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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

Direttore responsabile: Alfredo Bernardini. Direzione, Redazione, Amministrazione via Mariano Fortuny 20, 00196 Roma. Tel. 06/326871, Fax 06/3226674, e-mail NuovaAgricoltura@cia.it

Anno 49 - n. 246 20 dicembre 2007
COMUNICATI
  • Domani a Roma in Campidoglio la celebrazione dei trent’anni di storia della Cia
  • Innovazione, conoscenza, mercato: così l’agricoltura vince la sfida della globalizzazione
  • Prezzi: i rincari mandano a picco anche i consumi di frutta e verdura
  • Riforma Ocm vino: un accordo a metà, meglio la proposta iniziale della Commissione Ue
TERRITORIO
  • La Cia Sicilia sulle assunzioni nei Consorzi di bonifica
  • Riunione della direzione della Cia Abruzzo
  • Taranto: il Premio Nicola Resta ad un’azienda iscritta alla Cia di Castellaneta
APPUNTAMENTI
  • Cia Catania: incontro sulla prevenzione e l’uso corretto dei farmaci per gli anziani

 

COMUNICATI


Domani a Roma in Campidoglio la celebrazione dei trent’anni di storia della Cia

 

La manifestazione si terrà alla Sala Protomoteca. E’ prevista la partecipazione dei presidenti del Senato Franco Marini e della Camera Fausto Bertinotti, dei ministri Paolo De Castro e Alfonso Pecoraro Scanio e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le conclusioni del presidente Giuseppe Politi.

 

 

Domani la Cia-Confederazione italiana agricoltori celebra, a Roma, i suoi trent’anni di storia. Una solenne cerimonia si svolgerà in Campidoglio, presso la Sala Protomoteca, alla quale è prevista la partecipazione dei presidenti del Senato Franco Marini e della Camera Fausto Bertinotti e dei ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Alfonso Pecoraro Scanio e del sindaco di Roma Walter Veltroni.

La manifestazione celebrativa -che si tiene sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio dei ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali  e per i Beni e le Attività culturali- avrà inizio alle ore 9.30 e sarà aperta dal vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli.

Seguirà la lettura del messaggio che per l’occasione ha inviato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Dopo la relazione del prof. Emanuele Bernardi sul tema “Dall’Alleanza contadini alla Cia, un’esperienza nella rappresentanza agricola in Italia” e gli interventi delle autorità, ci saranno le conclusioni del presidente nazionale della Confederazione Giuseppe Politi. La celebrazione terminerà con la consegna di targhe ricordo.

Una manifestazione, dunque, per ricordare e celebrare trent’anni di storia che non è solo quella della Confederazione o dell’agricoltura italiana, ma anche quella del nostro Paese, i cui avvenimenti si sono intrecciati, segnandone le iniziative e le strategie, con la vita di una delle maggiori rappresentanze agricole nazionali, la Cia, appunto.

Una storia, quella della Cia, fatta di conquiste, di impegni, di lotte sindacali, di iniziative, di manifestazioni, di incontri, di confronti che hanno lasciato un’impronta forte nel contesto agricolo, economico e sociale del nostro Paese. Un’azione incisiva a tutela degli agricoltori e delle loro famiglie, a difesa dei loro redditi.


Innovazione, conoscenza, mercato: così l’agricoltura vince la sfida della globalizzazione

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi, nel convegno promosso nell’ambito delle celebrazioni dei trent’anni della Confederazione, ha evidenziato il nuovo ruolo che deve svolgere l’impresa per percorrere la strada dello sviluppo e della competitività. L’attività agricola è garanzia di difesa e valorizzazione del paesaggio e del territorio.

 

“Anche per gli agricoltori la sfida del mercato si vincerà sempre più sulla conoscenza e sulla capacità di innovare. Molte imprese agricole, in Italia, fanno parte di quelle ‘minoranze vitali’ di cui parla il Censis che stanno alla base della crescita della nostra economia. Probabilmente questa capacità risiede proprio nella diffusione dell’innovazione basata sull'apprendimento legato all’attività produttiva, che ha rappresentato la forma ideale di trasferimento di competenze tra imprenditori e tra generazioni, soprattutto in un sistema produttivo, come l’agricoltura, basato sulle imprese familiari”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso del convegno “Paesaggio agrari, territorio, globalizzazione”, promosso a Roma nell’ambito delle manifestazioni celebrative per i trent’anni dell’organizzazione.

