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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 53 - n. 126 21 giugno 2011
ATTUALITÀ
  • Suinicoltura, i vertici Cia incontrano gli allevatori calabresi
  • Toscana: a Pietrasanta (Lucca) due giorni di festa per i pensionati Cia
COMUNICATI
  • Alimentare: dal Parlamento Ue ok a “pacchetto qualità”. Per l’agricoltura italiana è un’occasione di sviluppo
  • Fisco: bene la proposta di detrazione della spesa per le Dop. Così si sostengono i consumi alimentari e si aiutano le imprese agricole
  • Sviluppo: provvedimento insufficiente. Niente impulso alle imprese. Per l’Ici sui fabbricati rurali un primo importante passo, ma troppi e onerosi gli adempimenti per gli agricoltori.
  • Ue: bene l’anticipo della scadenza per il finanziamento ai programmi di promozione
TERRITORIO
  • Comitato regionale Inps per la Basilicata: Donato Distefano eletto vicepresidente
  • Escherichia coli, varate dall'Ue le misure di emergenza. Cia Sicilia: ecco come accedere agli aiuti europei
  • Sopressa vicentina e mozzarella di bufala campana scaricabili dal 730? Cia Veneto “assaggia” la fattibilità della detraibilità fiscale dei prodotti certificati ventilata dall’assessore regionale Manzato
APPUNTAMENTI
  • Veneto: domenica 26 giugno la Festa regionale dei pensionati Cia a Santandrà di Povegliano (Treviso)

 

ATTUALITÀ


Suinicoltura, i vertici Cia incontrano gli allevatori calabresi

 

La Cia provinciale di Cosenza ha incontrato i suinicoltori calabresi per fare il punto sulla difficile situazione  che il settore sta attraversando. Gli intervenuti hanno concordemente sottolineato che nella Regione si è fatto pochissimo per sostenere il settore e che, infatti, nonostante le grandi potenzialità e le molte speranze alimentate nel passato, la suinicoltura regionale non è mai riuscita a decollare concretamente ma, al contrario, oggi  vede tanti suoi operatori a rischio chiusura.

La suinicoltura calabrese ha bisogno di  una seria politica di tutela della produzione. Per far ciò bisogna che gli organi di vigilanza veterinaria, a tutti i livelli, esprimano a pieno la propria competenza, soprattutto dove più alte sono le responsabilità, a che finalmente   vengano individuati e perseguiti seriamente gli  importatori di epizozie che hanno  arrecato e arrecano  danni enormi al settore.

Dall’incontro, al quale hanno partecipato decine di allevatori calabresi e i vertici della Cia Calabria (il presidente regionale Mauro D'Acri, il presidente provinciale Francesco  Barbarossa, i direttori regionale e provinciale Franco Belmonte e Davide Vena), è emersa la necessità di assicurare una prospettiva credibile al settore, avviando da subito, ciascuno per le proprie competenze, un' azione incisiva e coerente che vada nelle seguenti direzioni:

1)  favorire tutte le iniziative che rendano riconoscibile sul banco delle macellerie la  produzione della suinicoltura regionale, ovvero dotare il settore di un sistema di  tracciabilità trasparente e certificato;

2)  riporre la massima attenzione al settore della Dop “Salumi di Calabria” affinché il  sistema di controllo assicuri sempre il massimo di affidabilità e trasparenza;

3)   pervenire entro tempi brevi e certi all'accreditamento della Regione per la MVS (malattia vescicolare dei suini);

4) fornire indicazioni vincolanti alle U.O. di sanità animale affinché contrastino  efficacemente le pratiche di importazione di epizoi, mettendo le stesse nelle  condizioni  di operare in un quadro di uniformità di indirizzi.

Sarebbe, inoltre, opportuno, da come emerso nel corso dell’incontro, un ripensamento dell'indirizzo produttivo. La forte  specializzazione verso il "suino pesante", che  rappresenta un elemento qualificante della  suinicoltura  italiana ed anche calabrese, non accompagnata da una razionale “governance” dell'offerta nel circuito Dop, ha infatti determinato un' eccedenza produttiva di tali suini e l’abbandono di altri segmenti di mercato. E’ necessaria, quindi, una politica che favorisca la ristrutturazione degli indirizzi produttivi anche attraverso l' organizzazione di una filiera del "suino  intermedio" da affiancare a quella del “suino pesante".

