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  Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori

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Anno 48 - n. 247 19 dicembre 2006
COMUNICATI
  • Natale: vini, spumanti, salumi, formaggi. A tavola sarà un trionfo per il “tipico”
TERRITORIO
  • Cia di Taranto: per le clementine è crisi profonda
  • Giorgio De Fabritiis nuovo presidente della Cia di Teramo
APPUNTAMENTI
  • Domani l’Assemblea regionale della Cia Basilicata

 

COMUNICATI


Natale: vini, spumanti, salumi, formaggi. A tavola sarà un trionfo per il “tipico”

 

La Cia sottolinea che per le Feste di fine anno verranno spesi 1,5 miliardi per i prodotti tradizionali delle nostre terre. Molto gettonate le Dop e le Igt: un patrimonio di grande valore per il “made in Italy”

 

 

Vini, spumanti, salumi, formaggi. Anche per il prossimo Natale a tavola sarà un trionfo per i prodotti tipici e per quelli a denominazione d’origine (Doc, Docg, Igt, Dop e Igp). Gli italiani spenderanno circa 1,5 miliardi (il 25 per cento dei 6 miliardi destinati alla voce “alimentazione” di questo particolare periodo), per acquistare tali prodotti che andranno ad allietare i pranzi e le cene di fine anno. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale la spesa per il “tipico” crescerà del 1,6 per cento rispetto al 2005.

Dei 1,5 miliardi spesi per i prodotti tipici e di qualità, il 40 per cento (600 milioni di euro) è destinato -afferma la Cia- all’acquisto di vini e spumanti, il 29 per cento di prosciutti e salumi (435 milioni di euro), il 26 per cento di formaggi (390 milioni di euro), il 4 per cento di frutta fresca e secca e legumi (60 milioni di euro) e l’1 per cento di olio extravergine di oliva (15 milioni di euro).

La scelta degli italiani -rileva la Cia- conferma il legame ancora forte con le tradizioni del Natale che hanno radici profonde nelle nostre regioni e nelle tantissime specialità locali. Da qui l’attenzione verso i 4100 prodotti tipici regionali, gli oltre 450 vini a denominazione d’origine, le 155 Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta). Un patrimonio non solo economico (un fatturato annuo al consumo che supera i 9,3 miliardi di euro e un valore alla produzione di 4,8 miliardi di euro), ma anche culturale. Patrimonio sempre più punta di diamante del “made in Italy”, nonostante il continuo e massiccio attacco dell’agropirateria sui mercati internazionali.

Una scelta, quella delle famiglie italiane, confermata anche dal grande successo che stanno riscuotendo in questi giorni i molti mercatini di Natale (visitati da più di 6 milioni di persone), organizzati in tutte le regioni e che vedono protagonisti numerosi agricoltori. In essi, si possono, infatti, trovare prodotti tipici locali e specialità che fanno parte della nostra tradizione gastronomica.

A Natale, Capodanno e Epifania, si mangerà “tipico” e, quindi, soprattutto italiano. Continua così -sottolinea la Cia- a crescere l’interesse verso le produzioni tradizionali e di qualità delle nostre terre. Una scelta alimentare che si è fatta sempre più mirata ed oculata. Non si spende più tanto per acquistare, ma si guarda sempre più alle caratteristiche del prodotto, con un occhio al suo legame con il territorio.

Sulle tavole imbandite per le feste di fine anno -evidenzia la Cia- i prodotti tipici “made in Italy” faranno, pertanto, veramente la parte del leone. Si va dal prosciutto di Parma a quello di San Daniele, dal culatello di Zibello al capocollo, alla soppressata di Calabria, allo zampone e al cotechino di Modena, dallo speck dell’Alto Adige al lardo di Arnaud della Valle D’Aosta, dal gorgonzola al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano, al Pecorino Romano e sardo, alla mozzarella di bufala campana al caciocavallo Silano, dalle arance rosse di Sicilia alla nocciola di Piemonte, dalla lenticchia di Castelluccio ai capperi di Pantelleria, alla nocciola di Giffoni, dall’olio di oliva di Brisighella a quelli di Canino, del Cilento della Riviera Ligure, della Sabina, dell’Umbria, della Puglia e delle Valli Trapanasi; al pane di Altamura al casereccio di Genzano.

Dunque, il prodotto territoriale, che ci avvicina alla tradizione di tantissimi paesi e borghi, sarà protagonista -conclude la Cia- anche delle imminenti feste, rinnovando un successo che in questi ultimi anni è andato sempre più crescendo.