“Le forze del cambiamento in agricoltura -ha rilevato Politi- non sono state solo la Pac e la liberalizzazione dei commerci sancita con i negoziati Wto, ma anche la tecnologia e la grande distribuzione. La globalizzazione non è un processo neutrale. Segue percorsi segnati dalle forze dominanti del mercato”.

“La conoscenza, anche grazie alla diffusione di Internet, sta modificando -ha detto il presidente della Cia- i rapporti economici. Per i consumatori li trasforma da soggetti passivi a soggetti preparati e consapevoli; per gli agricoltori, invece, ciò è sinonimo di reti e di legami centrati sulla interazione con altre imprese della filiera e sulla conoscenza degli andamenti di mercato e degli eventi climatici. Nell’azienda moderna esistono e crescono capacità che non si traducono solo in impianti, macchinari e prodotti, ma anche in beni intangibili: le conoscenze di mercato, del sapere tecnologico, delle relazioni, Oggi è cambiato il peso che tali risorse assumono nel capitale dell’impresa, poiché incidono sempre più nei modi di produrre, nelle strategie e nei rapporti di concorrenza e cooperazione. In una parola, le risorse intangibili ed il capitale intellettuale costituiscono sempre più il fondamento del potere competitivo di un’impresa”.

Soffermandosi sul rapporto agricoltura e paesaggio, Politi ha sostenuto che “l’agricoltura rappresenta l’attività produttiva per eccellenza più diffusa sul territorio ed è, quindi, quella che disegna in modo determinate il paesaggio. A sua volta, il paesaggio agrario e rurale è storicamente il frutto del connubio tra natura, economia e cultura. Di conseguenza, il settore primario, con il suo ruolo sempre più multifunzionale, costituisce l’elemento protagonista di tutela ambientale, il punto fermo per difendere e valorizzare la tipicità e la qualità. Di qui l’esigenza di politiche e di scelte che tengano conto delle peculiarità e delle prerogative che fanno del lavoro agricolo il fulcro insostituibile di un'azione tesa a preservare il patrimonio paesaggistico e tutto ciò  che intorno ad esso ruota”.

Il convegno -svoltosi alla Residenza di Ripetta- è stato introdotto da Paolo Surace, coordinatore del Comitato scientifico della Cia. Sono seguiti gli interventi e le relazioni di Roberto Fanfani, Università di Bologna (“I mutamenti delle strutture e delle politiche agrarie”), di Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, di Tullio Seppilli, Università di Perugia e Fondazione Angelo Celli (“Città e campagna: il cambiamento di immagine del mondo rurale tra radicazioni locali e dinamiche di globalizzazione”), di Carmine Capece, imprenditore agricolo, di Paola Colaneri, Università del Molise (“Dall’impresa coltivatrice all’impresa agricola professionale: metamorfosi o continuità?”), di Domenico Brugnoni, imprenditore agricolo, di Maria Gemma Grillotti, Università Campus Bio-medico, gruppo di ricerca Gecoagri-landitaly (“Il paesaggio agrario da paradigma scientifico a fattore di sviluppo rurale”), di Margherita Longo, imprenditrice agricola, di Maria Cristina Treu, Politecnico di Milano (“Le politiche e gli strumenti di gestione del territorio”), e di Rossella Cantoni, presidente dell’istituto Alcide Cervi.


Prezzi: i rincari mandano a picco anche i consumi di frutta e verdura

 

Nei primi dieci mesi del 2007 gli acquisti di ortofrutta, secondo le rilevazioni della Cia, sono scesi del 5,6 per cento. Quindi, il crollo delle vendite non ha riguardato soltanto pane e pasta. La spesa, tuttavia, è continuata a crescere a causa di aumenti ingiustificati e di speculazioni. Tale flessione è destinata ad accentuarsi quando si avranno i dati relativi ai riflessi provocati dal blocco dell’autotrasporto.

