Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 54 - n. 133 25 giugno 2012
ATTUALITÀ
  • Convegno della Cia Veneto a Padova: filiere, filiere corte o vendita diretta?
  • Parmigiano Reggiano e Grana Padano solidali. Un successo l’iniziativa della Cia di Milano-Lodi-Monza e Brianza
  • Taranto: con il progetto “Scuola in fattoria” della Cia alunni in visita alla masseria Brancati e al Parco delle Dune Costiere
COMUNICATI
  • La nuova agricoltura passa da Lecce. Il 28 e 29 giugno la VI Conferenza economica della Cia
TERRITORIO
  • Oltre 4.000 kg di solidarietà per l’agricoltura dell’Emilia. Grande successo dell’iniziativa della Cia di Grosseto a favore dei terremotati

 

ATTUALITÀ


Convegno della Cia Veneto a Padova: filiere, filiere corte o vendita diretta?

 

Filiere, filiere corte o vendita diretta in agricoltura per garantire il giusto guadagno agli agricoltori e un  prezzo equo ai consumatori? Se ne è parlato questa mattina a Padova durante un convegno  dal organizzato da Cia Veneto e da Cia Padova nella sede della Camera di Commercio.

“Serve riequilibrare la ripartizione del prezzo finale” ha spiegato il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo, mettendo in evidenza come viene distribuito il guadagno lungo tutta la filiera agroalimentare,dal campo alla tavola: il 17 per cento va all’agricoltore produttore, il 23 per cento alla trasformazione e il 60 per cento alla distribuzione. Il prezzo si forma dalla somma di tutti i passaggi dal produttore al consumatore finale.

Come poter allora ridistribuire i pesi? La strada da intraprendere sembra dover essere quella dell’aggregazione. I produttori che si uniscono per vendere possono fare la differenza. Serve anche una revisione dei rapporti e contratti di filiera da parte della nuova Pac: “La nuova politica agricola comunitaria deve sostenere le strutture in grado di aggregare i produttori”, afferma la Cia del Veneto

Una strada alternativa è la vendita diretta al consumatore in tutte le sue forme: mercatini, vendita in azienda agricola, mercato dell’agricoltore. Non si tratta però di una “scorciatoia” alla grande distribuzione, come ha spiegato il presiedente di Cia Padova, Claudio D’Ascanio: “La vendita diretta deve essere ponderata con attenzione da parte dell’imprenditore agricolo attraverso un business plan, tenendo in giusta considerazioni costi e ricavi”.

Nelle relazioni con gli altri protagonisti della filiera della grande distribuzione come si può garantire maggior reddito all’imprenditore agricolo e tutelare il potere di acquisto del consumatore? Aumentando la produttività? Diminuendo i costi di produzione? Cambiando le relazioni e i pesi di ogni singolo segmento all’interno della filiera? Oppure accorciando la filiera fino a privilegiare la vendita diretta?

 “L’agricoltura ha bisogno di organizzazione per tutti i tipi di filiera – ha spiegato Pino Cornacchia, responsabile  del Dipartimento sviluppo agroalimentare e territorio della Cia nazionale – Sia per le filiere strutturate che per quelle locali”. La nostra agricoltura invece troppo spesso paga il prezzo delle difficoltà degli agricoltori di fare sistema attraverso le Op, le organizzazioni di produttori. Nel comparto dell’ortofrutta ad esempio i produttori italiani che si organizzano per vendere insieme sono il 37,9 per cento contro il 100 per cento degli olandesi. Nel comparto dell’olio d’oliva in Italia si sfiora il 5 per cento mentre in Spagna il 70 per cento: “L’inefficienza del sistema è causa del basso valore aggiunto per le aziende agricole e di un eccesso di posizioni dominanti”, ha commentato Cornacchia. Un valore aggiunto che per i produttori non supera il 18 per cento. Altro prezzo da pagare a causa della scarsa propensione a fare sistema è il rischio dell’eccesso di importazioni: l’Italia è sempre più dipendente dell’importare prodotti dall’estero.

Hanno partecipato al convegno, oltre a Toniolo, D’Ascanio e Cornacchia, Emanuela Barbiero, responsabile regionale Unione alimentare Cna Veneto, Nicola Rossi, presidente Confesercenti Padova, Giuliano Marchesin, direttore Unicarve, Antonio Melato, presidente Confcoperative Veneto.

