| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
|
Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 52 - n. 227 | 22 novembre 2010 |
|
||||||||
|
La Cia evidenzia una situazione estremamente difficile. In tantissime località le piogge frequenti e abbondanti non hanno consentito di ultimare le operazione colturali. Problemi si registrano anche per lo spandimento dei reflui nei terreni nelle zone di allevamento. Per l’agricoltura continua l’emergenza maltempo. Migliaia di ettari di terreni coltivati restano sott’acqua. Colture (in particolare ortaggi, vigneti e uliveti) devastate. Strade di campagna cancellate. Decine gli smottamenti e le frane. Aziende e strutture (serre, stalle, magazzini, cantine) allagate. Campi appena seminati a grano inondati dalle piogge, mentre per altri (e sono tantissimi) la semina al momento è impossibile, viste le avverse condizioni climatiche. Molti i capi di bestiame morti e dispersi. Dall’alluvione che ha colpito in maniera drammatica il Veneto e a seguire la Calabria e la provincia di Salerno, i danni sono ingenti: siamo ormai nell’ordine di decine di milioni di euro. È quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha sollecitato pronti interventi per le zone agricole colpite e per venire incontro alle esigenze di migliaia di agricoltori che oggi si trovano in una situazione molto complessa, con raccolti compromessi e attrezzature (soprattutto macchinari) inservibili e fuori uso. Le difficoltà per le nostre campagne -avverte la Cia- si registrano un po’ in tutta la Penisola, ma le regioni dove si riscontra uno scenario molto pesante restano il Veneto, la Calabria, la Toscana, la Campania e, nelle ultime ore, anche il Lazio. Le cattive condizioni climatiche hanno messo in difficoltà la stessa corretta gestione degli effluenti zootecnici da parte delle aziende agricole. Le piogge frequenti e abbondanti non hanno, infatti, consentito di ultimare le operazioni colturali (anche perché in molte parti non è possibile, per gli allagamenti, l’accesso ai poderi) e la concimazione dei campi per le semine autunnali, ma difficoltà, appunto, si registrano per lo spandimento dei reflui nei terreni nelle zone di allevamento. Per le aziende agricole e zootecniche, insomma, si produce un doppio problema: quello di non poter concimare i terreni e quello di non avere sufficiente spazio per stoccare i reflui che non si sono potuti utilizzare. In alcune regioni (è il caso della Lombardia e della Campania), la Cia ha già sollecitato la sospensione del divieto di utilizzazione invernale dei reflui affinché le aziende agricole possano concludere le operazioni colturali interrotte utilizzando nel migliore dei modi gli effluenti di allevamento a loro disposizione. Il tutto sperando che un’attenuazione dei fenomeni temporaleschi dia la possibilità agli allevatori di entrare nei terreni con i mezzi meccanici occorrenti per queste importanti operazioni.
