| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 51 - n. 230 | 25 novembre 2009 |
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Attorno a quella data si svilupperà una mobilitazione diffusa per sensibilizzare la società italiana sul tema dei mutamenti climatici e sull’importanza dell’adozione di politiche di mitigazione e di adattamento per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. Le 55 associazioni di “In Marcia per il Clima” organizzeranno insieme o singolarmente, dibattiti, manifestazioni, mostre, proiezioni, incontri gastronomici per diffondere consapevolezza sull’importanza di questi argomenti per il futuro delle nuove generazioni e del pianeta e perché il Governo italiano sostenga accordi internazionali di valore e politiche coerenti ed innovative su scala nazionale sulle energie rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni. Con questa iniziativa si lancia anche una petizione on line www.100piazze.it per la raccolta di firme a sostegno degli impegni di contrasto al cambiamento climatico. Il cambiamento climatico, la sufficienza alimentare per una popolazione mondiale in crescita e la sicurezza energetica devono essere considerati aspetti convergenti di una attività agricola sostenibile. Sappiamo che le modalità di inclusione del settore agro forestale negli impegni di riduzione delle emissioni non sono ancora definite, ma come Cia riteniamo utile per l’agricoltura italiana la contabilizzazione degli assorbimenti di carbonio nei suoli per il periodo post 2012 ed anche una dotazione finanziaria aggiuntiva specifica per la nuova sfida dei cambiamenti climatici nella futura programmazione dello sviluppo rurale.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al premier Silvio Berlusconi, e ai ministri Giulio Tremonti, Roberto Maroni e Luca Zaia. Va convocato al più presto il Tavolo agroalimentare. Non si può ascoltare soltanto la Confindustria e i sindacati dei lavoratori dipendenti. Occorre dare attenzione anche al settore agricolo, con oltre un milione di famiglie interessate. “Nelle campagne italiane è sempre più profondo il malessere tra gli agricoltori che manifestano gravi difficoltà soprattutto a causa dei costi produttivi, contributivi e burocratici e del crollo dei prezzi praticati sui campi. La tensione in alcune zone comincia ad essere molto alta e ci sono rischi per lo stesso ordine pubblico. Da qui l’esigenza di convocare al più presto il Tavolo agroalimentare per poter affrontare e discutere i drammatici problemi del settore e individuare gli interventi necessari per dare reali sostegni alle imprese”. E’ quanto evidenzia il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai ministri dell’Economia Giulio Tremonti, dell’Interno Roberto Maroni e delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. “L’agricoltura italiana -scrive Politi- sta vivendo uno dei momenti più drammatici degli ultimi trent’anni. Le imprese sono in grande difficoltà. Per questa ragione abbiamo sottolineato più volte l’esigenza di interventi straordinari per contrastare la grave crisi che sta investendo migliaia di aziende agricole. In tale contesto abbiamo evidenziato l’impellente necessità di dichiarare lo stato di crisi del settore, in modo da rinviare tutti i pagamenti, sia fiscali che previdenziali, in quanto attualmente moltissimi agricoltori non sono nelle condizioni economiche di poterli assolvere”. “Già quest’anno -rimarca il presidente della Cia- tantissime imprese agricole sono state costrette a chiudere e molte altre lo faranno a breve se non verranno adottate misure concrete, a cominciare dalla legge finanziaria per il 2010 in discussione alla Camera dei Deputati. “Come è stato fatto per altri comparti produttivi, anche per l’agricoltura -afferma Politi- ci deve essere una maggiore attenzione, con risorse adeguate che impediscano il tracollo di tante e significative realtà produttive sul territorio. Bisogna evitare che un grande patrimonio, quale è, appunto, quello agricolo e rurale dell’Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il settore, ma anche per l’intera economia”. “Non si può ascoltare soltanto la Confindustria e i sindacati dei lavoratori dipendenti. E’ giusta, e condividiamo, l’esigenza di dover affrontare il problema della Fiat, ma è altrettanto importante -aggiunge il presidente della Cia- trovare le opportune soluzioni anche per il settore agricolo con oltre un milione di famiglie interessate”. “Davanti a questa vera e propria emergenza e all’importanza di stemperare il clima pesante che oggi regna tra i nostri agricoltori, sollecitiamo al più presto -scrive Politi- una riunione del Tavolo agroalimentare che rappresenta la sede ideale per affrontare e discutere i vari e complessi problemi che affliggono le imprese agricole”.
