| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 51 - n. 180 | 21 settembre 2009 |
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La Cia a Palazzo Chigi nell’incontro tra governo e forze sociali. Nella manovra economica per il prossimo anno non troviamo i provvedimenti necessari per fronteggiare una difficile crisi. Per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali ancora nessuna copertura. Mobilitazione sul territorio per sollecitare maggiore attenzione e misure realmente concrete per le aziende. Costi alle stelle, prezzi in picchiata, ancora nessuna copertura per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali, imprese in grande affanno, un valore aggiunto in netta flessione. Per l’agricoltura italiana è crisi profonda. Tutti i settori (dall’ortofrutta al lattiero-caseario, dalla zootecnia al vino, dai cereali all’olio d’oliva) sono in “allarme rosso”. Servono provvedimenti realmente concreti e finalizzati. La finanziaria per il 2010 non sembra, però, contenere quelle misure in grado di dare un reale sostegno ai produttori sempre più in difficoltà. E’ quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori all’incontro, a Palazzo Chigi, tra il governo e le forze sociali sulla manovra economica per il prossimo anno. Per la Cia, quindi, resta confermata la mobilitazione decisa la scorsa settimana dalla Direzione. Una forte ed incisiva azione sul territorio per sollecitare maggiore attenzione nei confronti delle aziende agricole che vogliono risposte tempestive ed adeguate ai loro pressanti problemi. Iniziative verranno promosse in tutto il Paese e non è esclusa una manifestazione di carattere nazionale. Le imprese agricole -sottolinea la Cia- continuano ad essere ignorate. Nell’ultimo anno non è stata promossa una strategia capace di ridare vigore e impulso all’attività dei produttori. Pochi e totalmente insufficienti sono stati i provvedimenti approvati in questi ultimi mesi. Manca una vera politica per l’agricoltura, che, oltretutto, fa i conti con uno scenario europeo ed internazionale non certo positivo. Una situazione difficile resa ancora più complessa dai problemi di accesso al credito, dalle anomalie e dal malfunzionamento del mercato, da un rapporto di filiera frammentato e, in molti casi, inesistente. La stessa Conferenza nazionale sull’agricoltura, dalla Cia più volte sollecitata, non è stata programmata. Poteva rappresentare l’occasione ideale per un confronto serio ed articolato con tutti i soggetti interessati per delineare scelte condivise, invece rischia di diventare uno dei tanti appuntamenti falliti. Da qui l’esigenza -evidenzia la Cia- di adottare urgenti misure. Si chiedono, in particolare, provvedimenti concreti per ridurre i pesanti costi produttivi e contributivi, anche agendo sulla leva fiscale, il finanziamento del Fondo di solidarietà, sostegni ai giovani imprenditori agricoli, un più facile accesso al credito, investimenti produttivi, con priorità per quelli che mirano all’aggregazione dell’offerta ed alla stipula di accordi interprofessionali, agevolazioni contributive e tributarie per le imprese agricole colpite da crisi di mercato. La Cia ha invitato, pertanto, il governo ad una politica realmente concreta nei confronti del settore primario. In questi mesi si sono fatte tante promesse che, tuttavia, sono rimaste tali. Sul Fondo di solidarietà si è parlato tanto, ma finora non si è visto nulla. Un problema questo che, invece, richiede una pronta soluzione, visto che il mancato finanziamento pubblico sta provocando pesanti e deleteri effetti per moltissime imprese agricole.
