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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 47 - n. 118 23 giugno 2005
ATTUALITÀ
  • Tabacco: eletti i vertici nazionali di Unitab
COMUNICATI
  • Frutta e verdura: dal campo alla tavola aumenti anche di 20 volte. Agli agricoltori solo le briciole, ma c’è chi specula sui consumatori
TERRITORIO
  • Cia di Cosenza: riunione dell’Associazione Donne in Campo
  • La Cia di Verona sull’emergenza idrica e i problemi agricoli
  • “Le tre C ... della mia cucina”. Donne in Campo Toscana e Cia di Livorno hanno presentato il libro di Lia Galli
  • Tutto pronto per la Festa regionale dei pensionati della Cia Toscana
APPUNTAMENTI
  • Cia Abruzzo: convegno sulla nuova politica comunitaria e Assemblea e Direzione regionali
  • Marche: convegno su “Globalizzazione, guerra e criminalità economica”
  • Domani Direzione provinciale della Cia di Padova

 

ATTUALITÀ


Tabacco: eletti i vertici nazionali di Unitab

 

L’Unitab, l’Unione italiana tabacco, oggi ha eletto il suo presidente, confermando l’incarico a Roberto Di Menno Di Bucchianico. Alla carica di vicepresidenti sono stati confermati Walter Trivellizzi e Andrea Sfascia.

E’ un segnale chiaro -afferma una nota- di continuità che viene dato dalla tabacchicoltura italiana nonostante l’ostilità strisciante che l’Unione europea perpetua nei riguardi di un settore la cui filiera impiega oltre 100mila occupati fra fase agricola e manifatturiera.

Oggi più che mai -si rileva nel comunicato dell’Unitab- c’è bisogno di una forte Unione dei tabacchicoltori per svolgere con efficacia un ruolo-guida nel difficile passaggio da un sistema di protezione ad un sistema di piena competizione sul mercato internazionale.

Un immediato impegno, a livello comunitario, riguarderà la stesura definitiva, prevista per le prossime settimane da parte della Commissione Ue, del regolamento attuativo della nuova Organizzazione comune di mercato (Ocm) del tabacco approvata dal Consiglio dei ministri dell’ agricoltura dell’ Unione europea il 22 aprile del 2004.

Successivamente -conclude la nota- l’ attenzione si sposterà a livello nazionale; sarà il ministero delle Politiche Agricole, infatti, a determinare entro il primo agosto le procedure di programmazione della produzione e ad assegnare le funzioni che ogni soggetto della filiera dovrà svolgere, con particolare riferimento alle Associazioni di produttori alle quali spetterà principalmente il compito di applicare le nuove regole sia in materia di disciplina della produzione sia in materia di mercato.

 

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COMUNICATI


Frutta e verdura: dal campo alla tavola aumenti anche di 20 volte. Agli agricoltori solo le briciole, ma c’è chi specula sui consumatori

 

Doppio prezzo e Antitrust per ridare equilibrio e trasparenza al mercato

 

La Cia denuncia una situazione insopportabile che sta creando gravi problemi al mondo agricolo e difficoltà tra i cittadini, che continuano a ridurre i consumi. Un esempio per tutti: un’anguria viene pagata appena 5 centesimi al produttore, mentre al dettaglio si vende a più di 1 euro al chilo. Stesso discorso per i meloni. I listini all’origine sempre più giù.  Il viaggio lungo la filiera alimenta rincari enormi e totalmente  ingiustificati.

 

All’agricoltore vanno appena 5 centesimi al chilo, mentre il consumatore arriva a pagarne anche più di 1 euro. Il viaggio dell’anguria dai campi alla tavola fa lievitare il prezzo di oltre  20 volte. Stesso discorso per il melone che passa da 10 centesimi ad 1,5 euro, con un incremento di 15 volte. Sono due casi emblematici che fotografano una situazione generalizzata in tutto il comparto dell’ortofrutta, dove si sta sempre più consolidando un trend preoccupante che vede gli agricoltori perdere reddito a causa dei prezzi stracciati che percepiscono e i cittadini, sempre più disorientati e in difficoltà, costretti a ridurre gli acquisti alimentari.