Il presidente della confederazione Giuseppe Politi: pieno appoggio all'iniziativa di “Libera”, con la quale è stato sottoscritto un protocollo di collaborazione che sta dando importanti risultati nella gestione dei terreni agricoli sottratti ai clan malavitosi. Riaffermata la netta contrarietà all’emendamento approvato dal Senato, che deve essere cancellato durante la discussione alla Camera. “Non si possono fare regali alle mafie, alla criminalità organizzata. Non si può assolutamente tradire l’impegno di milioni di cittadini e lo sforzo compiuto da tantissima gente onesta che lotta e si batte contro chi fa della violenza, del sopruso, dell’illegalità il suo verbo quotidiano. Per questo motivo siamo a fianco di ‘Libera’ e sottoscriviamo l’appello lanciato da don Luigi Ciotti affinché venga cancellato dalla legge finanziaria per il 2010 l’emendamento, introdotto e approvato dal Senato, che consente la vendita dei beni confiscati alle mafie invece di farne, come prevede una legge del 1996, un uso sociale”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale una misura del genere significa una resa dello Stato davanti ai delinquenti, ai boss malavitosi che, grazie a tale emendamento, potrebbero rientrare in possesso dei beni sottratti attraverso l’incessante e prezioso lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura. Politi ricorda che la Cia ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. La Confederazione attraverso le sue strutture e i suoi tecnici, fornisce consulenza e assistenza alle cooperative e ai soci del progetto “Libera Terra” nella gestione dei terreni confiscati alla criminalità organizzata. Un accordo che sta già dando importanti risultati in molte realtà del nostro Paese. “Bisogna, quindi, impedire -ha aggiunto il presidente della Cia- che avvenga la vendita di questi beni. E siamo d’accordo con don Luigi Ciotti per quanto riguarda il rafforzamento dell'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan e l’esigenza di introdurre norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti”. “Siamo, dunque, con don Ciotti. Abbiamo firmato -ha detto Politi- il suo vibrante appello e facciamo in modo che non si compia il drammatico errore di vendere i beni. Si correrebbe, infatti, il rischio, come ha subito evidenziato il presidente di ‘Libera’ di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all'influenza dei clan. L’emendamento alla finanziaria deve essere, pertanto, abolito nella discussione alla Camera”. D’altra parte, con il protocollo di collaborazione che abbiamo sottoscritto con 'Libera’ -ha rilevato il presidente della Cia- intendiamo riaffermare l’esigenza di un’iniziativa propulsiva nei confronti del fenomeno della criminalità che da tempo si è accanita anche nei confronti degli agricoltori in numerose regioni. Per questa ragione, oltre a sostenere iniziative come quella di ‘Libera’, cerchiamo di dare il nostro supporto e la nostra collaborazione all’azione dell’autorità giudiziaria e di polizia di contrasto alla criminalità nelle campagne”.