Oltre alla conferma delle misure dello stoccaggio privato e delle restituzioni all'esportazione dovranno essere estese anche al settore suinicolo misure sino ad oggi riservate ad altri comparti zootecnici, come ad esempio quelle che prevedono interventi in caso di perturbazioni di mercato legate alla perdita di fiducia del consumatore per i rischi per la salute pubblica, oppure la misura che prevede un intervento in caso di persistenza di un sensibile aumento o diminuzione dei prezzi sul mercato comunitario.

Dagli addetti ai lavori del comparto suinicolo, infine, è emersa a gran voce la richiesta di  sollecitare tutti i possibili interventi atti a favorire l'accesso al credito bancario e, quindi, prevedere una moratoria di trentasei mesi per il pagamento delle rate dei prestiti/mutui già contratti dalle aziende. Una richiesta, oltretutto, condivisa dal ministero delle Politiche Agricole, dalle Regioni e da diverse Op. L’Abi si è riservata di valutare la richiesta dopo un approfondimento che sarà effettuato in tempi brevi congiuntamente con Ismea."

Al termine dell’assemblea è stato chiesto al presidente regionale Cia Mauro D’Acri, l’impegno a portare le istanze emerse all’attenzione delle Istituzioni e in particolare a chiedere all’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra la convocazione di un incontro specifico.

 

 


Toscana: a Pietrasanta (Lucca) due giorni di festa per i pensionati Cia

 

Organizzata dalla Anp-Cia Toscana , con il patrocinio della Amministrazione provinciale e del comune di Pietrasanta (Lucca), nella accogliente cittadina versiliese il 18 e il 19 giugno scorsi si è svolta la diciottesima Festa regionale dei pensionato.

Nella mattinata di sabato 18, all’interno del chiosco di S. Agostino è stata inaugurata la mostra sui lavori del Progetto “Mater Tosca” che raccoglie le tradizioni contadine e il legame tra gli agricoltori ed i pensionati con l’ambiente rurale della Toscana.

La Sala dei Putti ha ospitato una serie di pannelli sulla vita e l’architettura delle corti lucchesi , curati per l’Anp-Cia di Lucca dall’architetto Ramon Cotarelo; momenti interessanti di socializzazione fra le famiglie contadine che hanno avuto riscontro in una particolare modo di concepire architettonicamente gli spazi comuni.

L’evento è stato arricchito da una conferenza che ha affrontato i temi della solidarietà tra generazioni nello sviluppo delle aree rurali dell’Italia centrale, a cui hanno partecipato l’assessore Pietro Lazzerini, il presidente nazionale della Anp-Cia Vincenzo Brocco e i professori Rossano Pazzagli, storico dell’Università del Molise, e Gabriele Tomei, sociologo dell’università di Pisa.

La  giornata di domenica 19, con la festosa invasione di oltre 700 pensionati da tutte le province della Toscana, è stata allietata dall’esibizione nella piazza del Duomo degli sbandieratori della contrada “Il Ponte” del Palio di Querceta e si è conclusa con una grande manifestazione pubblica all’interno del Teatro Comunale, alla presenza del sindaco Domenico Lombardi, del vicepresidente della Provincia, Maura Cavallaro e del presidente del Consiglio provinciale Andrea Palestini.

Le richieste dei pensionati toscani di maggiore equità fiscale e di iniziative concrete in difesa del potere di acquisto della pensioni, sono state illustrate dal presidente della Anp-Cia di Lucca, Renzo Luporini.

La segretaria provinciale della Associazione pensionati Cristina Lari ha espresso viva soddisfazione per la perfetta riuscita della Festa che  si è conclusa con gli interventi del presidente regionale della Anp-Cia Enio Niccolini e  del presidente regionale della Cia Toscana Giordano Pascucci.

Il direttore della Cia di Lucca, Alberto Focacci, nel ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alla riuscita della Festa, ha voluto manifestare un particolare apprezzamento per la totale disponibilità e collaborazione offerta dalla Amministrazione comunale e dal Teatro Comunale di Pietrasanta, che, insieme al contributo di molti attivisti della Associazione pensionati e della Cia hanno reso possibile, la perfetta riuscita dell’iniziativa. Una manifestazione arricchita anche dalla Mostra mercato dei prodotti agricoli locali, allestita nei due giorni della Festa dall’Associazione “Donne in Campo”.

