| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 81 | 22 aprile 2010 |
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In occasione della quarantesima Giornata mondiale della Terra, il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea l’importante contributo che i produttori agricoli possono dare per la tutela del nostro Pianeta. Obiettivi prioritari del settore: razionale uso dell’acqua, meno fitofarmaci, aumento delle produzioni di biomasse, più biologico e rimboschimenti. “Anche gli agricoltori sono in prima linea per la difesa dell’ambiente, per vincere la sfida al riscaldamento globale, per tutelare la biodiversità. Per salvare il Pianeta. Abbiamo lanciato un programma preciso che prevede la riduzione del 15 per cento dell’uso dell’acqua, del 20 per cento dell’impiego di fitofarmaci, del 15 per cento delle lavorazioni superficiali dei terreni e, contemporaneamente, l’aumento del 25 per cento delle produzioni di biomasse, del 10 per cento del biologico e del 3 per cento dei rimboschimenti. Non solo. Ci battiamo per il recupero di antiche varietà per l’’aridocoltura’ e per la messa in produzione di 30/40 colture idroresistenti”. Lo sottolinea il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione del 40° “Earth Day 2010”, la Giornata mondiale della Terra, che si celebra oggi in 175 paesi e che quest’anno ha come tema “Buone pratiche personali per la riduzione della nostra impronta ecologica”. Insomma, una giornata per informare e sensibilizzare governi e cittadini su cambiamenti climatici, rifiuti, inquinamento, sprechi energetici. “Abbiamo davanti una sfida importante e decisiva; per questa ragione -rileva Politi- anche il mondo agricolo è mobilitato per raggiungere un obiettivo fondamentale, che è quello della tutela dell’ambiente in cui viviamo. Da qui l’esigenza di attivarsi subito con interventi finalizzati ad uno sviluppo realmente efficace e sostenibile. Uno sviluppo al quale anche l’agricoltura vuole fornire il suo contributo in modo concreto”. “Ed è proprio in tale logica che l’agricoltura può giocare un ruolo da reale protagonista nella sfida ambientale. Può ridurre -afferma il presidente della Cia- le sue emissioni in atmosfera e contribuire ad assorbire la CO² prodotta da altri settori produttivi. E questo può avvenire sia attraverso una diffusione delle produzioni biologiche, sia riducendo l’uso dei fertilizzanti e dei fitofarmaci, sia diminuendo le lavorazioni superficiali del terreno, sia avviando un adeguato sviluppo delle biomasse per finalità energetiche in sostituzione delle fonti fossili. Operazioni che possono abbattere le emissioni oltre il 50 per cento”. “Inoltre, da tempo -sostiene Politi- sollecitiamo un valido programma di rimboschimento e un diverso approccio nell’allevamento del bestiame. Ma anche modifiche nelle pratiche agricole attuali: ottimizzazione dell’uso del suolo, lavorazioni ridotte, l’uso di colture a radice profonda, differenti tipi di set-aside, la conversione da arativo a prato, la copertura invernale dei terreni, la manutenzione dei terrazzamenti, le rotazioni migliorative”. “Dunque, l’agricoltura, sebbene partecipi in misura ridotta all’emissione dei gas serra, rappresenta -rimarca il presidente della Cia- una chiave di volta per contrastare il degrado ambientale e, soprattutto, per combattere l’inquinamento climatico. Un’agricoltura impegnata contro il riscaldamento globale del Pianeta attraverso una serie di azioni da mettere in atto nei prossimi anni. Impegno che riaffermiamo con forza in occasione di questa particolare giornata finalizzata alla conservazione del nostro ambiente e ad uno sviluppo sostenibile. Una battaglia che ha come alleato anche il settore agricolo per portare avanti le strategie necessarie per salvare il mondo”.
