Stampa il documento

Invia un commento sul documento

Chiudi la finestra

  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 50 - n. 36 21 febbraio 2008
ATTUALITÀ
  • Rifiuti: iscrizione all’Albo mediante procedura semplificata
COMUNICATI
  • L’accordo sul prezzo del pomodoro è il primo pilastro del nuovo sistema organizzativo del settore
  • Sviluppo rurale: la programmazione va gestita all’insegna dell’innovazione e della qualità della spesa
TERRITORIO
  • Basilicata: siglata la convenzione Cia-Mps
  • Buona sanità e buoni sanitari
  • Celebrati i trent’anni della Cia reggiana
  • Consorzio di Bonifica Alli Punta delle Castella: solidarietà della Cia di Catanzaro e di Calabria per il vile attentato
  • Turismo Verde: il presidente Trivellizzi incontra la Cia di Asti
APPUNTAMENTI
  • Torna a Palermo l’Isola dei Sapori. Il terzo appuntamento con il “sicilian farmers market”

 

ATTUALITÀ


Rifiuti: iscrizione all’Albo mediante procedura semplificata

 

Presso il ministero dell’Ambiente - Albo nazionale gestori ambientali si è tenuto un incontro per discutere delle modalità di iscrizione all’Albo mediante procedura semplificata (vedi art. 2, punto 30, D.lgs. 16/1/08 n. 4).

Su indicazione della Cia, che ha partecipato insieme alle altre associazioni imprenditoriali del “Tavolo dei 10”, sono stati adottati orientamenti di carattere semplificativo.

Le imprese che si iscrivono all’Albo con procedura semplificata sono esonerate dall’effettuare la perizia per dimostrare l’idoneità tecnica dei mezzi di trasporto rifiuti.

A tale riguardo le sezioni locali dell’Albo nazionale gestori ambientali presso le Camere di commercio riceveranno le indicazioni apposite.

Tuttavia, è bene sottolineare che, con l’entrata in vigore della nuova normativa, l’iscrizione all’Albo con procedura semplificata è consentita solo alle imprese le cui operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti costituiscono parte “integrante ed accessoria” dell’attività dell’azienda.

Paradossalmente, infatti, le imprese che effettuano il trasporto dei propri rifiuti in modo “occasionale e saltuario” non possono iscriversi con tale procedura. Questa modifica ha avuto l’unico scopo di annullare le ipotesi di esclusione dall’iscrizione all’Albo che sono presenti in diversi accordi di programma redatti a livello locale.

Alla luce di quanto sopra, è consigliabile, nella fase di aggiornamento degli accordi di programma, sottolineare che le operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti sono parte “integrante ed accessoria” (e non più occasionali) dell’attività dell’azienda, che quindi può beneficare dell’iscrizione con procedura semplificata.

La Cia, però, continuerà a portare avanti una seria iniziativa per sensibilizzare forze politiche e amministratori locali sulla necessità di cambiare tali norme. Per la Cia è indispensabile, infatti, sostituire l’iscrizione all’Albo con “un’autorizzazione in via generale” e restituire agli ambiti territoriali le competenze in materia di gestione dei rifiuti, salvaguardando e promuovendo la sottoscrizione di accordi di programma redatti a livello locale.

Di seguito si riporta una sintesi degli adempimenti e una simulazione dei costi relativi all’iscrizione all’Albo.

 

Principali voci contenute della domanda di iscrizione all’Albo con procedura semplificata  

Voci

Indicazioni per la compilazione

Attività da cui sono prodotti i rifiuti:

indicare l’attività che risulta dal registro d’impresa

Caratteristiche e natura dei rifiuti prodotti:

indicare il codice CER e lo stato fisico del rifiuto

Idoneità tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto:

è sufficiente autodichiarare l’idoneità dei mezzi, semplicemente compilando la domanda di iscrizione

Dati identificativi dei mezzi utilizzati per il trasporto:

indicare la targa del mezzo, del rimorchio, etc.