“Promuovere l’imprenditorialità femminile, creare e sostenere le reti imprenditoriali di donne, formare modelli o alleanze di imprenditrici e ideare iniziative miranti a migliorare lo spirito imprenditoriale, la professionalità e la sicurezza delle donne nelle zone rurali e favorirne l’inserimento negli organi direttivi di imprese e associazioni”. E' questo uno degli obiettivi statutari dell'associazione Donne in Campo del Trentino che si è riunita lo scorso 17 novembre a Trento per la prima Assemblea elettiva. Scopo dell'incontro è stato quello di conoscere lo statuto nazionale e di aderirvi, di eleggere i nuovi organi dell'associazione e di raccogliere idee e proposte per le prossime attività. 17 le imprenditrici agricole presenti (di cui due mariti in rappresentanza delle mogli) con realtà aziendali molto diverse tra loro ma accomunate dalla convinzione che “fare rete” significa vantaggio per tutte. E' proprio da questo concetto che è nata l'iniziativa “Scampagnate in fattoria: 7 domeniche da 7 Donne in Campo” realizzata in collaborazione con Cia la scorsa estate. I risultati sono stati positivi, tanto che sarà senza dubbio riproposta anche per il prossimo anno con nuove aziende aderenti che apriranno “le porte” delle loro fattorie alle famiglie per offrire una domenica in campagna con giochi, laboratori, mercatino e visita all'azienda. “Come imprenditrici vogliamo offrire il nostro contributo di innovazione, visione del mercato e creatività” è quanto affermato nel corso dell'assemblea. Diverse le zone del Trentino di provenienza delle associate: dalla valle dell'Adige al Lomaso, dalla Val di Non alla Vallagarina. Molto diverse anche le aziende: frutticole, zootecniche, fattorie didattiche, agriturismi, piccoli frutti, alcune di una certa dimensione, altre più ridotte, ma tutte accomunate dal desiderio di creare una rete per affrontare unite le sfide imprenditoriali. Nell’incontro è stata eletta e riconfermata la presidente ed elette le due componenti della Giunta, l'organo con le funzioni più “operative”. A Mara Baldo, presidente dell’Associazione, di Romagnano (azienda frutticola), Nadia Mittestainer di San Michele all'Adige (azienda zootecnica, fruttiviticola e fattoria didattica) e Chiara March di Sopramonte (azienda viticola e piccoli frutti) il compito di rappresentare l'associazione per i prossimi quattro anni. All'incontro era presente anche il presidente di Cia trentina Flavio Pezzi che ha sottolineato l'importanza di essere uniti di fronte ai problemi del comparto e di promuovere nuove forme di vendita diretta, quali ad esempio i mercati agricoli. I lavori si sono chiusi con un rinfresco e con il desiderio di rincontrarsi il prossimo 15 dicembre per programmare in modo ancora più concreto le attività 2011.
Più risorse dal governo per la sicurezza del suolo, e più impegno dalla Regione Toscana per un riordino del settore: competenze chiare, gestione unitaria, valorizzazione del ruolo delle imprese agricole. E’ quello che chiede a gran voce la Cia Toscana sul tema della difesa del suolo e della manutenzione del territorio. Un tema quanto mai attuale in Toscana dopo le recenti frane ed alluvioni: l’allarme meteo, i tagli del Governo preoccupano non poco gli addetti ai lavori e chi, come gli agricoltori, vivono nel territorio, che rappresenta il loro principale “fattore della produzione”. La Cia Toscana, è intervenuta sul tema, quest’oggi al convegno promosso dall’Unione Regionale delle Bonifiche nell’ambito della manifestazione “Dire e fare”: “Le condizioni per fare una buona difesa del suolo sono tre -sottolinea Marco Failoni, responsabile sviluppo e territorio della Cia- adeguate risorse finanziarie, un modello di “governance” e di gestione che funzioni, una agricoltura competitiva e multifunzionale protagonista della manutenzione del territorio. Tagliare i fondi per la difesa del suolo come continua a fare il Governo, è suicidio puro perché vuol dire avere la certezza di doverne spendere domani dieci volte di più. Non si può guardare al futuro con miopia pensando che tanto tanto domani toccherà a qualcun altro. Ma oltre ai soldi -prosegue Failoni- occorre anche un riordino profondo del modello di programmazione e gestione degli interventi. Oggi il territorio è gestito in modo frammentario, diviso tra mille competenze diverse. Le esperienze di questi anni hanno dimostrato che il sistema non funziona”. La Cia Toscana ha da tempo messo in campo le proprie idee in materia di bonifica e difesa del suolo e, più volte, ha sollecitato la Regione Toscana a rivedere il proprio impianto normativo. La Cia propone di dare vita ad un sistema di governance fortemente semplificato che definisca una disciplina unica su bonifica e difesa del suolo; un modello di programmazione degli interventi incentrato su una forte sinergia tra Autorità di bacino, Regione e Province. Inoltre -aggiunge la Cia Toscana- è opportuno un sistema di gestione unico degli interventi, organizzato per bacini idrografici, che superi l’attuale frammentazione; nonché garantire percorsi per la partecipazione ed il controllo democratico del sistema; e supportare strumenti di promozione del ruolo attivo delle imprese agricole e forestali del territorio nell’azione di manutenzione e di difesa del suolo. “L’approccio programmatico della Regione Toscana -aggiunge Marco Failoni- è positivo. C’è una consapevolezza nuova da parte della Giunta sulla necessità di mettere finalmente ordine in questa complessa materia. L’idea di un riordino complessivo che semplifichi i processi decisionali e la gestione delle attività di bonifica e difesa del suolo, ci sembra si stia concretamente affermando. È davvero giunto il momento di intervenire -conclude Failoni- ponendo al centro della discussione l’obiettivo di una strategia unitaria per tutelare un territorio sempre più fragile”.