 


Parmigiano Reggiano e Grana Padano solidali. Un successo l’iniziativa della Cia di Milano-Lodi-Monza e Brianza

 

E’ un successo per la solidarietà, e anche per la buona tavola, la vendita di Parmigiano Reggiano e Grana Padano nelle sedi Cia di Milano-Lodi-Monza e Brianza. In queste settimane i cittadini che si stanno  recando negli uffici per la dichiarazione dei redditi, per il calcolo dell’acconto dell’Imu o per i servizi di patronato, stanno anche trovando, a prezzi ridotti, i due formaggi simbolo della buona agricoltura lombarda.

In meno di una settimana sono stati venduti oltre cinquecento pezzi di Parmigiano a 13 euro, al pezzo sottovuoto (circa un chilo), e di Grana a 10 prodotti dal Consorzio Latterie Virgiliane di Mantova, che è stato danneggiato dal terremoto, tuttora in corso, nelle province di Mantova, Modena e Ferrara.

I proventi della vendita, ancora in svolgimento, andranno ai caseifici e alle aziende agricole danneggiate, che stanno lottando per non chiudere.

I danni al settore primario ammontano a 500 milioni di euro, e rischiano di far chiudere imprese simbolo del  Made in Italy del mondo, che danno occupazione a migliaia di persone.

La solidarietà, però, non è mancata, come dimostrano anche i risultati della vendita organizzata dalla Cia Milano-Lodi-Monza e Brianza, e sta dando forza per ricominciare a coloro che hanno visto in poche istanti sfumare il lavoro di anni, anche di una vita.

L’elenco degli uffici della confederazione è disponibile su ciamilano.it


Taranto: con il progetto “Scuola in fattoria” della Cia alunni in visita alla masseria Brancati e al Parco delle Dune Costiere

 

 

La Cia del Comprensorio Occidentale  di Castellaneta (Taranto) con il progetto “Scuola in Fattoria” nelle scorse settimane, ha visitato la Masseria Brancati ad Ostuni e il Parco delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo in provincia di Brindisi.

Nel corso delle visite il gruppo è stato accompagnato da quattro guide turistiche che la Cia ha messo a disposizione dei ragazzi; appena giunti nel paese i partecipanti hanno potuto osservare la bellezza del centro storico di Ostuni con le sue case dalla tradizionale coloritura bianca a latte di calce e per questo chiamata la città bianca.

La visita è iniziata presso la Masseria Brancati: qui i bambini hanno potuto osservare la bellezza degli ulivi secolari definiti monumentali e piantati in epoca romana, la cui bellezza è pari a quella dei tanti monumenti disseminati nelle nostre città d'arte; per constatare la grandezza del tronco 22 bambini tutti insieme hanno abbracciato uno di questi alberi di circa cinquemila anni.

Il signor Corrado Rodio, titolare dell'azienda, ha illustrato il tipo di coltivazione realizzata nella sua azienda e l'olio prodotto dalle piante millenarie di olivo ed ha poi fatto visitare la masseria costruita in epoca medievale con annesso frantoio ipogeo di età romana, scavato nella roccia calcarea ed utilizzato fino al 1800; all'interno della masseria vi è una  piccolissima chiesetta in stile barocco.

Dopo aver visitato l'azienda, i ragazzi seduti in cerchio nel piazzale hanno potuto degustare sulle friselline, tre tipi di olio ottenuto da varietà diverse di olivo ed avente differente gusto: piccante, amaro e fruttato, che sono le caratteristiche principali per poter distinguere se un olio è buono oppure no.

L'azienda produce, imbottiglia e commercializza proprio l'olio ottenuto dalle olive raccolte dagli alberi secolari. L

a visita è poi proseguita presso la zona umida denominata Fiume Morelli, qui è stata reintrodotta la pratica dell’acquacoltura, attiva fino a venti anni fa, situata negli spazi retrodunali del Parco delle Dune Costiere. La zona umida è caratterizzata dalla presenza di alcuni specchi d’acqua salmastra alimentati da sorgenti che presentano una forma a L che si sviluppano per 800 metri. Vi è un sistema di 8 bacini comunicanti interrotti da 7 chiuse in cui è inserita una saracinesca. Le vasche risultano indipendenti e alimentate da acqua sorgiva. Nei bacini esistono numerose sorgive, alcune profonde fino a 5-6 metri con una grande portata d’acqua. Il regime delle acque viene regolato da una chiusa principale collegata al mare,  che permette il deflusso dell’acqua.