 

Simulazione dei costi per l’iscrizione all’Albo con procedura semplificata

Voci

Costi

Costo indicativo della pratica di iscrizione

 (euro)

Diritti annuali d’iscrizione

50,00 euro

50,00

Diritti di segreteria

da 18,00 euro (supporto informatico/telematico) a 23,00 euro (modalità cartacea allo sportello)

23,00

Tassa concessione governativa

168,00 euro (il pagamento della tassa di concessione governativa è dovuto anche per le istanze di variazione e revisione quinquennale)

168,00

Marca da bollo per domanda iscrizione, variazione o cancellazione

14,62 euro ogni 4 facciate

14,62

Marca da bollo per provvedimento formale di iscrizione o variazione, rilasciato dalla Sezione Regionale

14,62 euro ogni 4 facciate

14,62

Diritti di segreteria per i registri rifiuti

30,00 euro fissi a registro

30,00

Costo vidimazione dei registri rifiuti

3,72 euro (diritto fisso)

3,72

1,24 euro (diritto prima pagina)

1,24

 

305,00

 

 

torna al sommario

COMUNICATI


L’accordo sul prezzo del pomodoro è il primo pilastro del nuovo sistema organizzativo del settore

 

Secondo la Cia, l’intesa ha un importanza strategica. Va salvaguardata sempre più la qualità e la caratterizzazione italiana del prodotto. Indispensabile una futura buona programmazione della filiera.

 

La Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolinea l’importanza strategica dell’accordo sul prezzo per il settore del pomodoro trasformato, dato il cambiamento sostanziale del regime di aiuti rispetto alla campagna 2007.

Le industrie, anche se all’inizio hanno dimostrato difficoltà ad accettare un sostanziale aumento del prezzo a tonnellata, rispetto alle campagne precedenti, hanno poi concordato il prezzo di 79,5 euro/tonnellata, riconoscendo non solo i progressivi aumenti dei costi di produzione, ma l’effettivo inizio -evidenzia la Cia- di una nuova era, non più basata sugli aiuti comunitari, ma sul rapporto crescente prezzo-qualità del prodotto, tenendo fermo l’obiettivo di non demolire questo importante settore economico dell’agricoltura italiana.

Comunque, da oggi in poi -rimarca la Cia- andrà salvaguardata sempre più la qualità e la caratterizzazione italiana del prodotto, anche se questo comporterà inevitabilmente un aumento del prezzo del prodotto finito.

L’ossatura del sistema reggerà, ovviamente, solo grazie -conclude la Cia- ad una buona programmazione della filiera anche nei prossimi anni.

 


Sviluppo rurale: la programmazione va gestita all’insegna dell’innovazione e della qualità della spesa

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che, dopo la fase di approvazione dei Psr, è importante, da parte delle Regioni, efficienza tecnica ed amministrativa ed efficacia nella gestione e realizzazione degli interventi.

 

“Con il parere favorevole al Psr del Molise espresso dall’apposito Comitato della Commissione europea, si conclude, per il nostro Paese, la fase di messa a punto ed approvazione dei programmi di sviluppo rurale. Ora è, però, necessario che tutte le Regioni cerchino concretamente di recuperare quell’efficienza di gestione tecnica ed amministrativa, e quella capacità di relazione con gli altri livelli istituzionali, nazionale e comunitario in primo luogo, che in diversi casi sembrano essere finora mancate”. E’ quanto sottolineato dal presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi.

“Nella programmazione 2007-2013 saranno, infatti, più che mai importanti, proprio da parte delle Regioni, sia l’efficienza tecnica ed amministrativa, in relazione anche ai meccanismi più stringenti di disimpegno delle risorse, che -ha aggiunto Politi-  l’efficacia nella gestione e realizzazione degli interventi. Su quest’ultimo fronte, in particolare, ci sarà molto da fare, soprattutto nell’utilizzare al meglio l’approccio integrato alle misure dei Psr, che tutte le Regioni prevedono, anche se in misura e con forme diverse”.

“In definitiva, si tratta -ha sostenuto il presidente della Cia- di una programmazione che, per la necessità crescente di investire in competitività da parte delle imprese agricole, ed alla luce anche delle nuove sfide che la Commissione europea propone nella verifica dello stato di salute della Politica agricola comune, deve essere gestita all’insegna dell’innovazione e nell’ottica di una nuova qualità della spesa”.

