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ATTUALITÀ
"Comunicazione per l'agricoltura": a Firenze una Tavola rotonda dell'Accademia dei Georgofili
"Verso l'agricoltura c'è oggi un interesse nuovo: non più chiusa nel ghetto dell'informazione specializzata ma inserita a pieno titolo nelle vicende del Paese e del contesto internazionale". E' quanto ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti alla Tavola rotonda organizzata dall'Accademia dei Georgofili su: "Comunicazione per l'agricoltura", svoltasi il 18 settembre scorso a Firenze. L'iniziativa ha avuto lo scopo di analizzare la visibilità e la percezione, molto spesso indadeguate, che i mezzi di informazione dedicano all'agricoltura reale, vista non solo in termini economico-produttivi, ma anche sociali e di difesa dell'ambiente. Pacetti nel suo intervento ha sottolineato che l'opinione pubblica si pone rispetto all'agricoltura in un duplice modo: da una parte è attenta a come le sue contribuzioni alla spesa pubblica sono state utilizzate, dall'altra, è maggiormente attenta al prodotto offerto dal settore primario, alla sua qualità e non solo in relazione al prezzo pagato. "Troppo spesso -ha affermato Pacetti- c'è una sorta di semplicistica riduzione del ruolo dell'agricoltura nelle immagini e nei messaggi; così come essa stessa, spesso, viene disegnata e indicata come unica responsabile di aumenti del costo della vita". "Migliorare dipende anche dalle organizzazioni professionali agricole che devono sempre più affinare la loro comunicazione orientata a far comprendere meglio il ruolo multifunzionale dell'agricoltura e i problemi che deve affrontare per fornire produzioni e competere con efficacia sui mercati internazionali". "La visibilità del settore -ha concluso Pacetti- è un obiettivo irrinunciabile. Lavoriamo, quindi, perchè il contributo in termini economici, produttivi, sociali ed ambientali degli agricoltori abbia il suo giusto riconoscimento. E la Cia, in questo senso, sta operando le sue scelte". Al dibattito sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell'Accademia dei Georgofili Franco Scaramuzzi, che ha portato il suo saluto e il presidente della Rcs Quotidiani Milano Cesare Romiti.
Dopo il fallimento di Cancun
Gli ostacoli sono difficili ma non insormontabili. Dichiarazione del presidente della Cia Massimo Pacetti a margine della seconda festa nazionale dell’agricoltura e del Consiglio informale de ministri agricoli Ue, in svolgimento a Taormina
“Dopo il fallimento della Conferenza di Cancun, è necessario riprendere i negoziati che non possono interrompersi di fronte ad ostacoli certo difficili, ma che non debbono ritenersi insormontabili”. Lo ha affermato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti a margine della seconda festa nazionale dell’agricoltura e del Consiglio informale de ministri agricoli Ue, in svolgimento a Taormina. “Il negoziato di Cancun -ha aggiunto Pacetti- ha messo in risalto il profondo divario fra le economie e le ragioni dei popoli. E’ comunque emersa con chiarezza che l’apertura dell’Ue in tema agricolo, messa in luce con la riforma della Pac, ha creato aspettative e condizioni per favorire il negoziato. Anche le chiusure sulle indicazioni geografiche protette e gli aiuti interni, sorte durante il confronto, e la non tenuta dell’ accordo Usa-Ue non hanno certo rappresentato le condizioni migliori per chiudere la trattativa”. Il presidente della Cia ha fatto notare che il negoziato si è arenato su aspetti diversi dall’agricoltura. “Si è bloccato -ha detto- sugli investimenti, sulla trasparenza e sulla concorrenza. Temi che erano presenti nell’accordo di Singapore”. Pacetti ha sottolineato, inoltre, che nel corso del negoziato è emersa anche una non condivisione sulla protezione dei prodotti tipici Ue da parte di Paesi ancora considerati in via sviluppo, ma che sono grandi esportatori di prodotti agricoli. “Forse si è giunti a Cancun -ha affermato il presidente della Cia- non avendo presente che gli scenari mondiali sono totalmente cambiati, soprattutto dalla Conferenza di Doha del 2001. Un quadro nuovo di cui oggi bisogna tenere nel debito conto”. Pacetti ha