All’interno della zona umida si trova una vasca denominata “peschiera” circondata da alte mura perimetrali, in questa grande vasca protetta, veniva trasferito il pesce pescato nei bacini; in un secondo momento poi il pesce poteva essere comodamente ripescato per essere venduto.

L'antico impianto di allevamento risale alla fine dell'800 e dal 2009 è stata ripristinata l'attività di acquacoltura biologica. Unico del suo genere in Italia, vengono rispettati alcuni criteri: i capitoni, ossia le femmine gravide pronte a partire per il mar dei Sargassi per riprodursi, una volta pescati vengono rilasciati in natura; non viene effettuata alcuna somministrazione di mangimi, gli animali si nutrono di ciò che l'ambiente naturale è in grado di fornire loro; non c'è inserimento di nuovi soggetti provenienti da altri ambienti da ingrassare o allevare; l'ultima chiusa collegata al mare è sempre aperta con gli animali che possono entrare e uscire quando desiderano. In pratica, non si tratta di un vero e proprio allevamento ma di un prelievo programmato di anguille e cefali provenienti dal mare ed eseguito solo nel mese di dicembre con la pesca tradizionale, che fa ricorso all'impiego di nasse e tramagli.

Queste particolari nasse sono degli strumenti di cattura a forma conica con all’interno setti progressivamente più piccoli che favoriscono l’entrata del pesce impedendone la fuga. In origine le maglie erano fatte di cotone ed erano ricoperte di catrame per evitare che i vermi le mangiassero; per evitare questo inconveniente in tempi più recenti si è cominciato ad usare il nylon. Le maglie sono appositamente più larghe in modo da pescare solo gli esemplari più grandi (al di sopra dei 200 grammi). Una volta pescate, le anguille vengono tenute in gabbie, posizionate in acqua all’altezza del ponte per conservarle vive fino all’ultimo giorno di pesca. Un’anguilla può arrivare a pesare anche 2 kg ed essere lunga circa un metro. La pesca delle anguille dura mediamente dalle 2 alle 3 settimane. Di tanto in tanto oppure quando non si può pescare in mare a causa del brutto tempo, vengono controllate le nasse e svuotate nelle apposite gabbie.

Quest’attività si svolge generalmente dal 1 sino al 21-22 dicembre e la vendita avviene nei giorni successivi. Inoltre nel corso della visita al Parco sono stati mostrati la pianta di ginepro coccolone così chiamato per il nome delle sue bacche “coccole” e la pianta del giunco i cui rami vengono prelevati per fare i cesti utilizzati nel settore caseario per conservare il formaggio fresco che prende il nome di “giuncata”.

Ancora una volta il progetto “Scuola in Fattoria” in entrambe le visite ha mostrato ai partecipanti realtà produttive importanti della nostra regione e bellezze naturali del mondo agricolo come gli alberi di ulivo secolari, che hanno lasciato tutti i presenti a bocca aperta per la maestosità e la bellezza, che fanno parte della nostra storia e della nostra tradizione.

 

torna al sommario

COMUNICATI


La nuova agricoltura passa da Lecce. Il 28 e 29 giugno la VI Conferenza economica della Cia

 

Ai lavori, aperti dal presidente Giuseppe Politi, interverranno, tra gli altri, il commissario Ue all’Agricoltura Dacian Cioloş, il ministro delle Politiche agricole Mario Catania, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefàno. Si parlerà, in particolare, di Pac post 2013, delle nuove strategie per olio d’oliva, dello sviluppo delle agroenergie e della “spesa in campagna”. In collaborazione con la Coop, è stata organizzata la vendita di Parmigiano Reggiano per solidarietà verso le aziende agricole e i cittadini duramente colpiti dal terremoto.

 

“Far crescere l’agricoltura per far crescere l’Italia”. Questo lo slogan scelto per la VI Conferenza economica della Cia, il tradizionale appuntamento annuale organizzato dalla Confederazione italiana agricoltori a Lecce per discutere con i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e locali e del mondo produttivo la situazione dell’agricoltura, i problemi contingenti e le prospettive future del settore.

La sesta Conferenza economica si terrà nel capoluogo salentino il 28 e 29 giugno prossimi, nella splendida cornice del Chiostro dei Domenicani, e verrà aperta dalla relazione del presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi. Interverranno, tra gli altri, il commissario Ue all’Agricoltura Dacian Cioloş, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro, il coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefàno.

Durante i lavori si parlerà, in particolare, di Pac post 2013, delle nuove strategie per olio d’oliva, dello sviluppo delle agroenergie e della “spesa in campagna”.