 

 

 

torna al sommario

TERRITORIO


Basilicata: siglata la convenzione Cia-Mps

 

“I titolari delle oltre 20 piccole e medie imprese agricole lucane fan-no ricorso ai servizi creditizi e finanziari sino al 60 per cento se si tratta di aziende che operano nel settore ortofrutticolo; tra il 30 e il 35 per cento per le aziende zootecniche; per il 25-30 per cento nel settore cerealicolo; per il 10-15 per cento nel settore olivicolo; per il 40-50 per cento nel settore vitivinicolo; per il 20-30 per cento nel settore vivaistico-forestale; per il 30-40 per cento se si tratta di aziende agrituristiche; per il 30-35 per cento per quelle che svol-gono attività di acquacoltura”. Sono i dati diffusi dalla Cia lucana che ha realizzato una ricerca i cui risultati sono stati diffusi in occasione della firma di una conven-zione con la Banca Monte Paschi Siena e di un accordo operativo fra la banca e la Cia lucana, oltre ad uno specifico accordo com-merciale regionale con l’Istituto di sviluppo animazione rurale Isvar (società di servizi Cia Basilicata). All'incontro sono intervenuti Pasquale Vallone, responsabile “Small bussines” Direzione generale Banca Monte Paschi di Siena, Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale della Cia, Donato Distefano, presidente della Cia Basilicata, Massimo Bagnoli, responsabile nazionale Cia del settore consulenza al credito e fiscale, Luciano Sileo, amministratore Isvar Scarl, Società di servizi della Cia Basilicata.

La convenzione, l’accordo operativo e l’accordo commerciale rientrano fra le azioni che il sistema Cia persegue riguardo le attività di assistenza e servizi fornite alle imprese in materia di consulenza finanziaria e creditizia.

L'indagine della Cia sul sistema produttivo agricolo lucano divide in sei fasce le aziende: la prima comprende 22.550 aziende con premio unitario agricola da 100 a 1.000 euro; la seconda 13.750 aziende da 1.001 a 3000 euro; la terza 6.600 aziende da 3.001 a 5.000 euro; la quarta 5.500 aziende da 5001 a 10.000 euro; la quinta 4.400 aziende da 10.001 a 15.000 euro; la sesta 2.200 aziende oltre 15.000 euro.

Ciò -ha sottolineato il presidente della Cia della Basilicata, Donato Distefano- a riprova delle differenti dimensioni aziendali, del diverso livello di patrimonializzazione. Per la Cia sono oltre 20 mila le Pmi agricole suscettibili di una evoluzione verso l'innovazione e la competitività da sostenere attraverso strumen-ti e servizi finalizzati tra cui il credito ha un compito essenziale. Particolare rilevanza assumono i contenuti e le modalità di gestione di questi strumenti, in questa fase, nella quale stanno per partire im-portanti programmi d’investimenti come il Psr 2007/2013, i pro-grammi interfondo legate all’innovazione tecnologiche, alla diversi-ficazione produttiva, agli investimenti per la competitività del sistema produttivo agricolo e agricolo-alimentare lucano.

Il vicepresidente nazionale della Cia  Pierangioli ha detto che l'obiettivo centrale è avvicinare il mondo del credito ai bisogni reali dei titolari di aziende agricole e per la Cia quello di of-frire servizi sempre più efficaci a dare risposte allo sforzo di competizione.


Buona sanità e buoni sanitari

 

“Un grazie che ci piace pronunciare”. Dal patronato Inac della Cia di Ginosa (Taranto). “Grazie per il nuovo servizio domiciliare riservato a pazienti con gravi problemi neurologici che necessitano di periodiche sostituzioni di Peg (Gastrostomia endoscopica percutanea) o di ricaricamento di pompe di baclofen. Per molti che non hanno in casa pazienti che necessitano di questo servizio queste parole non avranno molto significato ma per le famiglie che ogni giorno soffrono una situazione sanitaria di questo tipo è una piccola  grande gioia. Vi sono pazienti che per un grave quadro neurologico non possono essere più alimentati per bocca per cui si rende necessaria l’applicazione di una Peg, vale a dire una cannula in silicone posizionata proprio in corrispondenza dello stomaco che attraversando la parete addominale permette di immettere gli alimenti direttamente nello stomaco del paziente. La suddetta cannula deve essere sostituita ogni tre mesi circa e per farlo il paziente doveva essere trasportato presso un ospedale che disponesse di un servizio di anestesiologia e rianimazione.

Lo stesso vale anche per quei pazienti ai quali, per ridurre la forte spasticità (forte contrazione involontaria dei muscoli) conseguente a gravi lesioni encefaliche, è stata impiantata una piccola pompa elettronica che immette un farmaco che determina un rilassamento muscolare (baclofen). Anche per la pompa nasce la necessità di ricaricare il farmaco periodicamente.