ricordato anche che “l’abbattimento delle restituzioni all’export è stato da sempre ritenuto dalla Cia un passaggio importante per un maggior equilibrio sui mercati e che a Cancun poteva essere un utile argomento per spianare la strada ad accordi”. “Per l’Ue è stato, tuttavia, importante presentarsi alla Conferenza di Cancun con un accordo sulla riforma della Pac, che ha rappresentato -ha evidenziato il presidente della Cia- un punto di forza negoziale. L’Ue si è mostrata unita nella posizione assunta durante tutta la trattativa e questo è un aspetto importante. L’Italia, da parte sua, ha svolto, insieme agli altri paesi Ue, un significativo ruolo unitario”. “Al di là un risultato sicuramente non positivo, rimane la necessità -ha sostenuto Pacetti- di continuare a svolgere un confronto serrato con le grandi potenze e le aree più povere affinché nella Wto possa riprendere in modo costruttivo il negoziato. Tutto ciò affinché in futuro si possa arrivare ad un accordo globale che rappresenta la condizione essenziale per favorire i paesi in via di sviluppo e riportare equilibrio negli scambi commerciali. Del resto, gli accordi bilaterali non possono certo rappresentare la risposta efficace ai grandi problemi oggi sul tappeto nello scacchiere internazionale”.
I medici consigliano di mangiare molta verdura e frutta ma i prezzi alti frenano i consumi.
Servirebbero almeno 150 euro in più al mese, per ogni famiglia.
La Confederazione italiana agricoltori e i medici della FIMMG illustrano, a Taormina, durante la festa dell’agricoltura, il progetto “Vuoi star bene? Mangia bene”. Ma a conti fatti fare la spesa è diventato un lusso. Agricoltori e medici concordi: “E’ arrivato il momento di intervenire”.
Una famiglia italiana media dovrebbe consumare, ogni mese, 25 chili di frutta e 30 chili di verdura. Ma i redditi familiari, però, sono gli stessi di 5 anni fa e i prezzi dei prodotti sono cresciuti in maniera vertiginosa. Per una dieta equilibrata -spiegano i medici di famiglia- sono necessari anche altri alimenti, di conseguenza, altri soldi. Quindi -sostengono i medici della Fimmg- i prezzi ortofrutticoli alle stelle potrebbero creare una contrazione dei consumi di questi prodotti così importanti per la salute e creare conseguenti danni per l’individuo con un aumento del ricorso al servizio sanitario. Per questo motivo -suggeriscono dalla Fimmg- una dieta giornaliera equilibrata che non sia troppo pesante per le tasche potrebbe essere così composta: prima colazione, un cappuccino, pane e marmellata; per il pranzo, un buon primo piatto unico e frutta, mentre, per la cena unsecondo piatto con contorno, pane e frutta. Il patrimonio enogastronomico italiano -spiegano dalla Cia- fortunatamente non ha eguali al mondo e, quindi, può garantire per qualità e salubrità degli alimenti una corretta dieta. In sostanza, nel nostro Paese, non vi è un oggettivo pericolo di “fame” a differenza di molte altre realtà nel mondo. Comunque, è allarmante come i prezzi dei prodotti stiano condizionando le abitudini e le esigenze alimentari degli italiani. Questo -secondo la Cia- è un problema che va seriamente affrontato, anche perché il crollo dei consumi rischia di aggravare, ulteriormente, il reddito degli agricoltori che hanno difficoltà a spuntare prezzi remunerativi con la vendita dei loro prodotti. Infatti, dei circa 400 euro al mese che, oggi, ogni famiglia italiana spende per coprire il proprio fabbisogno di frutta e verdura, solamente 65 euro entrano nelle casse degli agricoltori. A conti fatti, da quanto emerge da un’analisi fatta dalla Cia, prendendo come parametri gli stipendi medi degli italiani e gli attuali costi di mercato dei prodotti agroalimentari, necessari per una corretta e sana alimentazione, mancherebbero all’appello circa 150 euro al mese per nucleo famigliare. Tale situazione, illustrata oggi a Taormina, dal presidente della Cia Massimo Pacetti, durante la seconda festa nazionale dell’agricoltura, sarà argomentata e sottoposta al Governo e al ministro Alemanno impegnato, proprio in questi giorni, nel Consiglio informale dei ministri agricoli europei che si sta svolgendo nella stessa cittadina siciliana.
