| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 16 | 26 gennaio 2005 |
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Il 25 gennaio scorso il Senato ha approvato in forma definitiva il testo del decreto legge riguardante le disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica. La Cia ha espresso un giudizio positivo sull’approvazione, anche se ha manifestato qualche perpelssità su alcuni punti del provvedimento. Il presidente della Cia Giuseppe Politi ha affermato: “Finalmente si chiude una prima importante partita; ci auguriamo che ora le Regioni rispettino gli adempimenti previsti. La libertà degli imprenditori agricoli che scelgono le colture tradizionali e la qualià devono essere assolutamente tutelate”. Di seguito pubblichiamo il testo del decreto legge approvato. Disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica Articolo 1 (Finalità) 1. Il presente decreto, in attuazione della Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE, del 23 luglio 2003, definisce il quadro normativo minimo per la coesistenza tra le colture transgeniche, escluse quelle per fini di ricerca e sperimentazione autorizzate ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali adottato, d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, in base all’articolo 8, comma 6, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, e quelle convenzionali e biologiche, al fine di non compromettere la biodiversità dell’ambiente naturale e di garantire la libertà di iniziativa economica, il diritto di scelta dei consumatori e la qualità e la tipicità della produzione agroalimentare nazionale. 2. Ai fini dell’attuazione del presente decreto si intendono per: a) colture transgeniche: le coltivazioni che fanno uso di organismi geneticamente modificati, secondo la definizione di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224; b) colture biologiche: le coltivazioni che adottano metodi di produzione di cui al regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991; c) colture convenzionali: le coltivazioni che non rientrano in quelle definite alle lettere a) e b). Articolo 2 (Salvaguardia del principio di coesistenza) 1. Le colture di cui all’articolo 1 sono praticate senza che l’esercizio di una di esse possa compromettere lo svolgimento delle altre. 2. La coesistenza tra le colture di cui all’articolo 1 è realizzata in modo da tutelarne le peculiarità e le specificità produttive e, per quanto riguarda le caratteristiche delle relative tipologie di sementi, in modo da evitare ogni forma di commistione tra le sementi transgeniche e quelle convenzionali e biologiche. 2-bis. Nel rispetto del principio di cui al comma 1, l’introduzione di colture transgeniche avviene senza alcun pregiudizio per le attività agricole preesistenti e senza comportare per esse l’obbligo di modificare o adeguare le normali tecniche di coltivazione e allevamento. È fatta salva ogni disposizione concernente le aree protette. 3. L’attuazione delle regole di coesistenza deve assicurare agli agricoltori, agli operatori della filiera ed ai consumatori la reale possibilità di scelta tra prodotti convenzionali, biologici e transgenici e, pertanto, le coltivazioni transgeniche sono praticate all’interno di filiere di produzione separate rispetto a quelle convenzionali e biologiche. Articolo 3 (Applicazione delle misure di coesistenza) 1. Al fine di prevenire il potenziale pregiudizio economico e l’impatto della commistione tra colture transgeniche, biologiche e convenzionali, con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di natura non regolamentare d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emanato previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono definite le norme quadro per la coesistenza, anche con riferimento alle aree di confine tra regioni, sulla base delle linee guida predisposte dal Comitato di cui all’articolo 7. Il suddetto decreto è notificato alla Commissione europea nell’ambito della procedura prevista dalla direttiva 98/34/CE del Consiglio, del 22 giugno 1998. 2. Nell’ambito dei piani regionali di coesistenza le regioni e le province autonome, in coerenza con la Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE, del 23 luglio 2003, possono individuare nel loro territorio una o più aree omogenee. Articolo 4 1. Le regioni e le province autonome adottano, con proprio provvedimento, il piano di coesistenza in coerenza con il decreto di cui all’articolo 3; tale piano contiene le regole tecniche per realizzare, la coesistenza, prevedendo strumenti che garantiscono la collaborazione degli enti territoriali locali, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. 