| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 233 | 24 novembre 2011 |
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Per la Cia occorre un’azione programmata e condivisa di Governo e Regioni, volta all’attività di prevenzione dei disastri naturali e alla messa in sicurezza delle zone a più alto rischio idrogeologico. Bisogna garantire alle imprese agricole la fondamentale attività di presidio e manutenzione del suolo, soprattutto nelle aree marginali. Non c’è più tempo da perdere. Quello che sta accadendo in questi giorni in Calabria e in Sicilia rilancia l’assoluta urgenza di una vera politica di salvaguardia dell’ambiente. I disastri provocati dal maltempo, con frane, smottamenti, esondazioni, dimostrano quanto sia necessario agire al più presto per risolvere il problema del dissesto idrogeologico, che riguarda il 9,8 per cento della superficie del nostro Paese e ben 6.633 comuni, pari all’81,9 per cento del totale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Già ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha richiamato l'esigenza di adeguate politiche di prevenzione del territorio, cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio -ricorda la Cia-. Noi aggiungiamo che una nuova politica di tutela ambientale dovrà garantire il presidio da parte dell’agricoltore, la cui opera di manutenzione è fondamentale, soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna. D’altra parte, negli ultimi quarant’anni il rapido processo di urbanizzazione, che ha significato la perdita di quasi il 30 per cento delle campagne -spiega la Cia- spesso non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Purtroppo oggi i guasti di questo disinteresse si ripropongono ciclicamente in maniera drammatica. Ecco perché adesso serve una rinnovata attenzione -ribadisce la Cia-. Occorre un’azione coordinata, programmata e condivisa di Governo e Regioni volta all’attività di prevenzione dei disastri naturali e di messa in sicurezza delle zone a più alto rischio idrogeologico. Bisogna superare atteggiamenti superficiali e cominciare a lavorare tutti insieme per assicurare un territorio tutelato e al tempo stesso produttivo.
L’importante riconoscimento è andato ad un’imprenditrice di Arpino (Frosinone), Liana Iafrate, mentre è stata encomiata un’agricoltrice di Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) Barbara Coli. Ancora un importante successo per le imprenditrici agricole di Donne in Campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori. De@Terra, il premio promosso dall’Onilfa (Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro in agricoltura) giunto all’undicesima edizione e rivolto alle donne che si siano particolarmente distinte in campo agricolo, ha visto, infatti, tra le premiate: Liana Iafrate, un’agricoltrice laziale che ha un’azienda agricola e agrituristica ad Arpino, in provincia di Frosinone, e, tra la encomiate, Barbara Coli, un’imprenditrice toscana di Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca. Riconoscimenti per due associate a Donne in Campo che esaltano la qualità, la tipicità e l’impegno sociale dell’“impresa rosa”, che in agricoltura continua a crescere e ad affermarsi in maniera significativa. Alla cerimonia di premiazione è intervenuto il neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania che ha avuto parole di apprezzamento per le premiate e ha rilevato che tale premio costituisce ”un momento di grande felicità”, “ma -ha aggiunto- dobbiamo rimanere consapevoli che il mondo delle donne e dei giovani ha bisogno di costante attenzione”. Rivolgendosi alle imprenditrici ha detto: “A voi va il mio ringraziamento per quello che fate, con l’auspicio che nei prossimi mesi l’azione di governo del presidente Monti dia ancora più spazio alla donna in agricoltura”. Liana Iafrate conduce dal 1993 l’azienda agricola e agrituristica “Tirotarico”, nome che deriva da uno dei piatti preferiti di Cicerone la “Patella Thirotarica”, la cui ricetta originale è contenuta nel volume di Apicio “De re coquinaria” del I secolo d. C.. Molte le attività che si svolgono all’interno dell’agriturismo, dalla “Fattoria Didattica degli Gnomi”, ai corsi di cucina, ai pic-nic sotto le stelle, alle serate con menù a tema legati all’antica Roma, alla ristorazione sana e genuina basata su piatti tipici ciociari ricavati da prodotti coltivati direttamente in azienda nel rispetto delle stagionalità. In azienda, interamente a conduzione familiare, oltre ai dolci destinati alla ristorazione, vengono preparate anche confetture, conserve, sott'olio, salse, e frutta sciroppata. Inoltre, si producono vino, ortaggi e olio extravergine d’oliva. Infine, da non dimenticare, il “Giardino botanico di Cicerone” (Hortus aromatarium), dove sono collezionate, riprodotte e coltivate piante arboree, arbustive ed erbacee caratteristiche e di antica derivazione dei territori della Valle del Liri e della Valle di Comino. L'azienda agricola di Barbara Coli nasce nel 2006, con la produzione di patate, farina di granturco e farina di castagne. In azienda si producono anche marmellate, succo di lamponi, succo di more, ortaggi e frutta. Tutti i prodotti sono lavorati secondo le antiche tradizioni garfagnine e sono in vendita presso l’azienda stessa. Nel 2010 come fattoria didattica “Lo Spaventapasseri”, Barbara Coli apre le porte dell’azienda ai bambini delle scuole, aderendo al progetto "Scuola Estiva 2011" del Comune di Castelnuovo Garfagnana. Si tratta di un servizio educativo e ricreativo per i bambini delle scuole dell'infanzia e la scuola primaria la cui base è il rapporto con la natura e con la cultura tradizionale. L’azienda aderisce, inoltre, ai progetti “Merenda in fattoria”, per la prevenzione degli eccessi ponderali, dei disturbi alimentari e delle patologie conseguenti ad alimentazione ed attività fisica inadeguate, e "Frutta nelle Scuole", mirato all’insegnamento dell'importanza della presenza di frutta e verdura in una sana alimentazione quotidiana. Nel 2011 l’azienda, con il “progetto pilota” della Regione Toscana, apre il primo “agri-nido”. Il progetto offre un servizio dedicato ai bambini da 1 a 3 anni, con locali interni arredati e dedicati esclusivamente all’accoglienza dei bambini. Nel progetto è previsto un servizio pranzo e merenda con un menù prevalentemente contenente cibi derivati da produzioni agricole locali cucinati direttamente nell’“agri-nido”.