Non è difficile immaginare quale disagio possa rappresentare per la famiglia dover ogni volta fare domanda al distretto sanitario per la fornitura di un’ambulanza, accordarsi con gli ospedalieri per prenotare la data di esecuzione della prestazione, ritrovarsi con un’improvvisa posticipazione o anticipazione delle date con conseguente riadattamento delle prenotazioni prima concordate. Per le ragioni espletate spesso gli utenti si rivolgevano a servizi privati per il trasporto.

A tutto questo si aggiunga il rischio che talvolta si presentava per i pazienti da trasportare.

La disponibilità del consigliere regionale Paolo Costantino, unitamente all’impegno corale della dottoressa Marta Teresita Galeota, di Carmelo Candia e del dott. Francesco Pezzulli, ha permesso al direttore generale dott. Angelo Domenico Colasanto e al direttore sanitario dr. Nicola Pansini della Ausl TA 1 di verificare la possibilità di eseguire questo servizio a domicilio.

Il dott. Pansini, dopo aver verificato la disponibilità di un anestesista (un grazie doveroso al dott. Francesco Morgese) ad effettuare il servizio, ha disposto l’inizio da fine febbraio delle suddette prestazioni.

Naturalmente il servizio dovrà essere collaudato per permettere di renderlo più organico ma quando si incontra l’intelligenza e la disponibilità i risultati sono sempre ottimi.


Celebrati i trent’anni della Cia reggiana

 

“Un’organizzazione che ha compiuto trent’anni ed ha raggiunto una sicura maturità” è la constatazione che il vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli ha espresso alla Cantina Albinea Canali, dove la Cia reggiana ha festeggiato il proprio trentesimo compleanno, nella consapevolezza del cammino percorso e guardando al futuro con rinnovato impegno.

Ed il regalo di compleanno lo ha portato alla Cia reggiana il sindaco della città Graziano Del Rio, che oltre al proprio saluto ed un ricordo dedicato alle radici agricole anche della sua famiglia come della stragrande maggioranza dei reggiani(del resto -ha ricordato- tre quarti del territorio del Comune sono costituiti da terreni agrari), ha consegnato al presidente provinciale Ivan Bertolini ed a Pierangioli una copia del Primo Tricolore, prototipo della bandiera nazionale nata oltre due secoli fa nella città che non a caso tiene a farsi chiamare “del Tricolore”.

La serata è stata aperta dallo stesso Bertolini, che ringraziato i presenti e ricordato tutti coloro che nei trent’anni di storia della sua organizzazione hanno avuto ruoli importanti, o che da essa hanno spiccato il volo per raggiungere nuovi traguardi.

E’ seguito poi il saluto del sindaco e quindi gli interventi di due “fondatori” dell’organizzazione: Alberto Gherpelli che ha tracciato un ampio quadro storico del Novecento agricolo, in particolare incentrato sulle idee mutevoli con le quali la Sinistra ha affrontato le diverse fasi storiche, per arrivare a ricordare quindi il processo della Costituente Contadina che negli anni ’70 ha costituito il riconoscimento del ruolo dell’agricoltore, per arrivare quindi all’unificazione di varie organizzazioni nella neonata Cic, in seguito divenuta Cia. Gherpelli ha dedicato quindi un ricordo ai tanti fondatori della nuova struttura che in questi anni sono scomparsi.

E’ toccato poi ad Afro Rossi, partito da Campagnola Emilia per divenire uno dei dirigenti nazionali, ricordare il decisivo contributo che proprio l’Organizzazione reggiana diede alla nascita della Confederazione italiana coltivatori, promuovendo il progresso degli stessi.

