| Agenzia di informazione della Confederazione italiana agricoltori | |
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| Anno 52 - n. 226 | 19 novembre 2010 |
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La Cia esprime soddisfazione per l’accoglimento da parte del governo di un ordine presentato dall’on.Susanna Cenni alla legge finanziaria 2011. E’ un’esigenza che la Confederazione ha sempre sostenuto. La Cia-Confederazione italiana agricoltori esprime soddisfazione per l’accoglimento da parte del governo dell’ordine presentato dall’on.Susanna Cenni alla legge finanziaria 2011 sul piano proteine vegetali. In esso si sottolinea, infatti, che la sostenibilità di un gran numero di aziende zootecniche è seriamente minacciata dalla recente impennata dei prezzi dei cereali nell’Unione europea, causate sia dalle condizioni climatiche avverse sia dalla speculazione. Allo stesso tempo la produzione zootecnica è strettamente connessa ai costi dei mangimi e l’Italia dipende fortemente dalle importazioni di soia e mais da paesi terzi e tali importazioni stanno conquistando quote di mercato dell’Unione europea ed esercitano ulteriori pressioni sui prezzi di mercato dei prodotti di origine animale. Con l’ordine del giorno si impegna, quindi, il governo a predisporre i necessari investimenti per la realizzazione di un piano che consenta la coltivazione di proteaginose e leguminose per l’alimentazione animale al fine di tutelare il comparto zootecnico dalla speculazione dei prezzi dei mangimi e, nello stesso tempo, concorrere in maniera incisiva alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Da tempo la Cia sostiene la necessità di un piano nazionale ed europeo delle proteine vegetali per garantire una produzione libera da Ogm e assicurare un approvvigionamento di miscele per mangimi di qualità.
La Cia, anche sulla base dei dati Ismea, ricorda la performance registrata dall’agricoltura biologica, i cui prodotti segnano, nei primi nove mesi del 2010, un aumento nelle vendite dell’11 per cento. Un risultato positivo nonostante le difficoltà che incontrano i produttori. Mentre l’alimentare tradizionale segna il passo, il “bio” non conosce crisi. E così i consumi continuano a crescere (più 11 per cento nei primi nove mesi del 2010), confermando un trend ormai consolidato dai dati registrati nel 2008 (più 5,2 per cento) e nel 2009 (più 6,9 per cento). Un’ascesa inarrestabile che dimostra ulteriormente quanta attenzione c’è da parte dei nostri connazionali verso questi prodotti, che entrano sempre più nella spesa quotidiana delle famiglie. È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, sulla base delle ultime rilevazioni dell’Ismea, evidenzia con soddisfazione la crescita del comparto, nonostante i difficili problemi che oggi vivono le imprese e la mancanza di misure adeguate che costringe i produttori ad operare in un contesto carico di problemi e di poche certezze. Analizzando l’andamento dei singoli comparti, si rileva che la crescita di consumi dell’ortofrutta fresca e trasformata (che rappresenta il 22 per cento del valore degli acquisti biologici) è stata del 4 per cento rispetto al 2009, mentre il pane e i sostituti segnano un aumento tra il 15 e il 20 per cento. Marcato anche -come sottolineano i dati Ismea- l’incremento registrato dalla pasta di semola (più 9,5 per cento). Diversa, invece, la tendenza che si riscontra per questi stessi prodotti sul fronte convenzionale: il pane cala del 2,3 per cento e la pasta del 2,4 per cento. Per i prodotti lattiero-caseari il consumo cresce del 10,4 per cento, con punte di oltre il 23 per cento per il latte fresco. Un aumento del 7,5 per cento registrano gli acquisti di carne e uova. Ben più consistente è l’aumento (più 20 per cento) registrato dall’olio d’oliva. In calo, al contrario, la spesa per il riso che arretra del 17 per cento. Tra i canali di vendita la crescita più alta si registra negli ipermercati (più 21,7 per cento). Nella ripartizione delle vendite la Cia evidenzia che il 45 per cento avviene nei supermercati e ipermercati, il 26 per cento nei negozi specializzati, il 9 per cento nella vendita diretta e il 20 per cento da parte dei gruppi d’acquisto solidali e nel dettaglio tradizionale. Ma un fenomeno nuovo che interessa il settore è dovuto al fatto che i maggiori aumenti -avverte la Cia- si registrano al Sud ed in Sicilia (più 25,3 per cento), luoghi che da sempre hanno fatto registrare consumi molto bassi. Si confermano, invece, aumenti importanti nel Nord-Est (più 15,4 per cento) e nel Nord-Ovest (più 9,7 per cento). Più contenuto l’incremento nelle regioni del Centro (compresa la Sardegna) con un più 3,3 per cento. Il consumo di prodotti biologici resta, comunque, fortemente sbilanciato nei territori settentrionali, la cui incidenza sugli acquisti totali supera il 70 per cento. I terreni coltivati in Italia a biologico sono -conclude la Cia- oltre un milione 200 mila ettari. Il giro di affari è di circa di 1,7 miliardi di euro l’anno.
