| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 47 - n. 177 | 22 settembre 2005 |
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E’ infatti scomparso Francesco Braga, vicepresidente della Cia di Pavia. La prematura dipartita di Francesco, 55 anni sposato con una figlia, addolora profondamente tutti i colleghi dell’organizzazione che si stringono con affetto intorno ai famigliari e ai suoi cari. La Cia perde un valido dirigente che per molti anni si è tanto operato per la crescita dell’Organizzazione e la salvaguardia degli agricoltori. “Il decreto legge costituisce un primo passo per venire incontro alle attuali drammatiche esigenze dei produttori agricoli. E’ un provvedimento di emergenza che però non scioglie le gravi questioni che condizionano pesantemente lo sviluppo e la competitività delle aziende agricole. Per fronteggiare le pesanti situazioni come quelle che si sono create nei mesi scorsi c’è bisogno di una politica mirata e soprattutto di un’effettiva programmazione che purtroppo, da parte del Governo, non c’è stata”. E’ quanto ribadito dalla Confederazione italiana agricoltori durante l’audizione alla Commissione Agricoltura sul decreto legge del 9/9/05, n. 182 relativo agli “Interventi urgenti in agricoltura e per gli organismi pubblici del settore, nonché per contrastare andamenti anomali dei prezzi delle filiere agroalimentari” La Cia, d’altronde, da tempo ha segnalato un profondo malessere e una grandissima incertezza nelle campagne italiane. Uno stato di accentuato disagio che è stato evidenziato in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sollecitando una diversa attenzione, da parte dell’Esecutivo, sui gravi problemi che oggi pesano sul mondo agricolo italiano e chiedendo la convocazione del Tavolo agroalimentare. Secondo la Cia, il decreto legge è giustificato dalla necessità di intervenire in alcuni settori colpiti da una profonda crisi di mercato. In particolare, è il caso del settore dell’uva da vino e da tavola. Nella sostanza, la Cia, nel corso dell’audizione, ha messo in rilievo che all’articolo 1, al comma 1, si interviene per l’uva da vino (oltre che alleviavano la situazione delle scorte tramite la distillazione concessa dalla Ue) con un intervento a favore dei produttori che conferiscono prodotto ai trasformatori, tramite la regola del “de minimis”, vale a dire la possibilità di concedere aiuti fino a 3.000 euro nel triennio per produttore senza dover comunicare preventivamente alla Commissione europea l’intervento. L’intervento, nei fatti, è esteso a tutta l’Italia, purché gli accordi tra produttori e trasformatori siano sottoscritti dal ministro delle Politiche agricole e dal Presidente della Giunta regionale interessata. La Cia ritiene opportuno che sia introdotta una maggiore flessibilità nella stipula degli accordi quindi che siano sottoscritti dalle Regioni e ratificati dal ministero. Inoltre, la Cia ha rilevato che con il comma 2, si da la possibilità all’Agea di acquisire dal mercato fino a 800.000 quintali di uva da tavola. A tal proposito ha espresso incertezza sulla quantità di uva da ritirare in quanto il provvedimento è esteso a tutto il territorio nazionale e non si conosce quante zone invocheranno gli interventi. Nel ricordare che per l’attuazione del comma 1 (uva da vino) è prevista una spesa di 80,4 milioni di euro e per l’attuazione del comma 2 (uva da tavola) la spesa di 9,6 milioni di euro (per un totale di 90 milioni di euro), la Cia ha sottolineato che non si comprende se la dotazione di 90 milioni di euro, sarà sufficiente a coprire le esigenze. La Cia ha espresso, inoltre, contrarietà sullo spostamento di parte di fondi destinati ad altri interventi urgenti (L. n. 71/2005), per affrontare questa nuova emergenza. La Cia ha aggiunto che le modalità di esecuzione delle misure di cui ai commi 1 e 2 saranno stabilite con decreto del ministro delle Politiche agricole, di concerto con quello dell’economia. Gli interventi avranno validità solo per l’anno 2005. Nel testo -è stato sostenuto- non è prevista alcuna scadenza per l’emanazione del decreto attuativo rischiando così di lasciare indefiniti i tempi di attivazione delle misure. L’articolo 3 istituisce il Registro, presso l’Agea, della titolarità e del valore unitario dei “titoli” all’aiuto unico aziendale, garantendo così i produttori senza contenzioso. Tuttavia, la Cia ha fatto presente l’esigenza che venga salvaguardato anche il diritto del produttore che non ha ancora risolto i contenziosi con l’Amministrazione poiché, ad oggi, non sono stati messi in piedi tutti gli strumenti necessari per risolvere le controversie (vedi Camera arbitrale). L’articolo 4 prevede che la gestione del Sian sia affidata ad una società mista, pubblico/privato a prevalenza di capitale pubblico. La Cia ha concordato con questa proposta, sottolineando l’opportunità che sia affidata la titolarità, in ambito Agea, ad Agea-coordinamento. Inoltre, si potrebbe prevedere che nel capitale pubblico possano entrare altri soggetti quali le Regioni e gli Organismi pagatori.