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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 46 - n. 55 23 marzo 2004
ATTUALITÀ
  • Unione africana, sviluppi e prospettive: conferenza a Roma del presidente Konarè
COMUNICATI
  • Ocm tabacco e olio: la Cia auspica una svolta positiva
TERRITORIO
  • 21 marzo: grande successo di partecipazione alle iniziative della Cia Basilicata
  • La Cia del Piemonte sulla questione Ogm
APPUNTAMENTI
  • Agricoltura, ambiente e gas serra: seminario della Cia del Veneto

 

ATTUALITÀ


Unione africana, sviluppi e prospettive: conferenza a Roma del presidente Konarè

 

Il commento del vicepresidente vicario della Cia Giuseppe Politi

 

Il presidente della Commissione dell’Unione africana, Alpha Oumar Konarè ha tenuto ieri a Roma una conferenza sul tema: “Costruzione dell’Unione africana, sviluppi e prospettive”. L’incontro con la stampa, le organizzazioni non governative, personalità del mondo istituzionale, politico e culturale, è stato organizzato dall’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente e dal ministero degli Esteri. Il presidente Konarè era accompagnato dall’Ambasciatore Said Djinnit, commissario dell’Ua per la pace e la sicurezza e da Elisabeth Tankeu, commissario dell’Ua per il commercio e l’industria. E’ stato Gherardo Gnoli, presidente dell’Isiao ad introdurre i lavori, dopo un breve intervento che ha tracciato il profilo del suo istituto e le finalità.

“L’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente -ha detto- opera attivamente nel campo della promozione culturale, al fine di propiziare rapporti sempre più validi e proficui tra l’Italia e i paesi dell’Africa e dell’Asia”.

“Il contributo di carattere scientifico -ha proseguito- che l’Isiao ha recato e reca tuttora a una più diffusa conoscenza degli aspetti storici, linguistici, artistici, culturali e religiosi, delle civiltà affermatesi nel corso dei millenni nei paesi dell’Africa e dell’Oriente, testimonia un impegno e una dedizione costanti , nel solco della migliore tradizione della scuola africanistica e orientalistica italiana”.

Il presidente Konarè ha passato in rassegna le fasi salienti che hanno portato, nel maggio del 2001, alla costituzione dell’Unione africana. Un percorso contrassegnato da luci ed ombre, da momenti di entusiasmo e di accelerazione del processo, alternati da brusche frenate e lunghi periodi di stallo, che dimostrano come sia complicato e difficile pervenire in tempi brevi alla realizzazione dell’importante progetto.

“Bisogna -ha detto- costruire una banca centrale, una moneta unica, una corte di giustizia continentale, un Consiglio di sicurezza a tutela dei diritti umani. Ma soprattutto occorre mettere insieme gli Stati nel rispetto delle identità storiche e culturali.

“Ciò che noi auspichiamo -ha detto ancora Konarè- è una unione che ricalchi il progetto europeo, rispettosa dei valori e dei principi democratici. Una Unione che dia forza e spinta propulsiva ad un Continente dalle grandi risorse umane e produttive, emarginato però in una visione di serbatoio colonialistico delle risorse.

“L’Unione africana -ha proseguito- vuole essere una grande realtà e pretende di rappresentare a pieno titolo gli interessi di un intero Continente e di farli rispettare nel panorama politico internazionale.

“Una unione forte e condivisa -ha concluso Konarè- può sanare i mali secolari del nostro Continente, creare le premesse dello sviluppo economico che sta alla base di tanti conflitti etnici, sconfiggere le discriminazioni e le intemperanze razziali, avviare un lungo processo di pace e di prosperità”.

Nel commentare l’importante iniziativa, il vicepresidente vicario della Cia, Giuseppe Politi, parlando a nome dell’Associazione solidarietà e sviluppo (Ases) di cui è presidente, ha rilevato che L’Italia e l’Europa dovranno adoperarsi concretamente per favorire l’auspicata unione dei paesi africani.

“Non dovrà trattarsi -ha detto Politi- di una semplice solidarietà di facciata, ma di un contributo vero, in termini istituzionali, politici ed economici. Il tentativo dell’Unione africana di realizzare un progetto ambizioso che va in direzione della decolonizzazione, che vuole uscire dalla marginalizzazione e che intende affermare piena democrazia, non può non essere accolta favorevolmente poiché ridurrebbe tensioni e conflitti in un’area travagliate e strategica”.

“In questo contesto -ha concluso Politi- credo che l’agricoltura dovrà esercitare un ruolo centrale per aiutare quelle popolazioni a superare una endemica situazione di povertà e creare le premesse di una svolta armonica e duratura. Come Ases, siamo attualmente impegnati in Congo e in Angola con progetti di risanamento e di sviluppo di importanti e vaste aree agricole”.   

