| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 49 - n. 83 | 25 aprile 2007 |
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La Cia sollecita il varo di un tempestivo Piano d’azione. Coinvolgere nelle decisioni anche il mondo agricolo. Riaffermata l’esigenza di una “Cabina di regia” a Palazzo Chigi. Il prossimo Consiglio dei ministri deve adottare misure realmente concrete per fronteggiare la grave “emergenza siccità”. Vanno, però, tenute in debito conto le esigenze del mondo agricolo che intende fare sino in fondo e con grande senso di responsabilità la sua parte. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale è urgente un Piano d’azione che permetta un razionale uso dell’acqua, senza provocare pesanti contraccolpi alle nostre campagne che già sono costrette a fare i conti con una difficile soluzione. La Cia rinnova, comunque, il suo invito per una “Cabina di regia” a Palazzo Chigi al fine di monitorare in maniera adeguata l’evoluzione della crisi idrica ed intervenire con la necessaria tempestività, prevenendo qualsiasi tipo di emergenza. D’altronde, senza validi provvedimenti per l’agricoltura sarebbe un vero disastro, molto simile a quello successo nel 2003, “anno horribilis” per le campagne italiane. Il governo -sottolinea la Cia- deve, quindi, reperire le risorse necessarie per la realizzazione di un organico Piano d’interventi che dia risultati positivi, evitando misure frammentate e scollegate fra loro. La Cia chiede che anche le organizzazioni professionali e i consorzi di bonifica abbiano un ruolo importante nella gestione delle acque e nell’attuazione del Piano d’azione. Una richiesta non per reclamare un puro protagonismo, ma perché si vuole fornire un concreto apporto ad un razionale e finalizzato utilizzo delle risorse idriche. L’agricoltura italiana -avverte la Cia- non può affrontare un’altra emergenza siccità senza un’adeguata pianificazione delle iniziative da intraprendere. Il settore, del resto, già vive una perdurante crisi strutturale e ulteriori danni alle colture sarebbero un pesante colpo alle imprese. Da qui l’esigenza di intervenire per tempo e con la massima concretezza.
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