 

 

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COMUNICATI


Alimentare: dal Parlamento Ue ok a “pacchetto qualità”. Per l’agricoltura italiana è un’occasione di sviluppo

 

La Cia soddisfatta: accolte le nostre richieste. Ora avanti sui negoziati con il Consiglio europeo.

 

Con il via libera della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, il “pacchetto qualità” compie un altro importantissimo passo avanti. Si tratta di un’occasione imperdibile di sviluppo per il nostro Paese, che può contare su un’agricoltura tipica e di qualità. Non dobbiamo dimenticare che l’Italia vanta ben 229 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg, più di qualsiasi altro competitor in Ue. Lo dichiara la Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Ora si aprono i negoziati con il Consiglio europeo -continua la Cia- ma intanto vogliamo rimarcare la nostra soddisfazione per l’accoglimento dell’emendamento che permette ai Consorzi di poter programmare e controllare i volumi produttivi da immettere sul mercato. Questa indicazione risponde a una precisa richiesta della Confederazione più volte avanzata a livello comunitario.

Inoltre -aggiunge la Cia- è positivo l’accoglimento, tra i termini opzionali in etichetta, dei marchi d’area “prodotti di montagna” e “vendita diretta” e il rafforzamento dei controlli contro le frodi e l’agropirateria. Infine, risulta significativo anche lo sforzo di semplificazione per accelerare i tempi di registrazione delle denominazioni.

 

 


Fisco: bene la proposta di detrazione della spesa per le Dop. Così si sostengono i consumi alimentari e si aiutano le imprese agricole

 

Il presidente della Cia, Giuseppe Politi, condivide la proposta dell’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato: pronti a fare la nostra parte, in questo modo si favorisce anche la lotta all’illegalità. Alla Conferenza economica di Lecce avevamo già posto il problema.

 

“Condividiamo completamente la proposta lanciata dall’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, di rendere detraibili dalle tasse gli acquisti agroalimentari di Dop e Igp. Come organizzazione, da tempo eravamo orientati a presentare un’iniziativa del genere, l’avevamo ribadito anche a Lecce nel corso della nostra V Conferenza economica nazionale”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi.

“Poter detrarre dal reddito le spese personali per i prodotti a denominazione, allo stesso modo in cui oggi si fa per le spese sanitarie, le assicurazioni sulla vita e le spese d’istruzione, sarebbe un modo innovativo e realmente efficace di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie -spiega Politi- favorendo la ripresa dei consumi alimentari, oggi falcidiati dall’inflazione alta e dalla crisi economica. In più, con una riforma del genere anche i cittadini con meno risorse sarebbero incentivati a comprare più prodotti di qualità a marchio Italia, orientando le scelte di spesa verso tipicità locali e del territorio”.

Non solo. Per il presidente della Cia “detrarre dal 730 gli acquisti di Dop e Igp avvantaggerebbe anche le imprese agricole orientate alle produzioni d’eccellenza, con un ritorno positivo sia in termini di fatturato che di valore aggiunto dell’agricoltura. Senza dimenticare -aggiunge Politi- il contributo alla lotta all’evasione, dato che non si può detrarre nulla senza presentare i relativi scontrini fiscali”.

“Per tutti questi motivi, quindi, già da ora ci dichiariamo disponibili ad appoggiare Manzato in tutti i successivi step -conclude il presidente della Cia- cominciando dallo studio di fattibilità della misura, che dovrebbe coinvolgere non soltanto le associazioni agricole, ma anche l’intera filiera agroalimentare”.

 

 


Sviluppo: provvedimento insufficiente. Niente impulso alle imprese. Per l’Ici sui fabbricati rurali un primo importante passo, ma troppi e onerosi gli adempimenti per gli agricoltori.

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi: il decreto non dà risposte valide. Per risolvere definitivamente il problema dell’imposta comunale relativa alla ruralità sarebbe opportuno, invece, accelerare il ddl sulla montagna che contiene un articolo che pone fine al contenzioso tra comuni e produttori agricoli.