A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che torna a denunciare uno scenario sconcertante. “Agli agricoltori -afferma il presidente Giuseppe Politi- vanno solo le briciole. C’è però chi continua a fare il furbo e a speculare sui consumatori. E questo lo riscontriamo lungo la filiera. E’ una situazione che non possiamo più tollerare”.

Sul prezzo finale di un prodotto fresco -sottolinea la Cia- la percentuale relativa all’incidenza  dell’agricoltore è, infatti,  minima: varia dal 9 al 25 per cento. Ad incidere pesantemente sono invece le altre fasi del percorso della filiera (ingrosso, dettaglio), con i “gonfiati” costi di trasporto, logistici, degli imballaggi e i relativi ricavi dei vari operatori.

Sono elementi -rileva  la Cia- che confermano tutte le inefficienze e i comportamenti speculativi che si registrano nella filiera che, nel caso specifico dell’ortofrutta, è sempre più lunga e complicata. Nell’ipotesi ottimale abbiamo il passaggio dal produttore, alla cooperativa o all’organizzazione dei produttori, alla grande distribuzione. Nell’ipotesi “normale” il percorso è dal produttore all’intermediario, al grossista, al mercato generale, al dettaglio. Insomma, cinque e anche sei passaggi, dove nascono tutte le contraddizioni, le spinte al rialzo e le speculazioni.

“Il crollo dei consumi di frutta e verdura registrato negli ultimi mesi conferma -aggiunge il presidente della Cia-  che siamo in presenza di una situazione non più sostenibile. Occorre al più presto individuare le responsabilità che non sono certo degli agricoltori che, a  differenza degli altri soggetti della filiera, hanno visto diminuire drammaticamente i propri redditi. Per questo chiediamo all’Authority di garanzia del mercato di stringere i tempi della sua annunciata indagine, che abbiamo accolto con grande soddisfazione. Bisogna fare chiarezza e riportare nel mercato dell’ortofrutta il  massimo equilibrio. Siamo, comunque, pronti a fornire all’Antitrust tutta la nostra collaborazione per  arrivare al più presto ad una soluzione”.

Contemporaneamente la Cia continuerà a raccogliere le firme dei cittadini relative alla Petizione Popolare sul doppio prezzo (origine e dettaglio) da applicare sui cartellini di vendita dei prodotti agroalimentari. Un’iniziativa che ha come obiettivo proprio quello di assicurare sia il  produttore che il consumatore attraverso la trasparenza del prezzo dal campo alla tavola. “Bisogna -dice Politi- contrastare al massimo un mercato sempre più drogato e impenetrabile, privo di informazione per chi acquista”.

Con la Petizione, attraverso la quale si sono già raccolte in tutta Italia centinaia di migliaia di firme, la Cia intende così garantire  un meccanismo di controllo dell’intera filiera agroalimentare, rendendo la dinamica dei prezzi più coerente con il mercato. Nello stesso tempo il consumatore potrà conoscere con esattezza il prezzo di origine e quello finale. Elemento questo che potrà evitare lievitazioni abnormi nei vari passaggi dell’intermediazione.

 

 

 

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TERRITORIO


Cia di Cosenza: riunione dell’Associazione Donne in Campo

 

Nella sede Cia di Cosenza si è svolta una riunione dell’associazione “Donne in Campo”. L’introduzione di Milena Torcia, imprenditrice agricola e coordinatrice regionale dell’associazione, ha rimarcato che sono sempre più le donne che scelgono di occuparsi attivamente della gestione delle imprese agricole  e che con la loro attività garantiscono sia la crescita dell’agricoltura, ma anche una vitalità economica, sociale, ambientale, dei territori rurali. 