Ha riscosso un grande successo di pubblico l’appuntamento di fine estate “Agricoltura e/è arte”, giunto alla terza edizione, tra le imprenditrici agricole toscane e i cittadini, organizzato da Donne in Campo-Cia, che si è svolto il 19 e 20 settembre scorso sul prestigioso lungomare di Viareggio. I prodotti di eccellenza dell’agricoltura toscana -vino, olio, frutta e ortaggi di stagione, salumi tipici, farine, miele, fiori, peperoncini etc.- hanno dato vita ad un mercato di filiera corta che si propone non solo di annullare le intermediazioni tra produttore e consumatore, ma anche di stimolare il cittadino a compiere un percorso di educazione alimentare, indirizzandolo verso un uso consapevole e non passivo degli alimenti. Qualità, lavoro e fantasia, rispetto per l’ambiente, riscoperta delle antiche tradizioni e del ricco patrimonio delle identità alimentari locali, questo il mix di ingredienti portati in dote dalle agricoltrici che, attraverso i loro prodotti, testimoniano l’attivismo e l’operosità delle donne in campo agricolo, settore in cui riescono ad esprimere livelli qualitativamente altissimi. L’evento ha avuto, anche quest’anno, il patrocinio di Provincia e Comune di Viareggio, la collaborazione del mercato dei fiori, della Fondazione Carnevale e della cooperativa Le Botteghe della Cartapesta che ha proposto nuovamente il laboratorio per la lavorazione della cartapesta, rivolto soprattutto ai bambini. Nell’ambito dell’iniziativa si è svolto, presso la sala dell’Apt in piazza Mazzini, un incontro sul tema degli agri-asili, organizzato in collaborazione con “La possibilità di far crescere i bambini a contatto con la natura, rappresenta un servizio per tutta la popolazione delle zone e dei comuni limitrofi ed offre un percorso formativo che concorre a far crescere i piccoli ospiti con maggiore senso di responsabilità verso gli esseri viventi e la natura”, ha affermato Eleonora Vanni, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lucca. La creazione di agriasili -si è sottolineato- risponde a molte esigenze, che vanno dalla conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle persone al sostegno dell’occupazione femminile, dallo sviluppo di sistemi educativi improntati alla sostenibilità alla valorizzazione dell’imprenditoria agricola, che può trovare nuove forme di espressione e diversificazione della produzione, dall’incentivazione del ripopolamento nel territorio montano e rurale allo sviluppo delle sue risorse. “L’Associazione Donne in Campo -ha ricordato Anna Maria Dini, presidente dell’Associazione Toscana- ha individuato tra le sue priorità strategiche, l’impegno nello sviluppo del Welfare. Le donne chiedono più stato sociale soprattutto nelle aree rurali. La carenza di asili, di scuole, di ospedali e presidi sanitari, di assistenza agli anziani pone l’Italia ai margini dell’Europa! Le imprenditrici agricole offrono le loro aziende multifunzionali come risposta alle esigenze di un nuovo welfare e come nuova opportunità di crescita delle imprese agricole femminili e del loro mantenimento sul territorio rurale”. Ernestina Tirinato, della Cooperativa sociale Contesto infanzia, nel descrivere l’intensa attività della Cooperativa a favore dei servizi all’infanzia, ha sottolineato l’impegno della Regione Toscana nel progetto dei “Nidi ragnatela” che, mettendo in collegamento diverse strutture, renderebbe più sostenibile l’impianto organizzativo ed il progetto educativo, ottimizzando le risorse ed omogeneizzando l’offerta di asili nido sul territorio. La grave situazione italiana riguardo la copertura degli asili (circa il 5 per cento su un piano nazionale) rispetto all’obiettivo del 33 per cento che l’Unione europea pone agli Stati membri, è stata ricordata da Serena Giudici, Coordinatrice nazionale Donne in Campo, nel suo intervento all’incontro. Questo dato, unito a quello dell’occupazione femminile che dovrebbe raggiungere il 60 per cento entro il 2010 e che invece vede l’Italia ferma al 46%, descrive una situazione difficile per le donne italiane e una delle principali cause della scarsa natalità del nostro paese. La scelta strategica di sviluppare agri-asili sul territorio, si propone, quindi, di raggiungere una molteplicità di obiettivi: offrire un servizio alle aree più carenti di servizi, fornire la possibilità a chi vive nelle città di far crescere i propri figli in un ambiente sano e a contatto con la natura, imparando a rispettarla e ad amarla, offrire opportunità per le aziende femminili di mantenersi sul territorio rurale continuando ad fornire al tessuto economico italiano la loro straordinaria flessibilità, creatività e resistenza ai colpi della crisi economica. Eleonora Vanni, nel concludere l’incontro ha espresso l’impegno della Provincia a porre in atto un’azione di monitoraggio sul territorio provinciale per fare il punto sulla copertura di asili e i bisogni della cittadinanza. Solo a questo punto -ha affermato- si potrà porre in atto un progetto pilota di agriasilo che possa essere un modello da replicare.
