| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 224 | 25 novembre 2005 |
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Le associazioni dei pensionati di Confartigianato, Cna, Casartigiani, Coldiretti,Cia, Confagricoltura, Confcommercio e Confesercenti, aderenti al Cupla (Comitato unitario pensionati lavoratori autonomi), che contano 2,5 milioni di iscritti e rappresentano oltre 5 milioni di pensionati -è scritto in una nota- ritengono doveroso richiamare l’attenzione della società sui temi che oggi incidono in maniera rilevante sulle condizioni socio economiche della popolazione anziana italiana, stante anche l’attuale situazione economica del paese e la conseguente erosione dei redditi delle fasce più deboli. Inoltre, le associazioni dei pensionati reputano necessario intervenire per eliminare elementi di discriminazione che penalizzano i pensionati, particolarmente quelli a reddito più basso. Su questo chiedono: - la rivalutazione delle pensioni costituite da almeno 781 contributi settimanali; - la perequazione degli assegni familiari all’assegno al nucleo familiare; - l’esenzione della casa di abitazione dai requisiti per l'accesso a qualsiasi prestazione di carattere sociale; - l’elevazione dei minimi di pensione modificando anche i meccanismi che impediscono l’applicazione di certe norme ai pensionati ex lavoratori autonomi; - di modificare il paniere per la rivalutazione delle pensioni e metterle al riparo dell’inflazione. Le associazioni rilevano che la condizione di non autosufficienza di molte persone rappresenta un grosso problema sociale che anno dopo anno si va sempre più accentuando e gli anziani, anche quelli in salute, vivono nella incertezza che una malattia possa farli dipendere totalmente dagli altri, giudicando positivamente anche le tante iniziative che in merito sono in atto nel Paese. Per tale ragione chiedono al Parlamento che, prima della fine della legislatura, proceda all’approvazione della proposta di legge unificata sulla non autosufficienza e la costituzione del relativo Fondo Nazionale. Contemporaneamente chiedono al Governo e alle Regioni il potenziamento delle politiche di prevenzione nonché di profilassi di alcuni tipi di malattie, l’attivazione delle risorse previste dalla legge 328/2000 per la realizzazione della rete territoriale dei servi socio-sanitari, la definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale.
Presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma La Sapienza è giunto al quinto anno di attività il Master universitario di secondo livello in Scienze applicate del lavoro e della previdenza sociale. Il Master ha durata annuale ed è rivolto a laureati interessati a sviluppare una concreta professionalità nel campo del diritto sindacale, del lavoro e della previdenza sociale, a livello nazionale ed europeo, nonchè a svolgere attività di aggiornamento professionale per funzionari e dirigenti di aziende private ed amministrazioni pubbliche. La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro il prossimo 15 dicembre presso la segreteria didattica del Master (facoltà Giurisprudenza - piazzale Aldo Moro, 5 - Roma) o a mezzo posta tramite raccomandata A/R. Altre informazioni, compreso il bando di concorso, possono essere reperite sul sito Internet http://w3.uniroma1.it/masterlavo e-mail: masterlavoro@uniroma1.it .