Le Organizzazioni della provincia di Potenza , Cia, Api, Confesercenti, Coldiretti, Confartigianato, Cna hanno dato vita alle partnership di progetto previste dalla deliberazione della Giunta regionale della Basilicata con l’obiettivo di configurare i Piot (Pacchetti integrati di offerta turistica) previsti dal Piano regionale del Turismo intorno ai seguenti cinque poli di attrazione turistica: Maratea, Melfi e Vulture, Pollino, Val D’Agri, Dolomiti Lucane-Potentino. La scelta di istituire insieme e contemporaneamente cinque partenariati di Progetti integrati di offerta turistica, in grado di interessare l’intera provincia di Potenza ha -afferma L’istituzione di singoli partenariati non avrebbe avuto questa sostanziale visione d’insieme, per questo motivo le organizzazioni di categoria della provincia di Potenza hanno deciso di farsi promotori di tutti i Piot sul territorio provinciale, dando un'omogeneità di programmazione degli interventi da candidare a finanziamento regionale. Una scelta storica con la quale le Associazioni di categoria hanno testimoniato di comprendere l’importanza di sostenere questa nuova fase di procedure innovative scegliendo di condividere, in stretta sinergia d'azione, logiche e strategie di sviluppo, di favorire le singole imprese turistiche e gli interpreti pubblici; una sfida da percorrere insieme a tutti i protagonisti del settore turismo. I partenariati che si sono appena costituiti, sono aperti ad ipotesi ed idee progettuali e intendono aggregare operatori, consorzi, associazioni, organizzazioni, fondazioni, pubbliche amministrazioni ed enti locali, nell’insieme capaci di esprimere la comune volontà per la costruzione di un percorso in grado di condurre verso la costruzione di un Sistema turistico locale. In tal senso si è scelto di articolare un metodo fortemente innovativo di azione attraverso un sistema di inclusione, condivisione e trasparente partecipazione. Il presidente della Cia lucana Donato Distefano, commentando l’iniziativa che è la prima del genere nel comparto turistico, sottolinea “il doppio significato: il turismo rurale entra a pieno titolo nella programmazione delle attività turistiche; si realizza una rete di cooperazione tra associazioni agricole ed altri soggetti dell’impresa”.
Ad Avetrana gli agricoltori hanno posizionato dei trattori in prossimità del Municipio. Il presidente provinciale della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo annuncia che, se nel corso delle prossime ore non arriveranno risposte esaustive da parte del governo centrale, potrebbero essere adottate altre forme di lotta più incisive. “Sosteniamo con forza la protesta di Bettolle degli “Dopo il presidio al porto di Livorno, il sit-in davanti alla sede del Consiglio regionale e la partecipazione ieri ad un sit-in di fronte a Montecitorio -aggiunge il
E’ difficile coniugare l’offerta di prodotti agricoli -proposti direttamente dai coltivatori- con le esigenze di una ristorazione attenta alle peculiarità del territorio. Non tanto per la mancanza della quantità delle referenze e l’eccellenza delle stesse, ma per una questione logistica. Sì, perché ottimizzare le consegne da parte degli imprenditori agricoli e assicurare un buon rapporto prezzo - qualità ai ristoratori diventa un esercizio difficile. Ma non impossibile. Su questo tema si è svolto nei giorni scorsi a Forlimpopoli una iniziativa di comarketing con ristoratori del circuito “Tipico a Tavola” aderenti a Confesercenti e agricoltori biologici di Cia Emilia Romagna . Nel tempio della gastronomia romagnola, a Casa Artusi, agricoltori e “maestri” di arte culinaria hanno -nell’ambito di un seminario di approfondimento tenuto dallo chef ‘stellato Michelin’, Vincenzo Cammerucci, del ristorante Lido Lido di Cesenatico e rivolto ai ristoratori del “Tipico a tavola, Emilia Romagna, tradizioni e sapori mediterranei”- hanno discusso sul tema dell’approvvigionamento dei prodotti, aspetto molto sentito da chi elabora la materia prima in cucina. L’iniziativa rientra inoltre nel progetto ‘Studio di fattibilità di un modello di vendita dei prodotti biologici in un circuito breve’ ed è stata una valida opportunità per far dialogare e interagire agricoltori e chef. “L’esigenza reciproca -ha osservato Mauro Vicini della Cia Emilia Romagna- è quella di sviluppare un progetto per una clientela attenta ai sapori, ma soprattutto alla trasparenza dei prodotti, alla loro provenienza e alle ricette proposte”. Palamita, sardoncini, calamari, broccoletti, patata bolognese, cachi e castagne sono alcuni dei prodotti oggetto della lezione dimostrativa di Cammerucci che ha consigliato come utilizzare questi prodotti del territorio emiliano romagnolo all’interno della proposta gastronomica dei ristoranti del “Tipico a Tavola”. La lezione è poi stata seguita da un confronto fra i ristoratori e alcune imprese agricole del territorio per verificare la possibilità di progetti di comarketing. Il progetto è, quindi, frutto dell’accordo in partnership tra Cia, Confesercenti e Imc-Istituto mediterraneo di certificazione, e si tratta di un circuito corto e virtuoso che mette in linea agricoltori, ristoranti e qualificati certificatori. L’agricoltore coltiva in qualità, il ristoratore-cuoco acquista e trasforma alla regola d’arte e tutti i processi vengono minuziosamente analizzati, per portare in tavola una pietanza che ha una carta d’identità certa: il massimo della garanzia insomma, per chi produce e soprattutto per chi consuma.