 

   

 

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COMUNICATI


Ocm tabacco e olio: la Cia auspica una svolta positiva

 

Il presidente Massimo Pacetti a Bruxelles per seguire l’evolversi della trattativa.

 

“Nostro auspicio  è che i dossier sulla riforma Ocm per il tabacco e olio vengano riesaminati in maniera adeguata dalla Commissione Ue e si possa arrivare ad una attenta riflessione che permetta di dare risposte valide alle esigenze dei produttori agricoli”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti presente a Bruxelles, accompagnato dal presidente della Cia dell’Umbria Walter Trivellizzi e del presidente del Cno Paolo De Carolis,  in occasione del Consiglio dei ministri agricoli.

 “Il fatto che le due riforme siano tornate all’esame della Commissione europea -ha aggiunto Pacetti- è importante e si è ottenuto grazie all’azione delle organizzazioni agricole professionali  e anche in seguito all’incontro svoltosi oggi tra il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno e i rappresentanti di alcune Regioni italiane con il presidente della Commissione Romano Prodi. Speriamo che si sia superato il momento più difficile del confronto e che si sia arrivati  all’ultimo atto in grado di concludere positivamente vicende che interessano molto da vicino l’agricoltura italiana”.

“Come Cia -ha rilevato il presidente- non possiamo che augurarci che la Commissione Ue recepisca le  chiare indicazioni venute dallo stesso Parlamento europeo che, con il suo voto, ha tenuto nel debito conto il ruolo strategico di questi due settori molto importanti per alcune significative realtà del territorio del nostro Paese”.

 

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TERRITORIO


21 marzo: grande successo di partecipazione alle iniziative della Cia Basilicata

 

Gli agricoltori della Basilicata hanno aderito con grande entusiasmo alle iniziative attivate dalla Cia per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui temi dello sviluppo dell’agricoltura.

Nell’ambito della manifestazione nazionale della Cia, caratterizzata dallo slogan “Il 21 marzo: è primavera.Una nuova stagione anche per l’agricoltura”, azioni diversificate hanno interessato l’intero territorio lucano promosse dalla sede regionale Cia di  Basilicata.

Al fine di illustrare i contenuti della proposta per “un nuovo progetto dell’agricoltura e dell’agroalimentare” e di intensificare le azioni di confronto e diffusione delle tematiche legate allo sviluppo rurale, è stato promosso un incontro nella sede regionale della Confederazione di Potenza con la presenza dei rappresentanti lucani al Parlamento Europeo e al Parlamento italiano e dei rappresentanti delle istituzioni regionali. Questi hanno mostrato grande attenzione non solo alle problematiche del comparto agroalimentare illustrate dal presidente Nicola Manfredelli, ma anche l’impegno a rappresentare nelle diverse sedi tali problematiche e a trovare soluzioni che individuino circuiti funzionali allo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare e, più in generale dell’intero mondo rurale di una delle regioni percentualmente più agricole d’Italia.

Dopo l’incontro con gli agricoltori e le rappresentanze istituzionali, in cui si sono evidenziate le difficoltà di un settore in profonda trasformazione, chiamato a svolgere un ruolo multifunzionale, di promozione e valorizzazione delle produzioni agricole, il loro legame con il territorio, di garanzia la tutela del consumatore, di  attivazione di reali processi di sviluppo rurale in grado di produrre reddito, la manifestazione  è continuata nella piazza principale della città di Matera con una giornata di presentazione del patrimonio enogastronomico lucano, esposizione e degustazione dei prodotti dell’agricoltura lucana cui hanno partecipato numerosissimi tra addetti al settore, consumatori, turisti. La giornata si è conclusa con una serata di animazione culturale e musicale insieme ad Antonio Infantino ed i Tarantolati di Tricarico che rappresentano essi stessi e la loro musica ed i loro suoni una grande espressione di un territorio della sua cultura, di una società e di un’economia che sempre in questa terra ha avuto una forte connotazione agricola.

Con la Cia in piazza a Matera erano presenti autorità e amministratori locali oltre ad una rappresentanza della Camera di Commercio guidata dal presidente Domenico Bronzino.

Ai numerosi cittadini che hanno partecipato e apprezzato la manifestazione, chiedendone di farne un evento periodico, i dirigenti della Cia hanno assicurato il massimo impegno per intensificare ulteriormente le azioni per dare vita ad un legame sempre più stretto tra gli agricoltori e i cittadini consumatori per costruire insieme un percorso di valorizzazione delle risorse locali e di miglioramento della qualità della vita.