Si è tenuta a Terlizzi l’assemblea dell’Associazione Donne in Campo della Cia provinciale di Bari cui è intervenuta la presidente nazionale Paola Ortensi. Hanno partecipato alla manifestazione tantissime donne, ma anche molti uomini, dirigenti imprenditori e non della Cia barese che hanno dato vita ad un incontro complesso, pieno di contenuti e di grande interesse. Sotto lo slogan “Insieme per l’agricoltura”, l’impegno delle donne in agricoltura per un nuovo patto con la società, ha introdotto l’assemblea il presidente provinciale Francesco Caruso che ha spiegato come la Cia di Bari stia dando il massimo contributo possibile per costruire Donne in Campo. Caruso ha, inoltre, evidenziato il ruolo che le donne possono assumere per aprire nuovi orizzonti per lo sviluppo economico dell’agricoltura facendo riferimento al nuovo ruolo multifunzionale del settore. Ha spiegato ed evidenziato anche le ragioni che hanno spinto la Cia a manifestare a Bologna l’otto novembre. E’ intervenuta l’amministrazione comunale di Terlizzi con l’assessore all’Agricoltura De Noia il quale, oltre a portare il saluto del sindaco, ha detto che le donne non sono state semplicemente le protagoniste del settore, ma hanno rappresentato e rappresentano una risorsa importante per la loro permanente propensione al nuovo di cui l’agricoltura può sicuramente giovarsi. Nel corso della relazione introduttiva, la responsabile dell’associazione Donne in Campo della Cia di Bari, Rosa Anna Devito, dopo un breve accenno storico in cui sono state richiamate le antiche origini dell’agricoltura e dal forte e perdurante legame con essa instaurato dalle donne, ha esaminato le problematiche, vecchie e nuove, che investono le donne nel modo del lavoro e più gravemente quello delle donne che lavorano in agricoltura. La relazione è continuata “attraversando” la storia delle donne in rapporto alla dimensione agricola sia europea che italiana e descrivendo i possibili e sicuri apporti che “il genio” femminile può dare al settore. Più di una considerazione l’ha poi dedicata alla proposta di un nuovo Patto con la società avanzata dalla Cia citando “l’orgoglio di un settore che rivendica e assume una responsabilità storica di fronte alla collettività” e sottolineando come esperienza e sensibilità femminili possano costituire un sicuro contributo al progetto. Le donne imprenditrici ha detto ancora Devito “colgono appieno il senso della nuova agricoltura e scelgono la qualità piuttosto che la quantità, la tipicità e il legame al territorio piuttosto che standard internazionali….”. E “in questi ultimi anni sono state attive protagoniste in quanto imprenditrici agricole che vedono la riduzione del proprio reddito, in quanto donne che devono far quadrare i conti di un bilancio familiare…”. Infine, dopo avere ulteriormente fornito un ampia analisi della situazione e delle diffuse difficoltà che sono presenti ha sottolineato come “mai nessuna imprenditrice agricola si sia mai arresa di fronte alle difficoltà “ e di come insieme si possa essere protagoniste di un contesto economico, rivendicare il rispetto di pari opportunità e tanto di altro perché si deve credere alla propria forza . Dopo la relazione ed una serie di interventi e domande, non a caso collegate alla situazione contingente del settore ha concluso Paola Ortensi che ha proiettato le proprie considerazioni all’Assemblea nazionale che Donne in Campo terrà a Roma il 20 e il 21 dicembre prossimi con lo slogan “Donne in Campo : insieme si può. Agricoltura, sviluppo, economia, cultura e civiltà”, nella quale dovrà essere rilanciata la piattaforma di lavoro, costruita negli anni nei quali l’Associazione ha operato, tenendo conto di tutti gli approfondimenti degli incontri preparatori di queste settimane nelle diverse regioni e province e dove dovrà essere eletto un nuovo gruppo dirigente.
Un progetto per sviluppare le bioenergie per raggiungere l’autosufficienza energetica nelle aziende agricole. Lo ha presentato nei giorni scorsi la Cia dell’Emilia Romagna a Bologna nell’ambito di una tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti della Regione. Si tratta di proposte di lavoro sulle opportunità dell’utilizzo della bionergia per la costruzione di redditi integrativi per l’agricoltura. “Il primo elemento è la valutazione della fattibilità e convenienza a investire, in modo coordinato tra imprese, sulle biomasse energetiche -spiega Mauro Vicini, responsabile politiche d’impresa della Cia Emilia Romagna- e le nostre linee di lavoro riguardano, innanzitutto, la determinazione del valore di mercato delle biomasse per rendere conveniente la produzione di materiale di provenienza agricola, boschiva e dalla trasformazione alimentare. Inoltre -prosegue Vicini- abbiamo preso in esame il coinvolgimento degli imprenditori interessati alla valorizzazione energetica delle biomasse, a partire dagli utilizzatori finali, le aziende di produzione e trasformazione energetica, quelle interessate alla logistica e ai processi tecnologici”. Per concretizzare i progetti la Cia ha partecipato a bandi di finanziamento pubblici per interventi ed investimenti legati allo sviluppo delle biomasse a fini energetici, in particolare nell’ambito nel progetto Life del Crpa (Centro ricerche produzioni animali) proponendo l’attivazione di uno ‘Sportello biomasse’ e Fit (Fondo innovazione tecnologica, ex legge 46 sull’energia) . “Un punto di partenza importante è l’attivazione ed il pieno riconoscimento delle aziende agri-energetiche -spiega ancora Vicini- realtà che puntino da un lato all’autosufficienza energetica per gli usi aziendali, e dall’altro a proporsi come fornitrici di energia a soggetti terzi. Alcuni percorsi sono attivabili -prosegue- si pensi ad esempio all’energia derivata per ‘cogenerazione’ da biomasse, sia di rango aziendale, sia per comunità locali, ovvero le reti di teleriscaldamento”. Secondo la Cia si possono aprire prospettive interessanti anche nel settore della produzione di energia attraverso lo sviluppo di impianti eolici, del fotovoltaico, con meccanismo del conto energia già avviato con un decreto specifico. “Sarà determinante l’emendamento alla finanziaria 2006 che prevede la produzione di energia elettrica con biocombustibili agroforestali effettuata da aziende agricole -conclude Vicini- perché tale attività è equiparata alle attività di trasformazione di prodotti agricoli e inquadrata nel reddito agrario”.