Stop all’applicazione delle nuove tariffe sui controlli sanitari per le aziende agricole toscane, almeno fino all’entrata in vigore di regole più definite. E’ quello che chiede Le nuove norme sui controlli sanitari -spiega il presidente Cia Toscana Giordano Pascucci- pongono pesanti oneri per le imprese agricole e stanno creando molte difficoltà applicative e difformità di azione da parte dei servizi Asl delle diverse Regioni, ultima in ordine temporale l’iniziativa della Regione Lombardia che esclude dall’applicazione del Decreto le produzioni trasformate dalle imprese agricole. Anche in Toscana registriamo differenze di comportamento tra le diverse Asl, tutte questioni che generano tra le imprese agricole preoccupazione, incertezze e soprattutto disparità di trattamento”. Su questi aspetti Per “Per questo -come ha sottolineato Pascucci all’assessore Rossi- chiediamo di intervenire nuovamente nei confronti del ministro e del ministero affinché venga adottato tempestivamente un nuovo decreto sui controlli sanitari in modo che vengano rivisti e chiariti gli ambiti di applicazione e le relative interpretazioni. Nell’attesa di questo importante atto a livello nazionale abbiamo chiesto all’assessore di intervenire verso le Asl della Toscana affinché sospendano l’applicazione del pagamento delle tariffe previste dal decreto (194/2008) fino all’entrata in vigore del nuovo decreto”.
“Dal Piear (il Piano di indirizzo energetico ambientale regionale), presentato ieri nella Conferenza regionale, il grande assente, in particolare per il contributo che può offrire nei programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili, è il comparto agricolo”. E’ quanto sostiene il presidente regionale della Cia Basilicata Donato Distefano, ribadendo “l’esigenza, già sostenuta da tempo della Confederazione che ha promosso anche seminari tecnici per informare e preparare gli agricoltori a diventare produttori di energia, di predisporre un vero e proprio Piano di sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura che preveda finanziamenti a quei produttori agricoli che possano produrre bioenergie o partecipare alla gestione di impianti di microcogenerazione da 1 e 2 megawatt. Ciò, oltretutto, darebbe uno sbocco significativo alla multifunzionalità come nuova opportunità del settore primario. Uno dei punti centrali nell’ambito delle nuove politiche energetiche dopo il protocollo di Kyoto e le indicazioni Ue -evidenzia Il contributo del settore agricolo può essere determinate e rilevante se vengono assunte precise opzioni ai modelli produttivi classici e si apra alla centralità delle nostro sistema produttivo, delle aziende e delle imprese lucane quale strumento per una diffusa concorso all produzione di energia. Soprattutto rispetto alle fonti energetiche rinnovabili s’impongono nuove strategie di produzione e nuove forme di equilibri fra energia riveniente da fonti fossili e tradizionali e quelle generate da altre fonti. In particolare, quali politiche di produzione e promozione quali progetti nel Paese e nella Regione Basilicata. In Basilicata abbiamo grandi potenzialità sulle fonti energetiche rinnovabili rispetto a tutti i segmenti finalizzati alla produzione di energia alternativa: idrolettrico-fotovoltaico-eolico oltre a quelle piu’ strettamente connesse al settore agricolo e connesse ai processi produttivi ed agronomico-rurale quali le biomasse legnose, il biogas, le colture destinate alla produzione di biocombustibili e biocarburanti; Gli elementi di partenza -evidenzia -circa -circa -un complessivo patrimonio di -2,5 milioni di quintali di biomasse disponibli da residui e scarti legnosi; -insistono sistemi di accumulo e invasi fra i più