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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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Anno 49 - n. 147 20 luglio 2007
ATTUALITÀ
  • Cordoglio della Cia per la scomparsa di Renato Ognibene
  • La scomparsa di Anna Cavallini
COMUNICATI
  • Caldo: anche le mucche sono stressate e producono meno latte. S’impenna il consumo di frutta. E’ boom per cocomeri, meloni e pesche

 

ATTUALITÀ


Cordoglio della Cia per la scomparsa di Renato Ognibene

 

Profondo dolore per la scomparsa di Renato Ognibene è stato espresso a nome della Confederazione italiana agricoltori dal presidente nazionale Giuseppe Politi.

Ognibene ha partecipato alla Costituente Contadina ed è stato vicepresidente nazionale della Confederazione italiana coltivatori (Cic). Ha ricoperto anche la carica di presidente nazionale dell’Inac, il Patronato della Cia.

Il presidente Giuseppe Politi, nell’esprimere le più sentite condoglianze, ha fatto giungere ai familiari di Ognibene il cordoglio e la solidarietà della Confederazione.

 


La scomparsa di Anna Cavallini

 

Grave lutto per la Cia. E’ scomparsa Anna Cavallini che ha fatto parte della Costituente contadini e ha lavorato alla nascita della Confederazione italiana coltivatori.

Anna Cavallini era stata presidente regionale dell’Associazione pensionati della Cia regionale Lombardia e provinciale di Mantova. Attualmente era componente della Direzione  provinciale dell'Anp di Mantova. E sempre a mantova operava anche nell’Associazione Donne in Campo.

Impegnata con dedizione nell’attività della Confederazione, Cavallini era anche dirigente nazionale dell’Anp-Cia.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio nella Confederazione. Il presidente Giuseppe Politi, a nome dell’intera organizzazione, ha fatto pervenire ai famigliari di Anna Cavallini le più sentite condoglianze.

 

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COMUNICATI


Caldo: anche le mucche sono stressate e producono meno latte. S’impenna il consumo di frutta. E’ boom per cocomeri, meloni e pesche

 

La Cia segnala che la produzione lattiera è scesa di circa il 10 per cento soprattutto in Lombardia e in alcune zone della Pianura Padana. Le vendite di frutta nelle prime due settimane di luglio sono cresciute dell’8 per cento rispetto allo scorso anno.

 

Mucche che producono meno latte e impennata nei consumi di frutta, in particolare cocomeri e meloni. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia come il grande caldo di questi giorni, con punte vicine ai 40 gradi, sta pesando anche nelle stalle, dove l'afa e il clima torrido stanno avendo riflessi sugli allevamenti. La produzione lattiera ha fatto registrare un calo intorno al 10 per cento, soprattutto in Lombardia e in molte zone della Pianura Padana.

La situazione -avverte la Cia- potrebbe aggravarsi ulteriormente se crescerà nei prossimi giorni il grado di umidità che rende più opprimente il caldo per gli animali, i quali mangiano molto di meno. E ciò si riscontra soprattutto per le mucche da latte che hanno bisogno di un clima più fresco e secco. Sta di fatto che la produzione giornaliera di 30 litri di latte è scesa in maniera evidente nell’ultima settimana, quando l’afa è divenuta più asfissiante.

Un problema questo -sottolinea la Cia- che ha costretto molti allevatori ad un maggior utilizzo di corrente per cercare di refrigerare le stalle e alleviare così lo stato degli animali. Tuttavia, la situazione non è migliorata di molto e le mucche stressate fanno meno latte.

Con l'arrivo del caldo record è, però, anche boom -sottolinea la Cia- negli acquisti di frutta. Impennate si hanno, in particolare, per cocomeri e meloni che rappresentano larga parte della frutta acquistata in questo periodo dell’anno.

Nelle prime due settimane di luglio, si è registrato nei consumi di frutta un aumento del 7 per cento rispetto allo stesso periodo del mese di giugno e dell’ 8 per cento nei confronti dello scorso anno. Un’impennata nelle vendite che non si aveva da anni. Il settore, infatti, da tempo continua a fare conti con cali continui nei consumi e con una situazione di completa stagnazione.

In testa alle vendite -sottolinea la Cia- ci sono cocomeri, meloni, pesche. Seguono susine, meloni e albicocche.

Questi incrementi dei consumi di frutta -segnala la Cia- rappresentano una salutare boccata d’ossigeno per un settore alle prese con grandi difficoltà, che l’andamento del clima, specialmente nello scorso inverno, ha acuito, causando gravi problemi. Con le temperature elevate, infatti, la maturazione delle produzioni si è concentrata ed accavallata, senza la naturale scalarità che si verifica normalmente. Gli agricoltori si sono così confrontati con una crisi pesante. I danni maggiori si sono riscontrati soprattutto in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Ma anche in altre zone del Paese si sono avute situazioni critiche, in particolare Emilia Romagna, Marche, Sardegna e Campania.

Il clima “tropicale”, in pratica, ha messo in ginocchio migliaia di produttori. E’ rimasta invenduta non solo molta produzione orticola, ma anche -conclude la Cia- diversa frutta che non ha trovato sbocco sul mercato. Gli agricoltori sono stati costretti a distruggere la produzione in campo. Non solo. I prezzi all’origine sono crollati.

 

 

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