 

“Un provvedimento totalmente insufficiente per ridare vigore al sistema imprenditoriale italiano. Non ci sono risorse, ma semplici interventi per allentare la morsa burocratica. E per l’agricoltura, sempre in difficoltà, nulla ancora una volta. Unico elemento positivo è la misura che riguarda l’Ici per i fabbricati rurali che rappresenta un primo importante passo per evitare l’imponente contenzioso che rischia di coinvolgere centinaia di migliaia di agricoltori, a cui i comuni in particolare contestano il mancato pagamento dell’imposta. Tuttavia, la soluzione trovata reca una serie di criticità: gli agricoltori sono costretti a troppi e macchinosi adempimenti e lungaggini di carattere amministrativo”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta il decreto legge sviluppo che oggi ha ricevuto il voto di fiducia da parte della Camera.

“Come avevamo criticato il Documento di economia e finanza (Def) e il Piano nazionale di riforme (Pnr), anche per il decreto -rimarca Politi- non possiamo che esprimere le nostre più grandi perplessità. Nel provvedimento non troviamo traccia di validi interventi che possono garantire il rilancio dello sviluppo e della competitività. Per l’agricoltura continuano a non esserci prospettive. Il settore anche in questa occasione è stato completamente ignorato, pur in presenza di enormi difficoltà, a cominciare dai costi, che condizionano l’operatività delle imprese agricole”.

“Se vogliamo trovare un elemento positivo -aggiunge il presidente della Cia- è, appunto, quello che riguarda l’Ici sui fabbricati rurali, oggi al centro di un duro contenzioso tra comuni e agricoltori. Molte amministrazioni, forti di un’incomprensibile posizione giurisprudenziale, stanno, infatti, intimando gli imprenditori agricoli al pagamento dell’imposta anche sui fabbricati in possesso di tutti i requisiti di ruralità fiscale previsti dalla vigente normativa. La misura introdotta con il decreto sviluppo è, quindi, significativa, anche se è prevista una pesante macchinosità per gli adempimenti richiesti all’agricoltore per farsi riconoscere la ruralità del proprio fabbricato. E questo è molto contradditorio soprattutto quando il decreto sviluppo è impostato tutto sullo snellimento burocratico”.

“Come Cia, invece, auspichiamo che -afferma Politi- vangano accelerati i tempi per l’approvazione del disegno di legge sulla montagna, che contiene un articolo attraverso il quale si risolve in maniera definitiva il problema dell’Ici sui fabbricati rurali, senza ulteriori e gravosi adempimenti e ostacoli burocratici per gli agricoltori”.

“D’altronde, avevamo sempre sostenuto che si tratta -rileva il presidente della Cia- di un’imposizione arbitraria. Un tassa che colpisce in modo ingiustificato ed indiscriminato tutti gli agricoltori possessori di fabbricati rurali che in questi anni hanno provveduto al pagamento dell’Ici sui propri fabbricati mediante la tassazione del valore dei terreni agricoli che ricomprende anche quello dei fabbricati”.

“Per questa ragione la Cia -conclude Politi- aveva, chiesto un pronto intervento da parte del governo per risolvere al più presto una questione, quella dell’Ici sui fabbricati rurali, che altrimenti rischia di aprire un dannoso e ingiustificato contenzioso che può mettere in seria difficoltà l’attività imprenditoriale di moltissime aziende agricole”.

 


Ue: bene l’anticipo della scadenza per il finanziamento ai programmi di promozione

 

Per la Cia la proposta del commissario europeo Ciolos è opportuna per rilanciare i consumi di ortofrutta fortemente penalizzati dalla vicenda dell’E.coli.

 

Soddisfazione è stata espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per le dichiarazioni del commissario all’Agricoltura Ue Dacian Ciolos, rilasciate in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sull’anticipazione della scadenza delle richieste di finanziamento ai programmi di promozione comunitari.

Questo provvedimento -è stato sottolineato dalla Cia- è opportuno per il rilancio dei consumi di prodotti orticoli, specialmente dopo la crisi provocata dal cosiddetto “batterio killer” (E.coli), che ha avuto pesanti conseguenze sulle vendite di ortofrutta in tutti i Paesi dell’Unione europea.

