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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 127 22 giugno 2011
ATTUALITÀ
  • Giovani vitivinicoltori italiani al Vinexpo di Bordeaux. Agia: una partecipazione importante
COMUNICATI
  • Agricoltura: il G20 rimetta il settore al centro delle politiche mondiali
  • Alimentare: dalla Ue un primo passo, ma ora l’etichetta d’origine per le carni deve essere attuata al più presto
  • Maturità: otto italiani su dieci contro il cibo “biotech”. Il 90 per cento è per un’alimentazione genuina. Nelle scelte prevale il prodotto nazionale
TERRITORIO
  • Il sindaco di Roccastrada e il presidente della Cia Grosseto firmano la “Carta di Matera”
  • Turismo Verde Piemonte: Pierangelo Cena nuovo presidente
APPUNTAMENTI
  • Cia Vibo Valentia: assemblea pubblica sulla “Carta di Matera”
  • Cia Basilicata: il primo luglio a Potenza la riunione della Direzione regionale

 

ATTUALITÀ


Giovani vitivinicoltori italiani al Vinexpo di Bordeaux. Agia: una partecipazione importante

 

Trenta giovani viticoltori italiani, selezionati da Oiga (Osservatorio per l’imprenditoria agricola giovanile), attraverso un bando del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che ha messo a disposizione gratuitamente lo spazio espositivo e il relativo allestimento, stanno partecipando alla XV edizione del Vinexpo, che ha luogo a Bordeaux dal 19 al 23 giugno, in cui sono presenti più di 2.400 espositori provenienti da 48 diversi paesi.

“Si tratta -ha affermato il presidente dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) Luca Brunelli, presente all’iniziativa- di una partecipazione importante che permette ai giovani di farsi conoscere a livello internazionale”.

Le trenta giovani aziende viticole, tra le quali molte dell’Agia-Cia, in questo modo hanno, infatti, un'ottima opportunità di visibilità grazie ad un "open space" riservato all’Osservatorio di 300 mq diviso in due isole all'interno del Padiglione 2 (stand JK19 e KL18).

L'area -afferma l’Agia-Cia- è stata creata seguendo un percorso regionale in maniera da offrire una degustazione che racchiuda tutti i migliori vitigni del territorio nazionale italiano.

L’esperienza che i giovani imprenditori stanno vivendo, fa seguito a quella del Sial (Salone agroalimentare) di Parigi dello scorso autunno.

Come allora, anche in questa fiera specialistica del settore vitivinicolo, che rappresenta il prodotto di maggior successo del “made in italy” agroalimentare, lo spazio comune dell’Osservatorio per l’imprenditoria agricola giovanile, ha consentito di partecipare e promuovere la professionalità dei giovani agricoltori italiani e soprattutto di dare grande dimostrazione di unità di intenti finalizzata a promuovere e valorizzare oltre al vino italiano la capacità di fare impresa di successo.

Insomma, i giovani agricoltori con questa opportunità, che è stata loro offerta, dimostrano soprattutto la capacità di gestire imprese competitive nei mercati internazionali, oltre -conclude l’Agia- a quella di saper produrre vino di qualità.

 

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COMUNICATI


Agricoltura: il G20 rimetta il settore al centro delle politiche mondiali

 

Nel giorno di apertura del vertice di Parigi, il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede più agricoltura per sfamare il mondo: è necessario stabilizzare i mercanti fermando le speculazioni sulle commodity e aumentare la produzione per rispondere alla crescente domanda globale.

 

“Bisogna rimettere l’agricoltura al centro delle politiche europee e mondiali, valorizzando il suo contributo nella sfida all’approvvigionamento alimentare globale e nella lotta alla povertà e alla denutrizione dei Paesi in via di sviluppo”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, nel giorno di apertura dei lavori del G20 Agricoltura a Parigi.

“Serve più agricoltura per sfamare il mondo -spiega Politi- ma per assolvere a  questo compito è necessario prima di tutto stabilizzare i mercati, contrastando le speculazioni finanziarie legate al commercio delle materie prime agricole. Un fenomeno immorale e vergognoso”.

