| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 50 - n. 82 | 23 aprile 2008 |
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Secondo Cia e Turismo Verde, circa un milione gli italiani hanno scelto di trascorrere una vacanza, anche breve, a contatto con la natura. Le mete più gettonate quelle nelle vicinanze alle località di collina e di mare e delle città d’arte. Quest’anno si dovrebbe registrare una crescita del 5-6 per cento delle presenze rispetto al 2007.
Gli agriturismi fanno il pieno per i prossimi ponti del 25 aprile e del primo maggio. Saranno circa un milione gli italiani che trascorreranno questi giorni in campagna, a contatto con la natura e all’aria aperta, pronti a gustare i piatti tipici di qualità e legati con il territorio. Le mete più ambite quelle a ridosso delle località collinari e di mare e delle città d’arte. Rispetto allo scorso anno si dovrebbe una crescita delle presenze tra il 5 e il 6 per cento. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, insieme alla sua associazione per l’agriturismo, Turismo Verde, ha effettuato un’indagine sul territorio nazionale, dalla quale si riscontrano prenotazioni al “top”. Il che conferma il trend positivo già registrato domenica scorsa 20 aprile con la seconda Giornata nazionale dell’agriturismo che ha visto un’affluenza record con oltre 400 mila visitatori. Secondo la Cia e Turismo Verde, il merito di questa ulteriore performance non è solo nella voglia di relax degli italiani e dalla scelta effettuata da molti stranieri, soprattutto tedeschi, seguiti da francesi, inglesi e spagnoli, che per questi due ponti festivi hanno optato per l’agriturismo nel nostro Paese. Merito è anche dei prezzi convenienti. Soltanto pochi, infatti, i casi di aziende che hanno ritoccato in rialzo i listini rispetto al 2007. Sempre vincente è, dunque, il buon rapporto qualità-prezzo: sono proprio gli agriturismi che hanno saputo leggere le richieste degli ospiti ed hanno investito sulla qualità ad avere o i risultati più positivi. Una migliore qualità dei servizi significa preferenza nell’utilizzare prodotti certificati, menù che ripropongono le tradizioni culinarie locali, attenzione e cura nell’offrire agli ospiti la possibilità di “vivere” l’azienda ed il territorio, organizzazione di corsi di degustazione e non, che oltre a costituire una ulteriore occasione di intrattenimento per gli ospiti, aiuta le aziende a formare consumatori più consapevoli. Le mete più gettonate sono ancora -segnala Turismo Verde-Cia- quelle del Trentino, del Veneto, dell’Abruzzo, del Piemonte, della Lombardia. Affluenza anche nelle aziende che si trovano vicine delle città d’arte, sarà Toscana, Umbria, Lazio e Marche in testa. Ma anche le altre regioni tengono bene, ognuna con la sua peculiarità di offerta. Molto richiesta, ad esempio, la vacanza naturalistica. Diverse le prenotazioni nelle regioni del Sud e nelle Isole. Da rilevare, inoltre, che è cambiata -secondo Turismo Verde-Cia- la domanda: sia gli ospiti italiani che quelli stranieri preferiscono la vacanza breve, il week-end lungo (come il prossimo), consultando, nel 60 per cento dei casi, le guide on-line. E’, però, ancora forte il passaparola, che significa premiare quelle aziende che hanno fatto dell’ospitalità una forma di accoglienza attenta, curata e professionale. L’agriturismo in cifre
La Cia rileva che in marzo la crescita complessiva per i fattori di produzione è stata dell’8,8 per cento. Ad aggravare la situazione gli oneri previdenziali e la burocrazia. E’ ormai una corsa al rialzo per i costi produttivi delle imprese agricole. Il caro-petrolio fa decollare a livelli record concimi, mangimi, antiparassitari e prodotti energetici. S’impennano anche le sementi. I settori più colpiti; gli allevamenti zootecnici e i cereali. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per una situazione che sta diventando allarmante anche davanti ai forti aumenti che stanno caratterizzando le materie prime agricole sui mercati internazionali. Nello scorso mese di marzo l’escalation di rincari ha coinvolto praticamente tutti i fattori di produzione agricola ed è proseguito un trend che si protrae da tempo. Rispetto ad un anno fa -rileva Si sono avuti aumenti del 31,5 per cento, per i mangimi del 22,6 per cento, per i prodotti energetici del 6,4 per cento (più 7,1 per cento per i carburanti, più 9,2 per cento per i lubrificanti, più 3,5 per cento per l’energia elettrica), per le sementi del 4,6 per cento, per gli antiparassitari del 2,6 per cento. Comunque, per la zootecnia si sono avuti riflessi molto pesanti, soprattutto in conseguenza ai rincari dei mangimi. Per i mangimi bovini si è, infatti, registrato un aumento dei costi del 18,5 per cento, per quelli suini del 16,8 per cento, per quelli ovicaprini dell’11,8 per cento. Sempre nel contesto dei mangimi, un vero e proprio record è stato raggiunto da orzo e cruscami con un più 39,4 per cento. A rendere più complessa la situazione per le imprese agricole si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività. Ecco perché la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che -afferma Quella dei redditi degli agricoltori è una situazione preoccupante, visto che negli ultimi otto anni i nostri produttori hanno registrato, in ambito Ue, la flessione più accentuata: meno 18,2 per cento. Dal 2000 è stato un crollo verticale. La corsa dei rincari a marzo 2008 rispetto a marzo 2007
Elaborazione Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Ismea
La Cia rileva che sono stati toccati livelli record: oltre mille dollari la tonnellata. Intanto calano le scorte che hanno raggiunto il picco più basso degli ultimi 25 anni. Per il riso, fino a poco tempo fa rimasto immune da precipitosi rialzi di prezzo, è un record continuo di aumenti sui mercati internazionali. L’impennata dei prezzi è sospinta sia da manovre speculative che dalle restrizioni all'export di riso che diversi paesi esportatori, come Egitto, Cina, India, Vietnam, stanno applicando. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori fortemente preoccupata per un’escalation che sta avendo effetti pesanti soprattutto per i paesi più poveri della Terra dove il riso è l’alimento principale. La Cia evidenzia che in Asia il prezzo del riso si è praticamente raddoppiato e in poche settimane è schizzato da 460 dollari alla tonnellata a più di 1.000. Una cifra mai raggiunta in passato. Basti pensare che dall’inizio dell’anno al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio mondiale delle materie prime agricole, si è avuta un’impennata superiore al 50 per cento. Una crescita consistente -avverte Le misure adottate per limitare le esportazioni da parte di molti paesi produttori, preoccupati per la necessità di soddisfare la domanda interna, hanno così contribuito alla corsa dei rincari. Solo il Vietnam ha tagliato del 10 per cento il suo export di riso. Al momento, vista la situazione difficile, non sono da escludere ulteriori interventi di carattere restrittivo per evitare di alimentare tensioni e disordini nelle popolazioni. C'è poi il problema dell'utilizzo speculativo dei mercati dei derivati finanziari sulle commodities agricole. Gli investitori che speculano sul prezzo -sostiene In questo modo, gli speculatori, -conclude
L'impiego dei prodotti fitosanitari richiede una notevole capacità professionale ed un’adeguata preparazione sulle conseguenze di ordine sanitario ed ambientale del loro utilizzo. La normativa vigente prevede che i prodotti utilizzati in agricoltura per trattamenti antiparassitari e classificati come tossici possono essere acquistati solamente dai possessori di un’apposita autorizzazione chiamata "patentino". Gli argomenti trattati riguarderanno la corretta detenzione, conservazione, manipolazione e utilizzazione dei prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti, le modalità per un corretto utilizzo degli stessi, le relative misure precauzionali da adottare e gli elementi fondamentali per il loro corretto impiego da un punto di vista ambientale, agricolo e sanitario. Le materie trattate mireranno ad informare l'operatore sulle novità di carattere tecnico, giuridico e sanitario maturate nell'ultimo quinquennio.