Per la Cia è anche importante che il commissario Ciolos si sia dichiarato disponibile a valutare l’eventuale incremento dei fondi per il risarcimento dei produttori danneggiati dall’E.coli, dopo la verifica dei dati inviati dagli stati membri.

 

 

 

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TERRITORIO


Comitato regionale Inps per la Basilicata: Donato Distefano eletto vicepresidente

 

Il presidente regionale della Cia della Basilicata Donato Distefano, in rappresentanza di tutte le organizzazioni datoriali ed imprenditoriali, è stato eletto vicepresidente del Comitato regionale dell’Inps per la Basilicata.

La nomina segue di qualche giorno quella già avvenuta nelle scorse settimane a presidente regionale di Nicola Allegretti (Cgil).

Distefano, in una nota, ringrazia tutti i componenti dell’organismo regionale dell’Inps che hanno voluto affidargli l’incarico e sottolinea che si tratta di un importante riconoscimento diretto per tutto il mondo agricolo lucano.

“Questa funzione mi carica di responsabilità e -aggiunge - mi auguro di poterlo svolgere al meglio, con l’auspicio di diventare un costante ed adeguato punto di riferimento per tutte le esigenze e i bisogni del sistema imprenditoriale e produttivo lucano. Mi auguro di svolgere un’efficace azione di raccordo nel rapporto tra l’Istituto di previdenza e tutto il complesso ed articolato mondo produttivo, in particolare quello dei vari comparti datoriali, a partire dalle delicate e complesse questioni che riguardano il settore agricolo, agro-rurale e alimentare”.

“Il modello Inps e l’azione sussidiaria a cui sono chiamate le organizzazioni della rappresentanza e degli interessi imprenditoriali e del lavoro -dice ancora Distefano- sono preziose risorse della nostro sistema Paese, un modello di corresponsabilità, da alimentare ed a cui dobbiamo rivolgerci con professionalità, impegno e dedizione, che personalmente intendo non solo confermare, ma irrobustire e migliorare, affinché la pubblica amministrazione e nel caso specifico l’Istituto di previdenza sia ancor più efficiente ed in grado di garantire servizi e risposte tempestive e qualificate al sistema produttivo, ai pensionati ed alla comunità di Basilicata”.


Escherichia coli, varate dall'Ue le misure di emergenza. Cia Sicilia: ecco come accedere agli aiuti europei

 

 

Sono state diramate dal Mipaaf le disposizioni attuative di quanto previsto da un regolamento comunitaria pubblicato lo scorso 18 giugno per supportare i produttori agricoli danneggiati dall'emergenza Escherichia coli.

Saranno, dunque, ammesse agli aiuti le seguenti produzioni: pomodori, lattughe, indivie, cetrioli, peperoni e zucchine. Gli aiuti economici possono essere richiesti per ritiri dal mercato o raccolta verde o mancata raccolta che sono avvenuti o avverranno entro il prossimo 30 giugno.

"Gli aiuti - spiega Cia Sicilia - sono modulati diversamente nei casi di intervento tramite Op o di socio singolo e a seconda che si tratti di ritiro dal mercato, raccolta verde (raccolta prima della maturazione e quindi per prodotto non commerciabile) o mancata raccolta. Le Op o i produttori in proprio entro le ore 10,00 del giorno lavorativo precedente alla data di ritiro o della raccolta verde, sono tenuti a comunicare il tutto all’Organismo delegato al controllo dei programmi operativi, che nel caso della Sicilia è la Regione, per il tramite degli Ispettorati provinciali dell'Agricoltura".

Inoltre, possono partecipare alle misure eccezionali di sostegno solo i produttori in regola con la costituzione e l’aggiornamento del fascicolo aziendale. Le sedi della Cia sono a disposizione per fornire assistenza ai produttori che fossero interessati alle misure per l'emergenza escherichia coli messe in campo dall'Unione europea.


Sopressa vicentina e mozzarella di bufala campana scaricabili dal 730? Cia Veneto “assaggia” la fattibilità della detraibilità fiscale dei prodotti certificati ventilata dall’assessore regionale Manzato

 

La spesa per l’acquisto di prodotti Dop e Igp da detrarre come si fa per le spese sanitarie, le assicurazioni sulla vita e le spese d’istruzione? “Sicuramente trovare nuove strade per incentivare le famiglie a consumare italiano non è male. Detraibilità inoltre significa favorire anche la legalità, dato che non si può detrarre una spesa senza presentare lo scontrino fiscale. E questo a vantaggio di tutti”. Così il presidente di Cia Veneto, Daniele Toniolo, commenta  la possibilità annunciata dall’assessore all’agricoltura veneto Franco Manzato che abbozza l’ipotesi della detraibilità fiscale, secondo scaglioni, per l’acquisto di prodotti agroalimentari Dop. 