rilevanti e ed importanti del mezzogiorno d’Italia, si stima che (oltre ad miliardo di metri cubo di acqua sono potenzialmente invasabili nelle nostre dighe) una orografia che aiuta facilita l’uso della risorsa per la produzione di energia, oltre a salti naturali che agganciati alle nuove tecniche e ai più avanzati ritrovati della scienza e della tecnica possono dare risultati produttivi sul versante energetico di estremo interesse. -aree disposte e vocate alla produzione di eolico e fotovoltaico; -un sistema di appoderamento ed un reticolo aziendale in agricoltura diffusa omogeneamente (oltre 25.000 aziende potenzialmente interessate); -siamo forti importatori di energia la bilancia regionale indica che il 48 per cento dell’energia viene da fuori regione a fronte di una media nazionale pari al 14 per cento. “Il settore agricolo -ha detto ancora Distefano- intende candidarsi e dare il proprio contributo al riequilibrio e alla sostenibilità ambientale e diventare il contenitore nell’ambito del quale sviluppare e concretizzare nuove produzioni di fonte rinnovabile in particolare per autosufficienza e autoconsumo aziendale”. Le proposte della Cia Basilicata sono racchiuse in dieci punti: -definire il piano agrienergetico di Basilicata, prevedendo un nesso inscindibile tra territorio-spazio agro-rurale-aziende agricole; -definire un piano strategico sul versante delle produzioni idroelettrico (risorsa acqua-sistema di invasi-fiumi-orografia); -sostenere definire e dimensionare modelli produttivi della produzione/cogenerazione distribuita e diffusa puntando sulla rete di aziende presenti sul territorio in specie quelle del comparto agricolo: -definire un Tavolo interdipartimentale in materia agroenergetica presso - concepire un progetto di filiera regionale sulle agroenergie ed in particolare sulle biomasse legnose , dando corso alla nascita di un interfondo (Feasr-Fesr-Fse-Fas) a sostegno di iniziative produttive in materia di agroenergie; -ricomprendere nella nuova normativa in materia dei distretti territoriali anche quelli agrienergetici; -adottare anche in Basilicata la possibilità di cui alla legge 102/04 in materia di associazione di prodotto anche quelle del segmento agrienergetico regolamentarne portata e valenza giuridica; -dare vita a sistemi di incentivazione regionale; certificati verdi agricoli regionali; -piano di formazione e qualificazione degli operatori agricoli in materia di agroenergia; -rilanciare, attraverso
Grande successo di pubblico alla prima edizione della manifestazione “E….state insieme con La serata ha avuto inizio con un video che ha mostrato il lavoro svolto dall’Associazione Culturale “Gaia”, che da circa un anno opera nel territorio di Castellaneta, in collaborazione con Il presentatore della serata, Alberto Antresini, ha letto una presentazione nella quale veniva spiegato che la denominazione “Gaia” nasce dal nome della divinità greca che personifica il pianeta Terra, la “terra” a cui tutti apparteniamo, e che, quindi, rappresenta le radici comuni di noi tutti; ma anche dall’aggettivo che apporta e ispira gaiezza, letizia e serenità, stati d’animo che si augurano a tutti, in questi momenti così densi di ansie e preoccupazioni. L’azione della Associazione Gaia si rivolge soprattutto alle nuove generazioni, che per molteplici motivi non hanno conosciuto il mondo e le tradizioni di un tempo e si concretizza attraverso un lavoro di ricerca nella memoria storica degli anziani del paese, di modalità di esecuzione dei balli antichi, di usi e costumi del passato. Lo scopo della manifestazione è quello di andare oltre la rivalutazione della musica e del ballo popolare tradizionale, per raccontare le nostre “radici”, tra