Ma qual è il significato di Donne in campo? Milena Torcia ha posto in evidenza che il campo non è solo la campagna che va coltivata,  ma l’intero territorio che sta intorno all’azienda. “Il campo -ha detto-  è il contesto sociale in cui come donne e imprenditrici dobbiamo confrontarci e risolvere i problemi del vivere quotidiano, dell’organizzazione familiare, dell’educazione dei figli, e dei mercati che dobbiamo affrontare per potere collocare al meglio le nostre produzioni”. 

Maria Pia Bonifati, presidente dell’associazione provinciale, intervenuta immediatamente dopo,  ha rivendicato “alla forza creativa e innovativa delle imprenditrici agricole” un ruolo fondamentale per rinnovare l’agricoltura in Calabria e nella provincia di Cosenza.

Le numerose partecipanti hanno denunciato la fase di grande precarietà che si vive nelle campagne in conseguenza della sottovalutazione dei problemi del settore che ha caratterizzato la politica del governo e della regione Calabria. 

Quale prospettiva può avere la Calabria, ma anche l’Italia e l’Europa, senza una agricoltura competitiva e moderna? “Il tempo stringe -hanno sottolineato le partecipanti all’incontro- per scelte chiare che facciano uscire il settore dalla marginalizzazione e dalle difficoltà attuali”. E “che cosa sarebbe l’agricoltura senza le donne?”.

Su quest’ultimo interrogativo è partita una generale sottolineatura della necessità di misure capaci di consolidare e fare avanzare la presenza ed il ruolo delle donne nel settore.

Intanto, anche l’annunciata  ricostituzione e il rilancio del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio può essere -è stato detto- un primo passo per sensibilizzare le imprenditrici a partecipare ad una rinnovata progettualità, che tenga conto delle esigenze di una moderna agricoltura e delle mutate esigenze dei consumatori, “che guardano sempre più alla qualità dei prodotti e sempre meno a  quantità”. Qualità è sostanza, e chi meglio delle donne interpreta questo concetto?

La riunione è stata presieduta dal presidente provinciale della Cia, Italo Garrafa, che ha concluso i lavori esprimendo condivisione e disponibilità a nome della Confederazione  degli impegni e degli obiettivi scaturiti  “al ricco e stimolante dibattito”.


La Cia di Verona sull’emergenza idrica e i problemi agricoli

 

La Cia di Verona rileva come nel 2003 in piena emergenza idrica il fiume Adige registrava una portata di 60,58 m3 /sec, mentre oggi, all’inizio dell’estate e della stagione irrigua, la portata è di 36,2 m3 /sec. Si ricorda che la portata vitale dell’Adige misurata a Boara Pisani è fissata in 80 m3 /sec al fine di evitare la risalita del cuneo salino.

Dal Genio Civile è venuto ai Consorzi di Bonifica l’invito a ridurre il prelievo dell’acqua in particolare dal fiume Adige.  Alcune risorgive della zona pedemontana sono già in secca, altre hanno una portata molto al di sotto della norma.

La Cia fa presente come le colture agricole si trovino nella fase di maggior fabbisogno dei volumi d’acqua ciò nel mentre alcuni canali di derivazione, già ora, non sono in grado di garantire i primi fabbisogni.

In questo quadro va annotato che i Consorzi di Bonifica per assicurare l’attingimento e la distribuzione dell’acqua devono far ricorso a mezzi e risorse energetiche straordinarie.

La Cia veronese stima in base ai dati disponibili come la capacità di soddisfacimento dei bisogni dell’agricoltura nel basso veronese è 1/5 rispetto alle normali necessità, con il pericolo di un aggravamento se non vi saranno fatti nuovi dal punto di vista climatico.

A rischio la situazione del canale Leb che eroga l’acqua per l’irrigazione di 107.000 ettari della bassa pianura veneta e che attualmente preleva 17 m3 /sec dall’Adige rispetto ai 30 necessari!

