| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 53 - n. 186 | 21 settembre 2011 |
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Il 25 settembre ad aprire la 50° edizione della manifestazione Perugia-Assisi sarà la riproduzione di un simbolo della lotta all’ingiustizia e alla violenza. Con una macchina agricola che sostiene simbolicamente un mappamondo, di proprietà della famiglia di contadini e partigiani trucidati dai nazi-fascisti, la Confederazione vuole ricordare il ruolo strategico dell’agricoltura nel percorso verso la pace e la fratellanza dei popoli. Ventiquattro chilometri di marcia per dire “no” alla guerra. La Cia-Confederazione italiana agricoltori camminerà da Perugia ad Assisi rinnovando così il suo impegno per la pace e la fratellanza tra i popoli. E lo farà aprendo la 50° edizione dello storico corteo con una riproduzione del “trattore-mappamondo” di Alcide Cervi. Una versione attualizzata del celebre cimelio è stata realizzata dalla Cia, in collaborazione con l’Istituto Cervi, per ricordare e rinnovare il messaggio di giustizia e progresso che la vecchia macchina agricola rappresenta. Il trattore sovrastato da un globo, di proprietà del padre dei sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943, è stato scelto come simbolo di speranza in un futuro in cui l’agricoltura potrà sorreggere il mondo diventando la risorsa per sconfiggere fame e povertà. Uno strumento di progresso, in grado di tracciare un solco solido verso la pace e la giustizia tra i popoli. In questo modo la Cia aderisce alla Marcia Perugia-Assisi ribadendo il ruolo strategico e decisivo che l’agricoltura può avere nella lotta all’odio, alla violenza, alla barbarie e all’ingiustizia sociale. Solo con più agricoltura e con un sviluppo equo e sostenibile si possono vincere le sfide planetarie della fame e della povertà, che ancora oggi colpiscono un miliardo di persone nel mondo. È per questo che la Confederazione, da anni coinvolta nella gestione del patrimonio librario dell’Istituto Cervi, ha scelto di comunicare il proprio messaggio di pace portando con sé in marcia la macchina agricola della celebre famiglia partigiana, protagonista nella lotta di emancipazione nelle campagne, ancor prima che della liberazione dal fascismo. Trattore e mappamondo descrivono bene i due aspetti di queste eroiche vittime del fascismo: da una parte la concretezza del lavoro della terra, condotto con lungimiranza e modernità, dall’altra lo sguardo coraggioso e visionario verso il mondo. Rievocando il percorso di questi fratelli contadini innamorati del progresso e della conoscenza, la Cia si unisce al messaggio di pace della manifestazione fondata dal filosofo pacifista Aldo Capitini, con una partecipazione massiccia di agricoltori che insieme marceranno per ricordare a tutti i cittadini il “ripudio” alla guerra scritto nella nostra Costituzione, per difendere i diritti umani e promuovere un'economia mondiale di giustizia. La Confederazione parteciperà, come ha fatto molte altre volte, alla Marcia della pace perché crede nella nonviolenza come metodo e stile di vita, come strada maestra per contrastare ogni forma d’ingiustizia e si unisce così alle parole del suo fondatore, che vedeva nella nonviolenza “la via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, strumento di liberazione, prova suprema di amore, varco a uomo, società realtà migliori”. La Confederazione italiana agricoltori camminerà, quindi, “contro la morte per fame, la corruzione, l’illegalità, la censura, le guerre, il commercio delle armi, il terrorismo, la violenza, il razzismo, lo sfruttamento, l’indifferenza, l’individualismo”, come afferma il Manifesto che accompagna la sua adesione alla manifestazione di domenica 25 settembre.
“Gli agricoltori di montagna devono essere pagati subito”, è l’opinione di Ennio Benedetti, presidente regionale della Confederazione italiana a agricoltori del Friuli Venezia Giulia. “Costituire un organismo pagatore regionale non è una soluzione per le imprese che attendono ancora le liquidazioni delle indennità compensative e degli sfalci (misure 211 e 214 del Psr), in alcuni casi ancora per l’anno 2008. Ammesso e non concesso che l’iniziativa regionale vada in porto, ci vorranno almeno tre anni per la realizzazione dell’ipotesi che si accavallerà con l’importante appuntamento della riforma della politica agricola europea. Tra l’altro, nella primavera del 2010, alla presenza degli alti dirigenti di Agea, era stato già avviato il progetto del cosiddetto ‘sportello avanzato’ che, a tutt’oggi, non ha portato a nessuna concretizzazione. Solo in parte -prosegue Benedetti - i ritardi denunciati dagli imprenditori agricoli hanno origine dalle difficoltà dell’Agea da sempre messi all’indice dalle organizzazioni agricole regionali. Una buona parte della responsabilità, comunque, sono a carico degli uffici regionali vuoi per carenza di personale, vuoi anche, per quanto riguarda la misura 214, per aver spostato l’istruttoria delle pratiche della montagna dall’Ispettorato di Udine a quello di Tolmezzo, assai sottodimensionato rispetto alle esigenze del territorio di competenza”. “Gli agricoltori hanno la necessità di ricevere i soldi subito, non fra tre anni. Bisogna attivare immediatamente una trattativa stringente con Agea nazionale piuttosto che incamminarsi sull’impervia strada dell’Agenzia regionale -conclude Benedetti- che potrebbe rivelarsi solo uno strumento per creare nuovi posti di lavoro o dare nuovi ruoli all’Ersa ma, con nessuna certezza di buon funzionamento viste le esperienze di molte altre regioni italiane ben più strutturate della nostra (Veneto, a esempio)”.