enogastronomia, arte, paesaggio e cultura. Quindi, intendiamo spaziare anche verso le attività del territorio legate ai prodotti tipici e di nicchia, al vernacolo e all’artigianato. Intendiamo anche valorizzare i luoghi più suggestivi e caratteristici del nostro paese, facendo riferimento soprattutto al centro storico, chiuso nella sua storia, nelle sue mura, nelle sue tradizioni, non adeguatamente apprezzato per le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche. A tal proposito una presentazione in power point, con immagini gentilmente fornite da Vito Tarquinio, dal titolo: “Castellaneta tra cultura e tradizione - Breve viaggio nella memoria per ricordare le nostre radici”, commentata dalla professoressa Domenica Terrusi, esperta di storia e cultura locale. A seguire un breve saluto da parte di Giovanni Gugliotti, presidente del Consiglio comunale di Castellaneta e vicepresidente del Consiglio provinciale, il quale ha elogiato l’azione svolta sul territorio dalla Cia e dall’Associazione Gaia. A seguire si è esibito il gruppo di danze popolari nato dall’unione delle sinergie della scuola primaria “G. Pascoli” attraverso il progetto “Pizzica e danze popolari”, dell’associazione culturale “Gaia” e della Cia di Castellaneta. Il gruppo, composto da bambini e ragazzi che hanno un’età compresa fra i quattro e i dodici anni, si pone l’obiettivo prioritario di riscoprire e valorizzare le danze e le musicalità etniche sia della nostra terra, che dei paesi stranieri, nell’ottica di una interculturalità finalizzata all’apertura e accettazione dell’altro, in uno spirito di pace che dovrebbe legare tutti i popoli della terra. I piccoli ballerini si sono esibiti con una immancabile Pizzica, danza terapeutica tipica della Puglia e soprattutto del territorio del Tarantino, che, secondo la credenza popolare, è in grado di guarire dal pizzico della tarantola, ragno velenoso nascosto tra gli anfratti e le pietre dei muretti a secco. Altro ballo è stato la contraddanza siciliana, tipica quadriglia con diverse figurazioni. Intanto per le strade del paese il cabarettista Piripicchio, famoso per la sua bombetta, il megafono ed il bastone informava la cittadinanza della manifestazione. Dopo i giovanissimi ballerini è stata la volta del gruppo di adulti dell’associazione Gaia che hanno eseguito due danze popolari: Subito dopo, nell’ottica della collaborazione tra associazioni territoriali, è stata la squadra di basket “Valentino basket”. Per finire la musica travolgente del gruppo “Terra Rossa”. Nel corso della serata nei venti stand allestiti degustazione di carne al fornello (macellerie Pascoli Verdi e Porta Piccola), pastasciutta (Ristorante Villa Giusy), mozzarelle (caseificio San Benedetto), focaccia (Pasta Fresca), vino (Agricola Guida) e gelati negus (Cin Cin Bar). Inoltre vi è stata la presenza di stand dell’artigianato, mostra di pittura (Rocco Castellano e Vito Addabbo) e di fotografie (Vito Tarquinio), ceramiche di Maria Matera, ceramica artistica Artù, quadretti realizzati con la pasta di sale (Roberta Tronca), bigiotteria artigianale Kitart di Giuseppina Notaristefano, bigiotteria artigianale di Mariella Laino, pizzi e merletti di Rosa Ludovico, corredi di lana Maria Rigoli, artigianato in legno e ferro battuto di Giovanni Ludovico. Presenti inoltre gli stand: Unicef, Vespa Club e Valentino Basket. Negli stand della Cia, oltre al materiale illustrativo, cassette in bellavista di uva da tavola prodotta sul territorio dalle aziende associate: Corallo srl, F.lli Polise, Agri 2000, Giuseppe D’Ambrosi e Domenico Ludovico. Sponsor della manifestazione: Automobili Perrone, Valentino Basket, Gargano Metalmeccanica, Soluzioni Auto Clemente Nicola.
