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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 51 - n. 15 22 gennaio 2009
COMUNICATI
  • Crisi: per l’auto si trovano i finanziamenti, mentre per l’agricoltura non ci sono risorse
TERRITORIO
  • Il presidente della Cia Politi a Bari per affrontare la crisi dell’olio
  • Reggio Emilia: è crisi per i suini ed i macellatori giocano al massacro
APPUNTAMENTI
  • Cia Sardegna: convegno sulla tracciabilità e la sicurezza alimentare
  • Il 24 gennaio a Gonzaga tavola rotonda dell’Aiel sugli incentivi per la produzione di energia

 

COMUNICATI


Crisi: per l’auto si trovano i finanziamenti, mentre per l’agricoltura non ci sono risorse

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi, in merito all’incontro tra governo e forze sociali a Palazzo Chigi, punta il dito sulla scarsa attenzione verso i problemi delle imprese agricole. Forte preoccupazione per i mancati interventi per gli sgravi contributivi e per il Fondo di solidarietà.

 

“Per affrontare la crisi dell’auto i soldi ci sono, mentre per fronteggiare la grave situazione dell’agricoltura, a cominciare da pesanti oneri contributivi, si continua ad affermare che non c’è alcuna copertura finanziaria. Due pesi e due misure. Un atteggiamento che conferma la scarsa attenzione che il governo ha nei confronti del settore primario, per il quale manca un’adeguata politica”. Il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, in merito all’incontro a Palazzo Chigi tra governo e forze sociali sulle misure anti-crisi, punta il dito sull’assenza di misure realmente incisive verso gli agricoltori che stanno vivendo una fase difficile e molto delicata.

“Il governo ha dichiarato più volte che per le agevolazioni previdenziali e per il Fondo di solidarietà mancano i finanziamenti. Interventi, invece, che per l’agricoltura -aggiunge Politi- sono fondamentali, perché senza di essi c’è il fondato rischio che molte imprese, soprattutto quelle che operano nelle zone svantaggiate e in quelle di montagna, chiudano i battenti. Ma questo non sembra preoccupare più di tanto”.

“Al contrario -rimarca il presidente della Cia- per gli altri settori, vedi quello dell’auto, si convocano riunioni e ci si affanna a trovare le risorse necessarie. Con questo non vogliamo certo dire che è sbagliato intervenire a sostegno dell’industria automobilistica che da lavoro a tantissime famiglie. Crediamo, però, che non si possono lasciare nella crisi più profonda migliaia di imprese agricole, oppresse da elevati costi produttivi e da pesanti oneri contributivi”.

“Il nostro appello -conclude Politi- è, quindi, rivolto al governo affinché anche per l’agricoltura si adottino misure straordinarie. Gli sgravi contributivi e il rifinanziamento del Fondo di solidarietà in questa delicata fase rappresentano un passo necessario per salvare le imprese agricole in difficoltà e per ridare fiato agli agricoltori che non possono continuare ad operare tra le incertezze e senza reali prospettive”.

 

 

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TERRITORIO


Il presidente della Cia Politi a Bari per affrontare la crisi dell’olio

 

Questa mattina a Bari il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi ha presieduto la riunione della giunta regionale della Cia Puglia appositamente convocata dal presidente regionale Antonio Barile per discutere della pesante crisi che sta attanagliando il comparto olivicolo pugliese e per cercare di indicare delle soluzioni per il superamento della crisi. Alla riunione ha partecipato anche il presidente del Cno (Consorzio nazionale olivicoltori) Claudio Di Rollo.

“In Puglia il comparto olivicolo -ha evidenziato il presidente della Cia Puglia Antonio Barile- ha una notevole incidenza. In Puglia, infatti, vengono coltivati ad olivo oltre 360mila ettari, 60 milioni di piante di cui 5 milioni secolari, con l’impiego di 9 milioni di giornate di lavoro autonomo e dipendente. I costi di produzione sempre più elevati, i prezzi di vendita sempre più bassi, gli oneri sociali sempre più ingenti, le sofisticazioni con le invasioni del mercato di olio estero di dubbia qualità, e la siccità delle settimane scorse hanno messo in ginocchio i produttori della nostra regione. Ad oggi -ha concluso Barile- nessun impegno del ministro Zaia è stato registrato nella nostra regione. Servono iniziative comuni ed una strategia politica, economica e di mercato nazionale e regionale per affrontare e risolvere questa crisi senza precedenti”.