Presso la sede della Comunità montana del “ Monte Maggiore” di Formicola (Caserta) si è tenuta l’assemblea per la sottoscrizione al partenariato Gal “Fa della tua terra una reggia”. L’Organizzazione nel concordare con gli indirizzi espressi dalla Regione Campania nel bando per la selezione dei Gal intende con la sottoscrizione partecipare attivamente alla realizzazione degli stessi in una zona della provincia di Caserta tra le più belle e interessanti di tutta “Terra di Lavoro” che, in questi ultimi anni,nonostante la crisi in atto che attanaglia tutta l’agricoltura della provincia,ha fatto dei notevoli passi avanti per la valorizzazione dei prodotti locali e della tradizioni contadine. L’importante ed indispensabile documento è stato sottoscritto dal vicepresidente provinciale della Cia Angelo Santabarbara e dai sindaci o loro rappresentanti dei comuni che fanno capo alla Comunità Montana del Monte Maggiore. Il presidente dell’Agepir Bruno Carmine Magliaro nell’illustrare i benefici che tale iniziativa porterà senza dubbio alla zona ha sottolineato l’importanza della partecipazione degli enti locali, della Cia e delle aziende agrituristiche , per la maggior parte aderenti a Turismo Verde, perché veramente si possa fare di questa terra ancora sana e salubre la “Reggia” di Terra di Lavoro.
Nei giorni scorsi una delegazione della Cia di Reggio Emilia, guidata dal presidente provinciale Ivan Bertolini, ha incontrato presso il Municipio di Montecchio sei sindaci della Val d’Enza, riuniti nell’Unione dei Comuni di quella zona, per discutere dei problemi agricoli del territorio. Si tratta della prosecuzione degli incontri richiesti dall’Organizzazione agricola alle nuove Amministrazioni locali dopo l’ultima tornata elettorale. Hanno partecipato i sindaci River Tagliavini (Campegine), Vincenzo Delmonte (Cavriago), Sandro Venturelli (Bibbiano), Gianni Maiola (Gattatico), Marcello Moretti (Sant’Ilario d’Enza), Paolo Colli (Montecchio Emilia). “I temi sui quali è stato aperto il confronto in modo approfondito -con un’introduzione di Bertolini- sono (come nei precedenti incontri) quelli della Pianificazione urbanistica, non dimenticando che il territorio agricolo è spesso ‘aggredito’ dall’espansione degli abitati e delle aree industriali, della semplificazione delle procedure amministrative, che rappresentano un gravame molto forte sulle aziende e sulle quali è utile intervenire, ed infine il sostegno alle imprese in materia di competitività”. Inoltre, specificamente in riferimento alla Val d’Enza, il responsabile per l’Ambiente della Cia reggiana Antonio Senza ha dettagliato i problemi connessi con l’applicazione della “Direttiva Nitrati” ed il problema idrico, oltre al problema dello smaltimento dei residui dei vigneti espiantati, mentre Bertolini ha sollevato anche il tema dell’Ici sui fabbricati rurali. In sostanza è stato richiesto ai Sindaci un confronto più stretto per la formulazione dei Piani strutturali comunali, in modo da minimizzarne l’impatto sul territorio agricolo. Quanto alla Direttiva Nitrati, è stato ricordato come l’area raggruppi il 40 per cento della zootecnia reggiana ed è stato chiesto ai Sindaci di sviluppare un’azione insieme per ottenere le necessarie deroghe e per un’interpretazione corretta dei Piani d’azione. Sul deficit idrico che contrassegna