“Il tema degli impianti fotovoltaici e la loro possibile proliferazione sui terreni agricoli è, anche in provincia di Cuneo, di attualità. L’argomento è oggetto di dibattito e di presa di posizioni di organizzazioni agricole, di amministrazioni comunali, in relazione ad interventi che prevedono l’installazione di strutture di medie e grandi dimensioni, collocati direttamente a terra, su campi fertili allo scopo affittati con canoni di locazione ( 3.500 euro ad ettaro!!!) che non hanno paragone con quelli produttivistici connessi a qualsivoglia coltura. Relativamente a questo punto è bene far presente che l’imprenditore agricolo concedente il suo terreno per la realizzazione di uno di questi impianti non ricava un utile esentasse”. E’ quanto afferma Valentina Masante, presidente provinciale della Cia di Cuneo. “Il corrispettivo percepito quale l’affitto di un terreno utilizzato a fini non agricoli viene classificato dall’Amministrazione finanziaria quale ‘reddito fondiario non determinabile catastalmente’, va denunciato nel Quadro L del modello Unico ed è sottoposto alle normali aliquote Irpef, così come ben sanno quanti hanno affittato pezzi di terreno per l’installazione delle antenne ripetitrici televisive o della telefonia. Anche per questo motivo, come associazione di categoria, siamo contrari -aggiunge Valentina Masante-e alla realizzazione di parchi fotovoltaici su terreni fertili e destinati alla coltivazione, innanzitutto perché il terreno agricolo una volta compromesso non si riesce più a recuperare, in secondo luogo perché esistono già manufatti ed edifici su cui si possono installare i pannelli senza ‘consumare altro territorio’ (ed in questa direzione è da applaudire la decisione del Comune di Cuneo di coprire i parcheggi dell’Auchan e dell’Ipercoop) oppure si possono utilizzare cave abbandonate, aree industriali dimesse e quant’altro sta rendendo attualmente più brutto il nostro paesaggio, in ultima analisi perché la cessione di terreni a terzi per produzione di energia potrà anche arricchire questi ultimi ma non aiuta l’agricoltura a superare le proprie difficoltà”. “Il legislatore, ben cosciente che l’agricoltura non ha più redditività, ha ‘allargato le maglie’ ed ha inglobato tra le attività agricole (ricomprendendo nel reddito agrario dei terreni condotto e quindi non mandandolo a reddito d’impresa) il ricavato della vendita di energia ottenuta da impianti fotovoltaici, ma solamente quella realizzata direttamente dall’imprenditore agricolo e comunque solo fino a 200 kw, o comunque per un valore inferiore al giro d’affari propriamente agricolo. Con queste limitazioni -conclude il presidente della Cia di Cuneo- il fotovoltaico può essere una risorsa per l’azienda agricola e, nel contempo, rappresentare un’azione positiva per la società tutta, non certo con la creazione di parchi di pannelli estesi all’infinito che impoveriscono il terreno e che se qualcosa va storto dovranno essere comunque smaltiti da quanti del terreno medesimo sono proprietari”.
Presentato questa mattina a Corciano (Perugia), presso l’Azienda agrituristica “Circolo Ippico Valvasone” il programma della IV Giornata dell’ agriturismo in Umbria in programma domenica 25 aprile. La manifestazione promossa da Turismo Verde, l’associazione agrituristica della Cia, si svolge quest’ anno sotto lo slogan “Agriturismo è… il luogo dei sapori” e coinvolgerà in tutto il Paese centinaia di aziende aperte ai visitatori che, oltre ad apprezzare la bontà dei prodotti e dei servizi offerti, potranno apprendere direttamente dai conduttori come si gestisce l’ attività agrituristica, uno dei “fiori all’ occhiello” dell’agricoltura italiana. In tutto il prossimo week-end gli agriturismi partecipanti proporranno escursioni, degustazioni ed iniziative di vario genere. Alla conferenza stampa sono intervenuti: Domenico Brugnoni, presidente regionale della Cia dell’Umbria; Enzo De Fabrizio, segretario Turismo Verde Umbria; Massimiliano di Valvasone, vicepresidente Fise Umbria; Maria Chiara Menaguale e Maurizio Grandolini della Regione Umbria, Walter Trivellizzi, presidente nazionale di Turismo Verde. Da tutti è stato sottolineato il ruolo determinante svolto dall’ attività agrituristica e l’ importanza di renderla più autentica attraverso il collegamento sempre più stretto all’ agricoltura ed al territorio. L’ agriturismo ha conosciuto uno sviluppo costante ed inarrestabile anche in Umbria: anche se gli ultimi dati ufficiali -Istat, 2009- si fermano a 1.052, oggi sono circa 2 mila le aziende agricole umbre autorizzate a svolgere attività agrituristica; di queste oltre mille sono pienamente operanti con un’ offerta molto ricca e variegata a dimostrazione della grande versatilità e fantasia, oltre che dell’ indubbia capacità imprenditoriale, degli agricoltori interessati; secondo gli ultimi dati Istat, infatti, 1.050 agriturismi umbri offrono alloggio, 319 ristorazione, 194 degustazione di prodotti aziendali, in 729 strutture è possibile praticare attività sportive, in 315 si può andare in mountain bike, in 294 si può fare trekking, 268 agriturismi umbri offrono l’ opportunità di compiere escursioni, in 155 si svolgono attività didattiche, in 151 si fa equitazione, in 34 si possono compiere osservazioni naturalistiche. Anche gli agriturismi umbri, in linea con il dato nazionale, hanno registrato un aumento di presenze nel periodo pasquale (di circa il 10 per cento) rispetto allo scorso anno. La prossima stagione estiva, dopo il deludente 2009 che aveva visto un calo di oltre il 6 per cento sia di presenze che di giro di affari, dovrebbe confermare il trend positivo; non sarà certo un vero e proprio “boom”, come quello registrato tra il 2000 e il 2008, ma per il 2010 è prevedibile una crescita complessiva tra il 2 e il 3 per cento degli ospiti in campagna. Tornando alla Giornata nazionale dell’ agriturismo, sono diversi gli agriturismi umbri che proporranno iniziative ed eventi nel corso del prossimo weekend, tra questi: l’Agriturismo “Circolo Ippico Valvasone” a Corciano, l’ Agriturismo “ L’ elenco completo delle aziende partecipanti alla IV Giornata nazionale dell’agriturismo nel sito web www.turismoverde.it .