La Conferenza economica ha l’obiettivo di approfondire i forti legami tra la crescita del settore primario e dell’economica complessiva. Non solo perché le imprese agricole generano un indotto rilevante in termini di Prodotto interno lordo, ma anche perché l’agricoltura di qualità e multifunzionale richiede occupazione, favorisce lo sviluppo diffuso e armonioso dei territori, contribuisce in modo determinante a sostenere le grandi sfide ambientali che ci incalzano in questo inizio di millennio.

Per crescere l’agricoltura ha, dunque, necessità di un’adeguata attenzione da parte delle istituzioni. Quest’anno si celebrano i cinquant’anni della Pac, alla vigilia di una nuova grande riforma, quella post 2013, che pone non pochi problemi agli agricoltori.

D’altra parte, in tutti questi anni la Pac ha garantito la sicurezza negli approvvigionamenti, l’ammodernamento delle strutture, il sostegno allo sviluppo economico complessivo. La riforma, oggi in discussione, deve andare oltre questi obiettivi e assicurare competitività, innovazione e valorizzazione delle risorse naturali. Insomma, occorre favorire il riequilibrio nei redditi e nelle condizioni di vita degli agricoltori con le altre categorie imprenditoriali e tra i vari territori dell’Unione europea.

In contemporanea alla VI Conferenza economica, nella centralissima piazza Sant’Oronzo di Lecce, organizzati dalla Cia, sotto lo slogan “La Spesa in Campagna”, laboratori, stand, folklore, degustazioni e incontri con i cittadini sulla sicurezza a tavola e sulla qualità dei prodotti alimentari.

Ma in piazza ci sarà anche spazio per la solidarietà. La Cia, in collaborazione con la Coop, ha organizzato uno stand dove si potrà acquistare Parmigiano Reggiano. Un contributo per le aziende agricole e per i cittadini duramente colpiti dal terremoto.

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


Oltre 4.000 kg di solidarietà per l’agricoltura dell’Emilia. Grande successo dell’iniziativa della Cia di Grosseto a favore dei terremotati

 

Oltre 4.000 kg di Parmigiano Reggiano: queste le prenotazioni in sole due settimane  dell’iniziativa “Una Forma di Solidarietà”, promossa dalla Confederazione italiana agricoltori di Grosseto, in accordo e collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano e la Cia Emilia Romagna per aiutare concretamente i caseifici e gli allevatori emiliani pesantemente colpiti dal sisma.

Acquistando il Parmigiano Reggiano prodotto e stagionato nelle zone del terremoto si aiutano gli allevatori e le loro strutture di trasformazione a liberare i magazzini per poter iniziare la stagionatura del nuovo prodotto.

Il formaggio proviene dalle strutture cooperative modenesi, che hanno subito ingenti danni alle loro strutture e magazzini. “Era necessario liberare i magazzini del Parmigiano Reggiano già stagionato e pronto per la vendita, permettendo così la lavorazione della nuova produzione -afferma il presidente della Cia di Grosseto, Enrico Rabazzi-. Il prodotto distribuito da “Una Forma di Solidarietà” è confezionato in pezzi da circa 1kg (sottovuoto) nelle diverse stagionature di 12/14 mesi e 20/22 mesi. E’ lo stesso Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano che organizza la consegna dai diversi caseifici e stabilisce il calendario dei ritiri, così da evitare che la solidarietà di tante persone crei ulteriori problemi, anziché alleviarli”.

“Un ringraziamento a tutti i cittadini che hanno deciso di aderire all’iniziativa di solidarietà promossa da noi e dalla Cia Toscana -continua il presidente Rabazzi-. Un particolare ringraziamento va ad alcune associazioni ed enti, che hanno dimostrato una particolare sensibilità, organizzando essi stessi la raccolta delle adesioni dei loro dipendenti. Ringrazio, quindi, sentitamente il comune di Castiglione della Pescaia, la Provincia di Grosseto, la Confesercenti, la Cna, Grosseto Fiere”.

Il prodotto distribuito da “Una Forma di Solidarietà” proviene, dunque, dai caseifici danneggiati dal sisma e da quelli non danneggiati. Questi ultimi, oltre alla raccolta e trasformazione del latte e all’immagazzinamento per la stagionatura del prodotto degli allevamenti terremotati, devolvono ai colleghi più sfortunati un euro per ogni chilo del loro prodotto distribuito con i canali della solidarietà.

 

torna al sommario