Ma non basta. “Per rispondere alla crescente domanda alimentare globale -continua il presidente della Cia- è fondamentale aumentare la produzione agricola nei paesi sviluppati come nel Sud del mondo, sia destinando nuove terre all’agricoltura sia incrementando la produttività”.

Insomma, “soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone vuol dire aumentare gli investimenti nel settore primario, individuando allo stesso tempo una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari, adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici, dare priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua, tutelare i redditi degli agricoltori”.

“Si tratta di reinventare l’agricoltura mondiale in chiave sostenibile -conclude Politi- partendo dalle proposte contenute nella dichiarazione finale del G120, sottoscritta il 17 giugno da 120 organizzazioni agricole di 75 Paesi, tra cui per l’Italia anche la Cia”.

 

 


Alimentare: dalla Ue un primo passo, ma ora l’etichetta d’origine per le carni deve essere attuata al più presto


La Cia esprime un giudizio positivo per la decisione comunitaria. Ha vinto la linea del nostro Paese.


E’ una decisione importante che va nella direzione indicata dal nostro Paese che, attraverso una legge approvata di recente dal Parlamento, estende a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine. Una scelta che premia la linea italiana. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l’esito della riunione dei 27 stati membri a Bruxelles.

Ora -sottolinea la Cia- sarà importante la sua attuazione pratica. Per la carne di suino, agnello e pollame (per quella bovina è già in vigore da anni l’obbligo d’origine) dovrà essere permesso al consumatore di conoscere con chiarezza il percorso degli animali dalla nascita al banco vendita.

La Cia, comunque, è costantemente impegnata per l’estensione dell’etichetta d’origine anche per tutti i prodotti animali trasformati, come i prosciutti, i salumi e i formaggi. Spesso, infatti, il consumatore è tratto in inganno da etichette che riportano dizioni che richiamano all’italianità, quando invece il prodotto nasce da materie prime straniere.

 


Maturità: otto italiani su dieci contro il cibo “biotech”. Il 90 per cento è per un’alimentazione genuina. Nelle scelte prevale il prodotto nazionale

 

La Cia, nel commentare la traccia del tema socio-economico “Siamo quello che mangiamo?”, rende noti i dati preliminari di una ricerca sulla sicurezza alimentare. I nostri connazionali dicono “no” alle manipolazioni genetiche sia per le coltivazioni che per gli animali, soprattutto per una questione etica. Tra la stragrande maggioranza c’è paura per questi prodotti che vengono ritenuti non sicuri. 

 

Otto italiani su dieci sono contro il cibo “biotech” soprattutto per un problema etico. Quindi, “no” a coltivazioni e animali clonati che vengono ritenuti dannosi per la salute dal 55 per cento, mentre il 78 per cento degli “anti-Ogm” ritiene che siano meno salutari di quelli tradizionali. L’82 per cento dichiara, invece, di non aver mai acquistato prodotti provenienti da manipolazioni genetiche. Questi alcuni dei dati più significati contenuti in un’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha anticipato in occasione degli esami di maturità dove una delle tracce dei temi, quella socio-economica, è relativa proprio al rapporto fra scienza e alimentazione ponendo l'interrogativo: ''Siamo quello che mangiamo?''.

In particolare, dopo gli ultimi allarmi alimentari (vedi il batterio killer), oltre il 90 per cento dei nostri connazionali -rileva la Cia- sono per un’alimentazione genuina e di qualità e nelle scelte prevale il prodotto “made in Italy” (91 per cento), specialmente se tipico e tradizionale. Il 65 per cento ritiene che il biologico sia più sicuro, l’85 per cento è per un’etichetta chiara dove risulti soprattutto l’indicazione d’origine. Il 75 per cento considera le Dop (Denominazioni d’origine protetta) e le Igp (Indicazione geografica protetta) prodotti di grande qualità e sicuri, ma troppo cari per le loro tasche. Il 65 per cento sceglie vini a denominazione.