Duemila persone si sono avvicendate a “Nel Parco di Monza c’è il latte … e non solo” fin dalle prime ore del mattino, nonostante il tempo non fosse proprio favorevole. L’iniziativa è stata organizzata il 18 aprile scorso dalla Confederazione italiana agricoltori di Milano-Lodi-Monza e Brianza, con il patrocinio di Provincia di Monza e Brianza e Comune di Monza. A partire dai bambini, affascinati dalla stalla automatizzata e dalla produzione in diretta di mozzarella e formaggi, e molto divertiti dai giri su asinelli e cavalli e alla visita agli altri animali (capre, pecore, galline) dell’azienda agricola Fratelli Colosio. I primi Asparagi Rosa di Mezzago della stazione sono stati esauriti già a metà pomeriggio. Non sono mancate le visite delle autorità che hanno sostenuto l’iniziativa: il sindaco di Monza Marco Mariani e gli assessori comunali alle Attività produttive Paolo Gargantini e ai Parchi e alla Villa Reale Pierfranco Maffè, il presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi e il delegato provinciale all’agricoltura Daniele Petrucci. Tutti hanno voluto sottolineare con la loro presenza l’importanza del settore primario a partire dalla filiera tipica del latte sul territorio brianzolo. “ Nel pomeriggio, complice anche l’uscita del sole, sono stati avvistati nei prati del parco, curati dall’Azienda agricola dei Fratelli Colosso, raccoglitori di erbe selvatiche come Aglio orsino, il cui odore è un marchio per il Parco di Monza in primavera, Tarassaco, e Malva.
“Agriturismo…è il luogo dei Sapori” è lo slogan della IV Giornata dell’agriturismo promossa dalla Cia Toscana e da Turismo Verde che si svolgerà il prossimo 25 aprile. Nel corso della Giornata nazionale saranno organizzate in tutte le province della Toscana visite guidate nelle imprese agricole, degustazioni, incontri, conferenze stampa con l’obiettivo di far conoscere le peculiarità dell’agriturismo nella regione, la storia, le attività ed i prodotti delle imprese agrituristiche. E’ un’occasione per conoscere il territorio in quanto l’agriturismo rappresenta una delle maggiori fonti integrative del reddito degli agricoltori ed un volano economico fondamentale ed indispensabile per molte aree rurali. Ce ne sono oltre 4 mila sul territorio regionale, che offrono servizi di ottima qualità, quali l’accoglienza con oltre 51 mila posti letto, degustazione dei prodotti aziendali in oltre mille aziende, ed ancora attività ricreative, culturali, didattiche, sportive, enogastromiche. Dal 15 aprile, è in vigore la nuova legge regionale, un risultato importante e positivo per l’agricoltura, per le imprese agricole, per le aree rurali e per l’intera economia regionale. La nuova legge recepisce i principi della legge nazionale, si pone l’obiettivo di semplificare l’iter di avviamento, gestione e modifica delle attività. E’ una risposta concreta sia alle richieste di modifica sollecitate dalla Cia Toscana, che alle aspettative degli operatori di disporre di strumenti idonei, snelli, dinamici e flessibili per una maggiore competitività sul mercato. “Le novità introdotte sono numerose e di grande rilievo -dice Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana- come la semplificazione delle norme e degli adempimenti per le imprese, la valorizzazione delle attività didattiche, divulgative, sociali e di servizio per le comunità locali, il rafforzamento della principalità agricola e la connessione automatica con l’attività agrituristica, la maggiore tutela dell’uso della denominazione “agriturismo, lo sviluppo della vendita diretta e della filiera corta, l’incremento delle colture e degli allevamenti destinati all’uso, consumo e vendita in azienda, la somministrazione di pasti anche ad ospiti non soggiornanti, la filiera corta a tavola con la valorizzazione della enogastronomia tipica locale attraverso l’uso di prodotti aziendali o di