 

 

Non solo pane e pasta. Anche per frutta e verdura è stata una vera “debacle” sul fronte dei consumi: nei primi dieci mesi dell’anno si è avuto un crollo di oltre il 5,6 per cento. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle rilevazioni dell’Istat sulle vendite al dettaglio in Italia nel mese di ottobre.

L’accentuato calo dei consumi -afferma la Cia- è stato causato soprattutto da rincari ingiustificati e da manovre speculative che hanno fatto impennare i prezzi dell’intero comparto ortofrutticolo. Un calo che è destinato a crescere negli ultimi due mesi dell’anno per le ben note vicende del fermo dell’autotrasporto che ha determinato aumenti selvaggi al consumo.

Tuttavia, la spesa sostenuta dagli italiani, per frutta e verdura, nonostante i minori acquisti, è cresciuta -rimarca la Cia- tra il 5 e il 7 per cento proprio per la miccia esplosiva innescata sul fronte dei prezzi.

Per quanto riguarda la frutta -avverte la Cia- la flessione delle vendite nei primi dieci mesi dell’anno è stata pari al 4,3 per cento rispetto all’analogo periodo del 2006; mentre più consistente è stata la diminuzione per verdure e ortaggi, i cui acquisti sono scesi del 6,8 per cento.

Dal campo alla tavola -sostiene la Cia- si registrano aumenti anche di venti volte per i prodotti ortofrutticoli. E’ una crescita a dismisura lungo tutta la filiera che vede anche sei-sette passaggi dal produttore allo scaffale dei supermercati. Una tendenza, quindi, che ha allontanato i consumatori da frutta e verdura, alimenti che, invece, dovrebbero essere consumati proprio per una dieta equilibrata.

Per questo motivo, la Cia ha chiesto l’avvio di una pronta costituzione di un Tavolo permanente tra governo, rappresentanti della filiera agroalimentare, dell’Istat, dell’Unioncamere e dei consumatori per avere un costante quadro preciso della situazione prezzi e intervenire in maniera tempestiva per contrastare aumenti ingiustificati e tentativi di speculazione, come purtroppo sono avvenuti in questi giorni. Nello stesso tempo è necessario dare il via ad Osservatori sia a livello nazionale che regionale.

Occorrono -aggiunge la Cia- severi e continui controlli. E’ indispensabile, inoltre, un’attenta verifica dell’origine del prodotto che deve essere chiaramente indicata nell’etichettatura. Esiste un’apposita legge che però viene completamente disattesa.

In tale contesto, la Cia riafferma l’attualità della sua Petizione popolare sul doppio prezzo (origine e dettaglio).


Riforma Ocm vino: un accordo a metà, meglio la proposta iniziale della Commissione Ue

 

La Cia sottolinea che l’intesa fra i 27 Stati membri aumenta il budget a livello nazionale ma apre un problema di ripartizione delle risorse. Lo zuccheraggio resta, anche se limitato nell’utilizzo, un’azione negativa. Va dato atto all’impegno profuso dal ministro De Castro e alle sue capacità negoziali. .

 

 

Per l’Italia era migliore la proposta di riforma dell’Ocm vino avanzata a suo tempo dalla Commissione esecutiva Ue. L’accordo raggiunto migliora le correzioni di rotta che in questi mesi sono intervenute e, soprattutto, la proposta votata nei giorni scorsi dal Parlamento europeo. L’intesa raggiunta resta insufficiente per le esigenze dei produttori italiani. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta il compromesso a Bruxelles tra i ministri agricoli dei “27”.

Le alleanze fra gli Stati membri -ha rilevato la Cia- hanno, dunque, determinato un arretramento rispetto alla proposta iniziale dell’esecutivo di Bruxelles. L’Italia si è trovata in difficoltà, dovendo affrontare una trattativa tutta in salita. Va dato atto all’impegno profuso dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro e alle sue capacità negoziali

L’intesa ha riconfermato, purtroppo, il ripristino dello zuccheraggio, anche se limitato solo a 1,5 per cento per i Paesi del Sud Europa e al 2 per cento massimo per quelli del Nord. Una pratica contro la quale la Cia si è sempre battuta e continuerà a farlo con la massima fermezza, poiché penalizza, in termini di competitività le produzioni di qualità della nostra vitivinicoltura.