L’imprenditore agricolo di Senise Egidio Gazzaneo, impegnato da anni nella valorizzazione e commercializzazione del peperone di Senise, è il presidente della Cia del Potentino Sud, macro-area comprensoriale che comprende Val d’Agri, Senisese e Lagonegrese. Vicepresidente è Domenico Belisario, imprenditore del comparto dei fagioli di Sarconi. L’elezione dei dirigenti e della Direzione comprensoriale, composta complessivamente da 12 agricoltori, è avvenuta al termine dell’assemblea territoriale che si è svolta ad Armento con la partecipazione di una cinquantina di delegati in rappresentanza di oltre 2.500 aziende agricole e zootecniche per circa 6 mila aderenti alla Cia dei comuni dell’area sud della provincia di Potenza. La riorganizzazione della Confederazione in tre strutture zonali (Potentino Nord, Potentino Sud, Materano) è stata, dunque, portata a termine e per l’area sud rappresenta un’importante novità in quanto al di là degli aspetti che riguardano la riforma interna alla Cia si punta a progetti innovativi per l’agricoltura dei due Parchi nazionali (Val d’Agri e Pollino), dei prodotti tipici e di qualità. I dirigenti della Cia chiederanno innanzitutto che una quota di royalties del petrolio estratto proprio in Val d’Agri sia destinata a progetti agro-industriali del comprensorio superando quella che è stata definita un’incomprensibile penalizzazione del comparto, rispetto a tutti gli altri settori che possono attingere dalle royalties. Anche i fondi provenienti dall’Accordo di Programma Basilicata-Puglia sull’acqua vanno investiti in quest’area e non solo con il Programma Senise. Altri progetti riguardano la valorizzazione e commercializzazione delle produzioni tipiche, a partire dal peperone di Senise e dai fagioli di Sarconi, sino alle produzioni lattiero-casearie, l’ortofrutta della Val d’Agri, i prodotti del sottobosco del Pollino e lo sviluppo dell’agriturismo. “Sul piano organizzativo -sottolinea il presidente regionale Donato Distefano- La Direzione comprensoriale area Sud, oltre che da Gazzaneo e Belisario, risulta composta da Pasqualino Latoracca di Montemurro, Giuseppe De Marco di Viggiano, Giuseppe Tricoli di Corleto, Michele Bove di Marsicovetere, Antonella Cirigliano di S. Severino, Maria Stellato di Chiaromonte, Adriana Petruzzi di Paterno, Gaetano Libone,, Domenico Rinaldi e Giambattista Falcone di Senise, infine Peppino Comuniello in rappresentanza dell’Associazione Pensionati Cia. Le altre due Assemblee comprensoriali si sono tenute a Filiano e a Miglionico. A Filiano presidente della Cia Potentino Nord è stato eletto l’imprenditore cerealicolo Leonardo Moscaritolo di Melfi che, oltre ad essere un dirigente Cia da anni, ha un ruolo importante nella cooperazione agricola di settore, nella coop Unità Contadini (Legacoop). A Miglionico presidente comprensoriale eletto all’unanimità è Nicola Serio, imprenditore agricolo del Metapontino. Serio è consigliere delegato di Apofruit, oltre ad essere componente del gruppo interesse economico del comparto ortofrutta nazionale.
