| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it |
| Anno 46 - n. 136 | 21 luglio 2004 |
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Cia, Confagricoltura e Coldiretti hanno richiesto al ministero delle Politiche agricole una proroga per la presentazione dei contratti di moltiplicazione delle sementi certificate per la campagna di commercializzazione 2004-2005. Le organizzazioni professionali agricole sollecitano di spostare il termine dal 31 luglio al 15 settembre prossimo.
L’attività è stata mirata a fornire elementi di conoscenza ed orientamento necessari sia a completare la fase di conoscenza dei tecnici circa i meccanismi previsti dalla riforma e sia per sviluppare e predisporre la necessaria “azione di informazione” presso gli agricoltori. A questo proposito è stata creata un’apposita area nella Intranet Caa-Cia, in cui sono disponibili, per tecnici del “Sistema Cia”, i materiali divulgativi prodotti quali il “Dossier riforma Pac” e le slide di informazione sulla riforma, nonché delle simulazioni di calcolo dei nuovi diritti “disaccoppiati”. Rispondendo al mandato ricevuto dalla Consulta dei coordinatori regionali del ‘Sistema Caa Cia’, la struttura nazionale continuerà l’azione di informazione e formazione, nella misura in cui si renderanno necessarie ulteriori iniziative di approfondimento, e resta impegnata sin d’ora a definire ulteriori strumenti d’informazione e di supporto alla applicazione della riforma, provvedendo ad aggiornare in tempo reale le strutture territoriali sull’evoluzione del quadro normativo, procedurale ed applicativo, che è ad oggi ancora in fase di definizione.
Il vicepresidente vicario nazionale della Cia Giuseppe Politi denuncia una situazione insostenibile e chiede al governo l’apertura urgente di un tavolo di concertazione nella filiera. Per i produttori di grano duro si preannuncia un’annata fortemente negativa. Nonostante l’aumento della produzione (25 per cento rispetto al 2003), la qualità, proprio a causa delle abbondanti piogge e dell’andamento climatico non favorevole, è risultata decisamente non eccezionale, soprattutto in rapporto alle percentuali di proteine. I prezzi, da parte loro, sono scesi a livelli sensibilmente più bassi rispetto a quelli praticati nello scorso anno (30-35 per cento in meno). Non basta. L’industria di trasformazione sta ricorrendo a massicci acquisti sui mercati internazionali, mentre il nostro prodotto rischia di andare invenduto. Con danni facilmente immaginabili. La denuncia viene dal vicepresidente vicario nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale ci troviamo davanti ad un situazione estremamente difficile che avrà ripercussioni notevoli sui già falcidiati redditi degli agricoltori. “Alla vigilia delle operazioni di raccolta, le maggiori industrie di trasformazione -aggiunge Politi- hanno avviato una massiccia azione per importare ingenti quantitativi di prodotto dal mercato internazionale (Usa, Canada, Australia), mentre non è stato alcun via ad una seria campagna di ritiri del prodotto nazionale. Un aspetto questo che giudichiamo in maniera negativa e per questo invitiamo gli agricoltori a non immettere il prodotto sul mercato, denunciando nel frattempo l’esistenza d’azioni commercialmente speculative per condizionare il mercato con il riconoscimento di bassi prezzi ai produttori agricoli. Non a caso come Cia abbiamo chiesto al governo l’apertura urgente di un tavolo di concertazione per evitare il perdurare di una situazione difficile nei rapporti di filiera e dall’esito incerto sugli sbocchi di mercato”. “La qualità del grano duro -fa presente il vicepresidente vicario della Cia- è certamente inferiore a quella dell’anno scorso, ma questo non è nella generalità della produzione e all’interno delle stesse aree produttive c’è disponibilità di prodotto di qualità medio-alta per soddisfare adeguatamente le esigenze produttive dell’industria di trasformazione. Evidentemente -rimarca Politi- gli utilizzatori della produzione, considerate le difficoltà produttive sul mercato interno e, soprattutto, le condizioni favorevoli a ricorrere sul mercato internazionale hanno preferito importare ingenti quantitativi di prodotto importato”. “Francamente -rileva ancora Politi- alla vigilia dell’applicazione del nuovo ordinamento comunitario e per le grandi novità introdotte dalla recente riforma, era giusto aspettarsi una situazione di mercato più tranquilla e rapporti di filiera caratterizzati da una maggiore coesione e unità per meglio finalizzare le scelte da compiere agli interessi più generali della filiera del grano duro in Italia”. “Comunque -conclude il vicepresidente vicario della Cia- l’obiettivo del mantenimento della produzione di grano duro nelle zone vocate del nostro Paese, per l’importanza che la filiera del grano duro ha nel settore agroalimentare e negli scambi commerciali internazionali, deve vedere tutti i soggetti della filiera fortemente interessati a promuovere azioni finalizzate alla valorizzazione degli interessi presenti al suo interno, ad iniziare dalla produzione agricola”.
Tale provvedimento, in vigore dal prossimo primo settembre, data d’inizio della campagna risicola, ha scongiurato il rischio di vedere compromessi i risultati positivi ottenuti con la riforma della Pac, a causa di probabili squilibri di mercato dovuti al meccanismo del prezzo plafond.
I cambiamenti climatici e le variazioni ambientali continuano ad essere oggetto di grande attenzione e suscitano ampio interesse politico ed economico, andando ad incidere significativamente sulla qualità della vita e delle attività umane. L’agricoltura è certamente tra le attività che risultano più influenzate dalle variazioni climatiche con ripercussioni economiche notevoli per quanti operano nel settore. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema di grande interesse, e cercare di dare risposta a questi problemi, la Cia dell’Umbria presenta gli atti del convegno tenutosi a Marsciano il 13 ottobre 2003 sul tema “L’agricoltura umbra di fronte ai cambiamenti climatici. L’impresa agricola alle prese con le profonde modificazioni climatiche in atto: gestirle per non soccombere!” . L’iniziativa si svolgerà lunedì 26 luglio, alle ore 9,30, a Perugia presso la Sala del Consiglio della Provincia. Alla presentazione della pubblicazione, in cui sono raccolti i contributi di molti studiosi di diverse università italiane e centri di ricerca del settore, oltre ad interventi di esponenti istituzionali e della Cia, interverranno: Gianfranco Chiacchieroni, sindaco di Marsciano, Alfredo Fasola Bologna, Cia Perugia, Simone Orlandini, Università di Firenze, Francesco Pennacchi, Università di Perugia, Ernesta Maria Ranieri, Regione Umbria, Tommaso Mobilia, Wwf, Nicola Stolfi, Cia nazionale, Walter Trivellizzi, presidente Cia Umbria, Domenico Vento, Ucea Roma, Vincenzo Vizioli, AIiab. Concluderà l’incontro Massimo Pacetti, presidente nazionale Cia.
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