La Cia, di Taranto, esprime soddisfazione per l'assegnazione del Premio Nazionale Bandiera Verde alla Scuola Primaria “G. Pascoli” di Castellaneta e all'Azienda La manifestazione di consegna dei premi si è svolta a Roma nei giorni scorsi nella Sala Promoteca del Campidoglio, alla presenza del presidente e direttore nazionale della Cia Il premio “Bandiera Verde Agricoltura" istituito dalla Cia, giunto alla ottava edizione, è un riconoscimento che annualmente viene conferito ad aziende agricole, scuole, enti pubblici, giornalisti, personalità della cultura, che si sono particolarmente distinti nelle politiche di tutela dell'agricoltura, dell’ambiente e del paesaggio e nella valorizzazione dei prodotti tipici legati al territorio. I requisiti essenziali per la partecipazione alla premio sono: la storia, le azioni svolte, i capitoli di spesa per gli enti locali e i piani di investimento per le imprese tesi a salvaguardia, a valorizzazione e promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e della qualità e tipicità agricole ed enogastronomiche locali. Due specifici Comitati, promotore ed esaminatore, organizzano il premio-concorso, gestiscono il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” e ne controllano il corretto uso. Il premio, che consiste nell’assegnazione di una bandiera verde con il marchio agricoltura, è suddiviso in varie sezioni: province, comuni, aziende agricole singole o associate, altri fuori concorso. Il marchio “Bandiera Verde Agricoltura” è costituito da uno stemma rettangolare di colore verde con al centro un logo di forma circolare raffigurante tre colline stilizzate sovrapposte, di cui la collina in alto di colore verde chiaro, la collina centrale di colore verde scuro, la collina in basso di colore marrone. Sovrastante il logo circolare è presente la dicitura “Bandiera Verde”, sottostante il logo la dicitura “Agricoltura”. Chi ottiene il premio se ne può fregiare per cinque anni, al termine dei quali si procederà ad un’attenta verifica per poter continuare ad esporre il marchio di “Bandiera Verde”. A ciò è preposto un apposito Comitato, composto da esperti del settore, esponenti del mondo accademico e scientifico, che ha il compito di controllare ogni situazione ed intervenire in presenza di inadempienze o di uso indebito del marchio. Alcune classi della scuola primaria “G. Pascoli” di Castellaneta, attualmente guidata dal Dirigente Scolastico Sen. Prof. Infatti, è proprio la partecipazione a tale progetto che ha contribuito all'ottenimento di questo prestigioso premio e di un contributo in denaro frutto delle iscrizioni al concorso, da utilizzare per proseguire con il progetto “Scuola in Fattoria”. Pertanto, questo riconoscimento non è altro che il coronamento del notevole impegno e della collaborazione con Alla manifestazione per il ritiro del premio, era presente una delegazione composta dal direttore provinciale della Cia di Fra le venti aziende agricole premiate in tutta Italia ha ricevuto il riconoscimento anche l'Agricola Comunque, i “virtuosi” che la meriterebbero nel nostro Paese sono circa 20 mila. Il premio, conferito alle “eccellenze” agricole, all’innovazione, alla tradizione e ai “comportamenti virtuosi”, rivela un mondo agricolo dalle enormi potenzialità e risorse come ha ricordato Papa Benedetto XVI. Un preciso invito - ha ricordato il Pontefice - a “rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico ma come risorsa indispensabile per il futuro”. Una dichiarazione forte attraverso la quale si vuole riaffermare il valore del mondo agricolo e si stimolano giovani a riscoprire il lavoro imprenditoriale nelle campagne.