altre aziende locali, il rafforzamento del sistema dei controlli a maggiore garanzia dell’impresa agricola e degli agricoltori”. Significativo lo sviluppo della filiera corta a tavola, per far crescere le opportunità per tutte le imprese agricole toscane. Le nuove norme sull’agriturismo promuoveranno l’incremento delle colture e degli allevamenti e delle relative attività di trasformazione, condizionamento, manipolazione perché si svilupperà nelle aziende agrituristiche l’uso, il consumo e la vendita in azienda dei prodotti agricoli, sia propri che delle altre aziende agricole (cooperative, associazioni, consorzi). Le imprese agricole, anche non agrituristiche, magari anche in forma associata, possono modificare i propri indirizzi culturali e “specializzarsi” per fornire prodotti alle imprese agrituristiche. Si aprono, quindi, nuove opportunità che andranno promosse nei mercati nazionale ed esteri. “Parte l’era della semplificazione per le imprese -aggiunge Francesco Scarafia, presidente Turismo Verde Toscana- e della filiera corta a tavola per gli ospiti. Infatti, questi potranno consumare nell’azienda agrituristica piatti tipici e tradizionali ottenuti con l’uso di prodotti aziendali o acquistati in altre aziende agricole della regione. La provenienza e l’origine dei prodotti è indicata agli ospiti tramite informazioni scritte riportate nelle liste delle pietanze. E’ una garanzia in più per il consumatore, solo in agriturismo avremo la certezza di cosa stiamo mangiando. Una novità importante, un elemento che lega al territorio, alla cultura enogastronomia tipica e locale le attività agrituristiche toscana, una ulteriore informazione che i consumatori devono conoscere ed apprezzare. A tavola”.
“L’Agriturismo è…il luogo dei sapori”, con questo slogan anche Una giornata alla scoperta del territorio e dell’agricoltura della Provincia, con un percorso di cultura, gastronomia, alimentazione e ambiente, a Buccino, in località S. Mauro, nell’azienda agrituristica “ La giornata sarà l’occasione per presentare alla stampa e ai consumatori salernitani il progetto della Cia “ La spesa in campagna”.
“Agriturismo…è il luogo dei Sapori” è lo slogan della IV Giornata dell’agriturismo promossa dalla Cia e da Turismo Verde di Lecce che si svolgerà il prossimo 25 aprile. Nel corso della Giornata saranno organizzate in tutte le province della Puglia visite guidate nelle imprese agricole, degustazioni, incontri, con l’obiettivo di far conoscere le peculiarità dell’agriturismo nella regione, la storia, le attività ed i prodotti delle imprese agrituristiche. E’ un’occasione per conoscere il territorio in quanto l’agriturismo rappresenta una delle maggiori fonti integrative del reddito degli agricoltori ed un volano economico fondamentale ed indispensabile per molte aree rurali. Le previsioni per quest'anno, sulla base anche dei dati dell'Istat, parlano di una crescita del 3 per cento delle aziende agrituristiche e dell'1 per cento delle presenze (contro il meno 3,3 per cento del 2009). In Provincia di Lecce sono previsti incontri e degustazioni presso Parte così -afferma la Cia di Lecce- l’era della filiera corta a tavola per gli ospiti. Infatti, questi potranno consumare nell’azienda agrituristica piatti tipici e tradizionali ottenuti con l’uso di prodotti aziendali o acquistati in altre aziende agricole della zona. La provenienza e l’origine dei prodotti è indicata agli ospiti tramite informazioni scritte riportate nelle liste delle pietanze. E’ una garanzia in più per il consumatore, solo in agriturismo avremo la certezza di cosa stiamo mangiando. Una novità importante, un elemento che lega al territorio, alla cultura enogastronomia tipica e locale le attività agrituristiche toscana, una ulteriore informazione che i consumatori devono conoscere ed apprezzare.
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