Il “made in Italy” è, dunque, il prodotto più ricercato dai nostri connazionali. Le motivazioni di questa scelta -si evince dalle anticipazioni dell’indagine della Cia- sono da ricercare sia nelle consolidate abitudini delle famiglie sia nella certezza che tali prodotti, oltre a rispondere alle caratteristiche di tipicità, tradizionalità e legame con il territorio, sono più sicuri di quelli d’importazione. Convinzione rafforzatasi ultimamente dopo le recenti emergenze alimentari.

Un’altra motivazione che spinge a comprare “made in Italy” viene dal fatto che questi prodotti sono più convenienti di altri. Una caratteristica che si riscontra soprattutto nelle zone rurali e di campagna e meno nelle grandi città, dove, tuttavia, si registra una sempre maggiore propensione per il prodotto italiano.  

L’attenzione verso i prodotti “bio” degli italiani è confermata dalla crescita dei consumi registrata negli ultimi anni. Una scelta -si rileva nell’indagine Cia- che il 58 per cento del totale dei “bio-appassionati” viene motivata sia dalla sicurezza alimentare che dalla qualità del prodotto

Comunque gli italiani -come evidenziano sia i dati di Eurobarometro che i risultati della Consultazione nazionale sugli Ogm promossa dalla Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da Ogm- si dimostrano nettamente contrari al biotech e alle manipolazioni genetiche. Una scelta determinata da precisi presupposti: sicurezza alimentare e principio di precauzione; salvaguardia e valorizzazione dell’agricoltura italiana diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle nostre variegate realtà rurali.

 

 

 

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TERRITORIO


Il sindaco di Roccastrada e il presidente della Cia Grosseto firmano la “Carta di Matera”

 

Alla presenza dell’assessore all’agricoltura Filippo Checcucci, il Sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti, e il Presidente della Confederazione Italiana di Grosseto, Enrico Rabazzi hanno sottoscritto in Municipio la "Carta di Matera", predisposta dalla Cia a livello nazionale e già condivisa con Anci, Anci Toscana e Uncem Toscana. La "Carta di Matera", che prende il nome dalla località in cui, circa un anno fa, fu elaborata, è un documento di principi che definisce "l’agricoltura come settore produttivo diffuso nello spazio rurale. Una particolarità che obbliga a una attenzione particolare per l’erogazione di servizi alle persone e alle imprese".

Il Comune di Roccastrada e la Confederazione Italiana Agricoltori riconoscono nell’istituzione più vicina al cittadino il soggetto maggiormente vocato alla promozione delle aree rurali, attraverso l’organizzazione di servizi diffusi e la valorizzazione delle tante produzioni tipiche e di qualità che la "terra di Maremma" offre.

"Nonostante le difficoltà cui da tempo l’agricoltura, anche dalle nostre parti, sta incontrando" — ha sottolineato Enrico Rabazzi — "le donne e gli uomini impegnati in agricoltura continuano a battersi con forza, coraggio e determinazione per costruire il futuro. L’agricoltura e le aree rurali costituiscono un patrimonio inestimabile per la società; per conservare e far crescere questo patrimonio è necessario l’impegno diretto di ogni singolo Comune, della Provincia e della stessa Regione, per una valorizzazione delle politiche locali e, nei fatti concreti, dell’agricoltura, che vuol dire anche salvaguardia e tutela dell’ambiente e sopravvivenza delle aree rurali”. Il Sindaco Giancarlo Innocenti ha dichiarato: “la ‘Carta di Matera’ esprime una volontà e una progettualità chiare per il ruolo dell’agricoltura e il futuro degli agricoltori. E’ un progetto che condividiamo e che ha molte attinenze con le iniziative che stiamo intraprendendo in merito alla possibilità di insediamenti produttivi agroindustriali nell’area del Madonnino, di apertura verso le fonti di energia rinnovabile, di valorizzazione e promozione delle produzioni di qualità, di servizi adeguati per i residenti nelle aree rurali (viabilità, trasporti scolastici, assistenza agli anziani) in piena sintonia con le esigenze imprenditoriali e i bisogni delle persone. L’assessore Checcucci, condividendo l’analisi sviluppata nell’incontro, ha sottolineato come l’impegno assunto rappresenterà un punto di riferimento per le iniziative e i progetti che l’Amministrazione Comunale ha in programma di realizzare.