Il Monte dei Paschi di Siena, sulla base di una convenzione nazionale, destina un finanziamento di 50 milioni di euro per operazioni di credito agli agricoltori associati alla Confederazione italiana agricoltori. Di questo importo, una quota significativa è riservata ai soci Cia della Calabria, così come stabilito in una apposita convenzione stipulata, tra la banca Monte dei Paschi di Siena e Per dare operatività alla convenzione, nella sala conferenze della Cia regionale è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato tutti i presidenti e i dirigenti Cia delle cinque province calabresi, il presidente regionale, Giuseppe Mangone, il presidente di “Agricoltura è Vita Calabria - Cipat Calabria” Franco Belmonte, i responsabili delle quaranta filiali presenti in Calabria con i responsabili dell’area Calabria del Monte dei Paschi: Mario Sardone e Mauro Iannetti. Presenti, inoltre, diversi associati della Confederazione. Il presidente Mangone, introducendo i lavori, si è soffermato sulle condizioni del credito in Calabria e sullo stato dei rapporti tra il mondo delle imprese e il sistema bancario. Mangone ha sottolineato i punti di criticità più significativi: il forte differenziale del tasso di interesse e del costo del denaro tra In questo contesto la convenzione siglata tra Gli agricoltori associati alla Cia potranno beneficiare di credito per tutte le azioni relative alla ristrutturazione delle loro aziende, l’anticipazione dei premi Pac, progetti per la produzione di energia pulita da biomassa, fotovoltaico, eolico, agriturismo etc.. L’accordo sottoscritto coinvolgerà, oltre alla Cia regionale, le sedi provinciali e le società di servizi della Confederazione, lo stesso, prevede per i diversi finanziamenti l’applicazione di un tasso di interesse pari a quello applicato nelle regioni del Nord Italia. I dirigenti del Monte dei Paschi hanno sottolineato molto questo dato in quanto, generalmente, è vero che in Calabria e nel Mezzogiorno i tassi di interesse sono superiori di circa tre punti rispetto a quelli che le Banche praticano al Nord. Hanno inoltre presentato agli intervenuti i prodotti creditizi oggetto della convenzione, specificando l’iter burocratico seguito da ogni pratica, e i referenti per ogni singola filiale a cui i funzionari incaricati Cia dovranno consegnare le richieste di credito degli Associati. Per accedere al credito, l’impresa sarà assistita dalle società di servizi delle CIA provinciali, le quali accompagneranno il titolare presso la filiale competente per territorio, muniti di un apposito modulo di presentazione dell’azienda, contenente i dati agronomico-gestionali registrati e conosciuti, utili alla banca per istruire positivamente la pratica. L’iniziativa ha raccolto il più vivo apprezzamento degli agricoltori associati alla Cia i quali hanno evidenziato nei loro interventi che: “quello del credito è il problema più urgente per l’agricoltura Calabrese”e che quindi l’iniziativa della Cia è lodevole in quanto aiuta certamente il settore a guardare con più fiducia al futuro. L’accordo con Monte dei Paschi di Siena, una grande Banca da sempre impegnata nel credito agrario, ci permette di imparare a misurarci con il credito, ha sottolineato Franco Belmonte, presidente di “Agricoltura è vita Calabria”, proseguendo il lavoro che stiamo facendo per la costituzione di un Consorzio Fidi nazionale di primo grado, attraverso la fusione dei vari Consorzi che operano sul territorio, tra i quali vi è il Confidi Cia Calabria.
Sottoscritto l’atto costitutivo del Consorzio calabrese di difesa delle produzioni agricole (Codical).E’ stato il notaio Leucio Gisonna, ieri mattina, nel corso di un incontro tenutosi a Campora San Giovanni, alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole: Cia, Confagricoltura e Copagri e delle O.P. ortofrutticole e zootecniche calabresi e dello stesso assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo, a sancire la nascita dell’importante organismo finalizzato alla stipula di polizze assicurative in agricoltura. Per Il Codical, ha dichiarato Mangone, dovrà porre rimedio alla continua riduzione di fondi, per l’indennizzo a favore delle aziende agricole vittime di danni provocati dagli eventi atmosferici, messi a disposizione dalle finanziarie degli ultimi anni. Il Consorzio, ha proseguito il presidente della Cia, ora può rispondere con nuovi strumenti risarcitori al di là del classico riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte del Ministero delle politiche agricole su richiesta delle Regione. “Il ricorso a forme alternative di difesa quali le polizze assicurative multi rischio, sono la forma più efficace di orientamento dell’impresa nella difesa delle produzioni e delle strutture aziendali”. Nello specifico il consorzio, sfruttando l’impianto legislativo vigente in materia, avrà, delega a trattare con le più grandi compagnie assicurative esistenti sul mercato, per la stipula di polizze capaci di assicurare alle singole imprese risarcimenti adeguati e celeri, nel caso di danni subiti per calamità naturali. Gli agricoltori, ora, non dovranno più attendere anni per vedersi riconosciuto il danno subito e liquidato il risarcimento. Ma c’è di più. La normativa prevede un contributo al premio assicurativo versato dalle imprese fino all’80 per cento del totale. I costi della polizza assicurativa, dunque, potrebbero incidere davvero poco sulle finanze delle aziende agricole. Le organizzazioni professionali agricole: Cia, Confagricoltura e Copagri, avvieranno subito un’adeguata iniziativa per diffondere la giusta informazione sulla validità della strada intrapresa e per le adesioni degli agricoltori. Eletto al termine dell’incontro, il Consiglio d’amministrazione e il presidente, che rimarranno in carica per tre anni. Ai vertici del Consorzio sono stati nominati: Roberto Scarfò, Rocco Cicciarello, Domenico Pronestì, Luigi Nola, Giuseppe Gaetani, Fomenico Basile, Pierluigi Taccone, Mauro D’Acri e Mariagrazia Minisci. Quest’ultima, per acclamazione, è stata poi eletta presidente del Consorzio.
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