La Cia di Verona invita il Genio Civile e l’autorità di Bacino dell’Adige a produrre un’efficace e coordinata iniziativa nei confronti dell’Enel, che come noto preleva acqua dell’Adige per gli invasi, al fine di una migliore gestione della risorsa, in una situazione di emergenza, rispetto alle diverse esigenze assicurando priorità nell’ordine al consumo civile e  all’agricoltura.

La Cia provinciale invita, altresì, i Consorzi di Bonifica, già seriamente impegnati, ad una gestione oculata ed equa della risorsa mettendo in atto efficaci misure di manutenzione, monitoraggio e controllo. Infine, la Cia di Verona rivolge un appello agli agricoltori affinché assumano comportamenti responsabili, di collaborazione e di rispetto nei prelievi evitando atteggiamenti dettati dalla psicosi del momento.


“Le tre C ... della mia cucina”. Donne in Campo Toscana e Cia di Livorno hanno presentato il libro di Lia Galli

 

La vera sorpresa è stata la partecipazione:c’erano tutti  quelli dell’invito. Anche di più, tant’è  che c’è voluta la protezione civile per dirimere il traffico di auto che hanno riempito, il 21 giugno scorso,  un intero campo dell’azienda “La Caprareccia” a Bibbona, in provincia di Livorno. Una presenza trasversale, dall’agricoltore, al pittore, agli esperti, alle donne di ogni ceto, alle autorità di tutti i tipi. Si è trattato di una vera e propria kermesse iniziata alle 19 e proseguita sino a tarda notte. Questa la cornice che ha animato  la presentazione del libro di ricette di Lia Galli “Le 3  C… della mia cucina”.

Una presentazione a cui sono intervenuti Paola Ortensi, presidente  nazionale di Donne in Campo della Cia , Anna Maria Dini, presidente toscana  di Donne in Campo che ha condotto la serata,  il sindaco di Bibbona Fiorella Marini, l’assessore allo Sviluppo Rurale della Provincia di Livorno Maurizio Scatena, il presidente della Cia di Livorno Stefano Poleschi e quello della Cia regionale Toscana Giordano Pascucci, Costanza D’Agata, della Work Italtrade partner, due giornaliste  della  Nazione Falchini e Dolciotta e il vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli. Angela Porciani, presidente di Microstoria, ha collaborato alla realizzazione del libro con uno spaccato storico del territorio bibbonese coadiuvata dal fotografo Paolo Pagnini per la parte storica, e Paolo Bonciani per la parte attuale.

Perché tanta presenza  e di prestigio attorno a Lia Galli per apprezzare il suo libro e poi il buffet  da lei offerto? Lo hanno sobriamente spiegato gli oratori nella splendida cornice della campagna bibbonese, il primo giorno d’estate. Il libro della Galli ha un valore particolare perché può essere davvero considerato da due punti di vista simbolici. Nel metodo e nel merito . Nel metodo.  A lavorare partendo dal desiderio di Lia di pubblicare le sue ricette, si sono impegnate tutte imprenditrici di  Donne in Campo della Toscana, considerando sin dall’inizio  questa pubblicazione un’impresa di tutte. Da Anna Maria Dini,  coordinatrice ufficiale per la realizzazione  del testo, a Tamara Bottoni,  le cui idee  e parole seppur apparentemente invisibili sono intrecciate  fra le righe “costruite”in diverse riunioni, a Manola Pizzi,  che ancora una volta è stata una pietra miliare dell’organizzazione e l’artista organica di Donne in Campo, realizzando i tanti acquarelli che accompagnano il testo senza  sottovalutare il suo lavoro di dirigente Cia e preziosa conoscitrice del territorio. Dalla prefazione di Paola Ortensi al progetto grafico di Alfio Tondelli alla disponibilità della Cia Toscana attraverso l’impegno del coordinatore  editoriale Valentino Vannelli. Insomma, un  vero lavoro di gruppo sostenuto dal merito  del progetto.