Non si placa la protesta dei pastori e degli agricoltori. Venerdì scorso 19 novembre, gli associati della Cia e della Coldiretti hanno manifestato tutto il loro malessere nei confronti dell’assessore all’Agricoltura Prato nel corso del convegno sulla Campagna di educazione alimentare, presso l’Hotel Mediterraneo di Cagliari, Le due organizzazioni, all’esterno della sala del Mediterraneo, hanno illustrato ai giornalisti presenti le ragioni della protesta, che non si ferma nemmeno all’indomani dell’approvazione, da parte della maggioranza del Consiglio regionale, della proposta di legge della Giunta. Martino Scanu, presidente regionale della Cia, ha ribadito che “la Giunta regionale e l’assessore regionale all’Agricoltura continuano a non capire le gravi e profonde ragioni della protesta e dell’imponente mobilitazione di questi mesi del mondo delle campagne”. “Non è accettabile -ha continuato Martino Scanu, un provvedimento che più che per i pastori e gli agricoltori è stato concepito per gli industriali. E’ un provvedimento per l’industria di trasformazione, che ancora una volta si trova sul tavolo un enorme bottino su cui mettere le mani senza restituire alcun che ai produttori di latte. Per noi il problema principale continua ad essere una ricaduta sul prezzo del latte che non può essere pagato i 65 centesimi dell’anno scorso”. “Gli industriali -ha aggiunto il presidente della Cia Sardegna- continuano a fare orecchie da mercante, non sono disponibili a sottoscrivere un accordo sul prezzo del latte e la Giunta non riesce nemmeno a portarli ad un tavolo congiunto dove trattare o anche eventualmente per certificare un loro rifiuto”. “La vertenza agricoltura promossa dalle organizzazioni agricole. rimane tutta aperta e mantiene interamente la sua validità. Va rivisto -ha rimarcato- il bilancio della Regione inserendo in sede di Consiglio modifiche che consentano di affrontare, con risorse adeguate, un progetto di rilancio dei principali comparti dell’agricoltura sarda (zootecnico, cerealicolo, ortofrutticolo, vitivinicolo ed olivicolo). Va, inoltre, chiusa la vertenza con il governo nazionale presentando tutti gli atti necessari per la dichiarazione dello stato di crisi dell’intero comparto agricolo sardo e rivendicando interventi immediati per raffreddare i costi di produzione con la reintroduzione del ‘bonus gasolio’, il ripristino degli sgravi contributivi nelle aree svantaggiate ed il riconoscimento dello svantaggio per l’intera Isola e provvedimenti che sblocchino il credito in agricoltura”.
La legge urbanistica toscana (L.R. 1/05) non è stata all’altezza della sfida. Lo sottolinea la Cia Toscana, nell’ambito del convegno “Il governo del territorio nella montagna toscana - Percorso di revisione della legge regionale 1/2005”, che si è tenuto quest’oggi a Loro Ciuffenna (Arezzo): per quanto riguarda nello specifico l’agricoltura ed il governo delle aree rurali, nonostante alcune affermazioni di principio ed il superamento delle norme più odiose a carico dell’agricoltura, la legge, secondo la Cia, rimane uno strumento con un approccio “vincolistico” e “prescrittivo”, quindi negativa. Alle critiche sulla normativa attuale, la Cia Toscana accompagna il proprio apprezzamento nei confronti della Regione Toscana, sia per l’apertura di una fase di concertazione su questi temi, sia per alcuni primi orientamenti espressi dal presidente della VI Commissione Ceccarelli e dall’assessore Marson: “Sarebbe necessario -sottolinea Marco Failoni, Cia Toscana- che la Giunta ed il Consiglio regionale, definissero già in questa fase le linee generali di riordino della normativa urbanistica, approvando subito le prime modifiche urgenti ed avviando al contempo il percorso per una revisione complessiva della Legge. Il territorio va difeso con l’agricoltura -ricorda Failoni- non dall’agricoltura. Le principali minacce alle quali il territorio rurale è sottoposto sono quelle che derivano