Conferenza stampa della Cia Puglia e dell’Icea, ieri domenica 20 settembre presso Fortino Sant’Antonio a Bari, dove si è svolta la seconda Giornata nazionale del Biologico sul tema “Io Mangio Bio”. Per l’occasione il presidente della Cia Puglia Antonio Barile ha sottolineato che “i dati sul biologico in Puglia confermano un andamento altalenante nel corso degli anni. Registriamo, infatti, il picco massimo di operatori biologici nell’anno 2006 quando le aziende biologiche risultavano essere oltre 6 mila (6109 per la precisione) estese su “Dati che -ha aggiunto- confermano come tale processo di ristrutturazione, tuttora in atto, è spiegabile considerando l’evoluzione della normativa regionale che regola gli interventi di sostegno comunitario a favore degli operatori del biologico. Inoltre i criteri di attribuzione del punteggio per accedere ai contributi ha favorito l’eliminazione delle aziende meno organizzate sul piano commerciale ed amministrativo escludendo, di fatto le aziende di dimensioni inferiori”. “
Domenica scorsa 20 settembre, nel suggestivo scenario della Kolymbetra “Valle dei Templi“ si è svolta, nell’ambito della Giornata nazionale del biologico, la manifestazione indetta dalla Cia di Agrigento, d’intesa con l’Ente Parco Valle dei Templi ed il Fai e patrocinata dalla locale Camera di Commercio. All’iniziativa hanno partecipato Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale della Cia, il presidente regionale della Cia Sicilia Carmelo Gurrieri e il presidente provinciale della Cia di Agrigento Giuseppe Di Falco. Una manifestazione, ben riuscita, che ha suscitato notevole interesse nel pubblico molto numeroso e attento a tali problematiche. Oltre 20 aziende hanno esposto e fatto degustare i loro prodotti biologici. Nel corso dell’iniziativa è stato messo in risalto il valore dell’agricoltura biologica che, però, dovrà essere incrementata ed incentivata adeguatamente. La manifestazione, ha avuto come ospite musicale Nenè Sciortino, il quale ha intrattenuto i presenti con canti tipici della terra agrigentina.
L’obiettivo della Cia di realizzare una straordinaria giornata nazionale in favore dell’agricoltura biologica, assieme ad Icea (Istituto certificazione etico ambientale), in Calabria è pienamente riuscito. Alle ore 10,00 puntuali sono arrivati per primi i ragazzi e ragazze delle terze medie dell’Istituto Benedetto Citriniti di Simeri Crichi che ormai da 6 anni sono coinvolti nel progetto “A Scuola con Mentre i giovani studenti si avviavano per fare un’esperienza completa di conoscenza del processo di certificazione in azienda, guidati dai tecnici di Icea, un folto pubblico, composto da agricoltori e agricoltrici cittadini consumatori, si concentrava nel salone riunioni dell’azienda per avviare i lavori dell’incontro regionale su “Agricoltura Biologica - Un nuovo e più proficuo rapporto tra produttori e consumatori per : difendere la salute dei cittadini, tutelare l’ambiente, garantire un giusto reddito agli agricoltori”. Dopo il saluto di Franco Barretta, presidente della Cia di Crotone, il presidente regionale della Cia Calabria Giuseppe Mangone, introducendo i lavori, si è soffermato sulla situazione del settore biologico della Regione mettendo in evidenza alcuni dei dati più significativi. Il vicepresidente regionale di Anabio Calabria Rosa Critelli ha parlato dei percorsi formativi sull’agricoltura biologica nell’ambito del progetto “A Scuola con Incalzati dalle domande dei giornalisti Paola Militano e Enzo Pianelli, hanno raccontato la loro esperienza ultra decennale nella conduzione delle loro aziende biologiche. Molti gli interventi che hanno dato vita ad un vivace ed intenso dibattito. Tra gli altri, quelli di Stano Zurlo presidente dell’amministrazione provinciale di Crotone e di Francesco Scarpelli dirigente di settore del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria. Il vicepresidente nazionale della Cia, nell’intervento conclusivo, ha sottolineato il fatto che a fronte di uno sforzo eccezionale degli agricoltori, che hanno raggiunto i dati esposti da Mangone, sono ancora troppo scarsi i consumi e pressoché inesistente la trasformazione. Vi sono, quindi, ha concluso Pierangioli, ampi spazi di intervento anche da parte della Regione che, per esempio, potrebbe varare una legge regionale per sostenere il consumo di prodotti biologici nelle mense scolastiche, negli ospedali, negli asili.