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ad Orlando alla Conferenza Nord America-Ue sull’agricoltura. Vanno difese e valorizzate le produzioni italiane Dop e Igp. “Occorre creare le premesse per un commercio mondiale più equilibrato, superando le attuali difficoltà e le dure contrapposizioni e le politiche protezionistiche”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia- Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a Orlando, negli Stati Uniti, dove partecipa alla Conferenza sull’Agricoltura Nord America-Unione Europea. Politi, che ha presieduto insieme al presidente degli agricoltori canadesi Wally Smith il Gruppo di lavoro sulle prospettive Usa-Ue dell’Ocm in vista della prossima Conferenza di Hong Kong, ha riaffermato l’importanza di trovare punti d’incontro che permettano di arrivare ad un adeguato accordo in sede di Wto. Il presidente della Cia ha riaffermato le priorità che l’Ue deve sviluppare nell’ambito del nuovo accordo multilaterale sul commercio, evidenziando l’esigenza di una valida tutela dell’agricoltura europea. Politi ha sottolineato anche l’importanza di difendere e valorizzare i prodotti italiani Dop e Igp. “E’ fondamentale -ha concluso- che la protezione delle indicazioni geografiche resti un punto fermo della posizione Ue nell’ambito del negoziato Wto”.
Il presidente della Cia Giuseppe Politi evidenzia la complessità del momento e la pesante crisi che ha colpito l’agricoltura. Necessarie certezze per i produttori. Preoccupante l’immobilismo del governo. Indispensabile al più presto un chiarimento politico. “Le dimissioni del ministro dell’Economia Domenico Siniscalco evidenziano ancora di più la complessità e la delicatezza del momento politico ed economico che attraversa il nostro Paese. Una fase drammatica che mette in mostra il preoccupante immobilismo del governo e la mancanza di scelte adeguate per rispondere con efficacia alle esigenze della società, del sistema imprenditoriale che vede ogni giorno di più allontanarsi le prospettive di sviluppo e diminuire la competitività. La legge finanziaria resta, tuttavia, un appuntamento importante che va assolto al più presto, cercando di non limitarsi a semplici tagli e artifici contabili, ma va predisposta una manovra centrata su obiettivi mirati per ridare impulso all’apparato produttivo. Se così non fosse, meglio un chiarimento politico con il voto anticipato”. A sostenerlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che sottolinea l’esigenza di certezze per i cittadini, per gli imprenditori e di ricreare a livello internazionale la credibilità che in questi ultimi mesi si è persa. “Lo scenario -ha aggiunto il presidente della Cia- è allarmante. Le imprese soffrono crescenti difficoltà. L’agricoltura, in particolare, è attanagliata da una crisi profonda. La produzione segna il passo, i prezzi sui campi continuano a scendere, i costi delle aziende sono lievitati in modo abnorme, i redditi dei produttori sono in forte calo, mentre la competitività è sempre più in discesa. Al momento non si intravedono spiragli. Anzi, c’è il rischio che, persistendo una situazione politica come l’attuale, il tutto si aggravi in maniera pesante. Da qui l’invito affinché nella finanziaria per il 2006 siano presenti quegli interventi che consentano alle imprese di operare con efficacia sui mercati. Una finanziaria che eviti ulteriori danni al sistema economico e produttivo e che non porti alla deriva i conti pubblici. Una finanziaria che sia realmente concertata con tutte le forze sociali del Paese”. Politi ha, infine, ricordato la mobilitazione su tutto il territorio nazionale decisa dalla Cia di fronte all’allarmante crisi dell’agricoltura. “Obiettivo prioritario -ha detto- è quello ridare le certezze che oggi purtroppo mancano e di garantire alle imprese agricole gli strumenti indispensabili per esprimere quelle potenzialità e quelle risorse che attualmente sono represse dalla mancanza di una politica incisiva verso il settore primario”.