La Cia Umbria valuta positivamente l’opera svolta dalla Regione , dal Comune di Foligno e dal Consorzio della Bonificazione Umbra per la messa in sicurezza del territorio di Foligno, Bevagna e Cannara proseguendo un’attività intrapresa ormai da anni. In particolare, secondo La strada della prevenzione, infatti -secondo l’ organizzazione agricola- è quella giusta da seguire per evitare che le calamità naturali producano alle attività produttive ed ai cittadini pesanti danni che, peraltro, non vengono mai risarciti per la loro reale entità.
Il 22 novembre scorso si è tenuto in provincia di Venezia l’incontro “Donne in Campo e nella Società”. Hanno partecipato Paola Ortensi, presidente nazionale dell’Associazione “Donne in Campo”, Giovanna Gazzetta, responsabile di “Donne in Campo di Padova, nonché vicepresidente dell’Associazione nazionale pensionati, Mario Quaresimin, presidente provinciale Cia di Venezia, Anese Franca, componente della presidenza della Cia di Venezia, e un folto gruppo di imprenditrici agricole. Luogo dell’incontro è stata l’azienda agricola “Tessere” di Noventa di Piave, un ambiente già di per sé stimolante e pieno di simbolico significato rispetto al protagonismo femminile. Manuela e Loretta, produttrici di ottimo vino, passione ereditata dal padre, sono le titolari dell’azienda. Loretta è stata allo stesso tempo vivace ospite e partecipante, mentre Manuela ha inviato i suoi saluti da Shangai, dov’è impegnata in un’importante Fiera del vino. Quaresimin, portando il saluto della Cia di Venezia, ha sottolineato come la volontà di riprendere e curare l’organizzazione delle imprenditrici sia supportata dal fatto che su 3600 aziende associate alla Cia provinciale, ben 1000 appartengono a donne. Ha auspicato un immediato impegno da parte delle dirigenti femminili per essere partecipi nella delegazione della Cia di Venezia che incontrerà i comuni per promuovere il “Patto con la società”. Alla luce del dibattito sviluppatosi, Quaresimin ha, inoltre, sollecitato l’avvio di un gruppo di lavoro che si impegni da subito per dare un proprio contributo per il nuovo Piano di sviluppo rurale. Ha, infine, dichiarato la volontà di organizzare per l’anno 2006 una riunione con tutte le imprenditrici, con lo scopo di radicare ed allargare il lavoro dell’Associazione Donne in Campo a tutta la provincia di Venezia. Le concrete ed apprezzate indicazioni di Quaresimin sono venute dopo la relazione di Franca Anese, la quale ha ricordato che su 1100 aziende in contabilità ben 250 sono imprese condotte da donne, imprese professionali e di tutto rispetto, con le quali si può ipotizzare l’impostazione di due gruppi di lavoro: uno più “tecnico” che approfondisca le problematiche professionali agricole e l’altro più “fantasioso” con l’obiettivo di aggregare donne rurali o che si occupano di questioni sociali. Un esempio venuto alla mente può essere la raccolta di fondi per la Ong Ases presieduta da Giuseppe Politi, che è anche presidente nazionale Cia, e coordinata da Norberto Bellini. Per sintetizzare il senso di quanto veniva proposto, Franca ha portato l’esempio della foto riprodotta sull’invito, una foto presa dal sito di Donne in Campo che riprende una giovane imprenditrice di Latina circondata da tanti prodotti agricoli e artigianali con alle spalle i loghi della Cia e di Donne in Campo, che sembra proporre e spiegare il senso del suo lavoro. Ogni imprenditrice presente all’incontro ha preso la