2. Le regioni e le province autonome, nello svolgimento delle procedure di cui al comma 1, assicurano la partecipazione di organizzazioni, associazioni, organismi ed altri soggetti portatori di interessi in materia. 3. Le regioni e le province autonome promuovono il raggiungimento, su base volontaria, di accordi tra conduttori agricoli, al fine di adottare le misure di gestione previste dal piano di coesistenza di cui al comma 1 per assicurare la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche. 3-bis. Le regioni e le province autonome, al fine di prevedere un equo risarcimento per gli eventuali danni causati dalla inosservanza del piano di coesistenza, ferme restando le previsioni dell’articolo 5, comma 1-bis, possono istituire un apposito fondo, finalizzato a consentire il ripristino delle condizioni agronomiche preesistenti all’evento dannoso, il cui funzionamento è determinato con le modalità stabilite dal decreto di cui all’articolo 3, comma 1. Articolo 5 (Responsabilità) 1. Il conduttore agricolo e gli altri soggetti individuati dal piano di coesistenza di cui all’articolo 4 sono tenuti ad osservare le misure contenute nel piano medesimo. 1-bis. Il conduttore agricolo che riceve un danno derivante dall’inosservanza da parte di altri soggetti delle misure del piano di coesistenza ha diritto ad essere risarcito. Tale risarcimento grava su chiunque abbia cagionato i danni derivanti dalla inosservanza del piano di coesistenza di cui all’articolo 4 e del piano di gestione aziendale di cui al comma 3 del presente articolo. Sui soggetti che non osservano tali misure incombe l’onere probatorio derivante dall’inosservanza delle misure stesse. Analoga responsabilità grava sui fornitori dei mezzi tecnici di produzione e sugli altri operatori della filiera produttiva primaria. 1-ter. Con il decreto di cui all’articolo 3, comma 1, sono individuate le diverse tipologie di risarcimento dei danni di cui al comma 1-bis e di quelli derivanti da commistione non imputabile a responsabilità soggettive. Il decreto definisce inoltre le modalità di accesso del conduttore agricolo danneggiato al Fondo di solidarietà nazionale di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, nei limiti delle disponibilità del Fondo medesimo. Il decreto definisce altresì le forme di utilizzo, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato, di specifici strumenti assicurativi da parte dei conduttori agricoli, diretti a sostenere gli oneri derivanti dalle responsabilità e dai danni disciplinati dal presente articolo. 2. Il conduttore agricolo è esente dalle responsabilità di cui al comma 1-bis, nell’ipotesi in cui abbia utilizzato sementi certificate dall’autorità pubblica e munite di dichiarazione della ditta sementiera, concernente l’assenza di organismi geneticamente modificati secondo la vigente normativa. 3. Chiunque intenda mettere a coltura organismi genericamente modificati è tenuto a dare la comunicazione di cui all’articolo 30, comma 2, del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, ad elaborare un piano di gestione aziendale per la coesistenza, sulla base del piano di cui all’articolo 4, nonchè a conservare appositi registri aziendali contenenti informazioni relative alle misure di gestione adottate. 4. Le regioni e le province autonome provvedono a definire modalità e procedure per la raccolta e la tenuta, nell’ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173, dei dati e degli elementi di cui al comma 3. Articolo 6 (Sanzioni) 1. Fatte salve le disposizioni previste negli articoli 35, comma 10, e 36 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, chiunque non rispetti le misure previste dai provvedimenti di cui all’articolo 4, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a euro 25.000. 2. Chiunque non rispetti le disposizioni di cui all’articolo 8, è punito con l’arresto da uno a due anni o con l’ammenda da euro 5.000 a euro 50.000. Articolo 7 (Valutazione, monitoraggio e informazione sulla coesistenza) 1. È istituito presso il Ministero delle politiche agricole e forestali il «Comitato consultivo in materia di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche». 