“Nel settore olivicolo -ha spiegato il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- negli ultimi anni non sono avvenuti grandi cambiamenti. Oggi ci troviamo ad affrontare questa emergenza, ma dobbiamo allo stesso tempo avere un’idea per affrontare in maniera decisa e con maggiore sicurezza tutto il problema per dare stabilità ad un settore produttivo strategico. Nel settore dell’olio -ha proseguito Politi- manca una linea programmatica del ministero, manca una politica agricola nazionale e degli indirizzi specifici a livello nazionale.  Come Cia condividiamo appieno la piattaforma di richieste scaturite nelle settimane scorse dalle assemblee e dalle mobilitazioni territoriali. Servono, dunque. interventi finalizzati a superare l’emergenza, ma allo stesso tempo non si può continuare a vivere in emergenza. Servono linee programmatiche per valorizzare e tutelare il prodotto: etichettatura, origine certa del prodotto e controlli. In tutto questo anche gli agricoltori debbono fare qualcosa. Serve -ha concluso Politi- l’aggregazione del prodotto e le associazioni di produttori. Bisogna, in sostanza, dotarsi di strumenti per cercare di aggredire il mercato”.

La Cia, dunque, è impegnata a livello nazionale per far recuperare al settore olivicolo quella redditività che, attualmente, non permette alle aziende agricole di andare avanti.

La giunta regionale della Cia, in conclusione, ha ribadito con forza la necessità di mettere in atto quanto già chiesto in passato e sino ad oggi mai attuato:

- un piano concreto di controlli contro le sofisticazioni, mirati prioritariamente a tutte le bottiglie in commercio nella distribuzione (negozi, supermercati, ipermercati, grande distribuzione), e prevedendo in particolare verifiche chimico-fisiche ed organolettiche approfondite. Oggi, infatti, su 9 bottiglie che dichiarano di contenere olio extravergine solo 7 lo contengono veramente e 2 non dicono la verità, cioè non contengono extra vergine. Delle 7 bottiglie, poi, 4 soltanto sono di olio extravergine italiano e 3 di olio extravergine estero. Naturalmente il tutto viene venduto per italiano;

- il blocco delle autorizzazioni alle importazioni con il meccanismo del Tpa (Traffico di perfezionamento attivo);

- il ritiro di significative quantità di olio da parte di Agea da destinare agli aiuti alimentari, utilizzando tutti i fondi ancora disponibili dopo il ritiro del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, e reperire in sede comunitaria risorse finanziarie aggiuntive;

- la proroga della fiscalizzazione dei contributi Inps in scadenza il 31.03.2009. In mancanza di tale provvedimento si avrebbe il raddoppio del costo contributivo delle manodopera con conseguenze catastrofiche per le aziende agricole;

- il pagamento immediato degli aiuti comunitari Agea;

- il varo di un piano straordinario per la promozione dell’olio extravergine di oliva “Made in Italy”, prevedendo anche accordi di filiera con la grande distribuzione e con il sistema delle mense, per la promozione e l’utilizzazione, appunto, dell’olio extravergine italiano;

- l’immediata applicazione del decreto ministeriale del 9 Ottobre 2007 relativo alla indicazione in etichetta dell’origine delle olive.