A Valfabbrica (Perugia), Comune che crede fortemente al connubio tra prodotto biologico e caratteristiche peculiari del proprio territorio quale arricchimento dell’offerta di turismo rurale, è stato presentato domenica scorsa 20 settembre, presso l’azienda bioagrituristica Ca’ Mazzetto di Coccorano, il progetto “Tipico biologico, eccellenza umbra” che prevede azioni di promozione e valorizzazione delle produzioni biologiche di qualità, collegandole alla storia, alla cultura ed alle tradizioni dei territori di provenienza e definendo in tal modo una nuova tipologia di prodotto: il tipico-biologico. Il convegno, che ha visto la partecipazione di produttori biologici provenienti da tutta la regione, realizzato nell’ambito della Giornata nazionale del biologico promossa dalla Cia, Anabio e Icea, è stato coordinato e condotto dal giornalista Riccardo Marioni. Il sindaco di Valfabbrica, Ottavio Anastasi -in Francia per il gemellaggio con la città di Venelles, collegandosi in video conferenza- ha dichiarato che “con il progetto, il Comune si propone come soggetto attuatore degli interventi previsti, ritenendo di poter svolgere un ruolo da protagonista nella promozione integrata delle produzioni umbre di alta qualità e, in particolare, di quelle biologiche. Una candidatura supportata dalle caratteristiche di un territorio comunale in cui importanti reminescenze storiche ed artistiche si inseriscono in paesaggi tipici della tradizione rurale umbra; facilmente raggiungibile per la vicinanza ad infrastrutture viarie ed aeroportuali, prossima a città di grande interesse turistico e con tante aziende agricole ed agrituristiche che hanno già scelto di coltivare produzioni biologiche, che fanno da contorno al Sentiero francescano della Pace”. Catia Mariani, direttore generale Cia dell’Umbria, ha rilevato la necessità, per le aziende che producono biologico, di: “un piano di sostegno ai costi di produzione del settore, con investimenti in termine di salute e di bilancio sociale: risposta anche ai rischi di malattie legate all’obesità ed ai consumi errati che potrebbero essere controllati attraverso il consumo di prodotti biologici; la garanzia di un sostegno agli investimenti; azioni di promozione e sostegno diretto alle aziende; un’assistenza tecnica per permettere alle aziende di potersi muovere in un panorama normativo molto complesso ed azioni mirate alla commercializzazione”. Catia Mariani ha, inoltre, parlato del progetto culturale che prevede la creazione di un terzo cammino religioso, dopo quello di Santiago di Compostela e della via Francigena, che partendo da Roma arrivi a Lubecca, in cui la zona del comune di Valfabbrica potrà svolgere un ruolo fondamentale vista la sua ubicazione proprio all’interno del Sentiero francescano. “Il nostro ente -ha spiegato Rosita Cecchini dell’Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) Umbria- ha funzione di controllo sulle produzioni che vengono vendute come biologiche attraverso la visita in fabbrica, il controllo documentale ed il controllo dei prodotti. La modulistica è ministeriale ma gli uffici Icea, ed i suoi tecnici sono sempre disponibili per risolvere eventuali dubbi o difficoltà che le aziende dovessero incontrare nel loro percorso produttivo”. Nel suo intervento Pina Eramo, presidente nazionale di Anabio, che da ottobre avrà una sua sezione anche in Umbria, ha evidenziato la contraddizione esistente in questo momento nel settore del prodotto biologico “dove -ha dichiarato- a fronte di un incremento della richiesta da parte dei consumatori, il 7,5 per cento quest’anno, si ha una flessione delle aziende produttrici italiane a cui si sopperisce con un aumento dei prodotti d’importazione. La causa di va ricercata in un eccesso di burocrazia e ad una non ben calibrata politica di sostegno nei confronti di questo settore. Questo vuol dire che aziende in crisi nel settore produttivo tradizionale possono trovare una risorsa nel biologico”. In conclusione dell’incontro, l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Perugia Roberto Bertini, nello specificare che