2. L’organizzazione e le modalità di funzionamento del Comitato sono definite con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e con il Ministro per gli affari regionali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il Comitato è composto da esperti qualificati nella materia e di documentata indipendenza da soggetti portatori di interessi nelle materie di cui al presente decreto, di cui due nominati dal Ministro delle politiche agricole e forestali, uno dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, uno designato dal Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie e quattro designati dalla citata Conferenza, nonché due designati dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e due dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA). 3. Il Comitato di cui al comma 1 propone, in coerenza con la Raccomandazione della Commissione 2003/556/CE, del 23 luglio 2003, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le linee guida ai fini dell’adozione del decreto di cui all’articolo 3, comma 1. Il Comitato provvede, inoltre, a monitorare l’applicazione dei principi e delle disposizioni del presente decreto ed a comunicare all’Autorità nazionale competente i risultati di detta attività di monitoraggio. Ai fini della predisposizione delle linee guida il Comitato acquisisce i pareri dei rappresentanti delle organizzazioni appartenenti al Tavolo agroalimentare di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 4. Il Comitato ha, altresì, il compito di proporre le misure relative all’omogeneizzazione delle modalità di controllo. Le relative misure sono adottate con le modalità di cui all’articolo 3, comma 1. 5. Agli esperti del Comitato non viene corrisposto alcun compenso in aggiunta al gettone di presenza previsto ai sensi della vigente normativa. Alla corresponsione del gettone di presenza, al funzionamento del Comitato e alle connesse attività, il Ministero delle politiche agricole e forestali provvede, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 8 (Norme transitorie) 1. Per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, fino all’adozione dei singoli provvedimenti di cui all’articolo 4, le colture transgeniche, ad eccezione di quelle autorizzate per fini di ricerca e di sperimentazione, non sono consentite. Articolo 9 (Norma finanziaria) 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7, dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Articolo 10. (Entrata in vigore) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Fornire soluzioni nuove e adeguate a una realtà e un mercato in continua evoluzione sia dal punto di vista scientifico, sia sotto l' aspetto normativo. E' questo l' obiettivo principale che si pone 'Vegetalia', mostra-convegno di prodotti, macchine, tecnologie e servizi per la filiera vegetale in programma a Cremona dal 28 al 30 gennaio prossimi e presentata ieri a Roma dagli organizzatori in una conferenza stampa coordinata dal giornalista Franco Di Mare. Dopo un' edizione 'zero', che l' anno scorso ha gettato basi per una manifestazione che sia veramente d' aiuto all' azienda agricola italiana per affrontare un mercato sempre più globalizzato, Vegetalia si ripropone ulteriormente migliorata, grazie all' ampliamento dei settori espositivi con la presenza di un maggior numero di aziende produttrici di sementi, fertilizzanti e sistemi per la difesa delle colture. La manifestazione sarà corredata da convegni e seminari in cui verranno trattati i temi più importanti legati all' agricoltura, ai problemi delle energie rinnovabili e alle ultime novità scientifiche, fornendo alle aziende agricole indicazioni utili sulle moderne tecnologie e metodi produttivi. Alla conferenza stampa di presentazione ha partecipato anche Carla Donnini, responsabile dell’ Area territorio e sviluppo locale della Cia. Nel suo intervento ha affrontato i temi relativi alla competitività dell’impresa agricola e la valorizzazione del territorio. Ha sostenuto, in proposito, che occorre assicurare, attraverso un uso multifunzionale del territorio, lo sviluppo di nuove forme di impresa ed occupazione, quali le fonti energetiche rinnovabili, la gestione attiva delle risorse forestali, il turismo rurale, la continuità delle tradizioni storico-culturali. Parlando di energia, Donnini ha sottolineato che la Cia intende sostenere le politiche di sviluppo delle bio-energie attraverso il confronto sia con i ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente per realizzare un accordo-quadro di riferimento per la politica energetica, sia con le Regioni per favorire lo sviluppo di filiere energetiche regionali basate sulla produzione di colture dedicate per le biomasse. La Cia –ha aggiunto- è interessata all’attuazione di una politica energetica nazionale volta a garantire ulteriori opportunità economiche per le aziende agricole che ne migliorino la competitività.