In seguito all’ondata di maltempo che ha causato pesanti danni all’agricoltura, il presidente regionale della Cia Campania Generoso Cucino ha inviato all'assessore regionale all'Agricoltura della Regione Campania, Vito Amendolara, una lettera sul problema dei reflui zootecnici. Ecco il testo della lettera. “Egregio Assessore, desidero rappresentarle un problema che, sono sicuro, non potrà non trovare il suo pronto e concreto interessamento. Come è noto, le piogge torrenziali che da oltre un mese si stanno abbattendo sull’intero Paese, nonché sulla nostra Regione, stanno determinando notevoli problemi e disagi alla popolazione tutta; l’agricoltura, in particolare sta subendo gravissimi danni che si vanno ad innestare su una situazione economica già gravemente compromessa. Come se non bastasse le avverse condizioni metereologiche hanno impedito numerosi lavori agricoli ed, in particolare, hanno impedito agli allevatori di spandere i reflui zootecnici sui terreni, utilizzati come concime, e pertanto le vasche di raccolta dei liquami sono quasi totalmente piene. Tale operazione fra pochi giorni non potrà più essere legalmente effettuata in quanto, in base alla normativa vigente, nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio non è consentito lo spandimento sui terreni dei reflui derivanti dagli allevamenti. Alla luce di quanto sopra si rende necessaria, a mio avviso, una deroga a tale normativa estendendo -a tutto il prossimo mese di dicembre- la possibilità dello spandimento sperando che una attenuazione dei fenomeni temporaleschi dia la possibilità agli allevatori di entrare nei terreni con i mezzi meccanici occorrenti alle predette operazioni. Le posso garantire che tale problematica è particolarmente sentita ed una sua positiva soluzione verrebbe incontro alle reali esigenze del mondo allevatoriale, già profondamente in crisi, evitando, fra l’altro, il manifestarsi di fenomeni di sversamenti non conformi alle attuali disposizioni di legge. Sicuro di un suo tempestivo e risolutivo intervento, colgo l’occasione per inviarle i miei più deferenti saluti”.
Dopo i successi dei prodotti di qualità alle maratone di New York, Madrid e Barcellona, la Cia rinnova il suo patto con il mondo dello sport e garantisce la partecipazione delle sue aziende alle iniziative di lancio del 18° Campionato mondiale di volo libero in programma al Monte Cucco nel 2011. Un forte impegno per promuovere produzioni sane, genuine e prive di Ogm. Un’azione per la valorizzazione dei territori e del ruolo straordinario di ospitalità e accoglienza svolto dagli agricoltori. E così anche l’agricoltura umbra scende in campo per il prossimo Campionato mondiale di volo libero che si terrà per la terza volta in Italia a Sigillo, appunto nella splendida cornice del Monte Cucco. Gli eventi in preparazione della kermesse estiva del Mondiale di deltaplano saranno a partire da questo autunno, infatt,i la più prestigiosa vetrina internazionale dei prodotti dell’agroalimentare umbro La Cia porterà “in volo” nel cuore del Parco le “eccellenze”, i sapori, la qualità, la tipicità dell' agroalimentare “made in Umbria”. Una straordinaria occasione di promozione delle specialità e dei prodotti regionali in un territorio conosciuto non soltanto per le bontà e tradizioni millenarie ma anche per la bellezza dei suoi paesaggi naturali e la ricchezza del patrimonio storico-culturale. Aspetti questi che spiccano in maniera significativa nella “Carta di Matera” della Cia, un “manifesto” “per un futuro con più agricoltura” posto all’attenzione dei Comuni italiani con importanti considerazioni sulle quali, di recente e molto autorevolmente, si è espresso anche papa Benedetto XVI . Un “patto”, necessario anche in Umbria, che valorizzi sempre meglio le risorse straordinarie dell’agricoltura, degli imprenditori e del loro lavoro, le produzioni, la loro qualità, la loro tipicità, il loro forte legame con il territorio e la tutela e salvaguardia l’ambiente naturale. Non solo un messaggio, quindi, ma una partecipazione con la quale si vuole rafforzare l'importante rapporto alla base della nuova alleanza : ambiente-sport-mondo rurale-alimentazione. Un rapporto che si fonda su valori veri e significativi che per le nuove generazioni diventa un formidabile veicolo educativo di conoscenza e di crescita. Sotto i riflettori, a debuttare così in questo primo fine settimana di sapori, sarà l'olio, il re del “paniere dei mondiali” che insieme al meglio dei prodotti umbri, testimonierà l’impegno della Cia per le produzioni sane e prive di Ogm e per la memoria delle tradizioni storiche, culturali, alimentari umbre, considerate una ricchezza da preservare e valorizzare Proprio su questi principi si fonderà l'alleanza tra lo sport e il mondo dell’agroalimentare due realtà che nel suggestivo scenario del parco del Monte Cucco si apprestano a costruire con gli operatori turistici locali, manifestazioni e occasioni di ospitalità e accoglienza per i numerosi appassionati e sportivi delle varie nazionali di volo libero presenti al mondiale.
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