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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 45 - n. 113 23 giugno 2003
TERRITORIO
  • Agrigento: le organizzazioni agricole preoccupate per la situazione idrica
  • Direzione regionale della Cia toscana: interviene Politi
  • Frutti di bosco per il rilancio della Val di Sieve
  • In arrivo il numero di giugno del mensile della Cia Toscana
  • Manca l'acqua nella provincia di Taranto

 

TERRITORIO


Agrigento: le organizzazioni agricole preoccupate per la situazione idrica

Le Organizzazioni agricole della provincia di Agrigento -Cia, Coldiretti e Confagricoltura- esprimono in una nota congiunta, preoccupazione per lo stato di confusione in cui opera il Consorzio di bonifica Ag. 3. Questo, infatti, malgrado un'annata particolarmente piovosa e gli invasi praticamente pieni, non riesce a far partire la campagna irrigua in gran parte del comprensorio nonostante la grande disponibilità delle organizzazioni stesse a proprorre soluzioni ed interventi per governare la difficile situazione del Comprensorio irriguo.
Cia, Coldiretti e Confagricoltura denunciano il crescente malumore nella categoria per la mancanza di manutenzione di gran parte degli impianti, ancorchè di recente realizzazione e per l'insostenibilità dell'attuale gestione straordinaria, che a distanza di 10 anni dall'approvazione della Legge 45/95 di riordino dei Consorsi di bonifica, sottrae ai produttori la gestione democratica dei Consorzi. Il ritorno alla gestione ordinaria -affermano le Organizzazioni agricole- è la condizione indispensabile perchè in un'area come quella della provincia di Agrigento in cui, il controllo e la gestione delle risorse idriche è fondamentale per lo sviluppo dell'economia agricola, il volere mantenere il Consorzio Ag. 3 nell'attuale gestione straordinaria significa una precisa volontà del governo nel non voler portare a soluzione i gravi problemi dell'emergenza idrica e dello sviluppo dell'agricoltura agrigentina.

 


Direzione regionale della Cia toscana: interviene Politi

Si è tenuta nei giorni scorsi la riunione della direzione regionale della Cia toscana che ha approvato il rendiconto 2002, presentato nella forma tradizionale e nel combinato di gruppo (comprendente undici soggetti tra enti, associazioni e società) . Alla riunione ha preso parte il vicepresidente vicario nazionale Giuseppe Politi il quale, concludendo i lavori, ha manifestato la propria soddisfazione per l’enorme lavoro organizzativo svolto dalla Cia della Toscana.
“Abbiamo –ha ribadito- Politi- discusso, lavorato seriamente e con convinzione al rinnovamento della Cia. Abbiamo assunto impegni e decisioni che vogliamo assolutamente rispettare.
“Non possiamo permetterci il lusso –ha detto ancora- che pezzi della Confederazione soffrano altrove delle carenze e dei ritardi organizzativi. La Cia può andare avanti e crescere, ma ciò è possibile solo a patto che si affermino con orgoglio i tratti unitari di una Confederazione nazionale organizzata secondo un modello federalista”.
Politi, dopo aver affermato che su questa direttrice si sono fatti enormi passi in avanti, vedi i nuovi statuti, i regolamenti, il codice etico, il modello unico di rendiconto, ha così continuato: “Si tratta di scelte importanti che pongono la Cia nella condizione di poter programmare meglio il proprio lavoro.
“Il rendiconto 2002 –ha concluso il vicepresidente vicario- presentato dalla Confederazione toscana è un segnale importante. E’ una prima verifica , sia pure parziale, che il lavoro svolto in questi mesi ha avuto ed ha un valore che lascia ben sperare per la crescita complessiva della nostra organizzazione”.
Nel presentare il rendiconto, Valentino Vannelli, della presidenza regionale, ha affermato che già dal 2003 si registrano segnali di ripresa, tali da ritenere che il risultato negativo possa essere ammortizzato nei prossimi esercizi senza dover adottare misure di carattere eccezionale.
“La relazione sociale di missione –ha proseguito Vannelli- è una novità assoluta per la Cia della Toscana. Con essa la Cia compie un ulteriore passo in avanti nel processo di rinnovamento della Confederazione, ispirato alla responsabilità della gestione e alla piena condivisione delle scelte”.
La direzione, presieduta dal presidente regionale, Enzo Pierangioli, è proseguita con numerosi interventi che hanno apprezzato il lavoro svolto e sottolineato unanimemente la necessità di proseguire nell’opera di razionalizzazione e riorganizzazione della Confederazione a tutti i livelli.


Frutti di bosco per il rilancio della Val di Sieve
Presentato un innovativo progetto per la creazione di nuovi impianti in terreni per lo più marginali. Ne è nata una cooperativa di 15 aziende che quest’anno produrrà 35 quintali di frutti di bosco