La Cia denuncia: ancora una volta siamo in presenza di rincari ingiustificati e di manovre speculative. Sempre più necessario il doppio prezzo (origine e dettaglio) sui cartellini di vendita dei prodotti agroalimentari. Occorre garantire consumatori e agricoltori. E’ bastato un ribasso delle temperature per gonfiare immediatamente i prezzi di frutta e verdura che sui banchi dei mercati sono cresciuti in una settimana anche del 27 per cento al chilo. L’ondata di gelo e di neve che sta colpendo il nostro Paese ha infatti innescato una serie di rincari ingiustificati e di manovre speculative che hanno fatto lievitare i listini al dettaglio di molti prodotti ortofrutticoli. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltura la quale sottolinea che gli aumenti che si registrano in questi giorni al consumo non hanno alcuna ragione di sussistere in quanto all’origine (cioè i prezzi pagati al produttore agricolo) non hanno subito incrementi, anzi in alcuni casi ci sono stati limature in basso. Per la Cia ci troviamo, quindi, davanti a rialzi dei prezzi artificiosi che con il freddo non hanno nulla a che vedere. E’ vero che le gelate e le grandinate hanno causato danni ad alcune colture, ma è altrettanto vero che ciò non può determinare alcun tipo di rincaro dei prodotti, in quanto molti dei quali era già stati raccolti prima dell’arrivo del maltempo. Gli aumenti maggiori -sottolinea la Cia che ha condotto un’ indagine attraverso le sue strutture territoriali- si sono avuti per i carciofi che al dettaglio sono cresciuti del 27,3 per cento al chilo, per le carote (più 10 per cento), per i cavolfiori (più 10,7 per cento), per il radicchio (più 7,7 per cento), per la lattuga (più 3,3 per cento), per le mele (più 16,7 per cento), per le pere (più 15,4 per cento), per i kiwi (più 5,5 per cento) e per le arance (più 10 per cento). Insomma, un mercato al consumo, secondo la Cia, con listini che continuano a mostrare una forbice sempre più larga rispetto alle quotazioni all’origine. Dal campo alla tavola il prezzo del prodotto decolla in maniera vertiginosa e i consumatori si trovano disorientati di fronte a crescite che non rispecchiano alcuna legge economica. Sta di fatto che tutto ciò determina un costante calo negli acquisti di frutta e verdura che nello scorso anno hanno fatto registrare una flessione di oltre il 10 per cento. Una situazione persistente che dimostra la necessità -sostiene la Cia- di un’azione chiara in grado di ristabilire equilibrio ad un mercato sempre più “drogato” e impenetrabile, privo di informazione per i consumatori. La Petizione Popolare sul doppio prezzo (origine e consumo) sui cartellini di vendita dei prodotti agroalimentari, promossa in tutta Italia dalla Confederazione, ha infatti come priorità proprio quella di assicurare sia il produttore che il consumatore attraverso la trasparenza del prezzo attraverso tutta la filiera. Insomma, una reale tracciabilità che in frangenti come l’attuale sarebbe un sicuro deterrente per contrastare rincari e speculazioni. Per questa ragione la Cia ricorda che la raccolta delle firme proseguirà fino alla prossima primavera, in maniera da presentare la Petizione Popolare prima dell’estate. Obiettivo della Confederazione è quello di raccogliere un milione di firme. Ortofrutta: prezzi pagati al produttore agricolo (euro/kg)
Ortofrutta: così in sette giorni sono cresciuti i prezzi al dettaglio (euro/kg)
Fonte: elaborazione Cia- Confederazione italiana agricoltori
La Cia sollecita che vengano però superare tutte le lungaggini burocratiche. L’emanazione dei provvedimenti che autorizzano l’ingresso di cittadini neocomunitari ed extracomunitari per lavoro subordinato in Italia, entrambi per una quota di 79.500 unità per un totale di 159 mila, è una prima risposta ai fabbisogni dell’agricoltura, ma è ancora troppo il tempo che passa -oltre un mese- dall’emanazione dei decreti alla loro effettiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, appunto non ancora avvenuta. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Ciò causa sul territorio -afferma la Cia- uno stato di allerta continuo e di profonda incertezza poiché le richieste di autorizzazione al lavoro possono essere acquisite dalle Direzioni provinciali del Lavoro solo il giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento. Nell’auspicare che quest’ultima avvenga immediatamente, la Cia rileva come novità positive contenute nelle circolari applicative del ministero del Lavoro la possibilità riconosciuta finalmente alle organizzazioni di categoria di presentare richieste cumulative, in particolare per il lavoro stagionale degli extracomunitari, anche da parte di diversi datori di lavoro. Si prende, invece, atto che la modulistica è stata ulteriormente appesantita da richieste di documentazione aggiuntiva che certo non facilitano il già tormentato percorso per procedere all’assunzione di tali lavoratori. Infine -sottolinea ancora la Cia- è evidente che la quota di lavoro stagionale, che per gli extracomunitari è pari a 24.800 unità (il D.P.C.M. ne prevede 25.000, ma il ministero ne riserva 200 da mantenere nelle proprie disponibilità), dovrà essere integrata in corso d’anno, come del resto è sempre accaduto.