parola, raccontando di sé e della propria impresa narrando di agriturismo, tradizioni, scuola in fattoria, dell’evoluzione delle nuove cittadine nel mondo agricolo, figlie di agricoltori, pensionate o insegnanti che hanno preferito la campagna alla città, scegliendo di cominciare una nuova avventura. Paola Ortensi ha ripercorso la storia di Donne in Campo, i suoi traguardi, le mete tuttora da percorrere con determinazione, il senso dell’Assemblea del 20 e 21 dicembre prossimi a Roma che, con lo slogan “Donne in Campo insieme si può. Agricoltura, sviluppo, occupazione, cultura e società”, vuole mettere in luce la ricchezza che come donne si può dare e prendere dal grande palcoscenico che l’agricoltura ci offre per chi ne sa comprendere la permanente attualità e capacità di evoluzione, di ruoli e funzioni , rispetto alla società. Giovanna Gazzetta, dal canto suo, ha raccontato le tante iniziative fatte negli anni a Padova, con e per le donne, fino agli ultimi corsi professionali sull’arte di sistemare i fiori. Ha poi espresso grande soddisfazione per la proficua e qualificata riunione. L’iniziativa si è conclusa con l’elezione delle delegate all’Assemblea nazionale di Donne in Campo, cui è seguito un momento conviviale con visita alla cantina e assaggio di salumi e porchetta dell’azienda di Lauretta Campagnaro, esempio simbolico di un luogo dove l’agricoltura, l’allevamento tradizionale, la trasformazione, l’agriturismo, la scuola in fattoria, fanno un tutt’uno con lei, con sua mamma Gemma, suo marito Vittorino e quelli che vanno crescendo. Che dire ancora? Che la padrona di casa, oltre alla sua ospitalità, alla storia dell’impresa, al suo vino, ha donato un vasetto fiorito di rose come testimonianza di un pomeriggio in cui ha piantato un seme che crescerà resistente e colorato come la rosellina di Loretta.
Domani mattina, 26 novembre, una delegazione della Cia provinciale di Alessandria composta dal presidente, Roberto Ercole, dal vicepresidente, Carlo Ricagni, e dal direttore, Giuseppe Botto, unitamente alle altre organizzazioni, incontrerà, presso la Sala Giunta della Provincia di Alessandria, l’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco. L’incontro rientra nell’ambito delle due settimane di incontri organizzati in provincia dalla Giunta Regionale, presieduta da Mercedes Bresso, nel contesto del tour che la stessa giunta sta effettuando in tutte le province del Piemonte. L’incontro con l’assessore regionale sarà l’occasione per focalizzare i problemi dell’agricoltura alessandrina e per ricercare le eventuali soluzioni. A seguire l’assessore Taricco incontrerà i dirigenti di altri enti e associazioni che operano in agricoltura: per la Cia la delegazione sarà composta da Fabrizio Capra, coordinatore di Turismo Verde, da Paolo Viarenghi, segretario provinciale Agia, e da Caterina Pecoraro, responsabile di Donne in Campo. Venerdì 2 dicembre, invece, l’assessore al Turismo, Giuliana Manica, incontrerà le associazioni del turismo, tra cui i rappresentanti provinciali di Turismo Verde.
Si svolgerà lunedì prossimo a Bologna, alle ore 10.00, presso la sede della Cia dell’Emilia Romagna (via Bigari 5/2) una riunione della Confederazione per la valutazione della situazione economica e legislativa conseguente alla crisi del settore avicolo. La riunione sarà presieduta da Umberto Borelli, responsabile nazionale del settore zootecnico.
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