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Anno 48 - n. 16 21 gennaio 2006
COMUNICATI
  • Bistecca “fiorentina”: dopo l’esilio occorre la protezione comunitaria. Gli allevamenti garantiscono qualità, tipicità e legame con il territorio

 

COMUNICATI


Bistecca “fiorentina”: dopo l’esilio occorre la protezione comunitaria. Gli allevamenti garantiscono qualità, tipicità e legame con il territorio

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene alla maxi-grigliata organizzata a Firenze da allevatori, macellai, ristoratori e buongustai e destinata ad un’opera di solidarietà. Occorre valorizzare e difendere questo piatto del made in Italy famoso nel mondo da falsi ed imitazioni.

 

“Dopo quattro anni di esilio, ora è necessario dare una protezione comunitaria anche alla bistecca ‘fiorentina’, che è uno degli emblemi del made in Italy nel mondo e rappresenta una tipicità che ha un forte legame con il territorio. Aspetti, questi, che vanno tutelati e valorizzati”. Lo ha sottolineato il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che è intervenuto a Firenze alla maxi-grigliata, promossa in Piazza della Repubblica dagli allevatori, macellai, ristoratori e buongustai per festeggiare il ritorno di questo famoso piatto. Una manifestazione che ha avuto anche un aspetto solidaristico in quanto il ricavato della giornata è stato interamente devoluto alla Fondazione dell’Ospedale pediatrico Meyer ed a sostegno dei dipendenti della Matec in lotta per la difesa della loro posto di lavoro.

“Il via libera dato dall’Unione europea alla ‘fiorentina’ -ha affermato Politi- è un premio importante all’impegno dei nostri allevatori che hanno puntato sempre sulla qualità e sulla salubrità delle produzioni. Un impegno che deve adesso essere ulteriormente valorizzato, prevedendo, a livello comunitario, una adeguata protezione della bistecca per evitare falsi ed imitazioni che possono danneggiare un prodotto le cui caratteristiche, qualitative e territoriali, sono inconfondibili”.

“D’altra parte, proprio la ‘fiorentina’, di cui si hanno cenni storici sin dal millecinquecento, ha un posto di rilievo non solo  nella gastronomia toscana, ma anche in quella nazionale. Per tale ragione -ha aggiunto il presidente della Cia- bisogna fare in modo che ad essa, come è avvenuto per altri prodotti tipici e di qualità, venga assegnato un marchio di tutela Ue. Come Confederazione ci muoveremo, fin dai prossimi giorni, in questa direzione”.

Politi ha ricordato che il blocco della bistecca “fiorentina” è iniziato il primo aprile 2001 in seguito alla vicenda della Bse, che ha provocato danni rilevanti alla nostra zootecnia con un consistente calo dei consumi.  “E’ stata -ha detto- una ‘quarantena’ sofferta per gli allevatori italiani che, tuttavia, hanno continuato, anche con caparbietà, ad impegnarsi per rendere sempre migliori le loro produzioni. Gli stessi controlli effettuati dalle

autorità competenti hanno confermato la validità di questa azione, visto che i casi accertati di encefalopatia spongiforme bovina sono risultati ben al di sotto di quelli registrati negli altri Paesi dell’Unione europea”.

Il presidente della Cia ha, infine, evidenziato che oggi il mercato che ruota intorno alla “fiorentina” ha un fatturato che supera i 200 milioni di euro, circa il 5 per cento del totale complessivo della carne bovina italiana. Un fatturato che è destinato ad incrementarsi ulteriormente visto che la richiesta della gustosa bistecca è crescente sia da parte degli italiani che dei turisti stranieri.

 

 

IL SETTORE DELLE CARNI IN ITALIA

 
- Allevamenti bovini: 90.000


- Imprese di macellazione: 2.200


- Occupati nell'allevamento e nella macellazione: 80.000


- Valore della produzione agricola di carne bovina: 4.200 milioni di euro (8 per cento produzione agricola).

 

- La carne nel suo complesso (bovina, suina, avicola, ovicaprina, cunicola) è al primo posto nei consumi alimentari delle famiglie italiane: il 21,7 per cento della spesa alimentare complessiva, pari a 26 miliardi di euro.

 

- Gli acquisti domestici di carne bovina delle famiglie italiane sono pari a oltre 400.000 tonnellate per un importo di 3,5 miliardi di euro. 

 

- Gli acquisti domestici di carne avicola sono stati pari a 301.000 tonnellate  per un importo di oltre 1,5 miliardi di euro e di carne suina a 205.000 tonnellate per un importo di 1,2 miliardi di euro.

 

 

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