“L’assessore all’Agricoltura Franco Manzato convochi al più presto il Tavolo Verde invitando i presidenti delle associazioni di categoria degli agricoltori a discutere della semplificazione delle procedure in agricoltura. Da troppo tempo ormai attendiamo dall’assessore una risposta. L’avvio del Tavolo Verde era stato annunciato addirittura lo scorso febbraio a conclusione della Conferenza regionale dell’agricoltura”. A bussare con una certa sollecitudine alla porta dell’assessore veneto all’Agricoltura Franco Manzato è il presidente della Confederazione italiana agricoltori del Veneto Daniele Toniolo, che chiede alla Regione la convocazione del Tavolo verde, da inserire fin da subito tra le priorità in agenda. E per provare ad accorciare i tempi di attesa della politica ieri il presidente di Cia Veneto ha inviato una lettera sulla questione indirizzata al governatore del Veneto Luca Zaia, all’assessore Franco Manzato, al presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato e al presidente della IV Commissione Agricoltura Davide Bendinelli con l’esplicita richiesta di convocazione del Tavolo verde con tutti i presidenti di categoria del settore: “l’incontro è urgente -puntualizza Toniolo-. Dopo le consultazioni con la commissione di tecnici serve ora definire una “cabina di regia”, coinvolgendo direttamente chi rappresenta gli imprenditori agricoli veneti”. L’agricoltura veneta chiede a gran voce la semplificazione e la sburocratizzazione: a cominciare dalla soppressione di regole improprie, riorganizzazione degli apparati, introduzione di nuove tecnologie, minor tempo da dedicare a istanze e procedimenti amministrativi che alla fine presentano un conto salato all’agricoltore. E’ stato calcolato da un’indagine condotta da Cia che un’azienda agricola spende 2 euro ogni ora per “pagare” adempimenti e ritardi della macchina pubblica. E impiega otto giorni al mese per riempire le “carte”: “Con l’assessore Manzato la Cia del Veneto ha sempre avuto rapporti di stima e fattiva collaborazione -conclude Toniolo-. Questo è avvenuto ad esempio durante i mesi di lavoro della Conferenza regionale dell’agricoltura. Ora però bisogna al più presto lavorare sulle priorità strategiche regionali per la semplificazione del sistema rurale e la loro attuazione”.
La Cia Toscana presenta alla stampa il primo report sull’annata agraria 2011, illustrando la situazione -a livello regionale e provinciale- dell’andamento climatico e produzioni; andamento prezzi sui mercati locali; cereali; ortaggi; olivo; vite; agriturismo; florovivaismo; zootecnia; miele; tabacco e colture varie. La conferenza stampa è in programma per venerdì prossimo 23 settembre, alle ore 11.30, a Firenze, presso il Caffè “Le Giubbe Rosse” (piazza della Repubblica). Intervengono: Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana, e Valentino Vannelli, direttore della Cia Toscana.
L’oleificio cooperativo dei produttori agricoli di Molfetta ospiterà una giornata di lavori per conoscere i programmi di attività delle organizzazioni produttive e commerciali legate al sistema organizzato Cia-Legacoop-Cno. Dopo le relazioni introduttive di Giancarlo Faenzi (responsabile settore Olio di Legacoop) e di Enzo Mastrobuoni (Dipartimento Sviluppo agroalimentare e territorio della Cia), seguirà la presentazione dei progetti industriali del Cno, di Montalbano Agricola Alimentare e di Finoliva Global Service. L’esposizione dei piani aziendali continua con strutture territoriali come il Consorzio abruzzese produttori di olive, la cooperativa Aip-Olivo Sicilia, l’Organizzazione olivicola produttori pugliesi del Salento e la Cooperativa Agricoop. Il seminario offrirà inoltre l’occasione per discutere sul futuro commerciale dell’olio extravergine di qualità con le grandi cooperative della Grande distribuzione. Interverranno in questa fase il direttore generale della Conad Francesco Pugliese, il direttore commerciale Food Coop Italia Roberto Fiamminghi e il presidente di Alce Nero Lucio Cavazzoni. Le conclusioni sono affidate al presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi e al presidente nazionale della Legacoop Agroalimentare Giovanni Luppi.
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