Con la neve caduta nelle ultime ore non sono arrivati nelle Marche soltanto disagi legati alla viabilità: scatta anche l’allarme lanciato dalla Cia delle Marche, che teme non solo danni seri alle nostre colture più importanti, ma anche rincari sconsiderati ed ingiustificati dei prezzi dei prodotti agricoli alla vendita. “E’ chiaro che le Marche -ha detto infatti il presidente regionale della Cia Franco Fiori -sono tra le regioni più colpite da questa ondata di maltempo. E questo fatto viene ad accadere dopo una stagione, quella calda, che aveva gettato premesse favorevoli per molte delle nostre colture, mi riferisco in particolare agli uliveti e alle viti, che sono quelle che rischiano di più con le nevicate di questi giorni. Ma non solo: anche le colture orticole e la floricoltura risentiranno della gelata, considerando che nelle Marche non sono molte le serre. Certo, ancora non siamo in grado di calcolare i danni, ma avremo sicuramente degli effetti negativi che incideranno sull’andamento del settore nei prossimi mesi”. In particolare, ci sono delle conseguenze che si sono fatti sentire fin da subito, come nel caso del gasolio, il cui consumo è lievitato in questi giorni di freddo rigido, aggiungendo un ulteriore onere ai già alti costi di produzione sopportati dagli agricoltori. Il prezzo del carburante rischia di raggiungere quello della benzina, in una prospettiva allarmante che viene così stigmatizzata dal presidente Fiori: “La produzione agricola è già fortemente penalizzata, non è giusto che alcune circostanze climatiche come il grande freddo di questi giorni, già di per sé negative rispetto alle colture, penalizzino ulteriormente gli operatori del primo settore con rincari ingiustificati”. Soprattutto, aggiunge Fiori, il rischio è che la gelata in atto porti alcuni ad aumentare i prezzi dei prodotti alla vendita, dando adito a speculazioni del tutto fuori luogo: “E’ bene ribadire che non ci sono stati assolutamente rincari dei costi di produzione - sottolinea infatti Franco Fiori - dunque non vorremmo che a la calamità di questi giorni fornisca un pretesto per alzare ingiustificatamente i prezzi alla vendita dei prodotti agricoli, penalizzando ulteriormente un settore già molto provato. La Cia Marche evidenzia la necessità di strumenti normativi e legislativi per un controllo adeguato sui prezzi e, in questo contesto, ribadisce il valore della Petizione Popolare già in atto per esporre il doppio prezzo sulle merci agricole”.
Si svolgerà domani a Napoli, alle ore 16.00, il seminario sul tema “L’agricoltura e le scienze: le biotecnologie e le loro implicazioni”. Tra gli organizzatori la Cia della Campania. I lavori saranno moderati dal prof. Nicola Sannolo, del Dipartimento di medicina sperimentale della seconda Università degli studi di Napoli. Gli indirizzi di saluto saranno portati dal prof. Francesco Rossi, preside della Facoltà di medicina e chirurgia, da Giuseppe Corona, presidente della Cia Campania, e da Suneta L. Halliburton, Console generale degli Stati Uniti. I relatori saranno: il prof. Antonino Cascino, la professoressa Antonietta Leone, il prof. Antonio Malorni, il prof. Augusto Parente, il prof. Giovanni Aliotta, la professoressa Martina Newell-McGloughin e il dott. Vitangelo Magnifico. Le conclusioni saranno svolte da Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.
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