Lamponi, mirtilli, ribes e more, piccoli frutti sempre più apprezzati e richiesti dalla gastronomia, sono ora in arrivo sulle tavole toscane direttamente dalle colline del Mugello e della Val di Sieve.
Li propone la Cooperativa Il Paniere che si è recentemente costituita grazie a un progetto promosso dal CIPAAT Sviluppo rurale di Firenze , sostenuto e cofinanziato dalla Comunità montana Montagna fiorentina, con la collaborazione della Confederazione Italiana Agricoltori di Firenze, dell’Ambito Territoriale Caccia ATC e del Credito Cooperativo di Rufina.
La Cooperativa è stata presentata il 20 giugno a Firenze nell’Oratorio di Sant’Ambrogio.
“Il Paniere nasce da un sogno di rilancio dell’agricoltura della Val Sieve – ha spiegato Nello Puccioni responsabile della produzione e animatore del progetto per conto del Cipaat Sviluppo Rurale di Firenze – In questa area bisognava far nascere altre produzioni oltre al vino e all’olio, dove potessero essere competitivi anche i piccoli produttori, con modeste estensioni di terreno. Ed i frutti di bosco sono l’ideale, gli impianti non richiedono troppo lavoro ed aumentano velocemente la capacità produttiva”.
“Siamo partiti nel 2002 - ha affermato Filippo Ginanni, Presidente della Cooperativa - quest’anno si dovrebbero raccogliere 35 quintali e arrivare a 100-120 quintali già dal prossimo anno, fino a una media di 200 quintali l’anno. Sono prodotti apprezzati dal mercato e remunerativi, basti pensare che da un ettaro di coltivazione si può ricavare lamponi per un valore di circa 56 mila Euro”.
“Per noi questa è un’esperienza da valorizzare e da riproporre in altre zone della regione – dice Giordano Pascucci, vicepresidente di Cia, Confederazione Italiana agricoltori, Toscana –. Ci dimostra che l’aggregazione di piccole aziende nella realizzazione di attività cosiddette minori, anche in aree marginali, può offrire un originale volano economico per lo sviluppo delle aree rurali”.
Alla Cooperativa “Il Paniere” aderiscono ora 15 aziende collocate nei comuni di Pontassieve, Pelago, Rufina, Dicomano e Reggello. Vi lavorano circa 35 persone su 26 mila metri quadrati di nuovi impianti. Delle 15 aziende 4 sono gestite da donne e 5 da giovani agricoltori; 5 fanno produzione biologica mentre tutte le altre seguono le indicazioni della coltivazione integrata.
I prodotti de Il Paniere sono commercializzati nei supermercati Coop e nella ristorazione e pasticcerie.
Per il futuro la cooperativa prevede la realizzazione di nuovi impianti, la messa a dimora di nuovi cultivar, la creazione di una catena di trasformazione e confezionamento dei prodotti (per produzione surgelate e distillati).


In arrivo il numero di giugno del mensile della Cia Toscana

E’ in arrivo agli abbonati il numero di giugno di “dimensione agricoltura”, il mensile della Cia Toscana che da alcuni mesi si è rinnovato nella sua veste grafica ed è più ricco di notizie.
Questo numero, in occasione della decima edizione della Festa regionale del Pensionato che si terrà a Pontremoli (MS) il 29 giugno 2003, ha realizzato un inserto speciale dedicato ai pensionati.
Oltre a contenere contributi specifici rivolti alla categoria, sono presenti una intervista al neopresidente nazionale dell’Associazione pensionati della Cia Mario Pretolani, un intervento del presidente della Cia Toscana Enzo Pierangioli, ed un intervento del Prof. Angelo Passaleva vicepresidente della Regione Toscana nonché assessore alle politiche sociali.


Manca l'acqua nella provincia di Taranto
"Sarà inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto perche' siano accertate eventuali responsabilita' nella mancata erogazione agli agricoltori jonici della quantità d'acqua necessaria per irrigare i campi". Lo hanno affermato in una conferenza stampa Nicola Spagnuolo e Vito Rubino, rispettivamente presidente e vice presidente provinciali della Confederazione Italiana Agricolttori di Taranto, riguardo l'emergenza acqua che investe la provincia.
"Se la situazione entro i prossimi giorni non cambierà -hanno affermato- gli agricoltori presidieranno punti strategici della zona occidentale della provincia”.
“'L' emergenza acqua – sottolineano - sta causando condizioni drammatiche a migliaia di agricoltori; ma quest'anno l'assurdo è che gli invasi sono pieni. Basti pensare che alla stessa data dell'anno scorso c'erano 235 milioni di metri cubi di acqua, mentre quest' anno gli invasi ne hanno a disposizione 822 milioni. E la diga di Senise, che l' anno scorso aveva 58.000 metri cubi d' acqua, quest'anno ne ha ben 289.000”.
Eppure -ribadiscono- gli agricoltori di una fascia di 13 ettari della zona occidentale della provincia (da Palagiano a Ginosa) sono ''praticamente a secco''.
Sotto accusa, in particolare, e' la gestione dell'accordo di programma siglato nel '99 fra i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, Raffaele Fitto e Filippo Bubbico, in base al quale dalla diga di Senise sarebbero stati erogati 2.800 litri d'acqua al secondo al Consorzio di bonifica Stornara e Tara, che poi li avrebbe distribuiti nei campi. ''Invece - denunciano i responsabili della Cia di Taranto - di acqua ne arriva la metà, 1.400 litri al secondo, l'equivalente di nove-dieci ore di erogazione d' acqua ogni dieci giorni, che ovviamente non sono sufficienti ad evitare la distruzione delle colture''.
Ad essere colpiti sono in particolare 4.000 ettari di vigneto, 300 di agrumeto, 1.900 ettari di ortaggi, che appartengono a 2.200 agricoltori. “'L' acqua non arriva o arriva in quantità insufficiente - rilevano - e a quel punto si farà fronte con i pozzi artesiani almeno chi li ha nei propri terreni; intanto una parte delle colture gia' si puo' considerare irrimediabilmente compromessa”'.
…E i responsabili provinciali della Cia denunciano, infine, “'le lentezze burocratiche nei confronti degli agricoltori colpiti dalle calamità naturali”, poi sulle loro teste sono ricadute, anche le gelate e le grandinate.

 

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