 

 

 

Le spese delle Feste per il “tipico”

 

 

Prodotti

Valori in milioni di euro

Vini e spumanti

600

Salumi

435

Formaggi

390

Frutta secca, legumi ed altri

60

Olio d’oliva

15

 

 

 

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TERRITORIO


Cia di Taranto: per le clementine è crisi profonda

 

La Cia di Taranto ha partecipato all’incontro svoltosi lunedì 18 presso l’assessorato regionale all’Agricoltura in cui si è discusso della crisi del settore agrumicolo. Il comparto agrumicolo in particolare quello della  commercializzazione delle "clementine" della provincia di Taranto, versa in gravi difficoltà. Notevole è la concorrenza da parte degli altri paesi comunitari, che sta determinando il deprezzamento della produzione locale.

Tale situazione incide negativamente sul reddito di numerosissime famiglie che, vivendo dall’agricoltura stanno attraversando momenti difficili. Il prodotto, in fase di maturazione, necessità di essere raccolto e i produttori di clementine, a fronte del calo del prezzo di vendita, non riescono a sopportare gli elevatissimi costi di produzione. Infatti, a fronte di un costo di produzione pari a circa 0,25 euro/kg il prezzo di vendita del prodotto in azienda è di circa 0,15-0,20/Kg.

La categoria, che rappresenta circa un quarto della popolazione complessiva del territorio Tarantino, è da tempo in stato di agitazione, a causa dei continui e frequenti disagi dovuti alla mancanza di redditività delle imprese agricole. La Cia ha già attivato iniziative di mobilitazione, che potrebbero sfociare  in manifestazioni di piazza con gravi ripercussioni per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nel corso dell’incontro l’assessore Russo si è impegnato ad attivare contatti presso la grande distribuzione organizzata, con lo scopo di trovare le soluzioni per aumentare i quantitativi di vendita del prodotto. Inoltre, sarebbe auspicabile che il ministero delle Politiche Agricole dia indicazioni precise, affinché si intensifichino i controlli sulle importazioni di agrumi. L’attivazione di campagne pubblicitarie di promozione degli agrumi dell’Arco Jonico tarantino potrebbe fornire un valido supporto al settore in crisi.

La Cia di Taranto ha chiesto che per il prossimo anno la Regione si faccia carico di iniziative di sensibilizzazione presso le scuole di ogni ordine e grado per la diffusione, fra la popolazione studentesca, del consumo di spremute di agrumi. All’assessore Russo è stato irichiesto di sostenere presso il ministero la legislazione relativa all’adeguamento delle normative sanitarie in tutta Europa.

Infine, la Regione Puglia  dovrà a breve formulare un nuovo piano agrumi meglio confacente alle esigenze dei produttori.

Al termine, i partecipanti all’incontro hanno chiesto che venga dichiarato lo stato di grave crisi del settore e la sospensione di  tutti i pagamenti.


Giorgio De Fabritiis nuovo presidente della Cia di Teramo

 

Giorgio De Fabritiis è il nuovo presidente della Cia di Teramo. E’ stato eletto ieri dall’Assemblea dei delegati, svolta presso il salone delle conferenze della Camera di commercio, in sostituzione di Massimo Cerasi, scomparso prematuramente all’età di 44 anni lo scorso primo ottobre.

L'Assemblea è iniziata proprio con un ricordo filmato sul compianto Cerasi, peraltro ricordato sia dal presidente regionale della Cia Abruzzo, Domenico Falcone, che dal neo-eletto presidente della Cia provinciale, Giorgio De Fabritiis. Quest’ultimo ha dichiarato: “ lavorerò per proseguire il proficuo lavoro iniziato dal mio predecessore, Massimo Cerasi, sul cui solco segnato da lui in favore dell'agricoltura teramana e degli stessi soci-agricolltori teramani. Mi calerò totalmente con l'esigenza di costruire un patto con la società, per garantire alla stessa prodotti sani e buoni, conservazione dell'ambiente e del nostro amato territorio. Ma con altrettanta convinzione e con la forza di volontà chiederò per i produttori agricoli le condizioni sociali pari a quelli degli altri cittadini-lavoratori, togliendoli il più possibile dal loro isolamento e assicurando loro redditi adeguati, vista la particolarità delle nostre aziende agricole“.

In contemporanea con l’elezione del nuovo presidente provinciale, è stata eletta la nuova Giunta provinciale della Cia di Teramo composta, oltre che dallo stesso presidente, anche da: Sandra Fattorel, Donato Di Marco, Gilberto Scarpone e Pasquale Cantoro. 

 

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APPUNTAMENTI


Domani l’Assemblea regionale della Cia Basilicata

 

Si svolgerà domani 20 dicembre, alle ore 9.00, il Consiglio-Assemblea della Cia di Basilicata. I lavori si terranno presso la sala riunioni della sede regionale a Potenza,  in via dell’Edilizia lotto E.  In discussione il seguente oridine del giorno: comunicazione del presidente regionale Donato Distefano; approvazione bilancio previsionale 2007; integrazione e approvazione statuto sistema Cia Basilicata; approvazione regolamento sistema Cia; varie ed eventuali.

Ai lavori dell’Assemblea parteciperà Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale Cia.

 

 

 

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