Il 20 settembre scorso si svolta a Donoratico, presso la sede della cooperativa Terre dell’Etruria , la Direzione provinciale della Cia di Livorno per esaminare la situazione del settore. Ha aperto i lavori il presidente Stefano Poleschi con un’analisi puntuale nella quale ha evidenziato i punti di crisi. In particolare sul pomodoro da industria ha sottolineato come le cause del cattivo andamento vadano ricercate con le giacenze di prodotto del 2004 (20 per cento), le importazioni cinesi di concentrato, lo stimolo alla produzione in eccedenza ( da parte di associazioni estranee ai nostri produttori: il contingente di 43 milioni di quintali portato a 64 nel 2005), l’andamento stagionale negativo che ha impedito la tipizzazione delle produzioni. Nonostante il prodotto contrattato dall’associazione Asport è stato quasi tutto ritirato dai campi. Poleschi ha poi evidenziato le difficoltà del settore con la crescita zero dell’Italia rispetto al 10 per cento mondiale e 2 per cento europeo e con l’effetto dirompente della globalizzazione. Uno scenario che impone azioni politiche incisive E’ stato, inoltre, rimarcato il buon risultato mediatico della richiesta del doppio prezzo sui prodotti agricoli in vendita (alla produzione ed al consumo) al quale fanno però riscontro i riflessi della riforma della politica agricola Ue. Effetti che si vedono già ora: gli agricoltori sono costretti a non arare i campi per non dover soccombere per le spese di gestione. Risultato che anche l’agricoltura non solo quella economica, ma anche quella del paesaggio unico italiano e toscano, sarà deteriorata. Nel dibattito è stato sottolineato che gli agricoltori di tutta la provincia livornese hanno accolto positivamente la mobilitazione decisa dalla Giunta nazionale della Cia tesa a contrastare una crisi sempre più profonda e a tutela degli interessi dei produttori che hanno visto scendere in maniera sensibile i loro redditi. Le conclusioni sono state tratte da Marco Failoni, della Giunta regionale della Cia Toscana, che ha ripreso puntualmente tutte le iniziative sindacali e politiche di denuncia degli ultimi mesi.Ha rivendicato alla Cia l’attenzione data dalla Regione Toscana al settore.
Il prossimo 12 ottobre si svolgerà a Roma, presso il Centro Congressi Frentani (via dei Frentani, 4), un seminario di lavoro della Confederazione italiana agricoltori sulle deleghe sindacali (lavoratori autonomi e datori di lavoro in agricoltura). Il seminario, che inizierà a partire dalle ore 9.30, si pone l’obiettivo di rilanciare questa fondamentale attività per affermare ed accrescere la rappresentatività nel mondo agricolo, attraverso l’analisi della situazione delle deleghe ad oggi e l’illustrazione delle attività previste per la prossima campagna. I lavori saranno aperti da Rossana Zambelli, responsabile dell’Area Organizzazione e Amministrazione. Seguiranno le comunicazioni di Anna Grifone, Ufficio Deleghe Cd/Ditte (“Analisi situazione deleghe e attività per la prossima campagna”), di Daria Rapallini, Agrinform Spa (“Presentazione nuova procedura per la gestione delle deleghe sindacali”) e del Gruppo lavoro tesseramento (“Gli incroci tra Dol e Dmag”). Dopo la discussione, ci saranno le conclusioni di Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale della Cia. Al seminario parteciperanno, in qualità di invitati, i funzionari dell’Inps Laura Sperandini e Ranieri Nargi.
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