Domani giovedì 26 novembre alcune classi della scuola elementare del Circolo didattico di Fisciano visiteranno l’azienda agricola di “Sessa Maria Assunta” associata alla Confederazione italiana agricoltori di Salerno, sita in Fisciano alla contrada Lenze . L’iniziativa si svolge nell’ambito della giornata dell’artigianato e dell’agricoltura promossa dal Comune di Fisciano, al fine di ripristinare un contatto tra campagna e bambini per permettere loro di riscoprire gli odori e sapori di una volta e al contempo far avvicinare le nuove generazioni alla cultura contadina. Nel corso della mattinata, i bambini parteciperanno alle diverse fasi della produzione dell’olio, dalla raccolta delle olive alla premitura. Infine, con l’olio ottenuto verranno fatte delle focacce cotte nel forno a legna. Successivamente, verrà mostrato ai bambini il ciclo della lavorazione delle nocciole, che consiste nel visionare gli attrezzi impiegati per la raccolta e per l’essiccazione del frutto. La mattinata si concluderà con la degustazione delle focaccine preparate da loro stessi.
La protesta del mondo agricolo pugliese non si ferma. Una grande manifestazione si è tenuta oggi a Cerignola (Foggia), con centinaia di trattori e con la partecipazione, in segno di solidarietà, dei commercianti e delle scuole. Presidi di agricoltori si stanno anche organizzando a Trinitapoli (Foggia). Continua, inoltre, la mobilitazione anche a Barletta (Bat), mentre in provincia di Bari è prevista questa sera (inizio alle ore 18) una manifestazione degli agricoltori presso il Comune di Rutigliano, alla quale parteciperà il presidente della Cia Puglia Antonio Barile. Una massiccia mobilitazione prosegue anche in provincia di Taranto, dove questa mattina sono ripresi i presidi, con migliaia di agricoltori e centinaia di trattori, nei comuni di Manduria ed Avetrana e sulla circonvallazione Taranto-Lecce. “Gli agricoltori pugliesi sono allo stremo”, dichiara il presidente della Cia Puglia Antonio Barile. “Stiamo aspettando dal ministro Zaia che finalmente gli impegni -sottolinea- diventino atti concreti del governo e del Parlamento. Sollecitiamo il presidente Vendola e l’assessore Stefano ad istituire immediatamente la cabina di regia dei controlli con Nas, Repressioni frodi, Osservatorio fitopatologico, Sanità marittima, Dogane, Guardia di Finanza e le organizzazioni professionali agricole contro l’economia dell’inganno. L’olio di oliva è la principale vittima dell’inganno che avviene soprattutto nel porto di Bari a causa di frodi e sofisticazioni. Un giornale americano ha paragonato i traffici di olio sofisticato a quelli della cocaina. Infatti, in Italia si producono 3-4 milioni di quintali di olio extravergine ma se ne commercializzano ben 9 milioni per olio italiano”. Queste le richieste avanzate dalla Cia: - il ripristino del Fondo di solidarietà nazionale, facendone una misura permanente, con una dotazione sufficiente a coprire anche le annate 2008 e 2009; - la proroga delle agevolazioni contributive per zone montane e svantaggiate; - l'accesso al credito a tassi agevolati con garanzia pubblica; - la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli istituti di credito nei confronti delle imprese agricole e la rateizzazione delle passività; - il ripristino del finanziamento dei contratti di filiera mediante le risorse a tal proposito accantonate nel Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas); - l'erogazione dell'aiuto di Stato fino a 15mila euro per azienda, così come accordato dalla Commissione europea; - sgravi e incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi. - eliminazione dellaccise e riduzione dell’Iva sul carburante agricolo. - riduzione dellIva sulluva da vino dal 10 al 4 per cento; - la chiusura dei corridoi verdi che consentono limportazione fraudolenta dell’ortofrutta -all’Unione Europa si chiede di aumentare il prezzo di intervento per lo stoccaggio dell’olio di oliva dagli attuali 1,70 euro ad almeno 2,40 euro al chilogrammo.
