che sia stato riaffermato il principio del libero accordo tra le parti interessate senza che un’associazione di categoria, come Assitrapa, possa unilateralmente sconfessare intese già prese dalle proprie associate, convocando direttamente la controparte, ovvero le singole Organizzazioni dei produttori. La Cia ribadisce la rilevanza che assumono le intese di filiera che anche quest’anno non sono state raggiunte a inizio campagna per l’assenza di buona parte dell’industria ai tavoli interprofessionali. Nello stesso tempo la Cia riconferma piena solidarietà alle Organizzazioni dei produttori siciliani, già in sofferenza per la crisi generalizzata del comparto agrumicolo.
La Cia mette in evidenza la positività del dato reso noto dall’Istat, ma anche il suo carattere stagionale. E’ un dato molto significativo, ma stagionale. E’ questo il commento della Cia-Confederazione italiana agricoltori ai dati resi noti oggi dall’Istat sul commercio verso i paesi extra-europei che evidenziano come le esportazioni di prodotti agricoli e della pesca verso sono aumentate in valore scorso rispetto allo stesso mese del 2004 del 27,3 per cento. A conferma della stagionalità del dato di dicembre, la Cia afferma, infatti, che, sebbene il 2004 fosse stato in media negativo per le nostre esportazioni, proprio nel dicembre di due anni fa si era registrato comunque un più 12,7 per cento. Nel ricordare che il commercio agricolo italiano è indirizzato per la quasi totalità verso i paesi comunitari e che meno di un quinto delle esportazioni agricole italiane è destinato ai paesi extraeuropei, la Cia sottolinea la positività dell’aumento (5,2 per cento) dell’esportazioni nel corso dell’intero 2005. Ma questo dato va interpretato come recupero delle posizioni italiane sui mercati dei paesi terzi rispetto ai risultati negativi del 2004, anno in cui l’export era diminuito rispetto al 2003 del 5,7 per cento. La Cia ribadisce ancora che sul fronte delle importazioni agricole e della pesca si è avuta una riduzione tendenziale nel mese di dicembre 2005 dell’1,2 per cento e che per l’intero anno 2005 non si è registrata una variazione rispetto al 2004 (più 0,1 per cento), mentre due anni si era avuto un aumento significativo, pari al 6,5 per cento. Il saldo agricolo e della pesca nel 2005 -rileva la Cia- è negativo per 3.490 milioni di euro, segnando solo un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno (pari allo 0,7 per cento). Per i prodotti alimentari, bevande e tabacco, che contengono tra l’altro i dati sul vino, nel mese di dicembre si è avuto un trend positivo, più 7,2 per cento, con una media annua del più 4,2 per cento.
La Cia sottolinea che il gran freddo può causare ulteriori gravi danni al settore ortofrutticolo. Anche le abbondanti nevicate possono avere conseguenze negative sulle strutture e sull’attività delle aziende agricole. Sono importanti per l’agricoltura le nevicate che in queste ore si stanno verificando in molte regioni italiane, specialmente in quelle del Nord, dove non piove da settimane e i campi soffrono la siccità, ma il gelo resta un pericolo costante per le colture. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori. La neve -afferma la Cia- sicuramente fa bene alle campagne dell’Italia settentrionale, poiché permette di irrigare terreni resi aridi dalle scarse piogge e soprattutto dal gran freddo di questi ultimi giorni. Tuttavia, le insidie provocate dal gelo sono sempre in agguato. A farne le spese sono soprattutto le colture di ortaggi e gli alberi da frutta che hanno già subito danni di rilievo. Per quanto riguarda i danni alle produzioni, si registrano conseguenze per le quelle orticole di stagione in campo aperto. Il repentino abbassamento delle temperature e le relative gelate hanno distrutto campi di zucchine, insalate, cavoli, cavolfiori, cicoria, radicchio, carciofi. La Cia avverte anche che le copiose nevicate possono causare danni al settore. Oltre al possibile crollo di serre e di strutture aziendali, possono essere rese inaccessibili le strade di campagna che conducono alle imprese agricole. Così possono verificarsi rischi per gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame e difficoltà nel trasporto del latte.
Il Centro di assistenza agricola (Caa) della Cia di Reggio Emilia, prosegue nella serie di assemblee rivolte agli agricoltori soci per approfondire la conoscenza di alcuni aspetti particolarmente nuovi della Pac (Politica agricola comunitaria) da poco riformata. Oggetto degli incontri (il prossimo dei quali si tiene a Bibbiano, nella sala polivalente del comune, in via Gramsci, nella mattina di sabato 28 gennaio prossimo alle 9.30): nuova politica agricola comunitaria e condizionalità (corretta gestione ambientale, benessere animale, normative igienico-sanitarie); gestione titoli Pac; Ocm (Organizzazione comune di mercato)-settore lattiero-caseario. Relatori sono: Enrico Bergami, responsabile del Caa-Cia Emilia-Romagna, Antonio Senza, responsabile Caa-Cia di Reggio Emilia, il tecnico di zona Rossano Vezzani. Interverrà, inoltre, l’assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi.
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