| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 46 - n. 138 | 23 luglio 2004 |
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Ad un anno di distanza (5 luglio 2003) dalla iniziativa della Cia dell’Umbria indetta presso la sede del Parco del Monte Cucco a Sigillo (Perugia), alla presenza di autorità regionali, provinciali e delle amministrazioni locali, per sollevare il problema della specie lupo che aveva arrecato ingenti danni alle produzioni zootecniche nella zona del Parco del Monte Cucco e in tutta l’area dell’Eugubino-Gualdese, non si nota ancora da parte delle Istituzioni competenti un atteggiamento determinato per la soluzione del problema. Problema che si è ripresentato anche quest’anno in tutta la sua drammaticità con danni ingenti al bestiame al pascolo nella zona, causati verosimilmente da lupi. Al termine dell’ incontro di Sigillo era stato redatto un documento inviato alla presidente della Giunta Regionale, oltre che ai vari assessori regionali e provinciali, ai sindaci e al presidente della Comunità Montana interessata. In esso veniva ribadita la forte preoccupazione degli allevatori e di tutto il settore agricolo per i danni diretti causati al bestiame con l’uccisione di molti capi e indiretti, perché i produttori erano costretti a tenere i propri capi in stalla alimentandoli con fieno, che sarebbe dovuto servire per la stagione invernale, senza poter sfruttare la grande risorsa del pascolo montano. Le soluzioni prospettate erano di diversa natura ed andavano dall’ovvio e scontato equo risarcimento del danno subito attraverso una modifica alla legge n. 23 del 1996 elevando il compenso al 100 per cento del danno subito anche nelle zone non a Parco, oltre al risarcimento per lo smaltimento delle carcasse, al controllo preciso ed efficace della specie lupo in quelle zone anche per una questione sociale, naturalistica e turistica. Sappiamo -afferma la Cia dell’Umbria- che è in discussione in Consiglio Regionale un apposito disegno di legge predisposto dall’Assessorato all’Agricoltura ma, ad oggi, non sono arrivati segnali di una sua celere approvazione, cosa invece assolutamente necessaria. Perdurando questa situazione di staticità, la Cia dell’Umbria proporrà a breve termine ai propri associati, una mobilitazione di massa per protestare contro l’immobilismo e la scarsa attenzione ai problemi della zona del Parco e delle aree contigue.
Il Cupla (Coordinamento unitario pensionati lavoro autonomo) siciliano, di cui fa parte anche l’Anp-Cia, riunito a Palermo, ha approvato un documento nel quale si afferma che con legge regionale 26 marzo 2002 n. 2 è stato introdotto, in Sicilia, il ticket sulle prestazioni sanitarie erogate nella Regione, che con successiva legge regionale il 31 maggio 2004 n. 9, all'art. 29, è stato previsto il regime delle esenzioni basato sul sistema dell'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e che l'assessore regionale alla Sanità, in data 18 giugno 2004 ha emanato la circolare attuativa con la quale si stabilisce la soglia di esenzione a euro 7.000. Inoltre, si rileva che con l'entrata in vigore di tale norma, 1 luglio 2004, non viene garantito l'esonero del pagamento del ticket sanitario nemmeno alle famiglie di pensionati al minimo, agli indigenti e ai lavoratori precari, con conseguenze sanitarie gravissime sugli ammalati. Per questi motivi, il Cupla siciliano chiede al governo regionale e all'assessore regionale alla Sanità la modifica del Decreto che ha fissato a 7.000 euro il reddito familiare Isee, per innalzarlo almeno a 12.000 euro per rendere esenti i pensionati al minimo. Infine, le organizzazione dell'agricoltura, artigianato e commercio, rappresentate dal Cupla, lanciano -si afferma nel documento- una petizione popolare di raccolta firme, verso i propri organizzati e tutti i cittadini siciliani, per ottenere in tempi brevi la modifica del decreto dell'assessore regionale alla Sanità e organizzeranno entro il mese di settembre una manifestazione regionale sulla situazione dello stato sociale in Sicilia.
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