 


La Cia del Piemonte sulla questione Ogm

 

Il presidente della Cia del Piemonte Attilio Borroni ha scritto una lettera aperta ai sindaci della provincia di Cuneo in relazione alla questione degli Ogm. In essa si afferma, tra l’altro, che la Cia condivide che bisogna mantenere un atteggiamento di massima cautela nei confronti degli Ogm e che la confederazione è impegnata “a tenerli fuori dal Piemonte, ma senza aprire un conflitto aperto (e perdente) con l’Unione Europea”.

Borroni si è chiesto: “è utile a tal fine una delibera che dichiari il suo comune Ogm-free, come in questi giorni è stato invitato ad assumere dagli amici della Coldiretti ?”. “Gli Ogm -ha aggiunto il presidente della Cia del Piemonte- esistono in vaste aree del mondo ed anche in Europa (le coltivazioni in alcuni paesi europei delle varietà autorizzate dall’Ue sono già in essere) e naturalmente occorre governare l’impatto degli Ogm anche sull’agricoltura dei vari comuni, vista la forte apertura ai flussi di importazione di sementi, di mangimi e di semilavorati per alimentare le filiere produttive specializzate”.

“Ma una delibera che dichiari il comune Ogm-free, in contrasto aperto con la normativa europea la quale vieta espressamente ad una qualsiasi regione, provincia o comune di dichiararsi Ogm-free, può dare -si è chiesto ancora Borroni- un contributo serio al governo dell’impatto degli Ogm e mantenere aperto un confronto costruttivo con l’Ue? Ne dubitiamo fortemente.Innanzitutto non ci pare che esista in Piemonte una effettiva e concreta corsa agli Ogm nelle scelte produttive degli agricoltori, quindi il clamore che solleverebbero eventuali delibere contro gli Ogm sarebbe controproducente per l’immagine dei nostri prodotti”.

Il presidente della Cia regionale ha così proseguito: “La questione degli Ogm, inoltre, può essere affrontata in modo efficace solo in sede di Unione europea ed in accordo con l’Unione europea: l’Europa è già fin troppo piccola per realizzare una strategia di contenimento degli Ogm che resista agli assalti del resto del mondo. Se non è pensabile che gli Stati nazionali decidano ciascuno per contro proprio, dubitiamo ancor di più che lo possano fare i singoli comuni”.

“Stare in Europa -ha sottolineato Borroni nella lettera- non significa accettare acriticamente ogni sua decisione. Significa piuttosto contribuire ad affinare il suo corpo giuridico, senza praticare la comoda scorciatoia del chiamarsi fuori quando fa più comodo (la vicenda delle quote latte insegna). Non si può, inoltre, essere europeisti a giorni alterni, a seconda delle convenienze o delle proprie opinioni, perché gli atteggiamenti non coerenti in tema di europeismo complicano i problemi invece di risolverli”.

“E’ ancora vicino -ha scritto il presidente della Cia del Piemonte- il ricordo dei comuni che da una parte si dichiaravano denuclearizzati e dall’altra erano costretti a comprare energia elettrica dalle centrali nucleari d’Oltralpe, a dimostrazione che alcune scelte rischiano di rimanere sulla carta se limitate ad ambiti molto ristretti qual è il territorio di un Comune. Siamo, inoltre, preoccupati che la cautela nei confronti degli Ogm venga confusa con il blocco assoluto di qualsiasi iniziativa, anche per quanto riguarda la ricerca in campo biotecnologico. Se così fosse, diventa concreto il rischio di diventare spettatori passivi della nuova frontiera biotecnologia nel nostro Paese e nella nostra Regione”.

                                    

 

 

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APPUNTAMENTI


Agricoltura, ambiente e gas serra: seminario della Cia del Veneto

 

“Più ossigeno e meno gas serra: siepi, alberi, fasce tampone e pascoli. Un programma strategico per il Veneto: il ruolo degli agricoltori”. Questo il tema di un seminario promosso per martedì prossimo dalla Cia del Veneto. L’incontro, che si svolgerà a partire dalle 9,30 a Legnaro (Padova) presso la Corte Benedettina, sarà aperto da Marino Berton, presidente dell’Aiel, che parlerà su “Quale ruolo degli agricoltori per la qualità dell’ambiente”. Seguiranno le comunicazioni del prof. Tammaso Anfodillo, dell’Università di Padova, il prof. Davide Pettenella, del Dipartimento Territorio e Sistemi Ago-forestali dell’Univesitrà di Padova, del dott. Lorenzo Ciccarese, del comitato scientifico Aiel, e del dott. Valter Francescato, projet manager dell’Aiel. Le conclusioni saranno svolte da Alessandro Ghiro, presidente della Cia del Veneto.

 

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