dall’erosione dei suoli agricoli per altri impieghi e l’avanzare della rendita speculativa, che ‘aggredisce’ il territorio non appena viene meno il presidio della presenza agricola”. La Cia Toscana indica alcune modifiche legislative urgenti degli articoli riguardanti le aree rurali: un più deciso riconoscimento del ruolo produttivo dell’agricoltura, comprendendo in questo concetto tutte le attività connesse, come ad esempio la produzione di energia; la definizione delle aree ad esclusiva funzione agricola, dedicate allo sviluppo di un’agricoltura competitiva, ed alla conseguente realizzazione di infrastrutture e servizi funzionali agli obiettivi di sviluppo; un contestuale immediato stop alla sottrazione di terreno agricolo, prevedendo una moratoria delle varianti urbanistiche in aree agricole. Infine, la Cia Toscana delinea i principali obiettivi ai quali dovrebbe ispirarsi la revisione complessiva della normativa in materia di governo del territorio: “il governo del territorio -conclude Failoni- deve assicurare una gestione dei percorsi di programmazione unitaria ed armonizzata tra i diversi livelli istituzionali, attraverso una governance nella quale si sappia “chi fa che cosa”; occorre una forte semplificazione e velocizzazione delle procedure, a partire dai Piani di miglioramento agricolo-ambientali, bisogna puntare su un processo di vera partecipazione del tessuto economico e sociale alle scelte, va perseguita l’integrazione piena tra politiche di governo del territorio, politiche ambientali (energia, rifiuti, difesa del suolo, risorse idriche) e strategie di sviluppo dell’agricoltura e delle foreste.
Su iniziativa della Cia di Lecce, venerdì prossimo 26 novembre a Casarano, presso la Sala conferenze della Fondazione Edoardo Filograna (viale S. De Matteis), si svolgerà, a partire dalle ore 17.30, un convegno sul tema “La nuova Pac per una nuova agricoltura”. I lavori -che godono del patrocinio della Provincia di Lecce- saranno presieduti da Rocco Greco, della Cia di Casarano. Dopo il saluto di Ivan De Masi, sindaco di Casarano, ci sarà la relazione di Giulio Sparascio, presidente della Cia di Lecce. Interverranno Francesco Pacella, assessore provinciale all’Agricoltura, Dario Stefano, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, e Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Al termine del dibattito, le conclusioni del presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.
Si svolgerà domenica prossima 28 novembre a Vimercate la quarta edizione di Agrifest, un momento per Regalare sapori e raccontare saperi. Un momento gioioso, organizzato da chi produce il cibo che ogni giorno consumiamo grazie alla coltivazione della terra, alla trasformazione dei frutti, e alleva animali. Agrifest è organizzata dalla Cia di Milano-Lodi-Monza e Brianza, con il patrocinio dell’assessorato al Commercio del Comune di Vimercate, e la collaborazione dell’azienda agricola Giorgetti Flor di Andrea Giorgetti (via Cascina Gargantina - Strada provinciale Vimercate/Trezzo - Vimercate) e Unipol Ugf Assicurazioni. Dalle 9.30 alle 18.00 ci sarà un’animazione per bambini con cani e asinelli, e su questi ultimi per i bambini sarà anche possibile fare un giro. Gli adulti, ma anche i più piccoli, potranno vedere una mostra di mezzi agricoli d’epoca, per conoscere com’è iniziata la meccanizzazione del lavoro delle campagne. Nel mercatino ci saranno prodotti di alta qualità brianzoli, lombardi, e non solo, che si potranno assaggiare, e poi, per chi lo desidera, acquistare: ortaggi freschi, formaggi (di vacca, pecora, capra e bufala), salumi, olio, marmellate, vino, farina di mais, miele, salse e mostarde, riso, e farine. Alle 12.00 ci sarà l’appuntamento con la polenta e gorgonzola, preparata sul posto dall’azienda agricola Lorenzo Pollastri di Cernusco sul Naviglio, inoltre il gruppo alpini di Arcore offrirà castagne e vin brulè per riscaldare la giornata.
|
|
|
|
|