 


Turismo Verde Piemonte: Pierangelo Cena nuovo presidente

 

Pierangelo Cena, 47 anni, di Carmagnola (Torino) è il nuovo presidente di Turismo Verde Cia Piemonte. Cena, già presidente di Turiamo Verde Torino, è stato eletto dall’Assemblea piemontese che ha provveduto anche all’approvazione del nuovo statuto regionale dell’associazione, emanazione della Cia, di tutela del settore agrituristico.

Il neopresidente si è distinto negli scorsi mesi per la battaglia condotta per il rinnovo della legge regionale che regola le attività agrituristiche, organizzando incontri con gli associati e soprattutto tavoli tecnici con la Commissione regionale dell’Agricoltura che sta provvedendo, su indicazioni di Turismo Verde, alla redazione del nuovo testo di legge.

Con Pierangelo Cena entra nel nuovo consiglio, composto da sei membri, uno per provincia,  anche Valerio Bertoni, vicepresidente di Turismo Verde Torino.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Vibo Valentia: assemblea pubblica sulla “Carta di Matera”

 

Lo splendido Castello normanno-svevo, nel cuore di Vibo Valentia, ospiterà venerdì prossimo 24 giugno una giornata di lavori sulla “Carta di Matera”, su iniziativa della Cia provinciale. Il documento redatto dalla Cia nel corso dell’ultima “Festa nazionale dell’agricoltura” prevede un “patto” tra organizzazioni agricole e amministratori locali per promuovere e a valorizzare l’attività agricola in tutte le sue forme. Sottoscritta anche dal presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, la “carta di Matera” ha inaugurato ufficialmente un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori e amministrazioni locali. Ora la Cia sta promuovendo in tutte le province italiane incontri con le amministrazioni locali per promuovere la sottoscrizione del documento, che può costituire una valida chance di rilancio di un settore in questi anni in forte difficoltà, soffocato dai costi produttivi e burocratici in crescita, redditi in caduta libera e prezzi non remunerativi.

L’assemblea pubblica del 24 giugno offrirà un’occasione di confronto su questi temi tra i rappresentanti della Cia territoriale e delle amministrazioni locali della provincia calabrese. Ad aprire i lavori saranno il coordinatore della Giunta provinciale Cia Michele Napolitano, il prefetto Luisa Latella e il sindaco Nicola D’Agostino. A seguire, gli interventi di Domenico Petrolo, presidente della Cia di Vibo Valentia, di Fabio Foti, presidente dell’ordine degli architetti di Vibo Valentia, Arcangelo Francesco Violo, presidente dell’ordine dei geologi della Calabria, e Renato Arone, presidente dell’ordine degli agronomi della provincia. Seguiranno i contributi del presidente della provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi e del presidente della Cia Calabria Mauro D’Acri e un dibattito sulla sottoscrizione della Carta di Matera. Concluderà la conferenza Alberto Giombetti, il coordinatore della Giunta nazionale Cia.

 


Cia Basilicata: il primo luglio a Potenza la riunione della Direzione regionale

 

Il prossimo primo luglio si terrà a Potenza la Direzione regionale della Cia Basilicata. I lavori, presieduti dal presidente regionale della Cia Donato Distefano, si svolgeranno, a partire dalle ore 17.00, presso la sala riunioni della Confederazione, in via dell’Edilizia Lotto E. I lavori della Direzione si articoleranno tenendo conto del seguente ordine del giorno: comunicazioni del presidente; esiti Tavolo verde del 17giugno; ddl riordino enti in agricoltura, le proposte e le posizione della Cia; problematiche relative alle fitopatie e gestione dei relativi interventi; programmi e iniziative confederali per il secondo trimestre 2011; bilancio consuntivo 2010 e verifica previsionale 2011; ratifica delibere di Giunta Cia; convocazione Assemblea Cia.

 

 

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