Il vicepresidente nazionale Pierangioli ha poi concluso la serata, specificando che la raggiunta maturità della Cia trentenne si nutre dell’orgoglio di chi ha saputo rompere il monolitismo imperante nel mondo agricolo, soprattutto con la forza di idee spesso rivoluzionarie, come quella che il presidente Giuseppe Avolio storica figura d’intellettuale e dirigente contadino, fece già negli anni ’80 enunciando la necessità per l’agricoltura italiana di puntare più sulla qualità che sulla quantità delle produzioni, idea oggi quasi scontata, ma che a quel tempo appariva quasi come una bestemmia. La Cia del dopo Avolio -ha aggiunto Pierangioli- ha puntato oltre che a valorizzare le idee, pur senza l’effervescenza di quei primi anni, ad un consolidamento ed un radicamento nel territorio, proponendosi ora anche come consulente per una nuova generazione d’imprese su tutto il territorio nazionale; prospettiva che guarda al futuro perché la Politica agricola comunitaria continuerà a proporre la figura dell’agricoltore con un ruolo sociale e di mantenimento del territorio, accanto al più tradizionale ruolo produttivo.

A conclusione della serata il presidente Bertolini ha consegnato un riconoscimento ai fondatori, vale a dire ai due relatori Gherpelli e Rossi, ed a Sante Ferrari, a lungo vicepresidente dell’organizzazione reggiana. Tra le presenze da segnalare una vasta rappresentanza del mondo agricolo: il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e di Confcooperative Giuseppe Alai, il presidente del Copagri Giuseppe Carini, il direttore di Confagricoltura Marco Benati, quello di Coldiretti Alessandro Drigo, il presidente di Cantine Riunite Corrado Casoli, quello di Progeo Marco Pirani, il coordinatore di Legacoop Agroalimentare Luigi Tamburini, la segretaria della Sezione reggiana del Consorzio Parmigiano Reggiano Loretta Domenichini. Tra gli “ex” che dalla Cia reggiana hanno spiccato il volo, c’erano l’assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi, il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Paolo Cattabiani, il presidente dell’Unione regionale bonifiche Emilio Bertolini.


Consorzio di Bonifica Alli Punta delle Castella: solidarietà della Cia di Catanzaro e di Calabria per il vile attentato

 

La Cia di Catanzaro unitamente alla Confederazione regionale, rispettivamente  presiedute  da  Franco Lucia e Giuseppe Mangone, riunitesi d’urgenza hanno espresso solidarietà al presidente  Vincenzo Traversa ed  alla deputazione del Consorzio  di Bonifica Alli punta delle Castella.  Stigmatizzato  il vile atto intimidatorio che si è verificato nella giornata del 19 scorso in  cui ignoti hanno posto materiale esplosivo agli impianti di irrigazione che serve il bacino del fondo Valle Tacina (Belcastro, Marcedusa, Roccabernarda etc). È da diverso tempo che nell’area a cavallo delle due provincie di Catanzaro e Crotone si verificano atti illeciti puntualmente denunciati agli organi preposti. La Cia è fortemente preoccupata del clima intimidatorio che si registra e che condiziona  pesantemente la gestione corrente delle risorse idriche, nonché la stessa libertà d’impresa.

Occorre rimuovere  da parte dello Stato rapidamente la cappa mafiosa e criminale che soffoca  molte aree agricole  della nostra provincia e della nostra Regione, con la stessa determinazione che si sta dimostrando nei confronti delle potenti cosche che, per diverso tempo, hanno controllato molte città calabresi.

Non bisogna assolutamente sottovalutare la presenza della criminalità organizzata nelle campagne più volte a vari livelli denunciata dalla Confederazione che, riconfermando il suo impegno contro i poteri mafiosi, nei prossimi giorni chiederà che una sua delegazione possa essere ricevuta dal Prefetto di Catanzaro.


Turismo Verde: il presidente Trivellizzi incontra la Cia di Asti

 

E' stato ospite della Cia di Asti, nei giorni scorsi, il presidente nazionale di Turismo Verde, Walter Trivellizzi. La sua visita nell'Astigiano è coincisa con un momento particolarmente importante per le strutture agrituristiche in quanto, dopo la sentenza della Corte Costituzionale dello scorso ottobre, siamo nella fase applicativa della legge quadro nazionale, mentre entro la fine dell’anno dovrebbe vedere la luce anche la nuova normativa regionale piemontese. Insomma un momento particolarmente adatto per discutere dei problemi del settore e del suo inquadramento, a tutto tondo, nel comparto delle attività agricole.  