I presidenti regionali di Cia e Confagricoltura Piemonte, Roberto Ercole ed Ezio Veggia, hanno illustrato alla stampa ed alle televisioni le ragioni della manifestazione che si terrà a Torino venerdì prossimo 27 novembre. La crisi dell’agricoltura è gravissima, hanno detto i due presidenti, i prezzi all’origine sono in calo ed i costi di produzione in crescita. I ricavi non sono sufficienti a coprire le spese e le aziende agricole producono in perdita. Cia e Confagricoltura hanno sollecitato il governo perchè dichiarasse lo stato di crisi del settore primario ed assumesse provvedimenti urgenti ed adeguati alla drammaticità del momento, ma dal governo sono arrivate fino ad ora solo una finanziaria che toglie risorse all’agricoltura, molti annunci senza seguito e molte promesse non mantenute. Il mondo agricolo è stanco di parole e chiede risposte chiare e concrete, hanno continuato i due presidenti. La situazione è diventata insostenibile. Per questo motivo nella mattinata di venerdì 27 novembre, gli agricoltori aderenti a Cia e Confagricoltura convergeranno a Torino per dare vita ad una grande manifestazione, all'insegna dello slogan "L'agricoltura è in pericolo: ha bisogno del tuo aiuto", a sostegno di alcune precise richieste avanzate al governo. In particolare le due organizzazioni chiedono: il riconoscimento dello stato di crisi e la sospensione dei contributi previdenziali; il ripristino del Fondo di solidarietà nazionale, facendone una misura permanente, con una dotazione sufficiente a coprire anche le annate 2008 e 2009; la proroga delle agevolazioni contributive per zone montane e svantaggiate; l'accesso al credito a tassi agevolati con garanzia pubblica (per il sostegno agli istituti bancari lo Stato ha già determinato particolari condizioni di sostegno ad altri settori produttivi); la sospensione delle procedure di riscossione dei crediti maturati dagli istituti di credito nei confronti delle imprese agricole e la rateizzazione delle passività; il ripristino del finanziamento dei contratti di filiera mediante le risorse a tal proposito accantonate nel Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas); l'erogazione dell'aiuto di Stato fino a 15 mila euro per azienda, così come accordato dalla Commissione europea; la pronta messa a disposizione degli aiuti per la diversificazione produttiva nel settore bieticolo-saccarifero; sgravi e incentivi tributari e contributivi per la riduzione dei costi produttivi ed amministrativi, per contribuire a sanare le perdite reddituali e per far ripartire gli investimenti.
“Una tegola sugli agricoltori”. Con queste parole il presidente Secondo i nostri esperti fiscali questa interpretazione è sbagliata -afferma “Gli agricoltori -afferma con decisione Giordano Pascucci- non possono tollerare altre imposizioni e balzelli in una fase di crisi nella quale, come stiamo denunciando in tutte le piazze del Paese, è in pericolo la stessa sopravvivenza dell’agricoltura. Vogliamo dire con estrema chiarezza che, al di là delle interpretazioni tecniche che speriamo di chiarire nei prossimi giorni, questo aumento spropositato del tributo di bonifica è ingiustificato, inaccettabile ed insostenibile per
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