Tutto pronto per la Festa regionale dei pensionati della Cia Toscana

 

Siamo agli ultimi ritocchi, poi sabato 25 inizia la due giorni della 12° Festa regionale del pensionato dell’Ap della Cia Toscana, che si svolgerà nel Montalbano, a Lamporecchio (Pistoia) , il 25 giugno, e a Vinci (Firenze), il 26 giugno. E sarà proprio Lamporecchio ad ospitare le manifestazioni politiche più significative sabato prossimo.

Il salone delle conferenze dell’Oleificio sociale Montalbano ospiterà un convegno dal titolo assai curioso ma significativo “il genio contadino in terra di Leonardo”. L’intento è quello di parlare del ruolo del settore primario e della genialità dei suoi protagonisti, i “contadini”. Categoria che nel corso dei secoli ha saputo inventarsi metodologie di lavoro e costruire arnesi volti ad alleviare il duro lavoro della campagna, migliorare la qualità della propria vita. Genialità queste che hanno modellato in maniera esemplare il nostro paesaggio ma che hanno sicuramente ispirato anche lo stesso Leonardo visto che in tanti disegni troviamo proprio molte idee che sono rivolte all’agricoltura. I relatori, poi, sono tutti di primo piano, il prof. Alessandro Vezzosi, il prof. Carlo Pedretti, il prof. Rossano Pazzagli,  che sicuramente daranno un contributo di analisi molto importante.

Nel pomeriggio, poi una delegazione, si recherà a deporre una corona di fiori al cippo che ricorda i caduti del Padule.

“Un dovere -sottolinea il presidente regionale della Ap/Cia Toscana Enio Niccolini- per una Associazione come la nostra che intende rappresentare la storia, la cultura e le tradizioni delle popolazioni rurali di questa regione, rendere omaggio al sacrificio di tante persone inermi. E’ forse questo del Padule uno degli episodi più drammatici che ha visto barbaramente uccise dalla barbarie nazista, nella sua grande maggioranza, intere famiglie contadine”.

Poi alle 17 la premiazione dei vincitori del concorso di pittura preceduta da una prolusione del prof. Pier Francesco Listri su “Leonardo pittore”.

Domenica 26 il tutto si sposta a Vinci. Qui saranno diverse centinaia i pensionati che arriveranno da tutta la toscana, con una ventina di pullman, al loro raduno annuale.

Alle 11 nella piazza principale del Paese, le autorità locali e regionali, i massimi dirigenti dell’Associazione pensionati e della Cia, interverrà anche il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, saluteranno i convenuti. Nel pomeriggio visita al paese e nel borgo spettacoli popolari.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Abruzzo: convegno sulla nuova politica comunitaria e Assemblea e Direzione regionali

 

Lunedì 27 giugno, alle ore 9,30, presso il Serena Majestic di Montesilvano (Pescara), si terrà il convegno della Cia d'Abruzzo sulla nuova politica comunitaria.

Ai lavori, introdotti da Enzo Mastrobuoni, Carla Donnini e Giuseppe Alagia, rispettivamente, responsabili Area Produzione e Mercato, Territorio e Sviluppo locale e presidente del Centro assistenza agricola della Cia nazionale, parteciperanno, tra gli altri, l'Europarlamentare Enzo Lavarra, l'assessore all'Agricoltura Marco Verticelli ed il presidente nazionale Cia Giuseppe Politi che concluderà i lavori.

Oggi più che mai  -ha dichiarato Domenico Falcone,  presidente regionale della Cia Abruzzo- l'Europa e con essa la Politica agricola comunitaria hanno bisogno di attenzione ed impegno da parte delle istituzioni, della politica e delle forze economiche e sociali.