Durante la sua permanenza ad Asti, Trivellizzi ha incontrato i dirigenti della Strada del Vino Astesana (ai primi posti per la qualità dell'accoglienza nella graduatoria nazionale delle Strade del Vino e del Gusto) e la Cantina Produttori di Vinchio e Vaglio Serra. Il presidente nazionale di Turismo Verde ha poi partecipato ad un lungo e vivace confronto con una trentina di “conduttori” di aziende agrituristiche astigiane. All’incontro, oltre ai dirigenti locali della Confederazione (Dino Scanavino, Mario Porta, Renzo Giordano e Salvatore Seminara), erano presenti il presidente regionale della Confederazione, Roberto Ercole ed il responsabile per il Piemonte di Turismo Verde, Sergio Pelizzoli.

Le questioni affrontate sono state molte: i problemi fiscali, sempre in ambiguo equilibrio tra le qualifiche di reddito agricolo e d'impresa, l'esigenza di una qualificata prevalenza aziendale delle produzioni e delle materie prime, le difficoltà di accertarne la provenienza, sistema di controlli assai diversi tra regione e regione, le scarse certezze legislative e soprattutto la sovente clamorosa difformità con cui gli organi di controllo delle varie Asl giudicano le condizioni di agibilità degli agriturismi.

D’altro canto -ha affermato Trivellizzi- è necessaria da parte dei titolari delle aziende agrituristiche una sincera autocritica sul modo di interpretare l’attività con particolare riferimento al servizio di ristoro, che talvolta corre il rischio di creare casi di concorrenza sleale nei confronti dei ristoranti, alla qualità dell’accoglienza ed alla necessità di proporre quantità crescenti di prodotti locali come elemento di richiamo e di interesse per i cosiddetti turisti della natura.

Durante l’incontro è stata annunciata l’istituzione di un Albo regionale delle Fattorie Didattiche (a cui ci si potrà iscrivere solo dopo aver frequentato un apposito corso e fornendo precise garanzie professionali) e dell’imminente istituzione, da parte delle Camere di Commercio piemontesi, del “Marchio Q” che sarà concesso alle aziende agrituristiche che rispetteranno determinati parametri qualitativi di offerta ai clienti e visitatori.

 

torna al sommario

APPUNTAMENTI


Torna a Palermo l’Isola dei Sapori. Il terzo appuntamento con il “sicilian farmers market”

 

Dopo il successo delle scorse edizioni (15 dicembre e 27 gennaio), torna domenica 24 febbraio a Palermo l’Isola dei Sapori, il mercatino degli agricoltori siciliani organizzato dall’associazione Turismo Verde e dalla Cia siciliana che si svolgerà dalle 10 alle 19.

Il “sicilian farmers market” che Turismo Verde ha intitolato “Isola dei Sapori” è diventato ormai un appuntamento atteso da migliaia di cittadini palermitani che approfittano dell’occasione per acquistare un po’ di tradizione e tipicità siciliana direttamente dai produttori, senza spendere un occhio della testa come spesso accade nei punti vendita specializzati.

I sapori, gli odori, i colori e le tradizioni che i prodotti presentati da oltre trenta aziende provenienti da tutta la Sicilia saranno in assaggio e vendita nelle bancarelle allestite a piazza Croci e lungo via Libertà: dall’olio del Parco (Altofonte), al vino delle Madonie e della provincia di Siracusa; dai formaggi del Belice, del Nisseno, dei Nebrodi e dalle Madonie, al pane nero di Castelvetrano; dalla passata di pomodoro siccagno di Valledolmo ai dolci e torroni. E poi ancora miele, confetture, lumache, cipolle, mandorle, pistacchi, conserve, agrumi e tantissime altre specialità agroalimentari siciliane, molte delle quali vere e proprie rarità e ricordi del passato dei nostri nonni e dei nostri anziani genitori. Un appuntamento da non perdere, dunque.

Anche in assenza di regolamento che recepisca il decreto nazionale, Palermo ha già il suo primo "farmer's market ": una volta al mese, fino a maggio, i produttori agricoli della guida "Isola dei sapori" animeranno con la loro presenza una delle piazze più frequentate della città.

I cittadini di Palermo, e non solo loro, hanno gradito questa manifestazione: oltre 5.000 sono stati i visitatori della mostra mercato che si è svolta lo scorso 27 gennaio.

Gli appuntamenti successivi saranno il 30 marzo, il 27 aprile e il 25 maggio. La conclusione del primo semestre di attività prevede per il 27, 28 e 29 giugno l’organizzazione a Taormina della 6a Festa regionale dell’Agricoltura.

 

torna al sommario