Reggio Emilia: è crisi per i suini ed i macellatori giocano al massacro

 

E’ un esempio di vera e propria doppiezza ed una prova di irresponsabilità -secondo le organizzazioni agricole della Provincia di Reggio Emilia Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri- l’atteggiamento tenuto oggi dai rappresentanti dell’industria di macellazione in materia di quotazione dei suini. A Reggio Emilia, dove si è riunita la Commissione nazionale che in via sperimentale sta operando per dare un senso a questa importantissima filiera, concordano le quotazioni con gli allevatori e nemmeno due ore dopo alla Camera di Commercio di Mantova, uno dei principali mercati di riferimento del settore, pretendendo una diminuzione di 15 centesimi il chilo rispetto quanto concordato a Reggio, impedendo quindi la rilevazione dei prezzi correnti su quella piazza, che quindi non esprime la quotazione dei suini.

Stante la situazione di crisi che la suinicoltura sta attraversando e gli accordi che la filiera ha assunto in sede ministeriale per trovare una strada condivisa che consenta a tutta la filiera di sopravvivere, ed in particolare agli allevatori di poter realizzare prezzi che consentano di far fronte ai costi, questa doppiezza secondo le organizzazioni reggiane rappresenta un rifiuto ad onorare gl’impegni presi ed un vero e proprio gioco al massacro sulla pelle della parte debole della filiera.

Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri reggiani stigmatizzano, quindi, con forza questo atteggiamento e chiedono un nuovo intervento del ministero per garantire il rispetto degli accordi presi.

Sorprende poi -affermano le organizzazioni reggiane- il mancato ruolo della Camera di Commercio di Mantova, che troppo spesso realizza bollettini con la dicitura “non quotato”; questo vuol dire non esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale e non dare perciò le necessarie garanzie a tutti i soggetti coinvolti nella filiera suinicola.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Sardegna: convegno sulla tracciabilità e la sicurezza alimentare

 

“Tracciabilità, rintracciabilità e sicurezza alimentare: una sicurezza per i produttori e una garanzia per i consumatori”. Questo il tema del convegno promosso dalla Cia Sardegna per lunedì prossimo 26 gennaio a Paulilatino (Oristano), presso il Centro Congressi Santa Cristina. I lavori, che inizieranno alle ore 9.30, saranno aperti da Serafino Mura, presidente della Cia di Oristano. Seguiranno gli interventi di Salvatore Lotta, direttore generale Coop. Agronatura Terralba, di Franca Carai, responsabile sicurezza Coop. Agronatura, di Gioachino Manca, presidente dell’Associazione Melina, di Salvatore Congiu, responsabile regionale Cia Progetto SE.T.A., di Gianni Ibba, direttore Argea, di  Giancarlo Rossi, direttore Laored, di. Giuseppe Pulina,  direttore Agris, di Vincenzo Russo, responsabile nazionale Dnv, di Antonello Solinas, presidente Gal Mbs, di Francesco Foddis, assessore regionale dell’Agricoltura. Le conclusioni saranno tenute da Giorgio Piras, presidente regionale della Cia Sardegna.


Il 24 gennaio a Gonzaga tavola rotonda dell’Aiel sugli incentivi per la produzione di energia

 

Su iniziativa dell’Aiel, l’Associazione italiana energie agroforestali promossa dalla Confederazione italiana agricoltori, e di Agire (Agenzia per la gestione intelligente delle risorse energetiche) si terrà sabato prossimo 24 gennaio a Gonzaga (Mantova), nell’ambito di Foragri Expo 2009, una tavola rotonda sul tema “Certificati verdi e certificati bianchi. Incentivi per la produzione di energia elettrica e termica da biomasse: situazione attuale e futuri scenari”.

I lavori, che inizieranno alle ore 15. 00, saranno aperti dal saluto del presidente della Provincia di Mantova Maurizio Fontanili. Moderatore sarà Marino Berton. presidente dell’Aiel. Parteciperanno Gian Luca Bagnara, esperto in agribusiness, Gerardo Montanino, direttore operativo Gse-Gestore servizi elettrici, Daniele Forni, della Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia, l’on. Marco Carra, della Commissione Agricoltura della Camera, l’on.  Giovanni Fava, della Commissione Attività produttive Commercio e Turismo della Camera, Francesco Dugoni, direttore di Agire.

 

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