Mercoledì scorso 16 settembre si è riunita a Fornovolasco Nella riunione sono stati affrontati i problemi politici nazionali e la grave crisi economica che attraversa il nostro Paese. Dalla discussione è emersa la preoccupazione dei pensionati per la tenuta dell’attuale potere d’acquisto delle pensioni, considerato che in tante famiglie queste costituiscono l’unica fonte di reddito. L’Associazione provinciale pensionati ha invitato All’esame della Direzione provinciale è stato portata anche la bozza relativa al nuovo assetto della Cia che interessa, fra l’altro, il ruolo e la collocazione dell’Associazione pensionati. Al termine è stato presentato il programma delle iniziative di fine anno che prevede
L’appuntamento con l’agricoltura lombarda si rinnova domenica 27 settembre con la quinta edizione della giornata a porte aperte delle fattorie didattiche della Lombardia. Sono 85 le aziende che quest’anno accoglieranno il pubblico per una giornata di divertimento e conoscenza, a contatto con la natura. Come ogni anno, l’iniziativa è promossa dall’Assessorato Agricoltura di Regione Lombardia in collaborazione con le associazioni agrituristiche Turismo Verde-Cia, Agriturist e Terranostra, e fa parte di un progetto di successo che coinvolge con varie attività tutta la rete regionale delle fattorie didattiche, composta, oggi, da più di 166 aziende agricole e agrituristiche, distribuite sul territorio lombardo. L’ultima domenica di settembre le fattorie che aderiscono all’iniziativa accoglieranno i visitatori proponendo le attività didattiche che durante l’anno vengono svolte con le scuole: laboratori, visite agli allevamenti e alle coltivazioni, percorsi guidati per conoscere i processi di trasformazione dei prodotti agricoli, visite alle cascine e ai musei agricoli aziendali, degustazioni, percorsi sensoriali, giochi e molto altro ancora. Da dove arriva la farina che poi serve per fare il pane e i biscotti? Come si munge una mucca per aver il latte per fare il formaggio? Come si ottiene la polenta partendo dalle pannocchie? Come si ottiene il miele dalle api? Bambini e adulti potranno scoprirlo partecipando ai numerosi laboratori e seguendo i tanti percorsi, guidati dagli stessi agricoltori, per conoscere la vita in fattoria. Anche le visite intorno alle cascine riserveranno sorprese interessanti: nei boschi, per riconoscere i funghi o trovare piccoli frutti; nei campi, per vedere dove nascono i cereali e per fare un giro su un carro trainato da un trattore; lungo i sentieri, per fare una passeggiata a cavallo. In molte aziende si potranno degustare e acquistare i prodotti di fattoria: salumi, formaggi, vini, miele, dolci e altro ancora. Negli agriturismi sarà possibile prenotare il pranzo, la cena o soggiornarvi. Una mappa con tutti i dettagli sulla giornata è in distribuzione presso gli Spazi Regione nelle province lombarde, presso le sedi regionali delle tre associazioni di categoria, presso le sedi delle Province, e verrà distribuita in occasione di numerose fiere locali. Sarà a disposizione del pubblico nei 20 punti vendita lombardi della catena di negozi Città del Sole e Natura e… Le informazioni sulle aziende che aderiscono alla giornata, le attività proposte e la cartina possono essere scaricate dal sito www.buonalombardia.it.
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