Più pannelli fotovoltaici, impianti di produzione alimentati da biomassa, biogas e bioliquidi in Veneto, insomma più energia pulita di origine agricola e forestale grazie anche al lavoro degli imprenditori agricoli. Il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo plaude all’accordo raggiunto con delibera della Giunta regionale della Regione Veneto approvata martedì scorso di far posto all’Associazione italiana energie agroforestali al Tavolo di lavoro permanente avviato dalla Regione Veneto per la pianificazione in materia di energia, in linea con l’orientamento dato dall’Unione europea a favore dello sviluppo di un’economia a basse emissioni di CO2, improntata all’efficienza energetica. “E’ una grande soddisfazione per Cia Veneto aver raggiunto questo protocollo d’intesa -spiega il presidente di Cia Veneto Daniele Toniolo- che prevede la partecipazione dell’Aiel al tavolo di lavoro permanente per individuare insieme alla Regione le azioni da svolgere in materia di energia da fonti energetiche rinnovabili e monitorare i risultati raggiunti. Agli agricoltori finalmente viene riconosciuto un ruolo fondamentale”. Obiettivo vincolante per l’Italia è produrre entro il 2020 il 17 per cento dell’energia da fonti rinnovabili. Attualmente al tavolo di lavoro permanente in materia di energia siedono insieme alla Regione i rappresentanti di Confindustria Veneto e l’Ance, l’Associazione dei costruttori edili. Compito e impegno di Aiel sarà quello di favorire in modo particolare la semplificare le procedure, fornire alla Regione dati e aggiornamenti nella fase di pianificazione e stesura della normativa del settore per favorire lo sviluppo sostenibile.
Si chiama “Non ci basta il 7+” la giornata di lavori sul Trentino come territorio di qualità, che si svolgerà presso la sede della Cia di Trento (via Maccani 199) il prossimo 28 novembre. L’incontro avrà inizio alle 9,30 con l’introduzione del presidente della Cia regionale, Flavio Pezzi, e con i saluti di Fabiano Condini, assessore allo Sviluppo economico e tributi. Interverranno tra gli altri Silvio Barbero, vicepresidente nazionale di Slow Food Italia, Giovanni Bort, presidente dell’Unione albergatori del Trentino (Unat) e Renato Dalpalù, presidente delle cooperative di consumo trentine (Sait). Le conclusioni sono affidate all’assessore provinciale Tiziano Mellarini e al presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.
Domani, venerdì 25 novembre, alle ore 10,00, si svolgerà a Palermo, presso la Sala Domenico Lanza dell’Orto Botanico (via Lincoln 2), un incontro regionale promosso dalla Cia Sicilia sul tema “La riforma della Pac post 2013: quali scenari per l’agricoltura siciliana”. La riforma della Pac è un passaggio importantissimo che -ricorda la Cia Sicilia- interesserà il maggior comparto economico siciliano: quello agricolo. La nuova Pac andrà a stabilire come impegnare in Sicilia le risorse europee nei prossimi anni. Ai lavori, interverrà, fra gli altri, l'on. Giovanni La Via, parlamentare europeo e relatore della riforma Pac; mentre le conclusioni saranno svolte da Carmelo Gurrieri, presidente della Cia Sicilia. L’incontro sarà presieduto da Fabio Moschella, vicepresidente vicario della Cia Sicilia. La relazione sarà tenuta da Maurizio Lunetta, vicepresidente della Cia Sicilia.
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