Dopo l'entusiasmo dello scorso anno con l'ingresso di dieci nuovi paesi, gli ultimi avvenimenti, bocciatura in Francia ed Olanda della Costituzione europea ed il recente disaccordo sul bilancio -ha continuato Falcone- evidenziano una delle crisi più gravi nella storia della Comunità, prima, e dell'Unione, dopo. Alla nuova politica agricola Comunitaria, al suo bilancio, ed al riconoscimento della missione dell'agricoltura, produttrice di beni ed erogatrice di servizi per la difesa e la valorizzazione dell'ambiente e del territorio, l'Europa dovrà affidare  la funzione di coesione e di sviluppo, armonico ed equilibrato, del vecchio continente.

Gli agricoltori, ancora una volta -ha concluso Falcone- sono pronti a fare la loro parte. Agli stati membri, con il superamento degli egoismi nazionali e la rinuncia a non più giustificabili privilegi, si richiede senso di responsabilità ed equilibrio. E' interesse degli europei, tutti, costruire e far affermare l'Europa dei popoli, non più solo Comunità economica ma anche Unione politica e strumento di coesione sociale. La nuova politica agricola comunitaria, questo è l'auspicio della Cia, dovrà contribuire a dare risposte e certezze alle aspettative di 450 milioni di cittadini europei.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, sempre alla presenza del presidente nazionale della Confederazione, Giuseppe Politi, si terranno le riunioni dell’Assemblea e della Direzione regionale della Cia abruzzese con all’ordine del giorno la politica finanziaria della Cia regionale e l’approvazione del consuntivo 2004 e preventivo 2005.

Nella tarda serata, infine, sarà inaugurato un nuovo ufficio della Cia provinciale di Pescara, nell’ambito del progetto “Finestra sulla città”, realizzato con il supporto finanziario di Caf-Cia e del Patronato Inac.

 


Marche: convegno su “Globalizzazione, guerra e criminalità economica”

 

La “frontiera” adriatica, mare che divide o punto naturale di incontro tra Est ed Ovest? Quali sono i nuovi scenari internazionali che si vanno definendo e soprattutto quali saranno le ricadute sul sistema Italia, in particolare sulle regioni della costa adriatica? In altre parole, quali sono i rischi della cosiddetta globalizzazione, pur a fronte delle innegabili opportunità ad essa connesse?

Se ne parlerà  domani venerdì 24 giugno, nell’ambito del convegno organizzato ad Ancona dalla Fondazione Cesar dell’assicurazione Unipol: “Globalizzazione, guerra e criminalità economica”, un incontro per approfondire le tematiche di maggiore attualità in questo senso, secondo il parere di un esperto di problematiche legate al terrorismo e al crimine organizzato, il tenente generale Fabio Mini, comandante, nel 2002, dell’operazione di “peace-keeping” Nato in Kosovo.

All’evento, che si terrà presso la Sala Convegni dell’Hotel Jolly a partire dalle 9,30, parteciperanno, tra gli altri, il presidente della CiaMarche Franco Fiori, nonché presidente del Consiglio regionale Unipol per le Marche, Silvano Gattari, presidente SicurMarche, Giancarlo Sagramola, vicepresidente della Provincia di Ancona, e Luigi Minardi, presidente del Consiglio regionale delle Marche, che ha manifestato il suo plauso per l’iniziativa.

 


Domani Direzione provinciale della Cia di Padova

 

Domani 24 giugno,  alle ore 20.45, è convocata la riunione della Direzione provinciale della Cia di Padova per l'approvazione del bilancio consuntivo per l'anno 2004  e la prima variazione del bilancio dell'anno  2005.

La relazione sarà svolta dal vicepresidente provinciale della Cia padovana, Claudio D'Ascanio. Alla riunione interverrà Rossana Zambelli, responsabile nazionale Cia dell’Area Organizzazione e Amministrazione. La Direzione sarà anche l'occasione per  svolgere una valutazione finale sulla raccolta, a Padova, delle firme relative alla petizione popolare, per l'introduzione del "cartellino con  il doppio prezzo“e lanciare la proposta del " patto con la società.

 

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