Nella trattativa l’Italia ha ottenuto un aumento significativo della dotazione finanziaria nazionale per il settore, con misure che per la Cia dovranno, comunque, essere finalizzate ad incentivare la qualità e la competitività, evitando di rifinanziare azioni che la stessa Commissione Ue aveva abolito nella sua prima proposta.

 

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TERRITORIO


La Cia Sicilia sulle assunzioni nei Consorzi di bonifica

 

La Cia siciliana chiede al presidente della regione Cuffaro e all’assessore all’Agricoltura La Via di fermare le centinaia di assunzioni che gran parte dei Consorzi di Bonifica dell’Isola sta effettuando in questi giorni.

Malgrado le numerose riunioni e i buoni propositi in più occasioni manifestate da Cuffaro e da La Via, continua a permanere, anzi ad aggravarsi, la vergogna di una famelica, inconcludente e disastrosa gestione dei Consorzi di Bonifica. Non sono sufficienti, evidentemente, i 2 mila dipendenti in Sicilia -a fronte dei 15 mila su tutto il territorio nazionale- già in organico a garantire la esigua attività di questi carrozzoni clientelari e di sperpero delle risorse non solo pubbliche ma anche private. Per gli amministratori straordinari, infatti, si rendono necessarie altre centinaia di nuove assunzioni per fronteggiare gli adempimenti istituzionali che non sono mutati da quelli degli anni passati.

La Cia siciliana prosegue la sua campagna di denuncia sulla inadeguatezza e sulla inutilità dei Consorzi di Bonifica siciliani che drenano ingenti risorse finanziarie dalle casse della Regione e dalle tasche dei produttori agricoli che, malgrado la copertura del 95 per cento delle spese da parte della regione, sono costretti a pagare quote consortili di ingente entità che rendono il costo dell’acqua irrigua tra i più alti d’Italia. E se già non bastasse il carico 2006, gli amministratori straordinari hanno approvato i bilanci prevedendo aumenti tra il 20 e il 30 per cento dei contributi consortili a carico dei produttori.

La Cia siciliana in questi mesi ha dato il proprio contributo alla stesura di una bozza di intervento legislativo per avviare un processo di riforma dei Consorzi di Bonifica e del ripristino della gestione democratica, ma di fronte alla colpevole debolezza e alla inadeguata o complice inattività del Governo della Regione, annuncia lo stato di agitazione della categoria e rinuncia a partecipare a qualsiasi tavolo di concertazione fino a quando non verranno messi in atto da parte del governo regionale azioni concrete capaci di fermare il degrado gestionale dei Consorzi di Bonifica e di avviare un reale processo di cambiamento.

 


Riunione della direzione della Cia Abruzzo

 

La direzione regionale della Cia Abruzzo, riunita per un esame del Piano di sviluppo rurale (Psr) e per celebrare il trentesimo anniversario della propria fondazione, appresa la notizia dell’approvazione del Psr Abruzzo, ha espresso la propria soddisfazione per questo significativo  risultato.

Una buona notizia, ha commentato il presidente regionale Domenico Falcone, che, nell’attuale momento di amarezza per le vicende collegate al Bilancio regionale per il 2008 privo di risorse per investimenti nei settori produttivi, dota l’agricoltura abruzzese di un importante strumento  di programmazione per il periodo 2007/2013. Falcone ha, però, sottolineato che il Psr, pur con le importanti risorse, 383,888 milioni di euro pubblici ai quali si andranno a sommare 189,486 milioni di euro di cofinanziamento a carico dei beneficiari delle misure di sostegno, non potrà da solo rispondere  alle molteplici esigenze di consolidamento e sviluppo dell’agricoltura abruzzese impegnata in un’azione di miglioramento qualitativo e di rafforzamento della propria presenza sui mercati.