“La spesa Dop” detraibile dal reddito non farebbe bene soltanto alle tasche dei consumatori aumentando la loro capacità di spesa, ma anche al reddito e alla competitività della aziende agricole”. Il presidente della Confederazione italiana agricoltori del Veneto, Daniele Toniolo, prova a valutare gli effetti positivi che ricadrebbero sul settore primario orientato alle produzioni certificate, se la cosiddetta “riformina”, l’idea di detrarre dal reddito le spese personali per i prodotti Dop, abbozzata oggi nei dettagli dall’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato, diventasse realtà. Tornando sulla novità della strada della detraibilità dei prodotti dop, indicata da Manzato, la Cia sottolinea inoltre che se la proposta “rivoluzionaria” fosse seriamente applicata a tutte le produzioni agroalimentari certificate anche la tracciabilità della filiera avrebbe un’ulteriore garanzia”. All’assessore Manzato Cia rivolge infine l’invito di passare allo studio di fattibilità della proposta, coinvolgendo le associazioni professionali degli agricoltori e i protagonisti dell’intera filiera che portano il prodotto Dop e le produzioni agroalimentari certificate dal campo alla tavola.

Per Cia Veneto l’idea che il conto  delle famiglie, venete e non, per riempire la borsa della  alimentare “doc” di tipicità  locali  potrebbe essere scaricabile non è utopistico, bensì orienterebbe le scelte a sostegno del Made in Italy. E gli incentivi a mettere nel carrello prodotti come la casatella trevigiana Dop, il fagiolo di Lamon Igp, il radicchio di Chioggia Igp, piuttosto che l’aglio bianco polesano Dop con il vantaggio di pagare anche meno tasse sarebbero un incentivo alla stessa agricoltura. A patto che -puntualizza Cia Veneto- nella lista della “spesa Doc” da detrarre finiscano tutti i 142 prodotti italiani Dop, gli 84 prodotti Igp e i 2 Stg, specialità tradizionale garantita”.

Si faccia, dunque, strada lo studio di fattibilità della proposta di Manzato. Senza lasciare sullo scaffale tutto il resto dei prodotti certificati italiani: dall’aceto balsamico di Modena Igp alla mozzarella di bufala campana Dop. Dall’arancia del Gargano Igp alla carota novella di Ispica Igp. Dalla cipolla di Tropea Igp al basilico genovese Dop. Senza esclusione alcuna.

 

 

 

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APPUNTAMENTI


Veneto: domenica 26 giugno la Festa regionale dei pensionati Cia a Santandrà di Povegliano (Treviso)

 

Domenica prossima 26 giugno, a Santandrà di Povegliano (Treviso), si terrà la Festa regionale dei pensionati del Veneto. Alla manifestazione parteciperanno i pensionati dell’Anp-Cia Veneto di tutte le provincie (sono previsti oltre seicento partecipanti). Il programma della festa contempla, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, visite presso le aziende vitivinicole del trevigiano con degustazione di prosecco Docg; a seguire il pranzo sociale presso la struttura della Pro Loco di Santandrà di Povegliano (Treviso). Nel pomeriggio è prevista l’esibizione del “Gruppo Folcloristico Trevigiano”.

La giornata si concluderà con il saluto delle autorità e la premiazione di pensionati e pensionate.

Alla Festa sarà presente l’assessore regionale alle Politiche sociali della Regione Veneto Sernaggiotto, un rappresentante dell’ amministrazione provinciale, una delegazione dell’Anp- Cia Toscana, il vicepresidente vicario dell’Associazione nazionale Enio Niccolini, oltre ai dirigenti regionali e provinciali della Confederazione italiana agricoltori.

In occasione della Festa del pensionato, sarà presente la Provincia di Treviso e l’Associazione umanitaria “Terre del terzo mondo onlus” con materiale promozionale.

 

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