Dieta equilibrata costosa (a persona sopra i 40 anni)
Colazione: due fette biscottate, un bicchiere di latte o the e una macedonia di frutta. Pranzo: arrosto di carne di vitella e contorno di verdura (es. fagiolini o radicchio). Cena: minestrone ed un frutto.
Dieta equilibrata economica (a persona sopra i 40 anni)
Colazione: un cappuccino, pane e marmellata. Pranzo: un piatto unico e frutta. Cena: un secondo (pesce azzurro, es. sgombro o merluzzo) con contorno, pane e frutta.
Prezzi: la verdura italiana la più cara dEuropa, fagiolini come le ostriche.
La Cia, impegnata nella seconda festa nazionale dell’agricoltura a Taormina, denuncia il fenomeno dei “prezzi pazzi”. Il presidente Massimo Pacetti: “chiederemo ai Ministri Europei misure di garanzia per i prezzi dell’import e dell’export
Taormina capitale dell’agricoltura europea. L’appuntamento è “Un mare di sapori”, la seconda Festa nazionale dell’agricoltura organizzata dalla Confederazione italiana agricoltori, che si sta svolgendo contemporaneamente alla riunione informale dei ministri agricoli dell’Unione europea, in programma sempre nella cittadina siciliana. La “perla” del Mediterraneo, questi giorni, è teatro dell’enogastronomia italiana e di incontri durante i quali si stanno affrontando i grandi temi del mondo agricolo. In Italia è piena emergenza prezzi. Frutta e verdura, sono talmente care, al dettaglio, e stanno condizionando i consumi. La Cia, continua a mostrare grande preoccupazione per questo fenomeno che non sembra placarsi, anzi, è in continua ascesa. Fagiolini, radicchio e lattuga, venduti ai consumatori ai prezzi più alti di sempre. Ma gli agricoltori stanno dalla parte dei cittadini e denunciano che l’evoluzione dei prezzi non dipende da loro. Infatti, i loro prodotti, vengono venduti all’origine ad importi spesso sette volte più bassi di quanto arrivano al consumo. Per non parlare delle avversità che hanno dovuto affrontare (solo negli ultimi giorni ad esempio, gli agricoltori delle province di Ragusa e Siracusa, sono stati colpiti da un’alluvione che ha distrutto tutte le colture, con danni superiori ai 200 milioni di euro). Un’indagine della Cia rileva come il problema del “caro prezzi” stia diffondendosi in tutta Europa anche se, in nessun Paese, l’ortofrutta costa cara come in Italia. Del resto, gli straordinari eventi climatici, siccità e nubifragi che hanno investito, questo anno, tutto il vecchio continente hanno provocato cali produttivi medi di oltre il 25 per cento. Sicuramente -spiegano dalla Cia- durante il Consiglio informale dei Ministri agricoli dovrebbe essere affrontato e discusso anche il problema delle calamità e del fenomeno prezzi. E’ evidente -dicono dalla Cia- che lì dove la richiesta dei mercati interni non può essere soddisfatta, per problemi di mancanza di prodotto, sarà necessario ricorrere alle importazioni, con l’inevitabile aggravio di costi. Il problema -secondo la Cia- dovrà quindi coinvolgere le Istituzioni europee che dovranno individuare le contromisure e le regole per scongiurare una profonda crisi economica. “Il ministro Alemanno ed i colleghi europei -dice massimo Pacetti presidente della Cia- porteranno un saluto all’interno della nostra manifestazione, sarà l’occasione per chiedere loro un forte e tempestivo intervento nonché le misure necessarie per arginare l’escalation dei prezzi”.I cinque prodotti che hanno subito i maggiori rincari:
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Prezzi al consumo in Italia |
Prezzi al consumo in Spagna |
| Fagiolini |
3,70 euro/kg |
-20% |
| Radicchio |
3,40 euro/kg |
-10% |
| Lattuga |
2,10 euro/kg |
-30% |
| Pesche |
1,85 euro/kg |
-30% |
| Pere |
1,50 euro/kg |
-15% |
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