Ora occorre, ha sottolineato il presidente della Cia, uno sforzo per avviare, attraverso una reale politica di concertazione, un percorso di scelte strategiche in grado di mettere le componenti produttive dell’Abruzzo nella condizione di riprendere quel cammino virtuoso di crescita e sviluppo dell’economia e della società. Percorso al quale l’agricoltura ha dato e potrà seguitare a dare un notevole contributo. Da ciò l’esigenza di arrivare all’approvazione  di un Bilancio regionale non impostato, ragionieristicamente, solo sui costi della sanità e del funzionamento della struttura amministrativa ma in grado, con scelte coraggiose, di assicurare investimenti per lo sviluppo.

In questo contesto la Cia d’Abruzzo ritiene urgente l’approvazione di una serie di leggi, provvedimenti e norme sia per completare il Psr, bandi, che per armonizzare alle mutate  condizioni dell’agricoltura e del territorio rurale la vigente legislazione regionale.

Il mondo agricolo abruzzese, ha concluso Falcone, sollecita l’approvazione di nuove leggi regionali, sull’agricoltura, sull’agriturismo, sulla forestazione, oltre a riflessioni, orientamenti e provvedimenti sulla zootecnia, l’assistenza tecnica, la ricerca e l’innovazione, i mercati e l’internalizzazione. Riaffermando il valore della concertazione, conclusa l’impegnativa fase del Psr, la Cia d’Abruzzo chiede all’assessore Marco Verticelli di dare impulso e continuità al programma di lavoro già impostato e condiviso.


Taranto: il Premio Nicola Resta ad un’azienda iscritta alla Cia di Castellaneta

 

La Cia di Taranto esprime piena soddisfazione per l’assegnazione del premio Nicola Resta edizione 2007 settore agricoltura a Giovanni Guida, azienda iscritta alla Cia di Castellaneta.

Il riconoscimento è stato conferito alla azienda dal presidente provinciale della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo.

Il Premio Nicola Resta, medaglia d’oro e attestato, è un riconoscimento della Camera di Commercio di Taranto assegnato sin dal 1976 a figure del mondo economico e produttivo di alto profilo, impegnate nella crescita della terra jonica nei settori commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Giovanni Guida, originario di Castellaneta, grazie alla costante dedizione ai valori della propria terra e alla ottimizzazione delle potenzialità del territorio  ha dimostrato che anche nella provincia di Taranto è possibile ottenere vini di grande pregio ed oli extravergini di oliva di altissima qualità.

L’Agricola Guida azienda produttrice di vino ha sede in Crispiano e punti vendita a Castellaneta, Taranto e Novara.

Tali riconoscimenti dimostrano la vitalità di queste aziende che rischiando in proprio hanno scelto di commercializzare direttamente i propri prodotti.

La Cia ritiene che la presenza di questi imprenditori così intraprendenti sono un vanto per la nostra provincia e un ottimo biglietto da visita in giro per il mondo.

 

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APPUNTAMENTI


Cia Catania: incontro sulla prevenzione e l’uso corretto dei farmaci per gli anziani

 

“Anziani, prevenzione e uso corretto dei farmaci”. Questo è il tema dell’incontro pubblico, organizzato in compartecipazione tra Federfarma, Associazione pensionati Cia di Catania e l’Amministrazione comunale di Caltagirone  che si svolgerà  domani venerdì 21 dicembre,  alle ore 16, presso il salone dell’ex Educandato San Luigi di Caltagirone.

“E’ una importante iniziativa -ha dichiarato Ruggiero Pardo, della presidenza regionale dell’Associazione pensionati Cia Sicilia- di informazione rivolta ai pensionati e alle persone anziane sull’uso corretto dei farmaci. L’Associazione pensionati di  Catania è impegnata anche su questo fronte con la promozione di programmi, interventi e iniziative atte a favorire il benessere e la salute dei pensionati durante l’arco della vita”.

“L’erogazione di servizi, quali la domiciliazione   delle medicine, solo dietro prescrizione medica, per i pensionati e le persone non autosufficienti sono -ha concluso Pardo-  alcuni dei tanti esempi di come l’Associazione pensionati Cia di  Catania intende contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e al rafforzamento di una cultura solidaristica tra le diverse generazioni”.

 

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